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Discussione: Amore o affetto?

  1. #61
    Postatore Epico L'avatar di Alesxandra
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    Originariamente postato da *melyxa*
    Per me il significato di amore è molto soggettivo!!! Ognuno dà definizione all'amore e lo vive secondo la propria personalità!!!
    E' assurdo dire che si è innamorati solo perchè leggendo i canoni che ci sono stati dati rispecchiamo la maggior parte dei punti!! Io lo sento dentro quando sono innamorata!!! E' quando provo un senso di gioia a stare vicino a quella persona, quando ci faccio dei progetti, quando penso alla mia vita futura e in maniera naturale la vedo con lui a fianco...è voler condividere le cose assieme perchè mi entusiasma farlo...e tante altre cose....è la sensazione di completezza quando hai vicino l'altro, e quando il solo pensiero di perderlo ti dà la morsa allo stomaco...questa è la mia definizione!! Ma è la MIA!!!! Lo sentite dentro quando siete innamorati...ma innamorati secondo il vostro criterio e secondo le cose di cui avete bisogno VOI....
    Diciamo anche che ognuno ha il suo modo di amare. Ognuno sa amare a suo modo......per quanto a volte i modi dell'altro possano sembrarci strani solo perchè diversi dai nostri

    Comunque hai ragione melixa. Io sono innamorata. Io amo. Ne sono certa e non ho bisogno di far riferimento a definizioni particolari. Ed è bello così

  2. #62
    Partecipante Affezionato L'avatar di ockham74
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    Alesxandra e Melixa

    quando parlo dei condizionamenti li intendo ad un livello profondo, paragonabile ai quadri psichici descritti da Ale e alla soggettività chiamata in causa da Mel.
    Ovvero, sono dinamiche che appaiono come spontanee, cioè le "si sente" dentro.

    In risposta a Mel dico che non credo che sia assurdo pensare che la nostra spontaneità è condizionata dalla nostra storia.
    Mi sembra maggiormente improbabile il contrario, cioè che, dopo una vita passata a relazionarci, imparare, confrontarci, condizionarci, subire, soffrire, far soffrire e altre relazioni si possa assumere il nostro stato mentale come qualcosa di assoluto.
    Posso testimoniare che non lo è, e che il mio è cambiato innumerevoli volte.

    Questo non significa che non si possano nutrire sentimenti buoni per il proprio partner e per la vita di coppia. Non dico nulla di male su questo.
    Però se una persona soffre perchè sente che i suoi pensieri e le sue azioni oppure quelle del suo partner non corrispondono ad un certo "standard", come è successo a me un mucchio di volte, vale la pena mettere in discussione questo standard e cercare di capire da dove si origina.

    Ciao

    M

  3. #63
    Postatore Epico L'avatar di Alesxandra
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    Originariamente postato da ockham74
    se una persona soffre perchè sente che i suoi pensieri e le sue azioni oppure quelle del suo partner non corrispondono ad un certo "standard", come è successo a me un mucchio di volte, vale la pena mettere in discussione questo standard e cercare di capire da dove si origina.
    Assolutamente d'accordo.......

  4. #64
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    Originariamente postato da Alesxandra
    Vedi Ember.....quella che tu hai con il tuo ragazzo è una storia sana che dona felicità, appagamento e serenità ad entrambi. Mi permetto di dire anche che evidentemente siete entrambe persone equilibrate dal punto di vista psicologico, per cui è possibile un rapporto d'amore che non sia limitante nè simbiotico.
    Grazie sai, a volte il nostro rapporto è visto in modo strano, alcuni nostri conoscenti (che evidentemente non ci conoscono poi così bene) si scandalizzano perchè facciamo apprezzamenti su altre persone o ci prendiamo in giro a vicenda sui nostri limiti... e poi non è che si scandalizzano perchè lo facciamo, ma perchè lo facciamo in presenza dell'altro! Ma che genere di rapporti hanno idealizzato allora?! Io sto tanto bene così, anzi tra noi se c'è una cosa che manca è la gelosia (dato che c'è la fiducia).

  5. #65
    Postatore Epico L'avatar di Alesxandra
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    Originariamente postato da Ember
    Grazie sai, a volte il nostro rapporto è visto in modo strano, alcuni nostri conoscenti (che evidentemente non ci conoscono poi così bene) si scandalizzano perchè facciamo apprezzamenti su altre persone o ci prendiamo in giro a vicenda sui nostri limiti... e poi non è che si scandalizzano perchè lo facciamo, ma perchè lo facciamo in presenza dell'altro! Ma che genere di rapporti hanno idealizzato allora?! Io sto tanto bene così, anzi tra noi se c'è una cosa che manca è la gelosia (dato che c'è la fiducia).
    Che bello! Sicuramente vi fidate molto l'uno dell'altra e questa è la cosa più bella perchè dona serenità ad entrambi.

  6. #66
    Angelus_Laguna
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    Io mi "scandalizzerei" molto di più se fosse fatto alle spalle dell'altro, anzi tutto quello che è di "fronte" e comune accordo col partner indica se non altro , a voler essere ipercritici, una unione di intenti e di visione della vita.

  7. #67
    Partecipante Affezionato L'avatar di ockham74
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    Originariamente postato da Ember
    Io sto tanto bene così, anzi tra noi se c'è una cosa che manca è la gelosia (dato che c'è la fiducia).[/COLOR]
    Ciao, è bello come descrivi il tuo rapporto di "fidanzamento" (che termine useresti per curiosità?).

    Discutevo con mia moglie proprio questo week-end di cosa sia la fiducia. O meglio, quale significato per il significante?
    Certamente a parole sembra di spaccare il capello in quattro (e anche qualcos'altro forse) con questa continua discussione sui significati.
    Ma è la prima volta che l'ho messa in parole. E credo che sia sorprendente pensare per la prima volta dopo 33 anni a una parola così diffusa come "fiducia".
    "sentimento di sicurezza, tranquillità, speranza e sim., che deriva dal confidare in qcn. o in qcs., nelle possibilità proprie o altrui", così definisce il dizionario De Mauro.
    Abbastanza aperta.

    La mia definizione, in sintesi incerta, è: mi fido di una persona quando lo stato mentale manifesto e le azioni di costei rientrano in un contorno abituale, discusso, di compromesso tra me e lui/lei, accettato da me come buono e non portatore di dolore.

    Tutti riconoscono che le azioni e i pensieri degli altri a volte non corrispondono al contorno abituale discusso. Allora c'è il "tradimento", il portarsi oltre quel contorno, il consegnare a qualcun altro le chiavi di quel contorno privato.

    Mi domando se il contorno sia necessario per vivere o se non sia possibile uno stato di fiducia indipendente da esso.

    Il contorno del "patto" riportato da Ember è assai più ampio di alcuni altri che tipicamente si incontrano, ma esiste pur sempre il suo confine.

    Ovvero il grosso tedio è per me la rapidità con cui molto spesso l'amore, ampiamente manifestato con atti di fede, si trasforma in odio e disinteresse per la stessa identica persona che fuoriesce, nella nostra ottica, colpevolmente, dal contorno del patto.

  8. #68
    Postatore Compulsivo L'avatar di francy1981
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    amore o affetto?
    non capisco quale si dei due il mio sentimento...
    io soffro terribilmente perchè mi fa male il fatto che una mia scelta (che ancora non so se sia giusta) lo sta facendo stare male da impazzire, non riesce più a vivere e questo pensiero mi fa stare male perchè l'ultima cosa che vorrei è avergli portato dolore...cos'è questo sentimento cos'è? perchè sto cosi male da non riuscire a vivere bene nemmeno io?
    ho sempre pensato che l'amore fosse un sentimento..un'emozione talmente forte quasi inspiegabile che si prova per una persona...il sentirsi morire senza di essa..io ora mi sento morire perchè non voglio far soffrire nessuno...e nonostante lui mi abbia fatto soffrire in questi lunghi anni, io non riesco a pensare di vederlo star male cosi..perchè?
    è semplice affetto? o è ancora amore...c'è un confine cosi labile tra queste due emozioni? io ho un conflitto tra diverse emozioni e non so più distinguerle...non so..

  9. #69
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    Sono d'accordo con quello che dici ockham74

    A proposito, non so come definisco il mio rapporto... una relazione stabile o qualcosa del genere... "fidanzamento" è un pò old fashioned e poi non so se ci sposeremo a breve per cui non lo uso molto. Stiamo insieme, ci amiamo... ma non saprei dire come si chiama tutto questo.

    Nel mio paese per definire due partner si usano a volte i termini scherzosi "marito" e "moglie" ad esempio se arrivo dai miei amici e lui non c'è, mi chiedono "e du l'è mes el tu marit?"

  10. #70
    *melyxa*
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da ockham74
    Però se una persona soffre perchè sente che i suoi pensieri e le sue azioni oppure quelle del suo partner non corrispondono ad un certo "standard", come è successo a me un mucchio di volte, vale la pena mettere in discussione questo standard e cercare di capire da dove si origina.

    M
    Per me per esempio non esiste uno standard...ti faccio un esempio...nell'amore il tradimento non è concepito, ma io non è che non lo concepisco perchè la società ci dice che ci deve essere fedeltà tra uomo e donna, ma io non lo concepisco perchè mi fà soffrire il pensiero che qualcuno che amo tanto vada con un'altra persona!!! Cioè se le mie sofferenze rientrano nello standard è una coincidenza..si vede che fanno male alla stragrande maggioranza delle persone e questo ha fatto sì che divenisse uno standard da evitare!!! Capisci che dico????

  11. #71
    Partecipante Affezionato L'avatar di ockham74
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    Originariamente postato da *melyxa*
    ...Cioè se le mie sofferenze rientrano nello standard è una coincidenza..si vede che fanno male alla stragrande maggioranza delle persone e questo ha fatto sì che divenisse uno standard da evitare!!! Capisci che dico????
    Sì capisco il tuo pensiero.
    Quello che suggerisco io è di provare a osservare se il pensiero che appare spontaneo abbia una sola direzione compatibile con la tua esistenza.
    Se studi psicologia o sei psicologa avrai una certa fiducia nel fatto che gli stati mentali o psichici dipendono dalle esperienze vissute dalla nascita in poi. Cioè, i pensieri spontanei sono il risultato dei condizionamenti di una vita.

    La questione è:
    1) E' possibile cambiarli?
    2) Se li cambio, sono sempre Io?
    3) Li voglio cambiare?

  12. #72
    *melyxa*
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da ockham74
    Sì capisco il tuo pensiero.
    Quello che suggerisco io è di provare a osservare se il pensiero che appare spontaneo abbia una sola direzione compatibile con la tua esistenza.
    Se studi psicologia o sei psicologa avrai una certa fiducia nel fatto che gli stati mentali o psichici dipendono dalle esperienze vissute dalla nascita in poi. Cioè, i pensieri spontanei sono il risultato dei condizionamenti di una vita.

    La questione è:
    1) E' possibile cambiarli?
    2) Se li cambio, sono sempre Io?
    3) Li voglio cambiare?
    Certo che si può cambiare!!! Siamo una continua evoluzione!!! Non sono psicologa, nè studio psicologia, sono una grande lettrice però di tutto ciò che riguarda la materia, amo questo genere di libri, amo capire gli altri e amo capire me stessa...
    Sono convinta che siamo il risultato di quello che abbiamo assorbito durante l'infanzia...ma quando si cresce, si fanno dei persorsi, se si ha il coraggio, si superano le cose prodotte dall'infanzia..ci si rimette in gioco, si cambia la propria direzione se lo si vuole...quindi sono sempre io se cambio...è il mio percorso, è quello che ho deciso io di fare...
    Se cambio spero che sia perchè lo voglio e non perchè sono obbligata, in qual caso non sarei io....
    Non rimaniamo intrappolati nell'essere solo un prodotto della nostra infanzia...io mi sono liberata di tante cose nel corso degli anni e posso dire che sono mutata in molti aspetti....è la natura credo....

  13. #73
    Partecipante Affezionato L'avatar di ockham74
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    Originariamente postato da *melyxa*

    ....quindi sono sempre io se cambio...è il mio percorso, è quello che ho deciso io di fare...
    Se cambio spero che sia perchè lo voglio e non perchè sono obbligata, in qual caso non sarei io....
    Volevo raccontarti la storia della torta al cioccolato e la torta alla papaya.
    E' in realtà una specie di simulazione. Supponi di amare il cioccolato, come molti, e di non sopportare la papaya come dessert. Ad un party ti offrono una fetta di torta al cioccolato e una di torta alla papaya. Ovviamente sei libera di scegliere di mangiare quella che vuoi. E scegli quella che ti piace.
    Ma chi decide quale delle due ti piace?
    Sei davvero libera di scegliere quale delle due vuoi tra il cioccolato e la papaya?
    Immagina di mangiare la papaya e provare disgusto, dove è la tua libertà? Perchè una ti piace e l'altra no?

  14. #74
    Novembre '99
    Ospite non registrato
    "Un rapporto serio permette di abbandonare finzioni e seduzioni, di portare alla luce la propria vulnerabilità e di far emergere il proprio io. Un rapporto di questo tipo rappresenta lo scontro della mia umanità con la tua, ed è fatto di gioie e limitazionil. Il modo in cui la coppia gestisce questo scontro è ciò che determina la qualità del rapporto. Un rapporto non romantico, ma certamente profondo.

    Ecco, questa è la MIA definizione di Amore. Presa in prestito dalle parole di non so chi.

  15. #75
    Partecipante Affezionato L'avatar di ockham74
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    Originariamente postato da Novembre '99
    "Un rapporto serio permette di abbandonare finzioni e seduzioni, di portare alla luce la propria vulnerabilità e di far emergere il proprio io. Un rapporto di questo tipo rappresenta lo scontro della mia umanità con la tua, ed è fatto di gioie e limitazionil. Il modo in cui la coppia gestisce questo scontro è ciò che determina la qualità del rapporto. Un rapporto non romantico, ma certamente profondo.

    Ecco, questa è la MIA definizione di Amore. Presa in prestito dalle parole di non so chi.
    E' una definizione interessante e profonda. Ma per me nascono dei problemi.
    In primis la definizione di serio applicata al rapporto, secondo me non è chiara. Serio significherebbe un grosso coinvolgimento della persona, una grande "intenzionalità", una lunga durata, un elevato livello di progettazione o che altro?
    Un altro problema che solleva è quello della finzione. La qualità "finto" si applica a scale differenti. Succede spesso di pensare che le emozioni dimostrate da qualcuno nei nostri confronti fossero finte, perchè dopo un po' di tempo sono cambiate. Che cos'è la finzione? A furia di pensare a me sembrerebbe tutto finto in un rapporto, cioè tutto mosso da schemi di organizzazione non controllabili e mutevoli. Se vuoi un'altra scala di valutazione di ciò che è finto, si può giocare a trovare in ogni azione una motivazione egoistica al suo avvenire (e si riesce per tutte le azioni di un rapporto di coppia).

    M

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