Mi viene il dubbio che con colleghi psicoanalisti tu non ci abbia mai parlato o, visto che sei più esperto di loro in psicoanalisi, che non li abbia ascoltati. Non credo che troverei molte discrepanze sul considerare la relazione di transfert come oggetto dell'interpretazione, nè molto disaccordo nel affermare che non è il transfert in sè che cura, bensì l'interpretazione che promuove processi trasformativi. Così come è ovvio che siano entrambi importanti, ma questo non l'ho mai negato.
Non so poi da dove abbia dedotto che per me la tecnica non ha valore...
Ed è tutta qui la letteratura che citi? Speravo almeno in Popper o Grünbaum (che peraltro hanno mosso critiche di ben diverso spessore alla psicoanalisi, tutt'altro che ignorate dagli psicoanalisti - alla faccia del fatto che la scienza non gli piace - e su cui ci sarebbe molto da discutere).
Saluti








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Simone
) che dibatteva sulla visione esterna che è in grado di rendere oggettivi hai controargomentato sul piano personale dicendogli che si elevava a filosofo e a gieko che ribatteva al tuo intervento sul metodo scientifico e sulla letteratura che metteva in discussione altre forme di terapia controargomentavi sempre sul piano personale circa la sua difesa di un modello in cui avrebbe investito. Grandi argomentazioni, si.
sono venuto da chi viaggia nel versante Dinamico non solo terapeuti, ma anche pazienti, che se si sentono di difendere, il quello in cui credono, ma a torto, perché nessuno se li stava filando.