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  1. #136
    Partecipante Assiduo
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    07-02-2008
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    fontenuova
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    148

    Re: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    melita ma dove hai rovato questa differenziale nel dsm iv? io in quello infanzia... non ho questa specifica, ma anzi aprla della fobia sociale, della comorbilità con depressione e ansia generalizzata.. non so... tu forse consideri i criteri diagnostici in cui esclude si abbia durante dist umore o dgs??

  2. #137
    Partecipante Figo
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    20-10-2008
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    Citazione Originalmente inviato da vera1985 Visualizza messaggio
    melita ma dove hai rovato questa differenziale nel dsm iv? io in quello infanzia... non ho questa specifica, ma anzi aprla della fobia sociale, della comorbilità con depressione e ansia generalizzata.. non so... tu forse consideri i criteri diagnostici in cui esclude si abbia durante dist umore o dgs??
    io ho entrambi i DSM, sia il IV che infanzia e adolescenza, ma sto studiando prevalentemente sul IV e fa la differenziale con il DGS, comunque sto rigguardando il celi e vedo che fa spesso differenziali con disturbi che nel dsm non ci sono ma che a intuito hanno un senso logico, ora francamente non so proprio come mi devo regolare, per esmpio anche per la fobia sociale fa la differenziale(il celi) con dist d'ansia di separazione(come nel DSM IV) ma anche con i disturbi dell'umore che invece nel DSM non sdono citati...che si fa?non so se devo segure l'intuito o no, per questo forse ho tanta difficoltà per la differenziale, perchè col ragionamento direi una cosa ma col dsm alla mano il mio ragionamento fa cilecca

    ho grossi problemi col forum ad accedere mi dice sempre server sovraccarico anche a mezzanotte, lo fa pure a voi?non riesco quasi più a postare

  3. #138
    Partecipante Figo
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    20-10-2008
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    752

    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    Diagnosi differenziale L'ansia di separazione può essere una manifestazione associata di Disturbi Generalizzati dello Sviluppo, Schizofrenia o altri Disturbi Psicotici. Se i sintomi del Disturbo d'Ansia di Separazione insorgono esclusivamente durante il decorso di uno di questi disturbi, non viene fatta una diagnosi separata di Disturbo d'Ansia di Separazione. Il Disturbo d'Ansia di Separazione è distinto da Disturbi Generalizzati dello Sviluppo per il fatto che l'ansia riguarda in modo prevalente la separazione da casa e dalle figure di attaccamento. Nei bambini o negli adolescenti con Disturbo d'Ansia di Separazione, le minaccie di separazione possono portare ad ansia estrema ed anche ad un Attacco di Panico. Diversamente dal Disturbo di Panico, l'ansia riguarda la separazione dalle persone o da casa piuttosto che l'essere paralizzato da un Attacco di Panico inaspettato. Negli adulti il Disturbo d'Ansia di Separazione è raro e non dovrebbe essere ulteriormente diagnosticato se le paure di separazione sono meglio attribuibili ad Agorafobia nel Disturbo di Panico Con Agorafobia o ad Agorafobia Senza Storia di Disturbo di Panico. Le assenze ingiustificate da scuola sono comuni nel Disturbo della Condotta, ma l'Ansia di Separazione non è responsabile di assenze da scuola e il bambino di solito sta lontano da casa, piuttosto che tornarvi. Alcuni casi di rifiuto della scuola, specie nell'adolescenza, sono dovuti a Fobia Sociale o a Disturbi dell'Umore piuttosto che ad Ansia di Separazione. Diversamente dalle allucinazioni nei Disturbi Psicotici, le esperienze percettive inusuali nel Disturbo d'Ansia di Separazione sono di solito basate sulla dispercezione di uno stimolo in atto, si manifestano solo in certe situazioni (per es., di notte) e sono annullate dalla presenza di una figura di attaccamento. Per distinguere i livelli d'ansia di separazione adeguati al livello di sviluppo dalle preoccupazioni riguardanti la separazione clinicamente significativa del Disturbo d'Ansia di Separazione si deve usare la valutazione clinica.

  4. #139
    Partecipante Figo
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    20-10-2008
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    avete ragione voi, lo mette anche nel DSM ma non in grassetto e mi era sfuggito...sono tutti in grassetto tranne i disturbi dell'umore!!!

  5. #140
    Partecipante Esperto
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    24-02-2008
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    Ciao ragazze come va lo studio? sto cercando di seguire le vostre discussioni ma non è semplice, questi giorno la mia bimba sta poco bene e ieri sera l'abbiamo portata all'ospedale, ha un'infiammazione alla gola con il mughetto, che è un fungo.
    Questi ultimi giorni non credo che riuscirò a studiare molto.


  6. #141
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    Ragazze ho provato a fare un altro caso, è del novembre 2004 e come al solito non solo capace a inserirlo qui.
    Questo è l'indirizzo. http://www.uniroma1.it/studenti/laur...20411PEVO1.pdf

    Comunque metto lo svolgimento, vi va di commentarlo? baci

    TRACCIA samuele
    NOVEMBRE 2004


    A) Per le finalità diagnostiche richieste faremo riferimento al Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali IV edizione Text-Revision (DSM-IV-TR).
    I sintomi esposti dai docenti potrebbero orientare l’attenzione verso il gruppo diagnostico dell’asse I Disturbi del Comportamento.
    Samuele è un bambino che frequenta la prima media ha difficoltà ad adeguarsi alle regole scolastiche e a mantenere l’attenzione sul lavoro scolastico, inoltre non ascolta quando gli si parla. Si organizza in modo inadeguato per lo svolgimento dei compiti, spesso non ha l’occorrente per portarli a termine ed è invadente nei confronti dei compagni.
    In classe lascia frequentemente il posto a sedere per parlare con loro o prendere qualche oggetto.
    Attraverso la descrizione di questi sintomi si potrebbe ipotizzare un Disturbo da deficit di attenzione e iperattività, in quanto ci sono 6 criteri diagnostici per più di sei mesi con un’intensità che provoca disadattamento e che contrasta con il livello di sviluppo.
    Inoltre i sintomi oltre che nella scuola, si manifestano in famiglia, dove la mamma cerca di contrastarlo con punizioni esagerate, con modalità discontinue e poco coerenti di educazione.
    B) Ipotizzando un Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività come ipotesi diagnostica la diagnosi differenziale potrebbe essere composta dai seguenti disturbi: Disturbo d’ansia, dove però l’iperattività è fluttuante e Disturbo adattamento
    C) Strumenti. Per accreditare l’ipotesi diagnostica si ha la necessità di effettuare un colloquio con i genitori, in questo caso con la madre e se è possibile con il padre, per conoscere l’anamnesi del ragazzo (gravidanza, parto, vita prenatale e perinatale, tappe dello sviluppo evolutivo,il linguaggio, deambulazione, ingesso nella scuola) e per indagare il rapporto tra Samuele e la famiglia, in particolar modo per approfondire le opinioni che i genitori hanno degli atteggiamenti di S., un colloquio con le insegnanti, per capire il loro punto di vista e per avere maggiori informazioni del comportamento del ragazzo nell’ambito scolastico ed un colloquio con S.
    Inoltre mi avvallerei della possibilità di somministrare i seguenti test: MF,CO,SDAI,SDAG, CO,valutazione dell’intelligenza e del linguaggio e SCOD.
    Intervento. Qualora quindi attraverso le dovute indagini fosse confermata l’ipotesi diagnostica principale di DDAI potremmo suggerire un intervento specialistico di tipo cognitivo-comportamentale con l’obiettivo di una riduzione dei sintomi ed un ripristino delle normali funzionalità psico-sociali del paziente, come acquisizione di abilità sociali, interpersonali e comunicative; sviluppare la capacità di autocontrollo e di gestione delle emozioni.
    Gli interventi sarebbero suddivisi rispetto al bambino, alla scuola e alla famiglia.
    Bambino: lavoro su autostima, autoefficacia, aumentare i tempi dell’attenzione (token economy, automitoraggio), educazione razionale emotiva, tecniche di role-playing per training delle abilità sociali.
    Scuola:programmare obiettivi comuni ( analisi del compito), insegnamento delle tecniche di rinforzo e analisi funzionale alle insegnanti., programmazione didattica individualizzata.
    Genitori: parent training far comprendere ai genitori alcune dinamiche relazionali ed ad affrontare con atteggiamenti e metodi migliori le modificazioni dello stile educativo.

  7. #142
    Partecipante Esperto
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    24-02-2008
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    Ragazze ho provato a fare un altro caso, è del novembre 2004 e come al solito non solo capace a inserirlo qui.
    Questo è l'indirizzo. http://www.uniroma1.it/studenti/laur...20411PEVO1.pdf

    Comunque metto lo svolgimento, vi va di commentarlo? baci

    TRACCIA samuele
    NOVEMBRE 2004


    A) Per le finalità diagnostiche richieste faremo riferimento al Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali IV edizione Text-Revision (DSM-IV-TR).
    I sintomi esposti dai docenti potrebbero orientare l’attenzione verso il gruppo diagnostico dell’asse I Disturbi del Comportamento.
    Samuele è un bambino che frequenta la prima media ha difficoltà ad adeguarsi alle regole scolastiche e a mantenere l’attenzione sul lavoro scolastico, inoltre non ascolta quando gli si parla. Si organizza in modo inadeguato per lo svolgimento dei compiti, spesso non ha l’occorrente per portarli a termine ed è invadente nei confronti dei compagni.
    In classe lascia frequentemente il posto a sedere per parlare con loro o prendere qualche oggetto.
    Attraverso la descrizione di questi sintomi si potrebbe ipotizzare un Disturbo da deficit di attenzione e iperattività, in quanto ci sono 6 criteri diagnostici per più di sei mesi con un’intensità che provoca disadattamento e che contrasta con il livello di sviluppo.
    Inoltre i sintomi oltre che nella scuola, si manifestano in famiglia, dove la mamma cerca di contrastarlo con punizioni esagerate, con modalità discontinue e poco coerenti di educazione.
    B) Ipotizzando un Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività come ipotesi diagnostica la diagnosi differenziale potrebbe essere composta dai seguenti disturbi: Disturbo d’ansia, dove però l’iperattività è fluttuante e Disturbo adattamento
    C) Strumenti. Per accreditare l’ipotesi diagnostica si ha la necessità di effettuare un colloquio con i genitori, in questo caso con la madre e se è possibile con il padre, per conoscere l’anamnesi del ragazzo (gravidanza, parto, vita prenatale e perinatale, tappe dello sviluppo evolutivo,il linguaggio, deambulazione, ingesso nella scuola) e per indagare il rapporto tra Samuele e la famiglia, in particolar modo per approfondire le opinioni che i genitori hanno degli atteggiamenti di S., un colloquio con le insegnanti, per capire il loro punto di vista e per avere maggiori informazioni del comportamento del ragazzo nell’ambito scolastico ed un colloquio con S.
    Inoltre mi avvallerei della possibilità di somministrare i seguenti test: MF,CO,SDAI,SDAG, CO,valutazione dell’intelligenza e del linguaggio e SCOD.
    Intervento. Qualora quindi attraverso le dovute indagini fosse confermata l’ipotesi diagnostica principale di DDAI potremmo suggerire un intervento specialistico di tipo cognitivo-comportamentale con l’obiettivo di una riduzione dei sintomi ed un ripristino delle normali funzionalità psico-sociali del paziente, come acquisizione di abilità sociali, interpersonali e comunicative; sviluppare la capacità di autocontrollo e di gestione delle emozioni.
    Gli interventi sarebbero suddivisi rispetto al bambino, alla scuola e alla famiglia.
    Bambino: lavoro su autostima, autoefficacia, aumentare i tempi dell’attenzione (token economy, automitoraggio), educazione razionale emotiva, tecniche di role-playing per training delle abilità sociali.
    Scuola:programmare obiettivi comuni ( analisi del compito), insegnamento delle tecniche di rinforzo e analisi funzionale alle insegnanti., programmazione didattica individualizzata.
    Genitori: parent training far comprendere ai genitori alcune dinamiche relazionali ed ad affrontare con atteggiamenti e metodi migliori le modificazioni dello stile educativo.

  8. #143
    Partecipante Figo
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    Provo a fare uno schema riassuntivo dei disturbi(non tutti) con un paio di disturbi nella diagnosi differenziale, se vi va ditemi se vi torna e non prendetemi per scema :-D
    DISTURBO D’ANSIA DI SEPARAZIONE:fobia sociale e disturbi dell’umore (anche dgs, e dist. Di panico),
    DISTURBI D’ANSIA:
    • FOBIA SPECIFICA: fobia specifica, disturbo d’ansia di separazione
    • FOBIA SOCIALE: disturbo d’ansia di separazione, disturbo d’ansia generalizzato,agorafobia
    • DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO: fobia specifica, disturbi da tic, disturbi da movimenti stereotipati
    • DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS: disturbo dell’adattamento, disturbo acuto da stress e DOC
    • DIST. D’ANSIA GENERALIZZATO: fobia sociale, dist. D’ansia di separazione, disturbi dell’umore, disturbo dell’adattamento
    DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO:
    per tutti: RM, disturbi della comunicazione, DGS
    per la scrittura anche disturbo dello sviluppo della coordinazione in caso di pessima calligrafia
    DISTURBI DELL’UMORE
    DIST DEPRESSIVO MAGGIORE: disturbo distimico, disturbo dell’adattamento con umore deprsso, disturbi d’ansia
    DISTURBO DISTIMICO: dist. Depressivo maggiore
    DISTURBI DELL’ADATTAMENTO: DPTS, e dist. Acuto da stress
    DISTURBI GENERALIZZ. DELLO SVILUPPO:
    • DISTURBO AUTISTICO: rett e dist, di asperger, dist disintegrativo della fanciullezza, mutismo selettivo, dist da movimenti stereotipati, RM (spesso associato)
    • DIST. DI RETT: altri DGS
    • DIST. ASPERGER: altri DGS e DOC per la presenza della sottomissione a rituali
    • D. DISINTEGRATIVO DELLA FANCIULLEZZA: altri DGS
    DISTURBI DELLA COMUNICAZIONE:
    • DELL’ ESPRESSIONE DEL LINGUAGGIO: MISTO, ESPRESSIONE SCRITTA, MUTISMO SELETTIVO
    • MISTO: dist dell’espressione del linguaggio, DGS, RM, mutismo selettivo
    DISTURBO REATTIVO DELL’ATTACCAMENTO: RM, DGS
    MUTISMO SELETTIVO: DGS, disturbi della comunicazione
    DISTURBI DEL COMPORTAMENTO:
    • DDAI: RM,DGS, altri disturbi mentali tipo d’ansia e depressione la cui insorgenza di sintomi come irritabilità è dopo i 7 anni
    • DOP: ddai, d. della condotta, disturbi dell’umore
    • D. DELLA CONDOTTA: ddai, dop, disturbo dell’adattamento con alterazione della condotta

  9. #144
    Partecipante Figo
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    questo è il caso di momy

    Prova 1
    Uno psicologo del Servizio Materno-lnfantile della ASL riceve una richiesta di consulenza psicologica da una
    scuola media per l’alunno S. che frequenta la prima media. Il comportamento di S. è stato oggetto di un'accesa
    riunione dei genitori di classe, alla presenza di alcuni docenti e della Preside. I principali problemi lamentati
    sono: l'irruenza di S., che da a alcuni genitori e professori viene definita "aggressività" e le sue difficoltà ad
    adeguarsi alle regole scolastiche. Lo psicologo convoca in una riunione i professori, dai quali riceve le seguenti
    informazioni: S. talora sembra non ascoltare quando gli si parla e ha difficoltà a mantenere l'attenzione sul
    lavoro scolastico, si organizza in modo inadeguato per lo svolgimento dei compiti, spesso perdendo o
    dimenticando l'occorrente per portarli a termine, è invadente nei confronti dei compagni e lascia
    frequentemente il suo posto a sedere per parlare con loro o prendere qualche oggetto. La madre di S. fornisce le
    seguenti informazioni: S. è figlio unico e non ha mai conosciuto il padre, che non ha neanche legalmente
    riconosciuto la paternità. E’ sempre stato un bambino molto vivace, le maestre lo ritenevano un alunno
    "particolare" e, secondo lei, non lo hanno mai considerato affidabile. La madre cerca di tenerlo sempre sotto
    controllo, comminando punizioni esagerate rispetto ai comportamenti di S., con modalità discontinue e poco
    coerenti. Lo psicologo decide di avere un colloquio con S.
    1. Su quali aree sarebbe utile indagare nel colloquio con S.
    2. Quali strumenti si potrebbero utilizzare nel colloquio per ottenere ulteriori informazioni
    3. L'ipotesi o le ipotesi diagnostiche che si possono formulare per spiegare le problematiche di S.
    4. Quale ipotesi di diagnosi differenziale si può ipotizzare
    5. Il tipo di intervento ritenuto più idoneo
    6. Le eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare.

  10. #145
    Partecipante Figo
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    volevo dire che per il DDAI riguardo i test diagnsotici secondo me c'è un errore non sono prove CO ma prove CP, così come riporta anche sul CELI, si somministrano prove MF, prove CO e prove MFCPR, è un'errore che ho trovato di frequente qui su ops, a meno che non esistano anche le prove co, ma guarda caso la c e la p sono vicine sulla tastiera, temo sia un errore di battitura

  11. #146
    Partecipante Figo
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    che nervi, non so a voi ma a me il forum da problemi seri, cambia tutta la scrittura con numeri, non funziona dice sempre che è sovraccarico, lascio stare perchè mi fa perdere solo tempo

    momy il caso è fatto bene, come al soltio avrei avuto difficoltà con la differenziale, non avrei messo dist dell'adattamento, ma in realtà va bene perchè si può fare cpn altri dist mentali in generale

  12. #147
    Partecipante Affezionato L'avatar di moon1983
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    [QUOTE=momypsic;2494158]Ragazze ho provato a fare un altro caso, è del novembre 2004 e come al solito non solo capace a inserirlo qui.
    Questo è l'indirizzo. http://www.uniroma1.it/studenti/laur...20411PEVO1.pdf

    Comunque metto lo svolgimento, vi va di commentarlo? baci

    TRACCIA samuele
    NOVEMBRE 2004

    Ecco il mio svolgimento:
    Per le finalità diagnostiche richieste faremo riferimento al Manuela Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentale, quarta edizione text revision (DSM-IV-TX)

    S. è un bambino che frequenta la prima media il cui comportamento è stato oggetto di un’accesa riunione dei genitori di classe, docenti e della Preside. Essi infatti lamentano la sua “irruenza” e “aggressività” e le “sue difficoltà nell’adeguarsi alle regole scolastiche”.
    Dal colloquio con gli insegnanti, sembra emergere una compromissione a livello di attenzione, iperattività e impulsività, evidente nei seguenti comportamenti: ”talora sembra nn ascoltare quando gli si parla” “difficoltà di attenzione sul lavoro scolastico” “inadeguatezze nello svolgimento dei compiti” “perde e dimentica l’occorrente per portarli a termine” “invadenza nei confronti dei compagni” “lascia freq. Il suo posto a sedere per parlare con loro o prendere qualche oggetto”.
    Dal colloquio con la mamma emerge che S. è stato un bambino sempre molto vivace, a detta delle maestre “particolare” e secondo lei anche “inaffidabile”. S. è figlio unico e non ha vicino una figura paterna che non ha mai conosciuto e che non ha mai voluto riconoscere la sua paternità. Le sue modalità educative sono caratterizzate da punizioni esagerate rispetto ai comportamenti di S, discontinue e incoerenti.
    Tali informazioni potrebbero condurre verso una possibile diagnosi di disturbo del comportamento, in particolare Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) viste le aree coinvolte. Naturalmente i dati presenti non sono sufficienti, occorrerà pertanto condurre ulteriori approfondimenti per avvalorare tale ipotesi.(esordio prima dei 7 anni, compromissione in almeno due contesti di vita, e compromissione significativa del funzionamento scolastico, presente in S.)
    È infatti importante porre una diagnosi differenziale dal DOP ( prevale un comportamento oppositivo verso le altre persone senza gravi conseguenze antisociali. S. viene definito “aggressivo” dai genitori e insegnanti e “mostra difficoltà nell’adeguarsi alle regole scolastiche”- occorrerebbe approfondire tali aspetti)
    E una diagnosi differenziale dal DC ( caratterizzato da comportamenti più gravi che violano i diritti degli altri o le regole sociali)
    In vista di quanto raccolta fin’ora, effettuerei un colloquio direttamente con S al fine di approfondire la natura delle sue difficoltà ed avere una migliore comprensione del problema.
    Approfondirei alcune aree quali, la sua vita sociale (amicizie, sport, hobby, tempo libero, le relazioni e interazioni con i pari e con gli adulti, la presenza o meno di figure di riferimento esterne alla famiglia identificazione, se sono presenti particolari difficoltà, comportamenti oppositivi, negativistici, “aggressivi”, ) la scuola ( la suo storia scolastica, indagare l’area degli apprendimenti (ci sono difficoltà? Com’è il suo rendimento generale? Ci sono materie che preferisce ad altre? la sua motivazione, autostima, i rapporti con i compagni, gli insegnanti cercando di approfondire le sue difficoltà di attenzione/impulsività/iperattività/ riportate dagli insegnanti) famiglia ( rapporti con la madre, la sua condizione di figlio unico, l’assenza del padre, la presenza di persone per lui significative..). Utilizzerei alcuni strumenti psicodiagnostici come: wisc-r e le CPM di Raven, per valutazione del suo funzionamento intellettivo ed escludere eventuali situazioni di RM; somministrazione della SDAB (scala per valutazione sintomi per la diagnosi di disturbo ADHD),test proiettivi per indagare la sua personalità DDF di Corman, Disegno della figura umana Machover.
    Effettuerei un colloquio ulteriore con la madre per una raccolta amnestica sulla storia di vita di S. a partire dalla gravidanza, il parto, complicanze, danni neurologici, allattamento, temperamento che, a detta della mamma è sempre stato vivace, ritmo sonno/veglia, lo sviluppo fisico, motorio, del linguaggio, sociale, la scuola (nido, materna, elementari ) al fine di conoscere l’esordio di tali difficoltà, e ci sono stati altri episodi di questo genere a scuola.; la situazione familiare: ovvero la rete sociale di supporto –se è presente e adeguata- la presenza di eventuali relazioni con altri partner, le modalità di fronteggia mento che adotta con figlio, i suoi che risultano incoerenti, chiedendo l’esemplificazione di alcuni episodi particolari, i suoi pensieri, aspettative. Familiarità del disturbo. Somministrerei la SDAG (diagnosi di ADHD) e SCOD-G ( scala di valutazione dei comportamenti dirompenti).
    Un ulteriore colloquio lo effettuerei con le insegnanti per approfondire meglio la natura di tali comportamenti, le situazioni scatenanti, le relazioni tra compagni e insegnanti. Somministrerei anche a loro la SDAI e la SCOD-I .
    Qualora i dati raccolti confermassero l’ipotesi iniziale di ADHD, sapendo che le principal icarenze di questi bambini riguardano i processi di autoregolazione, di abilità sociali, nell’uso di strategie, di capacità di problem solving, negli stili di attribuzione inadeguati , nella capacità di regolazione emotiva, di controllo e gestione delle emozioni, aggressività, suggerirei una terapia multimodale che preveda il coinvolgimento del bambino, del genitore e degli insegnanti.
    Indirizzerei il bambino verso una terapia di tipo cognitivo comportamentale, al fine di favorire una migliore capacità del processo di autoregolazione del comportamento attraverso alcune tecniche comportamentali (rinforzamento differenziale, l’estinzione, il modellaggio,token economy,, autocontrollo…) che possano incidere positivamente anche a livello di autostima, autoefficacia e stili di attribuzione migliori. Training sulle abilità sociali per favorire una migliore qualità delle inteazioni sociali (role playing, modellamento, ) e un lavoro sulle emozioni attraverso un programma di educazione razionale emotiva per imparare a riconoscere, gestire le emozioni adeguatamente.
    Parallelamente un parent traing con coinvolgendo la madre e le figure piu vicine e un techer training con gli insegnanti che favorisca una maggiore consapevolezza rispetto al problema, accettazione, accoglimento, insegnando loro tecniche comportamentali che posso essere utili nella gestione dei comport. Problematici e favorire una generalizzazione di tali abilità.

    che ne dite??

  13. #148
    Partecipante Figo
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    ottimo direi!

  14. #149
    Partecipante Figo
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    ragazze questo lo abbiamo fatto?non ricordo

    La scuola media "A. Manzoni" di una cittadina della provincia di una regione del nord Italia, fa richiesta di una consulenza psicologica allo psicologo della ASL per affrontare le difficoltà che stanno emergendo nella prima media sezione "H" in cui è inserito l'alunno Massimiliano di 12 anni, In realtà già da due anni il ragazzo era stato segnalato dalla scuola ai servizi territoriali, poiché presentava gravi problemi di apprendimento e vistose manifestazioni ipercinetiche. Era stata svolta un'indagine conoscitiva alla quale la famiglia non aveva collaborato né ne aveva seguito poi le indicazioni d'intervento. La famiglia aveva dichiarato che non vi era alcun problema se non quello del rendimento scolastico, e che dunque dovevano farsene carico la scuola e gli insegnanti. li consiglio di classe degli insegnanti di M. fa presente che:
    il ragazzo è stato inserito in una prima media con un sostegno di 4 ore, troppo poche per quello che gli insegnanti vorrebbero anche perché, secondo loro, M. presenta problemi cognitivi molto più gravi di quanto si aspettavano sulla base delle notizie a loro fomite precedentemente.
    Inoltre gli insegnanti lamentano che M. ha anche dei comportamenti spesso violenti con i compagni e i professori e si isola spesso non partecipando attivamente alle lezioni o altre attività ludiche; questo può avere conseguenze pericolose anche perché il ragazzo si presenta più-alto della media e-in abbondante sovrappeso.
    Il candidatola indichi:
    a) le caratteristiche specifiche dell'intervento che si pensa sia necessario attuare; b) di quali strumenti potrebbe avvalersi; c) che tipo di metodologia penserebbe di utilizzare d) se riterrebbe utile effettuare degli interventi di rete e se si quali;
    e) le motivazioni della scelta fatta; f) se riterrebbe utile l'apporto di altre figure professionali e se si quali.
    Nello svolgimento della prova si invita il candidato a fornire le risposte in relazione a ciascun punto. Saranno considerati validi solo gli elaborati completi di tutte le risposte.

  15. #150
    Partecipante Figo
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    Simone ha sei anni e frequenta la prima elementare. Nel mese di gennaio i genitori chiedono una
    consulenza per problemi di comportamento del bambino, che è sempre stato tranquillo e sereno
    ma, da qualche mese, è diventato capriccioso e opponente e si arrabbia per motivi futili. Ad
    esempio si ribella ad ogni regola, come lavarsi le mani, o si butta in terra e piange disperato se non
    trova il cibo nel piatto, quando si mette a tavola. Inoltre Simone è diventato molto pauroso e non
    vuole più andare in bagno da solo, né usare la bicicletta come faceva in passato; ha atteggiamenti
    da bambino piccolo.
    I genitori raccontano del ricovero subito dalla madre durante l’estate, per gravi motivi di salute
    (intervento per tumore e complicanze che hanno protratto il ricovero per circa due mesi). La madre
    era ricoverata lontano dal luogo di residenza e la famiglia, di comune accordo, aveva concordato di
    dire a Simone che la mamma era assente per lavoro. Tuttavia la telefonate che ella faceva
    saltuariamente al bambino tradivano il suo malessere (era molto debilitata).
    Simone è rimasto solo con il padre, per tutto il periodo del ricovero, che ha coinciso con le vacanze
    estive, inizialmente faceva molte domande relative alla mamma ed era diventato “appiccicoso”
    con il papà, che voleva sempre vicino a sé. Dopo un po’ di tempo si è rassicurato e sembrava
    avere accettato la situazione, tuttavia all’inizio della scuola, dopo il ritorno della mamma, sono
    iniziati i problemi. Attualmente si mostra particolarmente aggressivo sia con il papà che con la
    mamma, che essendo in convalescenza, si sente inadeguata a gestire l’aggressività del figlio e
    colpevole di non essere attiva e propositiva come in passato.

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