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  1. #136
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    21-03-2008
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Io complicata rimpiango solo il fatto che qualcosa vada storto , che non scelgo io ogni dettaglio che importa? Non scelgo e non posso scegliere tante cose. Io vorrei essere padrone nel determinare il mio bene, non nel determinare singole azioni che poi non si sa nemmeno a cosa portano, decidere questo secondo me non dà alcun reale potere.
    E' come giocare a scacchi, ogni giocatore sceglie le mosse ed è libero di determinarle, ma possedere la strategia vincente che permette di ottenere quel che si desidera, la vittoria, anche se è prodotta da un calcolatore è meglio rispetto al mettersi a far calcoli e contro calcoli noiosi che probabilmente si sbaglierebbero pure.
    Avere il potere di determinare il proprio bene non equivale ad avere il potere di scegliere ogni dettaglio. Io desidererei avere il primo, il secondo non mi interessa poi tanto, non è che se sono veramente su un pullman sento l'esigenza di sostituirmi a chi sta guidando perché "devo decidere tutto io", chi se ne frega, magari farei pure peggio in questi casi (valutando la mia capacità di portare un'automobile ), basta che mi porti a destinazione (là dove io desidero andare) con un margine di probabilità migliore per me.
    La questione d'esser padroni della propria vita io la vedo ad un altro livello, la possibilità di indirizzarla tramite conoscenze verso quel che si desidera, questo potere va distinto dal potere di esser capaci di effettuare singole scelte per me.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 02-10-2011 alle ore 13.28.44

  2. #137
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    m, qualcosa va storto per forza, qual è quella vita in cui tutto va diritto.

    ah, volevo dire una cosa sul fatto dell' "educazione": converrai che un conto è l'educazione ipocrita, quella che si dà per salvare le apparenze, es a casa, ai bambini, a volte.

    Un conto è l'educazione scuola di vita, che si dà ai figli perchè si suppone che li aiuti ad affrontare le cose storte, che inevitabilmente ci sono.

    e' questo il livello più alto che dici tu.

    Infondere sicurezza, stima di sè, capacità di trovare soluzioni ai problemi, forza interiore,equilibrio, tutto questo sono le cose importanti.

    quando una persona si rivolge a un terapeuta, ci sta che sia in un momento in cui ha perso la strada, ma in questo significato.

    Magari il terapeuta al di là dei discorsi che fa, che possono essere pure campati in aria, perchè pur sempre i discorsi di un singolo, può svolgere questa funzione, semplicemente.
    Ultima modifica di complicata : 02-10-2011 alle ore 13.46.58

  3. #138
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Io l'unica cosa di cui sono davvero sicuro è che ora sono infelice, ma non mi rendono contento certi tipi di cambiamenti che degli psicoterapeuti mi hanno proposto, mi si dice sempre che non ascolto, invece spesso ascolto, ma certe cose le ho lette tante volte e me le hanno ripetute così spesso che so in anticipo certi tipi di discorsi dove vogliono andare a parare.
    Lavorare è frustrante, non guadagnare abbastanza è frustrante, non avere una donna che ti apprezzi davvero è frustrante, stare con una donna che ti apprezza solo se ti comporti in certi modi e fai certe cose è frustrante, andare con una prostituta per poter avere qualche contatto con una donna che ti piaccia è frustrante, vivere in questi modi qua è molto frustrante, le parti belle che vedo sono corrose e logorate da queste altre, un corpo con un braccio liscio risulta sgradevole alla vista se il resto è carbonizzato, il bello esiste per me solo nella mia immaginazione e tutto questo rovina comunque la qualità della mia esistenza... Se mi si suggerisce "non pensarci, rimuovi, occupati di altro, concentrati sul bello" queste voragini per me restano, non è che non le vedo le parti buone, vorrei che questo almeno lo si capisse, invece non lo si capisce, tutti pensano che l'importante è che la mia vita cambi, come poi, non importa... Ma questo poi importa a me. Basta che io faccia qualcosa e mi muova e già questo è ritenuto un miglioramento... Ma per chi? Mi posso muovere ed evolvere ed essere anche più scontento di quando me ne sto fermo in un letto a dormire.
    Qualcuno per mettere a posto 'sto macello dovrebbe riuscire a rivoltare buona parte della mia esperienza reale come un calzino. Uno psicoterapeuta questo non può farlo (ogni psicoterapeuta con cui ho parlato lo ribadisce ogni volta), perciò al limite questa può essere per me una terapia simile a quella in cui un malato terminale assume degli antidolorifici, non si cura e mette a posto più nulla perché il progresso che si vorrebbe ottenere risulta ormai inaccessibile.
    Il progresso che vorrei ottenere io tira in ballo tutto l'ambiente circostante e le persone che mi stanno attorno, e non so se con dei cambiamenti, che sono ben disposto ad attuare io, potrò vivere meglio in tal senso, certo che se non mi si propone qualcos'altro davvero, io non so più cosa inventarmi, è inutile esortarmi a fare cose che non ho fatto in passato perché già non le volevo fare ritenendo che come "soluzioni parziali" risultassero più frustranti dei problemi da risolvere.
    E' un antidolorifico per me sfogarmi un po' e parlare con qualcuno di quel che non sopporto, ecco tutto, questa mancanza di speranza (che non è un credere che sia impossibile ma solo molto improbabile) nell'ottenere questo cambiamento radicale dell'esistenza, insieme al mio malcontento c'è, continua ad esserci e ci sarà finché qualcuno non avrà trovato davvero il modo di modificare certe cose... Io 'sta soluzione qua non la possiedo, se l'avessi posseduta l'avrei già applicata e avrei mandato al diavolo ogni "terapia"... Perciò l'idea che una persona sia attaccata ai disagi la si tolga dalla mente! Se c'è una terapia che li cura davvero tutti nell'insieme certi disagi esistenziali senza produrne altri (spesso peggiori per un soggetto) nessuno rifiuterebbe una cura.

    "Voi dite che non la comprendete. Cercate di capirla chiamandola malattia. E una delle molte manifestazioni di malattia che la psicanalisi crede di aver rivelato. Io non la chiamo malattia, e giudico le pretese terapeutiche della psicanalisi come un impotente errore. Tutte queste cosiddette malattie, per quanto lamentevoli possano sembrare, sono fatti di fede, rappresentano l'ancoraggio deil'essere umano in angustie a un qualche terreno materno o d'altra natura; perciò non ci sorprende che la psicanalisi trovi che la matrice primaria di tutte le religioni è esattamente quella delle "malattie" delle persone...
    E c'è davvero qualcuno che crede che questo sia un possibile oggetto di cura?"

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 03-10-2011 alle ore 12.10.38

  4. #139
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Dovresti andare a vedere subito il film di Cronemberg, " A dangerous method", è molto istruttivo, oltrechè bello.

    Ti fa capire per esempio, non so, il tema della guarigione dai sensi di colpa,l'accettazione di sè. il fatto che emotivamente si soffre comunque, nella vita, che la sofferenza ne fa parte, ti fa vedere che i sogni sono la chiave per accedere al tuo inconscio, che si tratta di conflitti, di problemi emotivi che si manifestano, che "guarire" il paziente è un controsenso, che la debolezza è parte della nostra vita, che c'è la rabbia, che la vita è complessa, e potrei dirtene centomila altre.
    Lei a jung gli tira pure una coltellata e lo sfregia))))

    Quasi quasi...

    C'è persino un certo dottor Gross, che poi morì di fame a Berlino non so quando, lo interpreta Vincent Cassel, forte come figura.

    A parte tutto, c'è la scena della barca a vela con loro sopra che è stupenda.

    Divertiti, c'è anche Freud/ TintoBrass/ Viggo Mortensen))
    Ultima modifica di complicata : 03-10-2011 alle ore 12.26.15

  5. #140
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    Riferimento: attaccamento alla patologia

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Dovresti andare a vedere subito il film di Cronemberg, " A dangerous method", è molto istruttivo, oltrechè bello.

    Ti fa capire per esempio, non so, il tema della guarigione dai sensi di colpa,l'accettazione di sè. il fatto che emotivamente si soffre comunque, nella vita, che la sofferenza ne fa parte, ti fa vedere che i sogni sono la chiave per accedere al tuo inconscio, che si tratta di conflitti, di problemi emotivi che si manifestano, che "guarire" il paziente è un controsenso, che la debolezza è parte della nostra vita, che c'è la rabbia, che la vita è complessa, e potrei dirtene centomila altre.
    Lei a jung gli tira pure una coltellata e lo sfregia))))

    Quasi quasi...

    C'è persino un certo dottor Gross, che poi morì di fame a Berlino non so quando, lo interpreta Vincent Cassel, forte come figura.

    A parte tutto, c'è la scena della barca a vela con loro sopra che è stupenda.

    Divertiti, c'è anche Freud/ TintoBrass/ Viggo Mortensen))


    Ecco qua anche un Freud / Remo Remotti mammone all'italiana ...
    Comunque lo andrò a vedere il film, ciao complicata
    Ultima modifica di Char_Lie : 03-10-2011 alle ore 14.38.08

Pagina 10 di 10 PrimoPrimo ... 8910

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