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  1. #136
    Partecipante Assiduo
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    03-12-2003
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    Trieste
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    191
    Originariamente postato da Iggy
    Ehm, scusa, ma non ha verbo nemmeno "nussun altro proiettile" ha un verbo; si presume che però sia preceduto da un'inizio del tipo "Non è stato rinvenuto", così come "nessun altro superstite" può avere davanti "Non hanno trovato". Cioè, veramente non ho capito...

    ciò che viene prima viene lasciato sottinteso. E' una frase ad effetto che però non è propriamente corretta.

    esempio diverso tratto dal giornale Il Piccolo di oggi.

    "E la situazione si aggrava."

    Non è corretto, dovrebbe far parte di un periodo più complesso, invece la frase precedente si conclude con un punto, e quella successiva viene proposta a sé stante.

    magari faccio prima ad aspettare domani, leggere il giornale e riportarti un altro esempio

  2. #137
    Iggy
    Ospite non registrato
    Aspetta, se ti riferisci per caso a come titolano i giornali, allora c'è da fare una precisazione. Queste formule apparentemente errate le puoi ritrovare per esigenze di impaginazione, che spesso non permette l'uso di punti e costringe a strutture con periodi brevissimi e senza verbi (sottointesi). Un esempio:
    Croce Rossa all'opera
    Nessun altro superstite

    Le frasi vengono accettate così anche senza verbo, poiché devono rispondere a regole d'impaginazione imprescindibili. Anche nella poesia ci sono licenze particolari (le licenze poetiche, appunto), e sicuramente in altri casi che ora non mi vengono in mente.
    Questo però non rende giornalisti e poeti dei cani (sebbene ce ne siano comunque in giro), è semplicemente una licenza professionale, che non trova ovviamente riscontro poi nel corpo degli articoli, dove l'italiano deve essere perfetto, pena la disoccupazione.

  3. #138
    Partecipante Assiduo
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    LiIa, a quanto pare continui a suscitare sentimenti opposti tra gli opsiani o ti amano o ti odiano!

  4. #139
    Partecipante Assiduo
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    Originariamente postato da Iggy
    è semplicemente una licenza professionale, che non trova ovviamente riscontro poi nel corpo degli articoli, dove l'italiano deve essere perfetto, pena la disoccupazione.
    perfetto, ci siamo capiti, il fatto è che questa licenza professionale non riguarda soltanto i titoli, e appena mi capita qualche esempio sotto mano magari te lo propongo.

    sia ben chiaro, sono consapevole del fatto che si tratta di una scelta voluta e non di una svista, ma fa il paio con il discorso sul "fa" o "fà". ecco il perchè del mio esempio.

    fà è scorretto, ma a livello giornalistico è diventato accettabile.

    detto questo, adoro lo stile giornalistico!

  5. #140
    Iggy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da LiIa
    me ne rallegro: interpreto il tuo ormai ostentatissimo "disinteresse" come preavviso della tua imminente dipartita (tanto minacciata quanto fasulla, ahimé).
    attendo fremente, nella speranza che tu esaurisca rapidamente le tue disneyane cartucce di "provocatore".
    Ehi, Miss "Fa Senza Accento", le maiuscole si mettono dopo il punto... mica ti si chiede di disegnare lettere capitali
    Questo per sottolineare quanto ridicole siano le tue preziose lezioni ortografiche quando non sai cos'altro rispondere...

  6. #141
    Iggy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da djdavide
    perfetto, ci siamo capiti, il fatto è che questa licenza professionale non riguarda soltanto i titoli, e appena mi capita qualche esempio sotto mano magari te lo propongo.

    sia ben chiaro, sono consapevole del fatto che si tratta di una scelta voluta e non di una svista, ma fa il paio con il discorso sul "fa" o "fà". ecco il perchè del mio esempio.

    fà è scorretto, ma a livello giornalistico è diventato accettabile.

    detto questo, adoro lo stile giornalistico!
    Hai sollevato un discorso interessante, ovvero l'evoluzione della lingua. Spesso avviene per la spinta del linguaggio popolare, altre volte per esigenze giornalistiche. Curioso è che io, generalmente, non amo lanciarmi in linguaggi "pionieristici", ma questo "fà" con l'accento mi piace, che devo fare
    Questo però non inficia sulle capacità ortografiche di un professionista, che deve necessariamente saper scrivere bene. Poi i voti scolastici non c'entrano: io avevo 7 in italiano, ma solo perché nei temi prendevo il massimo dei voti, mentre nella storia della letteratura strappavo il 6, perché non avevo voglia di studiare ciò che mi veniva imposto. Il 5-6 di tuo fratello non fa fede

  7. #142
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    03-12-2003
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    191
    Originariamente postato da Iggy
    Questo però non inficia sulle capacità ortografiche di un professionista, che deve necessariamente saper scrivere bene. Poi i voti scolastici non c'entrano: io avevo 7 in italiano, ma solo perché nei temi prendevo il massimo dei voti, mentre nella storia della letteratura strappavo il 6, perché non avevo voglia di studiare ciò che mi veniva imposto. Il 5-6 di tuo fratello non fa fede
    mi trovi assolutamente d'accordo. infatti l'ho definita una scelta e non una svista.

    il fatto è che anche per mio fratello si trattava di una scelta, ma evidentemente la sua prof non leggeva i giornali

  8. #143
    Iggy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da djdavide
    mi trovi assolutamente d'accordo. infatti l'ho definita una scelta e non una svista.

    il fatto è che anche per mio fratello si trattava di una scelta, ma evidentemente la sua prof non leggeva i giornali
    A scuola insegnano cazzate, come le forme "a me mi" e "ma però" giudicate errate, ma che non sono mai state tali
    Ultima modifica di Iggy : 21-05-2004 alle ore 00.13.41

  9. #144
    louis
    Ospite non registrato
    @Francamente credo che sia un quesito troppo generico per immaginare Una risposta assoluta, e mal posto. Nel processo comunicativo, l’unico limite che potr?risultarti davvero adeguato, sar?stabilito da te@

    Da quel che so io , anche una molestia sessuale si puo definire un processo comunicativo , a qualcuno piace a qualcun altro forse no.
    Io mi preoccupo per quelli a cui non piace se si legittima .. tale
    processo comunicativo.

    Tu dunque mi stai dicendo che risulta legittimo usare la gente per le proprie provocazioni da chi ha a disposizione strumenti potenti .. perche o la gente si sa difendere attraverso risorse personali oppure va al diavolo.
    Dunque mi hai risposto alla domanda che ti facevo precedentemente ... si puo legittimamente usare chiccesia
    per le proprie mentalizzazioni ... dato che non esiste un criterio
    normativo ...
    ma dimmi , le societa hanno o non hanno criteri nornativi e come si sono formati?
    Ti ripeto .. se mi verrebbe voglia di prenderti e di baciarti cosa ti difende .. le tue risorse personali il tuo filtro o una norma collettiva che nasce spontaneamnet perche tutti capiscono che il rispetto per le persone va a vantaggio di tutti?
    L-esperimento ha stabilito la violazione di un limite se interssa a qualcuno sapere quale sia stato la reazione maggioritaria delle
    persone ... non mi sembra sia stato apprezzato ... non ti sembra un criterio sufficiente per stabilire una norma o esistono elites che
    possono andare al di sopra?

    in tempi di incertezza di valori all individuo non rimane che lui stesso ... questo mi risulta vero ma anche triste ... l isolamento
    risulta graditisimo a chi ha in mano i mezzi di comunicazione ...
    ecco perche per difendersi ci vuole sia il filtro di cui tu parli sia
    il piu duro vaffanculo possibilmente collettivo.
    io dico che il tuo atteggiamento aiuta il livello di dispersione di
    vulnerabilita e di incertezza che gia mi sembra alto ...
    non per niente mezza popolazione consuma psicofarmaci ...
    se per te si possono usare le persone per fare esperimenti , cosa
    vuoi che ti dica ... ne prendo atto.sei una psiclologa mi sembra ....
    non ti hanno inseganto che sia deontologicamente scorretto usare le persone come cavie ?
    di questo si tratta LiIa .. non di una idea vaga di limite di chi invia o riceve messaggi ...
    Se passano messaggi come questi allora aumenta l anomia e come insegnava Durckeim i suicidi aumentano ... questo significa
    che una societa ha bisogno di punto di riferimento e non di intellettuali del cactus che invece pensanoa toglierli.
    Questo sarebbe un aspetto di quella malattia di cui parlavo ...
    poi se dobbiamo fidarci delle nostre risorse individuali e basta
    allora cosa importano trust , conflitti di interessi , cartelli e via dicendo ... se difendi una elite intellettuale che usa la gente come mezzo stai difendendo tutto questo.

  10. #145
    Iggy
    Ospite non registrato
    Djdavide, mi sono accorto che ho dimenticato di motivare il mio fà
    Diciamo che, da quando le note musicali vengono descritte alfabeticamente con do, re, mi, fa, sol, la, si (non sempre è stato così), ci si è posti il problema di non confonderli con articoli, pronomi personali e verbi. Per far ciò si sono adottati gli accenti gravi (estremità superiore verso sinistra), e così troviamo dò (voce del verbo dare), sì (risposta affermativa), là (avverbio di luogo), fà (voce del verbo fare).
    Stranamente poi, come spesso è accaduto nella storia della lingua italiana, alcune forme sono state più usate rispetto ad altre, e così ora è praticamente una regola apostrofare il dò del verbo dare, ma va a discrezione del singolo apostrofare il sì della risposta affermativa. La sorte del fà è stata quella di scomparire quasi; ciò non toglie che la grammatica non sia un calderone di regole formulate a caso, e che dunque la regola che ha originato le forme apostrofate sia valida almeno quanto lo era in origine, a prescindere dalla frequenza d'uso che se ne faccia.
    Le regole di grammatica sono dunque precise, ciò non toglie che nella gran parte dei casi si riconducono ai grandi scrittori del passato le regole oggi considerate valide: quel che hanno scritto D'Annunzio, Dante, Manzoni, Leopardi e altri diventa così fonte prima per stabilire le forme grammaticalmente corrette (esempio lampante il "ma però" di Dante Alighieri, nel XXII canto dell'Inferno se non erro). In sostanza, forme considerate sbagliate od oramai desuete non è scontato che non siano valide: spesso dietro c'è una storia lunga secoli.
    Di sicuro, dopo ogni punto va la lettera maiuscola A meno che non si tratti di puntini di sospensione, nel qual caso si dovrebbe considerare se la frase che segue sia parte della prima; cosa che avviene anche per i punti interrogativi ed esclamativi (per esempio è giustissima una forma del tipo "Davvero non ne hai? nemmeno uno?"; forme del genere sono state ampiamente utilizzate da Manzoni ne "I Promessi Sposi").
    Ora che l'ho scritto, mi viene in mente un'altra cosa: l'articolo davanti ai nomi propri di persona. Forme come "il Giovanni", "la Giovanna" sono di uso comune, ma in realtà sarebbe corretta solo la forma al femminile. Questo perché - in una realtà storica ovviamente superata - l'articolo veniva messo davanti ai nomi femminili perché questi facevano riferimento in giovinezza al padre, poi al marito, diventandone quasi proprietà. Ecco che Giovanna diventava la Giovanna di Giovanni. Non esisteva ovviamente il contrario, acquisito col tempo a forza di utilizzare l'articolo femminile, soprattutto da parte dei settentrionali. Dunque ora dire "il Manzoni" sembra quasi una forma che risalta l'importanza dell'autore, mentre in verità nasce col significato opposto. E questo non è che un altro esempio di storia secolare della grammatica italiana.
    Scusa dj se ti ho annoiato, ma queste cose mi piacciono un sacco e ne parlerei per ore. Sono anche letture utilissime oltreché divertenti.



    P.S.: LiIa, se ti va prendi appunti. "Non spaventarti, non è pericoloso"... perché "non fa male nemmeno ripassare l'ortografia, ogni tanto...(ahimé, non ho saputo resistere)"

  11. #146
    Iggy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Accadueo
    Iggy, ecco cosa sento dalla stampa. La televisione incolpa se stessa perchè manda in onda programmi che inducono i bambini e i ragazzini (considerati come imbecilli) a imitare ciò che vedono. E' un sospiro di sollievo incolpare l'Emulazione ed ecco che associazioni di genitori passano giornate intere a guardare la tv per beccare quell'immagine che possa essere rischiosa per il proprio figlio (bacato) mentre questo gli 'urla' all'orecchio che vuole parlare, vuole essere ascoltato, vuole essere accompagnato alle giostre. Che l'atto estremo come il suicidio possa anche essere considerato l'urlo più forte per ricevere un pò di attenzione di chi gli sta accanto? Non sia mai!
    Mi sono imbattuto proprio ora in un articolo recentissimo (20 c.m.) che ti smentisce (mi sei subito venuto in mente ): i continui studi degli psicologi hanno tutta l'aria di conservare l'approccio puerocentrico nato col Naturalismo.

    http://www.tgcom.it/tgmagazine/artic...lo201751.shtml

  12. #147
    LiIa
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da louis
    Tu dunque mi stai dicendo che risulta legittimo usare la gente per le proprie provocazioni da chi ha a disposizione strumenti potenti .. .
    Ah sì??? E quando esattamente??????
    Io ti ho scritto e ti ripeto (anche se probabilmente non serve a molto, vista l’ostinazione della tua distorsione) che mi sono posta il problema in altri termini, perché a me sembra più interessante e proficuo considerare un altro aspetto della faccenda. E’ chiaro?
    Alla domanda che tu poni, nei termini in cui la poni (fino a che punto può spingersi l’artista e via dicendo) ancora una volta e molto candidamente: io non so trovare risposta.
    Ripeto? Io non so trovare risposta.
    Non la sto eludendo e non sto suggerendo risposte indirette: non so rispondere e non mi pare strano, ahimé non ho l’inclinazione a fabbricare risposte universali, assolute o addirittura normative.
    Francamente io non condivido il vago criterio della “reazione maggioritaria” per vietare a cattelan di esporre degli oggetti interessanti se non nel garage di casa sua. Ripeto? Non lo condivido.
    Anzitutto perché questa fantomatica “reazione maggioritaria” è fondata su una euristica tutta da verificare: è scontato che il primo effetto dell’oggetto sarebbe stato il risalto che ne ha dato la stampa (non credo di scoperchiarti un vaso di pandora rivelandoti l’interesse sensazionalistico di gran parte della stampa). Quanto all’iniziativa del tal del tali che ipso facto si è occupato direttamente di sbarazzarsene, come ho ripetuto insistentemente, pur comprendendola sul piano puramente “umano”, non mi rappresenta, né credo possieda un valore normativo. immagino che vorresti leggere nei miei interventi “conclusioni processuali” o un “giudizio assoluto”. continuerò a deluderti, poiché non accadrà niente del genere. ripeto? Non accadrà nulla del genere.

    Ancora. Credevo di esser stata chiara rispetto all’esempio dell’aggressore: molto probabilmente non ho difese rispetto a chi mi aggredisce fisicamente, e utilizza in genere la violenza fisica (come lo sradicatore di cartelli o istallazioni) mentre posso cercare di difendermi da una aggressione di tipo emotivo e come adulta posso cercare di proteggere un bambino aiutandolo a contenerla ed elaborarla, per mezzo di strumenti che non prevedono un’aggressione a loro volta. È chiaro? Con questo non sostengo che il baciatore da strapazzo sia “legittimato”, non intendo legittimare né vietare un fico secco. Ripeto? Non legittimo né vieto, perché secondo me la faccenda non va esaminata in questi termini.

    Infine. Cosa ti fa pensare che lo spirito critico e l’autonomia intellettuale non siano “solidi” riferimenti ? io credo che siano “riferimenti” assai più solidi ed efficaci delle regole deterrenti istituite da quello che tu definisci “potere”. E credo che sebbene il percorso a cui mi riferisco sia innegabilmente più faticoso (richiama alla responsabilità individuale e non si avvale di semplici comandamenti ufficiali) e come mi stai dimostrando più osteggiato da chi non vuole saperne di indipendenza, sia di gran lunga più potente.

  13. #148
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    Originariamente postato da Accadueo
    Iggy, ecco cosa sento dalla stampa. La televisione incolpa se stessa perchè manda in onda programmi che inducono i bambini e i ragazzini (considerati come imbecilli) a imitare ciò che vedono. E' un sospiro di sollievo incolpare l'Emulazione ed ecco che associazioni di genitori passano giornate intere a guardare la tv per beccare quell'immagine che possa essere rischiosa per il proprio figlio (bacato) mentre questo gli 'urla' all'orecchio che vuole parlare, vuole essere ascoltato, vuole essere accompagnato alle giostre. Che l'atto estremo come il suicidio possa anche essere considerato l'urlo più forte per ricevere un pò di attenzione di chi gli sta accanto? Non sia mai!

    Originariamente postato da Iggy
    Mi sono imbattuto proprio ora in un articolo recentissimo (20 c.m.) che ti smentisce (mi sei subito venuto in mente ): i continui studi degli psicologi hanno tutta l'aria di conservare l'approccio puerocentrico nato col Naturalismo.

    http://www.tgcom.it/tgmagazine/artic...lo201751.shtml
    non capisco in cosa, questo singolo articolo, dovrebbe smentire del mio discorso.. questa non è una ricerca che smentisce il fatto che la stampa consideri l'emulazione come principale causa di comportamenti autodistruttivi nel bambino. Poi, della ricerca descritta, come mai non hanno domandato ai bambini se preferiscono i super impegni o la 'banale' compagnia dei genitori? E poi, la ricerca non dice cosa fanno questi genitori di figli super impegnati (che a quanto pare Pensano che un figlio annoiato sia infelice), super lavorano anche loro?
    io ho trovato questi articoli:
    qui
    qui
    questo che segue riguarda i famosi genitori che, secondo me, passano intere giornate a preoccuparsi dei figli senza 'occuparsi' di loro qui
    ..c'è il web pieno..

  14. #149
    Iggy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Accadueo
    non capisco in cosa, questo singolo articolo, dovrebbe smentire del mio discorso.. questa non è una ricerca che smentisce il fatto che la stampa consideri l'emulazione come principale causa di comportamenti autodistruttivi nel bambino.
    No, mi riferivo al fatto che non esiste alcuna superficialità nel considerare i problemi dei più giovani, nemmeno nell'approccio a questo tipo di ricerche, dove i bambini vengono interrogati direttamente su diverse tematiche e non, come dicevi tu, lasciati in un angolo mentre "gli adulti" discutono dei loro problemi.
    Tu avevi parlato di disinformazione, e del fatto che la stampa non parlasse di loro. E a quel che puoi vedere anche tu non è affatto così.

  15. #150
    Iggy
    Ospite non registrato
    Aggiungo: nei link che mi hai segnalato la tematica è sempre la stessa, ovvero il rapporto tra bambini e televisore. In questo caso specifico però, essendo necessaria una valutazione circa i contenuti mandati in televisione, devono necessariamente essere "gli adulti" di cui sopra a tutelare i figli, dunque è normale che questi non vengano interrogati sull'opportunità o meno che possano guardare film pornografici piuttosto che programmi di attualità del palinsesto notturno. Tu lo faresti? A prescindere dalla tua risposta, da sempre la pedagogia è un indottrinamento, e per questo si è sempre cercato di indirizzare il bambino verso quelli che - a seconda dell'epoca corrente - sono considerati gli stimoli più sani.

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