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Discussione: Bicocca 2012

  1. #136
    Partecipante Assiduo
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    30-09-2008
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    Re: Riferimento: Re: Riferimento: Bicocca 2012

    Citazione Originalmente inviato da miss barkley Visualizza messaggio
    la teoria di deci e ryan l'ho trovata sul kaneklin, nel capitolo in cui parla di emozione e percezione.
    se ti serve fai un fischio che provo a scannerizzartela o faccio delle foto e te le mando via mail (insomma qualcosa ce la inventiamo! )

    visto che babiamo pensato allo stesso argomento: tu negli strumenti scendi nel dettaglio?
    perchè non ho trovato grandi approfondimenti....


    già che ci sono ho una domanda su un altro argomento: come sviluppereste la traccia
    "perchè è difficile l'apprendimento di nuove conoscenze? il candidato indichi i fattori che possono facilitare od ostacolare l'apprendimento, facemdo possibile riferimento a uno dei settori psicologici, ossia quello generale o evolutivo o sociale o clinico"
    uhm..

    ma che cavolo intendono con settore psicologico "generale"? comunque forse parlerei dell'ambito sociale... con riferimento alla th socio.cognitiva di bandura... oppure, in riferimento alla teoria di vYgotskij, la storia della ZSP... mah!

    se si potesse non riferirsi ad un ambito sarebbe più semplice, ripercorri tutte le th dell'apprendimento che hai studiato e per ognuna citi i fattori che concorrono a facilitare/ostacolare l'apprendimento.

  2. #137

    Riferimento: Re: Riferimento: Re: Riferimento: Bicocca 2012

    Citazione Originalmente inviato da iamghost Visualizza messaggio
    uhm..

    ma che cavolo intendono con settore psicologico "generale"? comunque forse parlerei dell'ambito sociale... con riferimento alla th socio.cognitiva di bandura... oppure, in riferimento alla teoria di vYgotskij, la storia della ZSP... mah!

    se si potesse non riferirsi ad un ambito sarebbe più semplice, ripercorri tutte le th dell'apprendimento che hai studiato e per ognuna citi i fattori che concorrono a facilitare/ostacolare l'apprendimento.

    anche io pensavo a bandura ma non saprei in che termini mettere gli ostacoli all'apprendimento..
    Ultima modifica di miss barkley : 10-06-2012 alle ore 11.00.44

  3. #138
    Partecipante Affezionato L'avatar di Sally_85
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    85

    Riferimento: Re: Riferimento: Bicocca 2012

    Citazione Originalmente inviato da iamghost Visualizza messaggio
    si, è una teoria di contenuto della motivazione.

    io ho fatto:

    - definizione
    - livelli della motivazione (istinti, riflessi, bisogno e pulsione)
    - teorie della motivazione

    1) di contenuto (Maslow, McClelland, modello ERG)
    2) di processo (A x V, Freud, P x A, modello TOTE)
    3) pragmatiche (DI Clemente e Prochaska, Teoria X e Teoria Y)

    - strumenti: boh???
    - applicazioni: psicologia delle organizzazioni
    Ma dove sono spiegate queste teorie pragmatiche?
    poi... per le applicazioni... se mettete la psicologia delle organizzazioni, specificate quale teoria è la più appropriata o dite semplicemente "le teorie sulla motivazioni sono utili nell'ambito... bla bla"?

    scusate il lessico un po' semplicistico, ma almeno si arriva al dunque

  4. #139
    Partecipante Esperto L'avatar di Picciosa
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    Re: Riferimento: Re: Riferimento: Bicocca 2012

    Citazione Originalmente inviato da Sally_85 Visualizza messaggio
    Ma dove sono spiegate queste teorie pragmatiche?
    poi... per le applicazioni... se mettete la psicologia delle organizzazioni, specificate quale teoria è la più appropriata o dite semplicemente "le teorie sulla motivazioni sono utili nell'ambito... bla bla"?

    scusate il lessico un po' semplicistico, ma almeno si arriva al dunque
    Io non le ho fatte, ma le ho trovate nella dispensa EdsPsicologia! =)
    E' meglio avere rimorsi che rimpianti...

  5. #140
    Partecipante Assiduo
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    Re: Riferimento: Re: Riferimento: Bicocca 2012

    Citazione Originalmente inviato da Picciosa Visualizza messaggio
    Io non le ho fatte, ma le ho trovate nella dispensa EdsPsicologia! =)
    idem. le cito ma non le spiego.

    Riguardo alle applicazioni, io spiego un minimo. Ad esempio Mc Clelland, Maslow e il modello ERG possono essere usati per scegliere i manager (sulla base del bisogno di potere, ad esempio) e per i benefit nelle organizzazioni.

  6. #141

    Riferimento: Bicocca 2012

    aiuto!!!
    qualcuno mi darebbe una mano sullo sviluppo affettivo?

  7. #142
    Partecipante Esperto L'avatar di Picciosa
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    Re: Riferimento: Bicocca 2012

    Citazione Originalmente inviato da miss barkley Visualizza messaggio
    aiuto!!!
    qualcuno mi darebbe una mano sullo sviluppo affettivo?
    Allora, va anzitutto diviso da quello emotivo, perché son due cose diverse

    "Per quanto concerne, nello specifico, la sfera emotiva, l’attenzione si è concentrata sulle interazioni sociali che il bambino intreccia con il proprio ambiente esterno e alle relazioni interiorizzate, che egli espanderà nel proprio mondo interno; per quanto riguarda, invece, lo sviluppo affettivo, l’attenzione si sposta sul ruolo delle esperienze soggettive lungo la polarità piacere/dispiacere, analizzando così aspetti quali i sentimenti, le emozioni e l’umore."

    Detto questo, ti copio il mio riassunto:

    Studiare lo sviluppo affettivo significa analizzare tutti gli elementi che influenzano positivamente o negativamente lo sviluppo del bambino, in particolare analizzare le relazioni tra il bambino e l’ambiente in cui vive e cresce. Aspetti di ordine ambientale che condizionano la qualità delle relazioni affettive possono essere: il comportamento dei genitori, in modo specifico quello della madre nei primi anni di vita; l'atteggiamento di accettazione o di rifiuto dell'ambiente; la possibilità di sperimentare esperienze sociali positive.
    Particolarmente importante è la relazione madre-figlio, infatti la madre offre la prima relazione oggettuale del bambino, sull'esperienza della quale egli costruirà le successive relazioni interpersonali. Se questo rapporto manca o viene significativamente alterato precocemente, nel bambino si genereranno, dal punto di vista emozionale, carenze che influenzeranno negativamente e spesso irreversibilmente, il suo sviluppo psicofisico. Per carenza affettiva si intendono diverse sindromi caratterizzate da una condizione prolungata di non soddisfazione dei bisogni primari del bambino nel rapporto diadico con la madre. I bambini che tipicamente sperimentano una condizione di carenza affettiva sono quelli istituzionalizzati, ospedalizzati, o quelli che sono allontanati per lungo tempo dalla famiglia senza la possibilità di godere di un valido sostituto materno.

    4.1 TEORIE E RICERCHE
    Autori quali Spitz, Bowlby e Brofenbrenner hanno studiato approfonditamente molti casi clinici di bambini cresciuti in condizioni affettivamente deprivanti, e hanno conseguentemente evidenziato come tali carenze producano effetti diversi, negativi, a seconda del tipo di separazione, dell'età del bambino, della presenza o assenza di un precedente rapporto con la madre. Fra questi effetti si trovano un progressivo rallentamento delle funzioni psicofisiche, difficoltà o impossibilità di stabilire adeguate relazioni interpersonali, fino ai casi più gravi di deterioramento irreversibile delle funzioni cognitive e alle gravi alterazioni della sfera affettiva.

    Spitz distingue l’azione di fattori biogenetici indipendenti dall’ambiente e dei fattori propriamente ambientali. Su tali basi, ha osservato la presenza di tre organizzatori psichici nel bambino:
     La risposta al sorriso (si stabilisce intorno ai 2-3 mesi, quando di fronte al volto umano si ha la prima percezione esterna dal Sé),
     L’angoscia dell’ottavo mese (con l’emergere della distinzione tra Io e non-Io, il bambino reagisce col pianto alla presenza di un estraneo)
     La risposta del no (compare al secondo anno di vita, quando il bambino sa distinguere perfettamente fra Sé ed oggetto materno e quindi ha relazioni sociali; qui compare anche la capacità di concettualizzare in modo astratto, simbolico).
    Spitz è stato tra i primi ad individuare la presenza della depressione infantile osservando, in lattanti già al sesto mese di vita, la relazione tra le urla, la perdita di peso, l’arresto nello sviluppo di alcune funzioni principali e il ritiro-rifiuto del contatto.

    Bowlby ha sviluppato una teoria in chiave etologica , secondo cui l’attaccamento tra la madre e il bambino inizia dall’ottavo mese e dura sino al secondo anno di vita, con un comportamento manifesto verso la madre (ad esempio, la tocca, si aggrappa, manifesta angoscia in presenza di estranei se non c’è la madre, la quale rappresenta una base sicura). Il primo anno di vita è, pertanto molto critico, perché il modo in cui viene vissuto determina la comparsa o meno di quel fondamentale senso di fiducia negli altri e la speranza verso il futuro. A partire dal terzo anno di vita, la relazione con la madre diviene connotata di reciprocità, poiché grazie al pensiero simbolico il bambino diviene in grado di immaginare la presenza della madre, anche quando quest’ultima è assente.
    Come Spitz, Bowlby individua tre fasi caratteristiche del bambino deprivato: fase di protesta (pianto e agitazione), fase di disperazione (il bambino smette di mangiare, non si veste e pare depresso) e fase del distacco (il bambino accetta le cure ma potrebbe non riconoscere la madre).
    Secondo Bowlby, l'individuo agisce spontaneamente per soddisfare le richieste dell'ambiente, e non, come perché spinto dagli impulsi biologici come sostengono Freud e la psicoanalisi. La critica di Bowlby alla teoria psicoanalitica si rivolge anche al principio secondo il quale lo stabilirsi della relazione con l'oggetto libidico avvenga per soddisfare il bisogno orale. Bowlby appare in contrasto anche con la teoria dell'apprendimento, la quale vede la madre come rinforzo secondario; al contrario, l'autore ritiene che l'attaccamento del bambino alla madre sia in funzione di comportamenti innati, tipici della specie; la prova di quanto affermato si ritrova nell'osservazione di bambini nati ciechi o sordi che acquisiscono ugualmente il sorriso sociale all'età di sei settimane. Questi comportamenti hanno la funzione di mantenere il piccolo vicino alla madre e viceversa.

    Brofenbrenner sottolinea l’importanza di osservare il bambino nel proprio contesto, perché lo sviluppo è dato dall’interazione reciproca dell’individuo nel proprio ambiente e l’ambiente è importante per come viene percepito.
    L’autore ha descritto la diade madre-bambino attraverso tre forme di funzionamento, fondamentali per la crescita psicologica successiva:
    - Attenzione, quando il genitore presta attenzione al bambino e si accorge dell’attenzione che quest’ultimo gli dedica;
    - Attività comune, quando si percepisce di fare qualcosa insieme. Tale forma di funzionamento è a propria volta caratterizzata da: reciprocità (influenzarsi a vicenda), equilibrio di potere (il potere del caregiver sul bambino è pari a quello del bambino sul caregiver) e relazione affettiva;
    - Diade primaria, quando i membri della diade sono ciascuno nei pensieri dell’altro e si influenzano reciprocamente.

    Freud ha messo a punto una concettualizzazione inerente alle diverse tappe dello sviluppo sessuale e affettivo del bambino (se si sceglie Freud, come eventuale approfondimento, proseguire citandole)


    In realtà, io penso di dare proprio un accenno veloce agli altri spunti teorici qui sopra (Spitz, Freud e brofenbrenner), ma di concentrarmi poi su Bowlby, parlando dei diversi stili di attaccamento!
    Ultima modifica di Picciosa : 13-06-2012 alle ore 20.08.49
    E' meglio avere rimorsi che rimpianti...

  8. #143
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    Re: Riferimento: Bicocca 2012

    Citazione Originalmente inviato da miss barkley Visualizza messaggio
    aiuto!!!
    qualcuno mi darebbe una mano sullo sviluppo affettivo?
    la mia definizione è uno schifo mi sa: acquisizione e modulazione di schemi cognitivi, psicologici, emotivi, di interazione e relazione sulla base dell'intreccio di fattori bio-psico-sociali-... ARGH

  9. #144

    Riferimento: Re: Riferimento: Bicocca 2012

    Citazione Originalmente inviato da Picciosa Visualizza messaggio
    Allora, va anzitutto diviso da quello emotivo, perché son due cose diverse

    "Per quanto concerne, nello specifico, la sfera emotiva, l’attenzione si è concentrata sulle interazioni sociali che il bambino intreccia con il proprio ambiente esterno e alle relazioni interiorizzate, che egli espanderà nel proprio mondo interno; per quanto riguarda, invece, lo sviluppo affettivo, l’attenzione si sposta sul ruolo delle esperienze soggettive lungo la polarità piacere/dispiacere, analizzando così aspetti quali i sentimenti, le emozioni e l’umore."

    Detto questo, ti copio il mio riassunto:

    Studiare lo sviluppo affettivo significa analizzare tutti gli elementi che influenzano positivamente o negativamente lo sviluppo del bambino, in particolare analizzare le relazioni tra il bambino e l’ambiente in cui vive e cresce. Aspetti di ordine ambientale che condizionano la qualità delle relazioni affettive possono essere: il comportamento dei genitori, in modo specifico quello della madre nei primi anni di vita; l'atteggiamento di accettazione o di rifiuto dell'ambiente; la possibilità di sperimentare esperienze sociali positive.
    Particolarmente importante è la relazione madre-figlio, infatti la madre offre la prima relazione oggettuale del bambino, sull'esperienza della quale egli costruirà le successive relazioni interpersonali. Se questo rapporto manca o viene significativamente alterato precocemente, nel bambino si genereranno, dal punto di vista emozionale, carenze che influenzeranno negativamente e spesso irreversibilmente, il suo sviluppo psicofisico. Per carenza affettiva si intendono diverse sindromi caratterizzate da una condizione prolungata di non soddisfazione dei bisogni primari del bambino nel rapporto diadico con la madre. I bambini che tipicamente sperimentano una condizione di carenza affettiva sono quelli istituzionalizzati, ospedalizzati, o quelli che sono allontanati per lungo tempo dalla famiglia senza la possibilità di godere di un valido sostituto materno.

    4.1 TEORIE E RICERCHE
    Autori quali Spitz, Bowlby e Brofenbrenner hanno studiato approfonditamente molti casi clinici di bambini cresciuti in condizioni affettivamente deprivanti, e hanno conseguentemente evidenziato come tali carenze producano effetti diversi, negativi, a seconda del tipo di separazione, dell'età del bambino, della presenza o assenza di un precedente rapporto con la madre. Fra questi effetti si trovano un progressivo rallentamento delle funzioni psicofisiche, difficoltà o impossibilità di stabilire adeguate relazioni interpersonali, fino ai casi più gravi di deterioramento irreversibile delle funzioni cognitive e alle gravi alterazioni della sfera affettiva.

    Spitz distingue l’azione di fattori biogenetici indipendenti dall’ambiente e dei fattori propriamente ambientali. Su tali basi, ha osservato la presenza di tre organizzatori psichici nel bambino:
     La risposta al sorriso (si stabilisce intorno ai 2-3 mesi, quando di fronte al volto umano si ha la prima percezione esterna dal Sé),
     L’angoscia dell’ottavo mese (con l’emergere della distinzione tra Io e non-Io, il bambino reagisce col pianto alla presenza di un estraneo)
     La risposta del no (compare al secondo anno di vita, quando il bambino sa distinguere perfettamente fra Sé ed oggetto materno e quindi ha relazioni sociali; qui compare anche la capacità di concettualizzare in modo astratto, simbolico).
    Spitz è stato tra i primi ad individuare la presenza della depressione infantile osservando, in lattanti già al sesto mese di vita, la relazione tra le urla, la perdita di peso, l’arresto nello sviluppo di alcune funzioni principali e il ritiro-rifiuto del contatto.

    Bowlby ha sviluppato una teoria in chiave etologica , secondo cui l’attaccamento tra la madre e il bambino inizia dall’ottavo mese e dura sino al secondo anno di vita, con un comportamento manifesto verso la madre (ad esempio, la tocca, si aggrappa, manifesta angoscia in presenza di estranei se non c’è la madre, la quale rappresenta una base sicura). Il primo anno di vita è, pertanto molto critico, perché il modo in cui viene vissuto determina la comparsa o meno di quel fondamentale senso di fiducia negli altri e la speranza verso il futuro. A partire dal terzo anno di vita, la relazione con la madre diviene connotata di reciprocità, poiché grazie al pensiero simbolico il bambino diviene in grado di immaginare la presenza della madre, anche quando quest’ultima è assente.
    Come Spitz, Bowlby individua tre fasi caratteristiche del bambino deprivato: fase di protesta (pianto e agitazione), fase di disperazione (il bambino smette di mangiare, non si veste e pare depresso) e fase del distacco (il bambino accetta le cure ma potrebbe non riconoscere la madre).
    Secondo Bowlby, l'individuo agisce spontaneamente per soddisfare le richieste dell'ambiente, e non, come perché spinto dagli impulsi biologici come sostengono Freud e la psicoanalisi. La critica di Bowlby alla teoria psicoanalitica si rivolge anche al principio secondo il quale lo stabilirsi della relazione con l'oggetto libidico avvenga per soddisfare il bisogno orale. Bowlby appare in contrasto anche con la teoria dell'apprendimento, la quale vede la madre come rinforzo secondario; al contrario, l'autore ritiene che l'attaccamento del bambino alla madre sia in funzione di comportamenti innati, tipici della specie; la prova di quanto affermato si ritrova nell'osservazione di bambini nati ciechi o sordi che acquisiscono ugualmente il sorriso sociale all'età di sei settimane. Questi comportamenti hanno la funzione di mantenere il piccolo vicino alla madre e viceversa.

    Brofenbrenner sottolinea l’importanza di osservare il bambino nel proprio contesto, perché lo sviluppo è dato dall’interazione reciproca dell’individuo nel proprio ambiente e l’ambiente è importante per come viene percepito.
    L’autore ha descritto la diade madre-bambino attraverso tre forme di funzionamento, fondamentali per la crescita psicologica successiva:
    - Attenzione, quando il genitore presta attenzione al bambino e si accorge dell’attenzione che quest’ultimo gli dedica;
    - Attività comune, quando si percepisce di fare qualcosa insieme. Tale forma di funzionamento è a propria volta caratterizzata da: reciprocità (influenzarsi a vicenda), equilibrio di potere (il potere del caregiver sul bambino è pari a quello del bambino sul caregiver) e relazione affettiva;
    - Diade primaria, quando i membri della diade sono ciascuno nei pensieri dell’altro e si influenzano reciprocamente.

    Freud ha messo a punto una concettualizzazione inerente alle diverse tappe dello sviluppo sessuale e affettivo del bambino (se si sceglie Freud, come eventuale approfondimento, proseguire citandole)


    In realtà, io penso di dare proprio un accenno veloce agli altri spunti teorici qui sopra (Spitz, Freud e brofenbrenner), ma di concentrarmi poi su Bowlby, parlando dei diversi stili di attaccamento!

    uh ma grazie!


    pensavo anche io a bowlby ma non ero sicura di come inquadrarlo..
    in questo momento sono confusa su qualsiasi cosa!!!

  10. #145
    Partecipante Esperto L'avatar di Picciosa
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    Re: Bicocca 2012

    Ti capisco...Guardo e riguardo e mi sembra di sapere poco o niente!!!
    E' meglio avere rimorsi che rimpianti...

  11. #146
    Partecipante Assiduo
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    Re: Bicocca 2012

    okay, DUBBI.
    Ho bisogno di una mano

    Mi servono:

    1) vantaggi e limiti della teoria di BANDURA

    2) applicazioni della teoria di ATKINSON e SHIFFRIN

    3) il COLLOQUIO... è la stessa cosa del COLLOQUIO CLINICO o quest'ultimo è una delle possibili declinazioni (in ambito clinico) della tecnica del colloquio in psicologia?

  12. #147
    Partecipante Esperto L'avatar di Picciosa
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    Re: Bicocca 2012

    Citazione Originalmente inviato da iamghost Visualizza messaggio
    okay, DUBBI.
    Ho bisogno di una mano

    Mi servono:

    1) vantaggi e limiti della teoria di BANDURA

    2) applicazioni della teoria di ATKINSON e SHIFFRIN

    3) il COLLOQUIO... è la stessa cosa del COLLOQUIO CLINICO o quest'ultimo è una delle possibili declinazioni (in ambito clinico) della tecnica del colloquio in psicologia?
    Ho provato a risponderti nel thread della Cattolica!
    E' meglio avere rimorsi che rimpianti...

  13. #148

    Riferimento: Bicocca 2012

    e se uscisse una prova sul ruolo dello psicologo?
    in relazione al codice deontologico, magari..

    oppure una tipo:
    ""il candidato, alla luce dlla sua esperienza teorico-pratica, indichi i limiti e le possibilità di evoluzione della professione dello psicologi nelle organizzazioni"

    io sarei seriamente in difficoltà.

  14. #149
    L'avatar di Melody82
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    Riferimento: Bicocca 2012

    Beh??? Non ci dite niente ????
    Incrocini di dita per voi...
    *** Venditore Accreditato OpS per materiale completo EdS***

    1. Regolamento OpsOnline
    2. Testi consigliati per EdS
    3. Consigli 4a prova Orale EdS

  15. #150

    Riferimento: Bicocca 2012

    nel thread della bicocca tutto tace...
    non siamo attivi come gli esaminandi della cattolica (che offrono grandi spunti)

    il problema è che non so se in bicocca facciano temi generali o specifici..
    sono un po' preoccupata

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