Voglio URLARE tutta la mia contrarietà a quanto scritto dal Presidente Palma. Paragonare un atto di terrorismo che ha fatto migliaia di morti ad una legge di uno Stato è un atto vile e vergognoso. Tipico di un soggetto reattivo con poca capacità di mediazione e riflessione. Il fatto che Palma sia anche uno psicologo è ancora più grave. No, grazie, io non mi riconosco per niente in queste parole, e sono veramente basito che un rappresentante di un'istituzione italiana possa aver scritto questo.
Non nel mio nome, grazie.
Ultima modifica di Haidy2009 : 27-12-2012 alle ore 21.45.53
scusate, ma tutti questi conselor, ce li hanno i clienti? Cioè la gente ci va effettivamente o è solo un business formativo?
Ste....conosco 3 cousellor nella mia città...(lo so sono pochini per fare una media)....
Diciamo che lavoricchiano..esattamente come me che sono psicologo!..
Però..dico la mia rispetto a loro 3....davvero sanno il fatto loro..tanto che gli ho consigliato anche di prendere un ulteriore titolo di studio che gli permetterebbe di lavorare a più soldi...Sai cosa mi hanno risposto? che non conviene...che io (psicologa) lavoro e guadagno quanto loro...solo che IO dovrei prendere di più!
." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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Pur non avendo dati empirici, mi sentirei di rispondere di sì. Sulla base di una semplice considerazione: la formazione in counseling è tale da circa 20 anni (il primo corso di counseling in assoluto fu tenuto a Roma intorno al 1990 con tanto di riconoscimento della Regione Lazio). E' evidente che, almeno una parte, devono in qualche modo lavorare, altrimenti il bacino si sarebbe esaurito.
Tuttavia leggevo lo scorso anno (ops, ormai due anni fa essendo da poco nel 2013) che è un po' difficile stabilire questo tipo di impiego per varie ragioni: a) molti acquisiscono abilità di counseling, ma poi rimangono inquadrati nel proprio settore d'origine (insegnante, psicologo, assistente sociale, pedagogista, responsabile hr, etc.); b) credo che vi sia un'altissima parte di lavoro sommerso; c) non esistono dati ISTAT in proposito (quanto meno per le libere professioni in quanto non c'è un codice ATECO di riferimento specifico).
Buon anno!!!
Bene, allora ho proprio sbagliato tutto nella vita![]()
No Ste, per carità non dire così, che se hai sbagliato tutto tu che, da quello che leggo in questo forum, sei una profesionista tra le più serie e intraprendenti tanto vale buttarsi giù da un ponte!!
Detto questo, che mi veniva dal cuore, devo dire che avevo fatto la stessa domanda ad una mia collega della specializzazione. Nessuna pretesa, solo la conidivisione di un episodio che questi tuoi uiltimi messaggi mi hanno fatto venire in mente.
La collega in questione era una infermiera. Mentre lavorava (prima in rianimazione e dopo in psichiatria) ha deciso di fare un corso di counseling, una scuola che è durata tre anni, presso un istituto piuttosto conosciuto a Milano, ad impostazione sistemica. In contemporanea (o dopo poco) aveva anche fatto un corso di arteterapia. Il primo giorno del primo anno di scuola, quando i didatti chiesero ad ognuno di noi di presentarci e di spendere due parole sulla nostra scelta e sulle nostre aspettative future, lei disse di aver deciso di "fare le cose per bene" e di iscriversi a psicologia, sulla base della sua esperienza di infermiera e dei vissuti emotivi che la accompagnavano, specie quando si trovava di fronte ai familiari dei pazienti.
Quando diceva "fare le cose per bene" si riferiva all'essersi iscritta a psicologia dopo aver fatto il corso di counseling, poi, durante gli studi, è maturata la decisione di intraprendere anche il corso di specializzazione in psicoterapia. Lei mi ha detto che i counselor con cui era rimasta in contatto lavoricchiavano, ma non campavano solo di tale attività.
Per restare in tema con questa discussione ed il suo titolo, questa collega sembra un esempio contrarioA questo punto però mi chiedo se per lei, fare una scuola di counseling non sia stata una sorta di scelta di ripiego avendo già in mente di fare la psicologa e si sia quindi accorta che la formazione in couseling non le permetteva di fare questo, o meglio, non le permetteva di "fare la psicologa anche se non lo era" e abbia avuto il coraggio (e il buon senso) di rimettersi in gioco.
Quando invece ancora lavoravo in asl, avevo una collega logopedista con cui c'era una collaborazione a dir poco ottima. Lei era anche counselor, ma sapendo che il mio ruolo comprendeva non solo le valutazioni cognitive ed i pei ma anche il sostegno psicologico, mi ha sempre inviato, se lo riteneva opportuno, sia minori sia genitori, almeno per un inquadramento e poi decidevamo assieme chi li avrebbe visti e con quali obiettivi; a volte (dove possibile) vedevamo le persone congiuntamente...che nostalgia e che rabbia. Questa seconda collega è di certo una professinista che "non" vuole fare la psicologa, non essendolo
Ogni categoria ha al suo interno individui con poca o nulla consapevolezza del proprio ruolo, etica e professionalità e discutere di confini e competenze, al di là delle leggi, che nulla dicono su quanto qualcuno è veramente in grado di fare, non è semplice...quando però mi trovo a parlare con un coach (ultimo esempio) che dice che la natura del suo lavoro si può spiegare con la metafora del cavatappi: andare a fondo ed eradicare per poi interpretare...beh, lì mi è impossibile non chiedermi se questo ha la minima idea di cosa sta dicendo e se ha la minima idea del professionista che sta incarnando o se non stia piuttosto veleggiando un po troppo con la fantasia sconfinando nel terreno altrui.
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L'unica cosa per cui dovreste battervi è l'inserimento, o il reinserimento degli psicologi all'interno del settore pubblico. Ma invece che avercela con la lobby medica ve la prendete con i counselor che, poveracci, oltretutto non hanno un percorso accademico, o chi fa arteterapia, che poi è tutt'altra cosa, lavora con determinate popolazioni e non è un surrogato di psicologia clinica. Avete thread di paginate riguardo agli uk , perchè non fate riferimento al loro modello dove le figure esistono e coesistono da ormai parecchi anni? In uk la clinica significa dottorato molto selettivo, e chi riesce lavora. Almeno non alimentano false speranze.
In effetti, lo dico anche sulla mia esperienza, la nostra figura in ambito pubblico risulta poco impiegata e i fondi che le asl hanno a disposizione sono sempre meno e di certo la figura dello psicologo non mi è parsa la prima delle destinatarie di questi fondi. In questi ultimissimi anni molti colleghi hanno visto il loro contratto tagliato per mancanza di fondi/riorganizzazione dei servizi. Non dico certo che questo non accada anche ad altre figure professionali, medici compresi. Tuttavia la percentuale di psicologi impiegati nel servizio pubblico credo si aggiri sul 6-7% della popolazione di professionisti iscritti all'albo e questi sono totalmente oberati di lavoro.
Io invece penso non sarebbe il caso di avercela con nessuno in particolare, salvo con l'ordine professionale che spinge molto poco su certe questioni e che si sveglia sempre un pochino troppo tardi, poi magari è solo una mia impressione.Ma invece che avercela con la lobby medica ve la prendete con i counselor che, poveracci, oltretutto non hanno un percorso accademico, o chi fa arteterapia, che poi è tutt'altra cosa, lavora con determinate popolazioni e non è un surrogato di psicologia clinica. Avete thread di paginate riguardo agli uk , perchè non fate riferimento al loro modello dove le figure esistono e coesistono da ormai parecchi anni? In uk la clinica significa dottorato molto selettivo, e chi riesce lavora. Almeno non alimentano false speranze.
Io personalmente ho avuto la fortuna di svolgere diversi tirocini e alcune esperienze professionali in realtà dove l'equipe e la collaborazione erano fondamentali, come ho più volte riportato. Una delle esperienze più belle che ho fatto è stata quella di tenere un seminario sui dsa in una scuola di counseling a Torino, molto seria in cui i direttori sono un medico e una psicoterapeuta sistemica. Se tra i loro allievi c'erano persone che per precedente formazione facevano cose dubbie erano loro stessi a chiedergli di fermarsi o di correggere il tiro, fino a che la formazione in counseling non fosse ultimata.
Questo è un thread un po particolare, iniziato in un modo (per certi versi anche scherzoso...o grottesco, mi riferisco alla lista di strani figuri) e continuato in un altro, grazie anche agli interventi puntuali di Quattrostracci sugli aspetti legali. Se come moderatore io vedessi attacchi eccessivi intreverrei, come sono già intervenuto e come ho contattato alcuni via messaggio privato laddove ravvisassi toni non consoni. In un forum trovano spazio argomentazioni, pareri, considerazioni critiche e anche sfoghi , come è giusto e naturale che sia.
Per dubbi su questo messaggio, contattatemi privatamente, onde evitare ot. Buona continuazione![]()
Ultima modifica di crissangel : 07-01-2013 alle ore 10.02.35
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Mi dispiace, niente prevenzione, diagnosi e riabilitazione ad abusivi!!! Solo le professioni Sanitarie! Ad ognuno il suo!
Chi conosce questa figura? Ennesima commistione tra psicologi/counselor e guide spirituali?????![]()
io la conosco e non è nulla di tutto questo...hai mai letto il loro statuto?io si...e in quanto psicologa non mi sento minacciata!è la madre che aiuta la madre nella quotidianità pre e post parto fino ai primi due mesi di vita del bambino...aiuta la madre nelle piccole incombenze della vita..e in una società come la nostra molto individualista credo sia di aiuto per chi non ho qualcuno vicino....
esatto, la doula è una donna che aiuta un'altra donna che è appena diventata madre o che sta per diventarlo, nelle cose pratiche, e dando supporto alla neo-mamma. non mi sento affatto minacciata da una doula ovviamente.