
Originalmente inviato da
Lyanne
Ciao a tutti,
vi chiedo un chiarimento sulla sigla GPA: sta per "gravidanza....?"
Pensavo a due cose a margine, rispetto al contenuto delle vostre riflessioni.
La prima riguarda come i nostri ultimi post abbiano in realtà preso il via da un "fraintendimento", a mio avviso, durante la discussione prima dell'approvazione della legge Cirinnà.
Il fraintendimento riguarda il fatto che la parte sulla stepchild adoption potesse costituire un lasciapassare per la pratica dell'utero in affitto.
Non è così, io stessa ci sono cascata, anche postando un articolo, quello di Emma Bonino, che, almeno per quanto riguarda il titolo e parte del contenuto, con la legge in questione non c'entrava. Mi sarei dovuta informare meglio e questa cosa, questa inferenza illusoria, mi ha fatto e mi fa riflettere. Il punto riguardava la possibilità che, in mancanza del secondo genitore biologico, il compagno del genitore potesse essere a propria volta genitore, e che quindi il bambino potesse avere, com'è diritto di ogni bambino, due genitori.
Su questo punto a mio avviso c'è stata, a livello generale (notizie), una confusione tremenda, su cui spesso mi fermo a riflettere, ma che non è oggetto della piega che ha preso questa discussione, per cui mi fermo.
La seconda cosa riguarda invece la notizia, pubblicata da diversi giornali, da cui ha preso il via la discussione sull'utero in affitto, ossia il fatto che Nichi Vendola e il suo compagno sono diventati genitori.
Ricordo che, sfogliando un giornale, ho letto (velocemente, perchè ero piuttosto infastidita) commenti di cariche istituzionali e forze politiche. Commenti di dissenso, ma non è questo il punto.
Consenso o dissenso, mi sono chiesta: su cosa? Su una scelta che riguarda la vita intima delle persone? Qualunque carica o ruolo ricoprano, la vita intima è intima e le decisioni riguardano solo le persone che ne sono coinvolte.
Ho percepito un senso di fastidio, rischio di perdita di confini tra ciò che è pubblico (il ruolo) e ciò che è privato (la vita personale). Anche ammesso che loro stessi (i genitori) ne abbiano dato notizia, non si è obbligati a commentare pubblicamente.
Voglio dire, un conto è il commento che possiamo fare noi, discutendo qui, o a casa nostra, o altrove, un altro, con ben altro peso, il commento di cariche istituzionali e personaggi politici. Su questioni personali.
Non so su questo quanto si sia riflettuto, se la cosa sia passata inosservata o che altro... a me ha dato da pensare.
Sul resto della discussione, che trovo molto interessante, per ora sospendo il giudizio, un po' per riflettere e un po' per non dilungarmi ulteriormente.