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Discussione: Incipit...

  1. #136
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di promises78
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    Baricco

    Seta
    Benché suo padre avesse immaginato per lui un brillante avvenire nell'esercito, Hervé Joncour aveva finito per guadagnarsi da vivere con un mestiere insolito, cui non era estraneo, per singolare ironia, un tratto a tal punto amabile da tradire una vaga intonazione femminile.
    Per vivere, Hervé Joncour comprava e vendeva bachi da seta.
    Era il 1861. Flaubert stava scrivendo Salammbò, l'illuminazione elettrica era ancora un'ipotesi e Abramo Lincoln, dall'altra parte dell'Oceano, stava combattendo una guerra di cui non avrebbe mai visto la fine.
    Hervé Joncour aveva 32 anni.
    Comprava e vendeva.
    Bachi da seta.
    Foglia che cade nel fiume, anche se il fiume la porta via, muta l'aspetto del fiume...


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  2. #137
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di promises78
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    Calvino

    Il cavaliere inesistente
    Sotto le rosse mura di Parigi era schierato l'esercito di Francia. Carlomagno doveva passare in rivista i paladini. Già da più di tre ore erano lì; faceva caldo; era un pomeriggio di prima estate, un po' coperto, nuvoloso; nelle armature si bolliva come in pentole tenute a fuoco lento. Non è detto che qualcuno in quell'immobile fila di cavalieri già non avesse perso i sensi o non si fosse assopito, ma l'armatura li reggeva impettiti in sella tutti a un modo. D'un tratto, tre squilli di tromba: le piume dei cimieri sussultarono nell'aria ferma come a uno sbuffo di vento, e tacque subito quella specie di mugghio marino che s'era sentito sin qui, ed era, si vede, un russare di guerrieri incupito dalle gole metalliche degli elmi. Finalmente ecco, lo scorsero che avanzava laggiù in fondo, Carlomagno, su un cavallo che pareva più grande del naturale, con la barba sul petto, le mani sul pomo della sella. Regna e guerreggia, guerreggia e regna, dài e dài, pareva un po' invecchiato, dall'ultima volta che l'avevano visto quei guerrieri
    Foglia che cade nel fiume, anche se il fiume la porta via, muta l'aspetto del fiume...


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  3. #138
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    Calvino

    La giornata d'uno scrutatore
    Amerigo Ormea uscì di casa alle cinque e mezzo del mattino. La giornata si annunciava piovosa. Per raggiungere il seggio elettorale dov'era scrutatore, Amerigo seguiva un percorso di vie strette e arcuate, ricoperte ancora di vecchi selciati, lungo muri di case povere, certo fittamente abitate ma prive, in quell'alba domenicale, di qualsiasi segno di vita. Amerigo, non pratico del quartiere, decifrava i nomi delle vie sulle piastre annerite - nomi forse di dimenticati benefattori - inclinando di lato l' ombrello e alzando il viso allo sgrondare della pioggia
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  4. #139
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    Calvino

    Marcovaldo
    Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s'accorgono solo poche anime sensibili, come i raffreddati da fieno che starnutano per pollini di fiori d'altre terre.
    Un giorno, sulla striscia d'aiola d'un corso cittadino, capitò chissà donde una ventata di spore, e ci germinarono dei funghi. Nessuno se ne accorse tranne il manovale Marcovaldo che prendeva proprio lì ogni mattina il tram. Aveva questo Marcovaldo un occhio poco adatto alla vita di città: cartelli, semafori, vetrine, insegne luminose, manifesti, per studiati che fossero a colpire l'attenzione, mai fermavano il suo sguardo che pareva scorrere sulle sabbie del deserto
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  5. #140
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    Calvino

    Il sentiero dei nidi di ragno
    Per arrivare fino in fondo al vicolo, i raggi del sole devono scendere diritti rasente le pareti fredde, tenute discoste a forza d'arcate che traversano la striscia di cielo azzurro carico.
    Scendono diritti, i raggi del sole, giù per le finestre messe qua e là in disordine sui muri, e cespi di basilico e di origano piantati dentro pentole ai davanzali, e sottovesti stese appese a corde; fin giù al selciato, fatto a gradini e a ciottoli, con una cunetta in mezzo per l'orina dei muli
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  6. #141
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    Yoshimoto

    Hanemun (Honeymoon)
    Sin da piccola ho sempre amato il giardino di casa mia. Non era particolarmente grande, ma in rapporto alle dimensioni della casa ricopriva una superficie abbastanza ampia.
    Mia madre era appassionata di giardinaggio, così c'erano svariate piante dai frutti commestibili, pietre ornamentali disposte in forme complicate, e alberi che davano fiori in ogni stagione. Perciò il giardino aveva diverse facce.
    E in quel piccolo mondo c'erano molti posti dove potevo sentirmi a mio agio. Il giardino mi era molto caro, e da bambina mi sedevo o mi stendevo direttamente per terra con tutti i vestiti. Poi, diventata grande, quando avevo il tempo di sedermi in giardino, portavo sempre con me una stuoia da mettere sotto e qualcosa da bere
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  7. #142
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    Nothomb

    (Metafisica dei tubi)
    In principio era il nulla. E questo nulla non era né vuoto né vacuo: esso nominava solo se stesso. E Dio vide che questo era un bene. Per niente al mondo avrebbe creato alcunché. Il nulla non solo gli piaceva, ma addirittura lo appagava totalmente.
    Dio aveva gli occhi perennemente aperti e fissi. Se anche gli fossero stati chiusi, nulla sarebbe comunque cambiato. Non c'era niente da vedere e Dio non guardava niente. Era pieno e denso come un uovo sodo, di cui possedeva anche la rotondità e l'immobilità.
    Dio era soddisfazione assoluta. Non desiderava niente, non aspettava niente, non percepiva niente, non rifiutava niente e niente lo interessava. La vita era di una pienezza talmente intensa che non era vita. Dio non viveva: esisteva.
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  8. #143
    Partecipante Esperto L'avatar di Crotaloridens
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    "Quando il sedicenne Karl Rossmann, mandato in America dai suoi poveri genitori perchè una cameriera l'aveva sedotto e aveva avuto un figlio da lui, entrò nel porto di New York sulla nave che aveva rallentato, vide la statua della Libertà tanto a lungo contemplata, come se attorno ad essa la luce del sole si fosse improvvisamente fatta più intensa. Il braccio con la spada svettava alto come se si fosse alzato allora, e attorno alla sua figura aleggiava libera l'aria."
    Franz Kafka - America

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  9. #144
    Partecipante Esperto L'avatar di Crotaloridens
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    "Amici, è tempo di pulizie e stiamo svendendo
    tutti i nostri silenziosi Ubik elettrici a prezzi davvero
    ridicoli. Sì, abbiamo buttato nel cestino il listino prezzi.
    E ricordate: ogni Ubik della nostra partita è stato usato solo secondo le istruzioni."

    Philip K. Dick - Ubik

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  10. #145
    Partecipante Assiduo L'avatar di Fatima
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    Promises vedo il thread ti piace molto

  11. #146
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    lazzaro sant'andrea

    "Il cadavere leggeva il giornale del giorno prima alla pagina degli spettacoli"

    A. G. Pinketts, Il vizio dell'agnello
    "... per favore Dio, per favore Knut Hamsun, non abbandonatemi adesso." (J. Fante)



    http://youtube.com/watch?v=jjXyqcx-mYY

  12. #147
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    “Una sera me ne stavo a sedere sul letto della mia stanza d’albergo, a Bunker Hill, nel cuore di Los Angeles. Era un momento importante della mia vita; dovevo prendere una decisione nei confronti dell’albergo. O pagavo o me ne andavo : così diceva il biglietto che la padrona mi aveva infilato sotto la porta. Era un bel problema, degno della massima attenzione.
    Lo risolsi spegnendo la luce e andandomene a letto”.
    (John Fante, “Chiedi alla polvere”).

  13. #148
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    "La voce femminile si diffonde dall'altoparlante, leggera e piena di promesse come un velo da sposa."

    (D. Pennac, Il Paradiso degli Orchi)

  14. #149
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    All'inizio i nuovi proprietari dicono di non aver mai fatto caso al pavimento del salotto. L'hanno visto mille volte, certo, ma non ci hanno mai fatto caso. Non la prima volta che hanno visto la casa. Non quando quello dell'agenzia gli ha fatto fare il giro. Loro si sono limitati a prendere le misure delle stanze spiegando agli operai dove piazzare divano e pianoforte, e poi hanno portato dentro le loro cose, ma senza mai fare caso al pavimento del soggiorno. questo è quello che dicono.
    Poi, il primo giorno, al mattino presto sono scesi dabbasso ed eccola lì. Una scritta incisa nel pavimento in quercia bianca.

    ANDATEVENE

    (C. Palahniuk, Ninna Nanna)

    Da brivido................
    Ultima modifica di pollon2 : 21-11-2005 alle ore 20.18.18

  15. #150
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    Originariamente postato da pollon2
    All'inizio i nuovi proprietari dicono di non aver mai fatto caso al pavimento del salotto.

    ....
    (C. Palahniuk, Ninna Nanna)
    ..mi è bastato leggere la prima riga per riconoscerlo. Questo libro l'ho adorato!!!!!!!!!!!
    qui ci sono anch'io --> http://internos7.wordpress.com/

    Perfer et obdura. Dolor hic tibi proderit olim.

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