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  1. #136
    Partecipante Esperto L'avatar di cherry89
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    07-11-2007
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    Caserta
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    Citazione Originalmente inviato da nuryel78 Visualizza messaggio
    io ho solo una cosa, se mi è concesso, da recriminare. ed è questa: sacrosanto protestare, indignarsi, legittimo opporsi, eccetera. ma dare fuoco ai cassonetti che senso ha? le sassaiole contro i vigili del fuoco che stanno là a lavorare, che senso hanno? prendersela coi giornalisti che stanno davanti alle discariche a fare i loro servizi, che senso ha?

    certo è lecito protestare, ma talvolta i mezzi scelti per le proteste sono tali da far passare lepersone dalla parte della ragione a quella del torto, specialmente se a far le spese di quella protesta sono persone che altro non fanno se non svolgere il loro mestiere (vedi pompieri).

    senza rancore, spero!

    su questo non ho nulla da obiettare
    anzi
    completamente d'accordo
    penso che gesti del genere siano frutto solo dell'ignoranza e dell'ottusaggine della gente
    per esempio appiccare fuoco ai cassonnetti è altamente dannoso per tutti, in primis per chi fa una cosa del genere
    non so quanta diossina ho respirato solo la notte di capodanno visto che il nuovo trend è stato proprio quello di illuminare l'ultima notte dell'anno con roghi di rifiuti

  2. #137
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Lepre*marzolina
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    04-10-2005
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    nei peggiori bar di caracas...
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    io ho solo una cosa, se mi è concesso, da recriminare. ed è questa: sacrosanto protestare, indignarsi, legittimo opporsi, eccetera. ma dare fuoco ai cassonetti che senso ha? le sassaiole contro i vigili del fuoco che stanno là a lavorare, che senso hanno? prendersela coi giornalisti che stanno davanti alle discariche a fare i loro servizi, che senso ha?
    personalmente ,parlo per ciò che ho visto poi non so, ma c'è interesse da parte di QUALCUNO a far deragliare la protesta...perchè quella discarica a pianura fa comodo alla camorra e se la polizia sgombera con la forza l'obiettivo è raggiunto....quelli che protestano davanti alla discarica sono persone per bene, famiglie...ci sono persino bambini...ma poi di punto in bianco arrivano ragazzi con mazze e volto coperto che seminano il panico anche tra i manifestanti "normali"....ma siccome è già stato detto mi-autoquoto in un momento di lucida autoreferenzialità
    personalmente sono stata alla manifestazione anti-discarica a pianura (ai pisani) ma sono dovuta scappare.....tralaltro eravamo io e mia madre (una donna di 50 che per quanto giovanile non è proprio una gAzzella)...perchè?perchè ormai c'è interesse da parte della camorra a far sfociare la rivolta in qualcosa di peggio , per vanificare gli sforzi di chi da giorni e giorni è fuori la discarica a cercare di esprimere PACIFICAMENTE IL SUO SDEGNO...perchè? perchè alla camorra fa comodo la discarica....
    quindi questi gruppi di teste di ca*zo arrivano con i passamontagna ed i bastoni e seminano il panico tra gli abitanti stessi....
    dove c'è gusto non c'è perdenza

    ho sempre amato il mio prossimo...finchè era poco....



    Questo è il mio pesciolino numero 641 in una vita costellata di pesciolini rossi. I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore. 640 pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà
    C.P.



    E' cosi' difficile divertirsi di questi tempi, anche sorridere fa male alla faccia

  3. #138
    Partecipante Esperto L'avatar di nuryel78
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    scusate l'insistenza ma ho deciso di fare l'avvocato del diavolo.......

    voglio dire: alla tv ( e premetto che non sempre la tv rende l'idea, se pensiamo che al festivalbar piazza santa croce a Firenze sembra time square, mentre chi la conosce sa che è poco più di un buco...) dicevo, alla tv non si vedono pochi facinorosi, scusate. si vedono delle discrete folle di gente che aggrediscono i pompieri. nonmetto in dubbio che ci sia una regia occulta, che peraltro tanto occulta nonè visto che è sotto gli occhi di tutti. senz'altro ci sono pochi delinquenti che montano a dovere. ma tutti gli altri, allora? sono persone per bene che si fanno trascinare, o che altro?

  4. #139
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Lepre*marzolina
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    nei peggiori bar di caracas...
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    Citazione Originalmente inviato da nuryel78 Visualizza messaggio
    scusate l'insistenza ma ho deciso di fare l'avvocato del diavolo.......

    voglio dire: alla tv ( e premetto che non sempre la tv rende l'idea, se pensiamo che al festivalbar piazza santa croce a Firenze sembra time square, mentre chi la conosce sa che è poco più di un buco...) dicevo, alla tv non si vedono pochi facinorosi, scusate. si vedono delle discrete folle di gente che aggrediscono i pompieri. nonmetto in dubbio che ci sia una regia occulta, che peraltro tanto occulta nonè visto che è sotto gli occhi di tutti. senz'altro ci sono pochi delinquenti che montano a dovere. ma tutti gli altri, allora? sono persone per bene che si fanno trascinare, o che altro?
    oh non prendere assolutamente per polemiche le mie parole...il mio tono non è per niente aspro ...
    ma forse non è chiaro quante persone (ovviamente disoneste ) "mangino" con la camorra.....non si tratta di 2 o 3 persone.....nessuno ha mai detto che sono pochi....poche persone le si potrebbe fermare senza problemi...
    non so come spiegarlo...devi immaginare la "camorra" , il "sistema" , come una grande "azienda" con molti "dipendenti",con legami nelle istituzioni , con appoggi politici,con vastissime entrate da vari settori, con un potere vasto e radicato....
    scusa se così non fosse ti pare mai che si sarebbe arrivati a questa situazione??
    Ultima modifica di Lepre*marzolina : 13-01-2008 alle ore 20.53.10
    dove c'è gusto non c'è perdenza

    ho sempre amato il mio prossimo...finchè era poco....



    Questo è il mio pesciolino numero 641 in una vita costellata di pesciolini rossi. I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore. 640 pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà
    C.P.



    E' cosi' difficile divertirsi di questi tempi, anche sorridere fa male alla faccia

  5. #140
    Postatore Compulsivo L'avatar di Atan_varniee
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    ringrazio per l'autorizzazione

    Mi chiamo Riccardo Caria, ho 26 anni e vivo a Cagliari. Venerdì 11
    gennaio 2008, come spesso accade, ho deciso assieme ad un amico (Mattia
    Sanna, 21 anni, di Cagliari anche lui) di andare al cinema. Una serata
    qualsiasi. Finita la proiezione, io è Mattia decidiamo di andare a
    mangiare qualcosa prima di tornare a casa, visto che il giorno dopo
    avremmo dovuto studiare. La scelta, come sempre, cade sulla pizzeria
    Tre Archi in viale Diaz, anche perché avevamo saputo che altri amici si
    trovavano in quella zona. Tutto ciò accadeva poco dopo le 23. Arrivati
    nel luogo stabilito, la macchina viene parcheggiata nel parcheggio
    della banca CIS. La stessa sera a Cagliari era in programma una
    manifestazione davanti alla casa del governatore Renato Soru, per i
    fatti legati ai rifiuti campani direzionati verso la Sardegna. Non
    possiamo non sentire gli schiamazzi, vedere il dispiegamento di auto
    della polizia, notare il fumo proveniente dalla collinetta di viale
    Bonaria (dove abita il governatore). Incuriositi, decidiamo di
    avvicinarci un poco e vedere cosa realmente stia accadendo.
    Attraversiamo il parcheggio, che come ogni cagliaritano sa bene è molto
    grande, e arriviamo all’inizio di viale Bonaria. Qui ci sono tanto
    altri giovani e non, esponenti del mondo politico sardo, giornalisti,
    mezzi della polizia, e quant’altro. In una via laterale si notano i
    cassonetti rovesciati. Un lacrimogeno viene sparato, si sentono le
    detonazioni delle bombe carta, arriva qualche petardo; il gas inizia a
    riversarsi verso noi, quindi ci allontaniamo. Bisogna tenere ben
    presente che dal luogo in cui ci trovavamo noi (ai piedi della
    collinetta) non si vede la casa del governatore, quindi è ben facile
    immaginare quanto distanti fossimo dall’abitazione, luogo dove erano in
    atti scontri fra teppisti e forze dell’ordine. Attraversiamo nuovamente
    il parcheggio della banca CIS e ci fermiamo sul marciapiede che si
    trova di fronte alla “Sicurezza Notturna”, quindi in viale Diaz; di
    fatto siamo all’ingresso del parcheggio. Li non era accaduto nulla,
    siamo molto lontani dagli scontri, non ci sono teppisti e nemmeno
    persone, eccezion fatta per tre giovani che poco dopo si avvicinano
    dalle nostre parti; sono una ragazza e due ragazzi. Restiamo li a
    guardare, increduli, allibiti per quanto stava accadendo, dal momento
    che a Cagliari una cosa simile mai l’avevamo vista. Passano circa dieci
    minuti, siamo tra le 23,30 e le 23,45: da viale Diaz direzione viale
    Poetto arriva un Land Rover corazzato della polizia, una camionetta
    bella capiente. Subito dopo vediamo arrivare uno schieramento di 10-15
    agenti in assetto antisommossa, quindi con casco, scudo e manganello.
    Mattia mi dice “Guarda, arriva la polizia in tenuta. Stanno andando a
    prendere i teppisti. Finalmente!”. Io ricordo di aver pensato che
    siccome li non era in atto alcuno scontro, probabilmente la camionetta
    era entrata all’ingresso del parcheggio per prelevare gli agenti e
    portarli verso gli scontri. Poi da li tutto è successo velocemente, è
    difficile anche spiegarlo a parole. Gli agenti hanno accelerato il
    passo e sono corsi verso uno dei ragazzi che si trovavano a pochi metri
    da noi, lo hanno afferrato e hanno iniziato a trascinarlo verso la
    camionetta dandogli delle manganellate molto forti. La ragazza si
    dispera e grida “No, lasciatelo! E’ il mio ragazzo, non ha fatto
    nulla!”. Tempo due secondi e gli agenti le sono addosso, riservandole
    lo stesso trattamento che avevano avuto pochi secondi prima col suo
    ragazzo. Contemporaneamente afferrano e picchiano anche il terzo
    ragazzo. Ripeto, tutto ciò è successo molto velocemente, quindi non c’è
    nemmeno stato il tempo di pensare. E infatti io sul momento non capivo
    cosa stesse accadendo, mi sembrava impossibile. Istintivamente ho
    alzato le braccia in aria per dimostrare che ero li con intenzioni
    pacifiche, non ero una minaccia e non avevo fatto nulla. Anzi, a dirla
    tutta ero li per mangiare una pizza! Ma ciò non è valso a niente, visto
    che sono stato afferrato per il collo da un agente molto più alto e più
    grosso di me. Prontamente gli ho detto “Non ho fatto niente, non ho
    fatto niente, non c’entro nulla, ho la macchina parcheggiata qui!”. Non
    è servito a niente, l’uomo mi ha colpito col manganello e trascinato
    via, anche se non facevo resistenza per non peggiorare le cose. In
    compenso ho ricevuto degli insulti dall’agente, e mi intimava con delle
    bestemmie di camminare. Trascinandomi mi sbatte contro un palo e
    continua a spingermi per farmi andare verso la camionetta. Sul momento
    ho pensato che forse volevano soltanto fare dei controlli, che non ci
    avrebbero fatto altro male se non avessimo opposto alcuna resistenza,
    ma sulla soglia della camionetta ho capito che non sarebbe affatto
    andata così: i ragazzi prelevati prima di me iniziano ad essere presi a
    calci e a manganellate sempre più forti e frequenti, vola anche qualche
    sberla. A me succede la stessa cosa, prendo botte un po’ dappertutto e
    in particolar modo nella schiena. Gli insulti continuano senza sosta.
    Cercavo di spiegare le mie ragione, ma non vengo ascoltato da nessuno;
    anzi, si inferociscono ancora di più, se è possibile. Veniamo fatti
    sedere e cerco di restare calmo. Mattia non è più con me, non riesco a
    vederlo, penso che forse è riuscito ad andare via. Io mi auguro che sia
    andata così. Ma poco dopo viene portato anche lui sul mezzo e posso
    distinguere chiaramente almeno 5 agenti che si accaniscono sulla sua
    schiena con calci e manganellate. Salta subito all’occhio l’espressione
    di dolore sul suo volto. Lo afferro prontamente per un braccio e lo
    faccio sedere dietro di me, per metterlo un po’ al riparo. Si fa largo
    intanto la voce disperata della ragazza, che implora gli agenti di
    smetterla con la violenza. Gli agenti chiedono al poliziotto a bordo di
    restare a fare la guardia a noi e lui risponde affermativamente. La
    ragazza continua ad implorare perché cessino le botte. Il poliziotto è
    un ragazzo, sembra il più umano di tutti, ci dice che adesso c’è lui
    qui con noi e non verremo più picchiati. In effetti non ricordo di
    averlo visto picchiarci neppure prima. Senza pensarci mi alzo in piedi
    e inizio a spiegare all’agente che noi siamo brave persone, siamo li
    solo per mangiare qualcosa e non c’entriamo assolutamente nulla con gli
    scontri, abbiamo la macchina parcheggiata li vicino e siamo li per
    quello. Ricordo anche di avergli detto che io non sono un contestatore
    delle forze dell’ordine, che se la sono presa con le persone sbagliate.
    L’agente allora risponde che quando ci sono simili disordini dobbiamo
    fuggire via. Io allora gli ripeto nuovamente che siamo li soltanto per
    mangiare, che gli scontri sono avvenuti molto lontano dal punto in cui
    noi ci trovavamo e lo invito a guardare tutti i locali e le pizzerie
    che in effetti ci sono in viale Diaz. L’ho fatto perché gli agenti
    avevano un accento tipicamente romanesco, quindi ipotizzavo che
    potessero non conoscere bene quella zona della città. A quel punto
    anche gli altri ragazzi iniziano a parlare con l’agente, francamente
    non ricordo nemmeno cosa si sono detti, ma suppongo le stesse cose che
    avevo già detto io, più o meno. Nel frattempo fuori dalla camionetta
    inizia ad arrivare della gente, probabilmente allibita da quanto stava
    accadendo. Un signore si avvicina al finestrino e chiede all’agente se
    quello che stava accadendo fosse giusto, che noi avevamo ragione, che
    dovevano lasciarci andare. Ma noi non avevamo ragione, non eravamo li
    per avere ragione di qualcosa, eravamo li semplicemente per mangiare.
    Sta di fatto che l’agente fa passare pochi minuti, dopodichè chiama i
    colleghi, gli dice che siamo bravi ragazzi e che è il caso di farci
    scendere e mandare via. Inizio allora a chiedermi “Ma come, non ci
    controllano neppure i documenti? Eppure essere caricati su un mezzo
    equivale ad un arresto! Ci hanno arrestati senza una ragione,
    malmenati, umiliati e neppure fanno un accertamento?!”. Lascio a voi le
    valutazioni circa i miei diritti violati o meno. Comunque sia, le porte
    della camionetta si aprono e veniamo fatti scendere. Ma non con i modi
    di chi ha preso un granchio, bensì con calci, ulteriori manganellate,
    urla, minacce, e bestemmie che devono essere arrivate fino alla vicina
    basilica. Siamo fuori, ci allontaniamo da li. Scambiamo due veloci
    chiacchiere con i nostri compagni di sventura, dopodichè fuggiamo a
    razzo da li. Mattia rimugina di non aver preso il numero di targa, ma
    onestamente era impossibile farlo in quel clima. In ogni caso era l’
    unica camionetta in giro, sarebbe facile identificare i responsabili.
    Ci dirigiamo all’ufficio denunce di via Nuoro e li troviamo un ragazzo
    con la testa spaccata da una manganellata, accompagnato da un amico.
    Ora non voglio sbilanciarmi, ma neppure con tutta la fantasia di
    questo mondo quel ragazzo poteva passare per un delinquente. La serata
    si conclude così, con me e Mattia che ancora non riusciamo ancora a
    mettere a fuoco un avvenimento troppo assurdo per essere vero. Noi
    picchiati dalla polizia. Solo un’ora prima avrei preso per pazzo
    chiunque potesse dire una cosa simile. Il giorno dopo andiamo al pronto
    soccorso per farci visitare. Li conosciamo un uomo che è stato
    picchiato per aver cercato difendere la moglie, che immobile e senza
    motivo alcuno stava venendo manganellata selvaggiamente dagli agenti.
    La sera abbiamo conosciuto la moglie, ed era più bassa ed esile di me,
    che non sono certo un colosso. Al pronto soccorso accertano il
    pestaggio. La prognosi di Mattia è di 2 giorni, la mia di 3. La sera
    abbiamo parlato con un giornalista dell’Unione Sarda e abbiamo
    raccontato i fatti. Oggi, domenica 13 gennaio, sono usciti i nostri
    nomi in un trafiletto, ma non viene certo ben spiegata la dinamica dei
    fatti. Ho come l’impressione che la stampa stia facendo molta
    confusione su questa faccenda, selezionando quali notizie riportare e
    quali no. Si sostiene ad esempio che gli agenti abbiano semplicemente
    fatto un cordone davanti alla casa del governatore, ma la mia vicenda
    dimostra senza alcun dubbio che questo è falso, visto che noi siamo
    stati picchiati molto lontano da li. Si sostiene anche che alcuni
    partiti abbiano incoraggiato i disordini, ma chiunque fosse li non
    poteva non notare che gli attacchi erano rivolti alle forze dell’
    ordine. I teppisti erano degli ultrà e non avevano intenzione di
    assaltare casa Soru, bensì creare disordine e cercare lo scontro delle
    forze dell’ordine. Cosa che avviene sia se si verifica una
    manifestazione di questo genere, sia se l’Italia vince i mondiali. Era
    poi ben facile individuare i teppisti: avevano il volto coperto,
    colpivano e fuggivano. Mi chiedo come le forze dell’ordine possano aver
    colpito in maniera così indiscriminata pur essendo abituate ai
    tafferugli da stadio, dove i teppisti si riconoscono senza troppa
    fatica. Mi pare abbastanza logico che i teppisti fossero quelli a volto
    coperto che scappavano e non quelli a volto scoperto che restavano
    immobili perché innocenti e per permettere agli agenti di svolgere al
    meglio il loro dovere. La contestazione violenta non ha avuto
    assolutamente nulla di politico, io ho visto e posso assicurare che era
    un classico fenomeno di ultrà, al quale siamo tristemente abituati. Il
    questore parla di un finanziamento ai teppisti. Io non voglio fare
    valutazioni politiche, non è questo il senso della mia testimonianza;
    ma mi chiedo quale sia il nome e il cognome del fantomatico
    finanziatore: ho visto coi miei occhi molti esponenti del centrodestra,
    alcuni con le mogli e non credo le avrebbero portate se avessero saputo
    cosa doveva accadere. Allo stesso modo è assurdo pensare che il
    finanziamento provenga dal centrosinistra, non avrebbe senso. Quindi
    chi? Forse il presidente Cellino voleva togliere di mezzo un
    personaggio più popolare di lui? O più semplicemente il questore non sa
    come giustificare quello che hanno fatto i suoi uomini? Questa
    testimonianza è fatta per farvi capire cosa veramente è successo
    venerdì notte. Certo, qualcuno dubiterà, qualcuno penserà che se la
    polizia mi ha fatto quello che mi ha fatto evidentemente me la devo
    essere cercata in qualche modo. Ma la verità è questa, le cose sono
    andate così ed è questo che dovrebbero dire i giornali e non fanno.
    Sono pronto a querelare la polizia e a combattere in tutte le sedi e in
    tutti i modi, non tanto per il pestaggio squadrista che ho subito, ma
    perché mi sento profondamente umiliato da questo abuso di potere,
    trattato come un teppista e mandato via a calci, calpestando in ogni
    modo la mia dignità. Il presidente Soru tira in ballo la solidarietà
    citando la costituzione. Dovrebbe però ricordarsi che la costituzione
    garantisce anche i diritti fondamentali dell’uomo e questi sono stati
    calpestati in un modo che fa invidia ad una dittatura. Non ce l’ho con
    i poliziotti, come ho detto sono sempre stato dalla loro parte e sono
    fermamente convinto che facciano il loro dovere eseguendo gli ordini.
    Il problema è chi questi ordini li impartisce. In linea di massima le
    disposizioni hanno carattere nazionale, poi a livello regionale si
    decide meglio come attuarle. Quindi se volete si può vedere un concorso
    di colpe tra poteri tanto facili da individuare che eviterò di citarli.
    Questa testimonianza spero abbia la massima diffusione in modo che
    tutti possano conoscere i fatti di quel venerdì. Non ci sono
    valutazioni politiche, non è nemmeno questione se sia giusto o no
    portare l'immondizia altrui in casa nostra. Il punto è che chi ci
    dovrebbe proteggere ci ha massacrato di botte senza una ragione. Non
    possono però tapparci la bocca e la diffusione via internet credo sia
    il metodo più efficace, quindi faccio affidamento su ognuno di voi,
    ringraziandovi anticipatamente.

    Riccardo Caria, noto Ricky.

  6. #141
    Postatore Epico L'avatar di peggygia
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    non ho parole sono sconvolta...
    giampy
    PUOI ANCHE ALZARTI MOLTO PRESTO...MA IL DESTINO SI ALZA UN ORA PRIMA!
    maschi ricordatevi che quando una donna bussera alle vostre spalle nella corsa della vita,non è perchè è rimasta indietro è che vi ha DOPPIATI!!!geppy

    Non date via subito tutto il negozio,ma una caramellina alla volta
    prima allieva del corso accellerato di SPIGAZIONE!

  7. #142
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Chiaraaaaaa
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    La Repubblica 13 GENNAIO di GIOVANNI MARIA BELLU
    Ho fatto il mio dovere
    Il giorno dopo del presidente: chi teme l´impopolarità non può amministrare una Regione
    La mia scelta è stato un semplice gesto di solidarietà nazionale verso Napoli e la sua gente, messa in ginocchio dalla camorra

    CAGLIARI - Nonostante siano ormai tre anni e mezzo che naviga tra i veleni della politica, l´altra sera Renato Soru – mentre ultrà del Cagliari calcio, estremisti di destra, militanti di An, Forza Italia e Udc assediavano la sua casa – era sorpreso e amareggiato. Lo è ancora adesso, il giorno dopo, mentre dalle grandi finestre del soggiorno osserva il traghetto della "Tirrenia" uscire dal Golfo degli Angeli.
    Ecco, la "Tirrenia", la "compagnia dei napoletani" che da sempre gestisce i trasporti marittimi dal capoluogo. Il governatore della Sardegna da tempo ha chiesto che il monopolio campano finisca e con esso i contributi dello Stato. «Ma questo non ci ha impedito di compiere un semplice gesto di solidarietà nazionale verso Napoli e la sua gente. Infatti noi stiamo eliminando i rifiuti prodotti dai lavoratori napoletani che, a loro volta, subiscono i danni prodotti dalla camorra». Cita a memoria l´articolo 2 della Costituzione. «Quella Carta – dice – non deve essere il punto di riferimento di tutti noi?». E´ disarmante, Renato Soru. «Rischio l´impopolarità? Se uno non ha il coraggio di affrontarla, allora è meglio che non faccia politica».
    Secondo la classifica del gradimento del "Sole 24 ore", dal momento dell´elezione ha perso tre punti di gradimento. Un buon risultato se si considera che, tra tutti i governatori d´Italia, Soru è quello che gode della peggior stampa. "Per un anno in Sardegna arriveranno i rifiuti di Napoli". Con questo titolo, giovedì scorso, L´Unione sarda, il quotidiano di Cagliari, ha rilanciato "l´allarme immondezza". L´occhiello precisava che "ogni settimana" sarebbero arrivate nell´isola 750 tonnellate di spazzatura. Un totale, dunque, di 36.000 tonnellate, anziché seimila, che è la cifra vera. «Lunedì – dice Soru – andrò alla procura della Repubblica. Poi sarà la magistratura a valutare se procedere per diffusione di notizie false e tendenziose».
    Non è solo uno dei tanti conflitti tra politica e stampa. Sergio Zuncheddu, immobiliarista massone, proprietario dell´Unione sarda, dell´emittente privata Videolina, azionista del Foglio è, nella lunga lista dei nemici di Renato Soru, uno dei primi nomi. E´ stato, in effetti, anche la prima delle innumerevoli vittime dello sconquasso che il fondatore di Tiscali ha prodotto nell´assetto di potere che per decenni aveva governato la Sardegna. Subito dopo l´insediamento, annullò una delibera, firmata dal suo predecessore un attimo prima di lasciare l´ufficio, che impegnava la Regione a spendere duecento milioni di euro per acquistare immobili, metà dei quali costruiti da Zuncheddu.
    Spiccioli rispetto agli effetti devastanti prodotti nel lucroso mondo delle speculazioni edilizie dalla legge salva-coste, o dalla decisione di realizzare, coi mezzi della stessa Regione, l´informatizzazione degli uffici, o dall´irritazione suscitata dalla "tassa sul lusso". «Ma nessuno mi pare si sia scandalizzato così tanto – fa notare puntigliosamente – quando la Moratti ha chiesto un pedaggio per entrare nel centro di Milano». Ed elenca le buone ragioni, oltre a quella fondamentale della solidarietà, per cui ha accettato subito la richiesta del governo: «Lo scorso anno, rispetto al 2004, con la raccolta differenziata, in Sardegna abbiamo prodotto 200.000 tonnellate di rifiuti in meno. Complessivamente, 840.000 tonnellate. L´anno prossimo contiamo di risparmiare, sempre rispetto al 2004, 300.000 tonnellate. Dunque la quantità che ci siamo impegnati a smaltire corrisponde all´1,5 per cento del risparmio. E non dobbiamo dimenticare che, non avendo gli impianti per lo smaltimento dei rifiuti tossici, ne siano esportatori per una quantità di 500.000 tonnellate. Quindi anche noi godiamo della solidarietà altrui». Snocciola, sempre a memoria, altri dati: «Siamo passati dallo 0,3 percento al 30 percento di raccolta differenziata. Arriveremo al 40 percento non appena la faranno partire a Olbia, a Oristano, a Cagliari». Aggiunge, senza enfasi, che tutti questi comune sono oggi governati dal centrodestra.
    Il sindaco di Cagliari Emilio Floris, assieme all´ex presidente della Regione Mauro Pili e al deputato e coordinatore regionale di Forza Italia Pier Giorgio Massidda, all´ex sindaco Mariano Delogu (An) sono altri nemici giurati di Soru e due sere fa hanno partecipato alla prima azione del movimento "anti aliga" (così si chiama l´immondezza a Cagliari) sulla banchina del porto Canale.
    Per trovare, nella storia cittadina, un altro assedio all´abitazione di un uomo politico bisogna tornare al 1926 quando, dopo l´attentato a Mussolini, i fascisti presero d´assalto la casa di Emilio Lussu. Le analogie si fermano qua. Perché Lussu, che era stato uno degli eroi della Grande guerra, mise in fuga gli assalitori a fucilate. Compito che, l´altra sera, è stato assolto dalla polizia. Poi, la mattina una signora ha suonato alla porta e ha regalato al presidente della Regione un vassoio di pasticcini. Incredibilmente il "rude e spigoloso" Soru quasi si commuove. Forse perché la solidarietà gli è arrivata col contagocce.
    Anche nel centrosinistra, infatti, il governatore ha un bel po´ di nemici. Qualche mese fa, nell´elezione del segretario regionale del Partito democratico alla candidatura di Soru, l´establishment del centrosinistra contrappose quella di Antonello Cabras, ex socialista, poi Ds. Una battaglia durissima, che ha visto schierati contro Soru alcuni tra i big della sinistra sarda: l´ex presidente del Consiglio regionale Emanuele Sanna (Ds) e l´ex assessore alla Sanità Paolo Fadda (Margherita). Ancora non si sono sopite le polemiche per la partecipazione alle votazioni di noti esponenti del centrodestra. Hanno voluto dare il loro contributo alla sconfitta di Soru. Un contributo forse determinante.

  8. #143
    tipete
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    ringrazio per l'autorizzazione

    Mi chiamo Riccardo Caria, ho 26 anni e vivo a Cagliari. Venerdì 11
    gennaio 2008, come spesso accade, ho deciso assieme ad un amico (Mattia
    Sanna, 21 anni, di Cagliari anche lui) di andare al cinema. Una serata
    qualsiasi. Finita la proiezione, io è Mattia decidiamo di andare a
    mangiare qualcosa prima di tornare a casa, visto che il giorno dopo
    avremmo dovuto studiare. La scelta, come sempre, cade sulla pizzeria
    Tre Archi in viale Diaz, anche perché avevamo saputo che altri amici si
    trovavano in quella zona. Tutto ciò accadeva poco dopo le 23. Arrivati
    nel luogo stabilito, la macchina viene parcheggiata nel parcheggio
    della banca CIS. La stessa sera a Cagliari era in programma una
    manifestazione davanti alla casa del governatore Renato Soru, per i
    fatti legati ai rifiuti campani direzionati verso la Sardegna. Non
    possiamo non sentire gli schiamazzi, vedere il dispiegamento di auto
    della polizia, notare il fumo proveniente dalla collinetta di viale
    Bonaria (dove abita il governatore). Incuriositi, decidiamo di
    avvicinarci un poco e vedere cosa realmente stia accadendo.
    Attraversiamo il parcheggio, che come ogni cagliaritano sa bene è molto
    grande, e arriviamo all’inizio di viale Bonaria. Qui ci sono tanto
    altri giovani e non, esponenti del mondo politico sardo, giornalisti,
    mezzi della polizia, e quant’altro. In una via laterale si notano i
    cassonetti rovesciati. Un lacrimogeno viene sparato, si sentono le
    detonazioni delle bombe carta, arriva qualche petardo; il gas inizia a
    riversarsi verso noi, quindi ci allontaniamo. Bisogna tenere ben
    presente che dal luogo in cui ci trovavamo noi (ai piedi della
    collinetta) non si vede la casa del governatore, quindi è ben facile
    immaginare quanto distanti fossimo dall’abitazione, luogo dove erano in
    atti scontri fra teppisti e forze dell’ordine. Attraversiamo nuovamente
    il parcheggio della banca CIS e ci fermiamo sul marciapiede che si
    trova di fronte alla “Sicurezza Notturna”, quindi in viale Diaz; di
    fatto siamo all’ingresso del parcheggio. Li non era accaduto nulla,
    siamo molto lontani dagli scontri, non ci sono teppisti e nemmeno
    persone, eccezion fatta per tre giovani che poco dopo si avvicinano
    dalle nostre parti; sono una ragazza e due ragazzi. Restiamo li a
    guardare, increduli, allibiti per quanto stava accadendo, dal momento
    che a Cagliari una cosa simile mai l’avevamo vista. Passano circa dieci
    minuti, siamo tra le 23,30 e le 23,45: da viale Diaz direzione viale
    Poetto arriva un Land Rover corazzato della polizia, una camionetta
    bella capiente. Subito dopo vediamo arrivare uno schieramento di 10-15
    agenti in assetto antisommossa, quindi con casco, scudo e manganello.
    Mattia mi dice “Guarda, arriva la polizia in tenuta. Stanno andando a
    prendere i teppisti. Finalmente!”. Io ricordo di aver pensato che
    siccome li non era in atto alcuno scontro, probabilmente la camionetta
    era entrata all’ingresso del parcheggio per prelevare gli agenti e
    portarli verso gli scontri. Poi da li tutto è successo velocemente, è
    difficile anche spiegarlo a parole. Gli agenti hanno accelerato il
    passo e sono corsi verso uno dei ragazzi che si trovavano a pochi metri
    da noi, lo hanno afferrato e hanno iniziato a trascinarlo verso la
    camionetta dandogli delle manganellate molto forti. La ragazza si
    dispera e grida “No, lasciatelo! E’ il mio ragazzo, non ha fatto
    nulla!”. Tempo due secondi e gli agenti le sono addosso, riservandole
    lo stesso trattamento che avevano avuto pochi secondi prima col suo
    ragazzo. Contemporaneamente afferrano e picchiano anche il terzo
    ragazzo. Ripeto, tutto ciò è successo molto velocemente, quindi non c’è
    nemmeno stato il tempo di pensare. E infatti io sul momento non capivo
    cosa stesse accadendo, mi sembrava impossibile. Istintivamente ho
    alzato le braccia in aria per dimostrare che ero li con intenzioni
    pacifiche, non ero una minaccia e non avevo fatto nulla. Anzi, a dirla
    tutta ero li per mangiare una pizza! Ma ciò non è valso a niente, visto
    che sono stato afferrato per il collo da un agente molto più alto e più
    grosso di me. Prontamente gli ho detto “Non ho fatto niente, non ho
    fatto niente, non c’entro nulla, ho la macchina parcheggiata qui!”. Non
    è servito a niente, l’uomo mi ha colpito col manganello e trascinato
    via, anche se non facevo resistenza per non peggiorare le cose. In
    compenso ho ricevuto degli insulti dall’agente, e mi intimava con delle
    bestemmie di camminare. Trascinandomi mi sbatte contro un palo e
    continua a spingermi per farmi andare verso la camionetta. Sul momento
    ho pensato che forse volevano soltanto fare dei controlli, che non ci
    avrebbero fatto altro male se non avessimo opposto alcuna resistenza,
    ma sulla soglia della camionetta ho capito che non sarebbe affatto
    andata così: i ragazzi prelevati prima di me iniziano ad essere presi a
    calci e a manganellate sempre più forti e frequenti, vola anche qualche
    sberla. A me succede la stessa cosa, prendo botte un po’ dappertutto e
    in particolar modo nella schiena. Gli insulti continuano senza sosta.
    Cercavo di spiegare le mie ragione, ma non vengo ascoltato da nessuno;
    anzi, si inferociscono ancora di più, se è possibile. Veniamo fatti
    sedere e cerco di restare calmo. Mattia non è più con me, non riesco a
    vederlo, penso che forse è riuscito ad andare via. Io mi auguro che sia
    andata così. Ma poco dopo viene portato anche lui sul mezzo e posso
    distinguere chiaramente almeno 5 agenti che si accaniscono sulla sua
    schiena con calci e manganellate. Salta subito all’occhio l’espressione
    di dolore sul suo volto. Lo afferro prontamente per un braccio e lo
    faccio sedere dietro di me, per metterlo un po’ al riparo. Si fa largo
    intanto la voce disperata della ragazza, che implora gli agenti di
    smetterla con la violenza. Gli agenti chiedono al poliziotto a bordo di
    restare a fare la guardia a noi e lui risponde affermativamente. La
    ragazza continua ad implorare perché cessino le botte. Il poliziotto è
    un ragazzo, sembra il più umano di tutti, ci dice che adesso c’è lui
    qui con noi e non verremo più picchiati. In effetti non ricordo di
    averlo visto picchiarci neppure prima. Senza pensarci mi alzo in piedi
    e inizio a spiegare all’agente che noi siamo brave persone, siamo li
    solo per mangiare qualcosa e non c’entriamo assolutamente nulla con gli
    scontri, abbiamo la macchina parcheggiata li vicino e siamo li per
    quello. Ricordo anche di avergli detto che io non sono un contestatore
    delle forze dell’ordine, che se la sono presa con le persone sbagliate.
    L’agente allora risponde che quando ci sono simili disordini dobbiamo
    fuggire via. Io allora gli ripeto nuovamente che siamo li soltanto per
    mangiare, che gli scontri sono avvenuti molto lontano dal punto in cui
    noi ci trovavamo e lo invito a guardare tutti i locali e le pizzerie
    che in effetti ci sono in viale Diaz. L’ho fatto perché gli agenti
    avevano un accento tipicamente romanesco, quindi ipotizzavo che
    potessero non conoscere bene quella zona della città. A quel punto
    anche gli altri ragazzi iniziano a parlare con l’agente, francamente
    non ricordo nemmeno cosa si sono detti, ma suppongo le stesse cose che
    avevo già detto io, più o meno. Nel frattempo fuori dalla camionetta
    inizia ad arrivare della gente, probabilmente allibita da quanto stava
    accadendo. Un signore si avvicina al finestrino e chiede all’agente se
    quello che stava accadendo fosse giusto, che noi avevamo ragione, che
    dovevano lasciarci andare. Ma noi non avevamo ragione, non eravamo li
    per avere ragione di qualcosa, eravamo li semplicemente per mangiare.
    Sta di fatto che l’agente fa passare pochi minuti, dopodichè chiama i
    colleghi, gli dice che siamo bravi ragazzi e che è il caso di farci
    scendere e mandare via. Inizio allora a chiedermi “Ma come, non ci
    controllano neppure i documenti? Eppure essere caricati su un mezzo
    equivale ad un arresto! Ci hanno arrestati senza una ragione,
    malmenati, umiliati e neppure fanno un accertamento?!”. Lascio a voi le
    valutazioni circa i miei diritti violati o meno. Comunque sia, le porte
    della camionetta si aprono e veniamo fatti scendere. Ma non con i modi
    di chi ha preso un granchio, bensì con calci, ulteriori manganellate,
    urla, minacce, e bestemmie che devono essere arrivate fino alla vicina
    basilica. Siamo fuori, ci allontaniamo da li. Scambiamo due veloci
    chiacchiere con i nostri compagni di sventura, dopodichè fuggiamo a
    razzo da li. Mattia rimugina di non aver preso il numero di targa, ma
    onestamente era impossibile farlo in quel clima. In ogni caso era l’
    unica camionetta in giro, sarebbe facile identificare i responsabili.
    Ci dirigiamo all’ufficio denunce di via Nuoro e li troviamo un ragazzo
    con la testa spaccata da una manganellata, accompagnato da un amico.
    Ora non voglio sbilanciarmi, ma neppure con tutta la fantasia di
    questo mondo quel ragazzo poteva passare per un delinquente. La serata
    si conclude così, con me e Mattia che ancora non riusciamo ancora a
    mettere a fuoco un avvenimento troppo assurdo per essere vero. Noi
    picchiati dalla polizia. Solo un’ora prima avrei preso per pazzo
    chiunque potesse dire una cosa simile. Il giorno dopo andiamo al pronto
    soccorso per farci visitare. Li conosciamo un uomo che è stato
    picchiato per aver cercato difendere la moglie, che immobile e senza
    motivo alcuno stava venendo manganellata selvaggiamente dagli agenti.
    La sera abbiamo conosciuto la moglie, ed era più bassa ed esile di me,
    che non sono certo un colosso. Al pronto soccorso accertano il
    pestaggio. La prognosi di Mattia è di 2 giorni, la mia di 3. La sera
    abbiamo parlato con un giornalista dell’Unione Sarda e abbiamo
    raccontato i fatti. Oggi, domenica 13 gennaio, sono usciti i nostri
    nomi in un trafiletto, ma non viene certo ben spiegata la dinamica dei
    fatti. Ho come l’impressione che la stampa stia facendo molta
    confusione su questa faccenda, selezionando quali notizie riportare e
    quali no. Si sostiene ad esempio che gli agenti abbiano semplicemente
    fatto un cordone davanti alla casa del governatore, ma la mia vicenda
    dimostra senza alcun dubbio che questo è falso, visto che noi siamo
    stati picchiati molto lontano da li. Si sostiene anche che alcuni
    partiti abbiano incoraggiato i disordini, ma chiunque fosse li non
    poteva non notare che gli attacchi erano rivolti alle forze dell’
    ordine. I teppisti erano degli ultrà e non avevano intenzione di
    assaltare casa Soru, bensì creare disordine e cercare lo scontro delle
    forze dell’ordine. Cosa che avviene sia se si verifica una
    manifestazione di questo genere, sia se l’Italia vince i mondiali. Era
    poi ben facile individuare i teppisti: avevano il volto coperto,
    colpivano e fuggivano. Mi chiedo come le forze dell’ordine possano aver
    colpito in maniera così indiscriminata pur essendo abituate ai
    tafferugli da stadio, dove i teppisti si riconoscono senza troppa
    fatica. Mi pare abbastanza logico che i teppisti fossero quelli a volto
    coperto che scappavano e non quelli a volto scoperto che restavano
    immobili perché innocenti e per permettere agli agenti di svolgere al
    meglio il loro dovere. La contestazione violenta non ha avuto
    assolutamente nulla di politico, io ho visto e posso assicurare che era
    un classico fenomeno di ultrà, al quale siamo tristemente abituati. Il
    questore parla di un finanziamento ai teppisti. Io non voglio fare
    valutazioni politiche, non è questo il senso della mia testimonianza;
    ma mi chiedo quale sia il nome e il cognome del fantomatico
    finanziatore: ho visto coi miei occhi molti esponenti del centrodestra,
    alcuni con le mogli e non credo le avrebbero portate se avessero saputo
    cosa doveva accadere. Allo stesso modo è assurdo pensare che il
    finanziamento provenga dal centrosinistra, non avrebbe senso. Quindi
    chi? Forse il presidente Cellino voleva togliere di mezzo un
    personaggio più popolare di lui? O più semplicemente il questore non sa
    come giustificare quello che hanno fatto i suoi uomini? Questa
    testimonianza è fatta per farvi capire cosa veramente è successo
    venerdì notte. Certo, qualcuno dubiterà, qualcuno penserà che se la
    polizia mi ha fatto quello che mi ha fatto evidentemente me la devo
    essere cercata in qualche modo. Ma la verità è questa, le cose sono
    andate così ed è questo che dovrebbero dire i giornali e non fanno.
    Sono pronto a querelare la polizia e a combattere in tutte le sedi e in
    tutti i modi, non tanto per il pestaggio squadrista che ho subito, ma
    perché mi sento profondamente umiliato da questo abuso di potere,
    trattato come un teppista e mandato via a calci, calpestando in ogni
    modo la mia dignità. Il presidente Soru tira in ballo la solidarietà
    citando la costituzione. Dovrebbe però ricordarsi che la costituzione
    garantisce anche i diritti fondamentali dell’uomo e questi sono stati
    calpestati in un modo che fa invidia ad una dittatura. Non ce l’ho con
    i poliziotti, come ho detto sono sempre stato dalla loro parte e sono
    fermamente convinto che facciano il loro dovere eseguendo gli ordini.
    Il problema è chi questi ordini li impartisce. In linea di massima le
    disposizioni hanno carattere nazionale, poi a livello regionale si
    decide meglio come attuarle. Quindi se volete si può vedere un concorso
    di colpe tra poteri tanto facili da individuare che eviterò di citarli.
    Questa testimonianza spero abbia la massima diffusione in modo che
    tutti possano conoscere i fatti di quel venerdì. Non ci sono
    valutazioni politiche, non è nemmeno questione se sia giusto o no
    portare l'immondizia altrui in casa nostra. Il punto è che chi ci
    dovrebbe proteggere ci ha massacrato di botte senza una ragione. Non
    possono però tapparci la bocca e la diffusione via internet credo sia
    il metodo più efficace, quindi faccio affidamento su ognuno di voi,
    ringraziandovi anticipatamente.

    Riccardo Caria, noto Ricky.

    senza parole

  9. #144
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dyafne83
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    Atan...non ho parole...ho sensazioni,emozioni, sentimenti che vanno per lo più dalla rabbia al disgusto al senso d'impotenza....
    sto faticosamente scalando una montagna,facendomi spazio tra la fitta boscaglia, aprendomi varchi fino a ieri impensabili,coprendomi il volto cn le braccia x evitare di ferirmi e a volte ferirsi è necessario,accellerando il passo e rallentandolo a seconda delle necessità con fatica e sudore,a volte di notte nel bosco quando tutto è buio ho paura,ma è tutto necessario per raggiungere il sole, ha tanta voglia di sole, di ritrovare quella parte di me. Ne ho maledettissimamente bisogno!
    .

  10. #145
    Styrofoam Crown L'avatar di Grace
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    trovo mostruoso ciò che ho letto (tra le tante,picchiare una ragazza è stato davvero disumano,senza nulla togliere a chi ha scritto e vissuto in prima persona,ovviamente),ma dopotutto,un pò si era capito.visto che i giornali non sono bastati a raccontare questa storia,personalmente chiamerei un avvocato e la tv.
    ci stiamo avvicinando pericolosamente alla dittatura,non si può nemmeno manifestare pacificamente,sacro santo diritto,il governatore che pubblicamente evade una legge,ma siamo sicuri di essere in un Paese che ha portato avanti una moratoria contro la pena di morte?l'ipocrisia dilaga..
    poi: Prodi che domenica pomeriggio,al tg1,dà degli stupidi ai sardi..inutile dire che poi non è più andato in onda!
    adesso le navi che viaggiano con destinazione segreta..tra un pò avremo i nostri desaparecidos..
    hanno detto che verranno dati dei soldi all'inceneritore che ha accolto i rifiuti:che ridere,come se potessi crederci,dato che devono dare ancora 100 milioni di euro alle fs per il trasporto dei rifiuti..e anche se fosse,preferisco la salute!
    sia chiaro,non sono del tutto contraria a dare una mano ai napoletani,ma se questo fosse stato fatto con rispetto,cosa che non è avvenuta,perchè UNA persona si è permessa di decidere da sola...ma tanto ormai è inutile che lo ridico!

    UNBELIEVABLE..I was surprised..I was surprised..I'm still surprised
    17 Luglio 2011, Udine
    We're gonna try to remember this picture right here in my mind,when I close my eyes tonight on that pillow..when I look up in the sky,I thank God of what I had here..I'll be thinking of this!
    We're gonna record this moment in time..the night we laid up in the sky of San Siro..at the end of It

    29 Giugno 2013, Milano
    Jon Bon Jovi

    vinciamonoigrace(at)hotmail.it

  11. #146
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    ragazzi, vorrei che vedeste questo video e mi diceste cosa ne pensate

    SdG: le favelas ci fanno un pregherò

    a me è venuta una risata isterica.

  12. #147
    tipete
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    Citazione Originalmente inviato da Codename47 Visualizza messaggio
    ragazzi, vorrei che vedeste questo video e mi diceste cosa ne pensate

    SdG: le favelas ci fanno un pregherò

    a me è venuta una risata isterica.
    è vergognoso

  13. #148
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di O'Flahertie
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    Citazione Originalmente inviato da Codename47 Visualizza messaggio
    ragazzi, vorrei che vedeste questo video e mi diceste cosa ne pensate

    SdG: le favelas ci fanno un pregherò

    a me è venuta una risata isterica.
    Qualche altro metro e potrà fare concorrenza alla Muraglia cinese, con la differenza che la "munnezza" è sicuramente visiblie anche dallo spazio. Dovremmo farne un patrimonio artistico...

    Non so più se ridere o piangere.
    Ciambellana dei film dell'anno 2008

    "Dicono che quando uno incontra l'amore della sua vita il tempo si ferma. Ed è vero!
    Quello che non dicono è che quando il tempo si rimette in moto va a doppia velocità per recuperare." [Big Fish]


    Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, ecco tutto. [Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde]

    Si impara tantissimo su una società vedendo chi sceglie di idolatrare. [Celebrity]

    --->>blACK cAt wHiTe CaT<<---

  14. #149
    Partecipante Figo L'avatar di Codename47
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  15. #150
    Postatore Compulsivo L'avatar di ianaiana
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    Sbaglio o la notizia "spazzatura" sta diventando meno notizia? Voglio dire che temo che nel giro di un paio di giorni i napoletani continueranno a essere sommersi ma i media non ne parleranno più... stò già notando questa tendenza.. sono l'unica?
    "Le cose che possiedi alla fine ti possiedono." FIGHT CLUB

    "C'è un solo problema con i soldi puliti... sono difficili da fare" LORD OF WAR

    "Ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole non c'è che da guardarsi allo specchio." V PER VENDETTA

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