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Discussione: Morti sul lavoro

  1. #136
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    AMIANTO Omicidio colposo per i fatti accaduti a Marghera dal '71 al '92. Slitta al 26 settembre l'udienza Thyssen Krupp
    I vertici Fincantieri condannati per la morte di 14 persone


    Condanne fino a tre anni e otto mesi per i vertici Fincantieri. La sentenza è stata emessa ieri dal tribunale di Venezia, con la condanna, per omicidio colposo, dei sette imputati che dal 1971 al 1992 hanno gestito i Cantieri navali italiani Fincantieri Spa di Marghera, causando la morte di undici operai per patologie amianto correlate, nonchè per le morti causate alle mogli di altri tre lavoratori che per anni, inconsapevolmente, avevano lavato le tute dei rispettivi mariti. La condanna tocca i vertici della società Fincantieri, dall'attuale presidente agli amministratori delegati, al direttore generale. Dopo quattro anni di processo, la sentenza è stata letta ieri nell'aula del tribunale di Mestre, alla presenza dei familiari delle vittime, di rappresentanti di Medicina democratica, della Fiom e di una delegazione Cub.
    A Torino invece è stata rinviata per la seconda volta, al 26 settembre, l'udienza preliminare per il rogo alla Thyssen Krupp di Torino, costato la vita a sette operai. Antonio Boccuzzi, unico superstite della strage, Medicina Democratica e l'Flmu-Cub hanno chiesto di potersi costituire parte civile. L'Inail, ottenuto dalla Thyssen Krupp un risarcimento di 1 milione di euro, è uscita dal processo. Potrebbero revocare la costituzione di parte civile anche Comune e Provincia di Torino e Regione Piemonte. Gli enti locali stanno trattando con l'azienda sull'ammontare del risarcimento. Si intuisce che questa è la ragione per cui il gup Francesco Gianfrotta ha rinviato l'udienza a dopo la pausa estiva. Il pm Raffaele Guariniello, che con i suoi collaboratori aveva chiuso in tempo record l'inchiesta, non ne fa un dramma. Ma da una sua dichiarazione traspare una certa irritazione per l'ulteriore slittamento. «Speriamo che nella prossima udienza si definiscano le questioni riguardanti le parti civili e si possa cominciare il processo. Fare il processo è il nostro vero obiettivo. I risarcimenti sono importanti, ma il nostro scopo è accertare le responsabilità penali».
    Oltre a sapere quante e quali parti civili saranno accettate, il 26 settembre si capirà con quale rito sarà celebrato il processo. In caso di rito abbrevviato, il processo sarà a porte chiuse.
    Nella prima udienza, oltre agli enti locali, avevano chiesto di costituirsi parte civile i sindacati dei metalmeccanici e un'ottantina di lavoratori della Thyssen Krupp. A questi ieri si è aggiunto Antonio Boccuzzi, da aprile parlamentare di Pd. Introdurre nella giurisprudenza italiana il «risarcimento punitivo» e il «risarcimento esemplare» (un aggravamento del danno contemplato dal diritto statunitense) è uno degli obiettivi dei legali di Boccuzzi. Una decina di ex lavoratori Thyssen hanno steso all'ingresso di palazzo di giustizia due striscioni contro gli omicidi bianchi. Laura Rodinò, sorella di Rosario, una delle vittime, ha augurato «buone vacanze a chi ha contribuito a uccidere mio fratello e i suoi colleghi». Segno che i 13 milioni di risarcimento non hanno chiuso i conti tra la multinazionale tedesca e i familiari delle vittime. Assenti i 6 imputati, dirigenti della ThyssenKrupp Italia accusati a vario titolo di omicidio e incendio colposi e di omissione di norme antinfortunistiche. All'ad Harald Espenhahn è contestato un reato ancor più grave: omicidio volontario con dolo eventuale.

  2. #137
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    Gesto "insano" di un'operaia a Suzzara

    Ha 40 anni, separata con due figli, 16 e 20 anni, vive a Suzzara(Mn) in una casa in affitto con alcune mensilità arretrate, lavora da un anno alla fabbrica della Plastal, a tempo determinato, la cui sede è a Oderzo in provincia di Treviso: lavorava… non le hanno rinnovato il contratto e lei si è inghiottita un tubo sano di antidepressivi, per fare quello che un volta si chiamava un “gesto insano”.
    Il contratto a tempo determinato non lo rinnoveranno a settembre forse anche ad altre venti operaie come lei, perchè la Plastal produce plance di comando per la Daily Iveco, ed è in crisi come la Fiat che aveva confermato la riduzione del 10% per la flessione dei mercati, il rincaro del carburante e delle materie prime, “oltre” ai costi che i produttori dovranno sostenere per adeguarsi alle norme sulle emissioni stabilite dai governi.
    Il non rinnovo, le è stato comunicato, non in una stanza di ufficio ma mentre era alla catena di montaggio. Si è sentita lo sguardo di tutti addosso, sono cominciate a volteggiarle le cifre nel cervello, le rate da pagare e i testi di scuola per la figlia, che deve essere operata al ginocchio, il più grande cerca di darle una mano, ha lavorato per un po’ all’Iveco, poi a casa. La disperazione le ha fatto fare il resto. Il giorno in cui ha tentato di farla finita, è stato chiesto al direttore di fermare le macchine, per agevolare l’intervento del 118. Niente da fare, il ciclo continua e non ci sono dichiarazioni nel merito.
    Si è scioperato mezz’ora e la storia me l’ha raccontata l’amica Monica Perugini, che è anche la redattrice del comunicato che vi allego alla fine ed è sulla Gazzetta di Mantova, venerdì 1 agosto, giornata di esodo per le vacanze di milioni di italiani, ci dicono i telegiornali, di grembiuli fashion come annuncia la Gelmini, di dibattiti se un padre può chiedere di staccare la spina a sua figlia, spenta da 16 anni, di welfare fatto su misura per Loro, di crisi economica. Solo pochi giorni fa, il sindaco di Suzzara Anna Bonini, aveva dichiarato:«l’Oltrepò è specchio della crisi del paese, tante persone immigrate in cerca di lavoro, e il lavoro che è sempre più precario e meno sicuro. Una realtà complessa che crea nuove fasce sociali di cui i Comuni si devono occupare, e tutti i servizi sono messi sotto pressione da queste dinamiche». Alice Arioli, le aveva fatto seguito: ’’Le logiche di mercato non tengono conto delle persone. Va ripensato l’aspetto sociale del lavoro, bisogna ricominciare a guardare al bene comune, riscoprire il senso della collettività. Il compito di recuperare
    un’etica del lavoro spetta alle donne. Ma per far questo occorre mettere l’economia a servizio della politica».
    Già, purtroppo anche io, mi trovo nel primo week end di agosto a descrivere una storia così, di una precaria a tempo indeterminato, anzi nemmeno più questa di precaria “garanzia”, uno straccio di cronaca locale, quasi nera, fumè per fortuna. Non si volta nessuna pagina, la si butta nella spazzatura: è tempo di vacanze.
    Si aprirà a Suzzara in compenso una nuova scuola d’infanzia, si chiamerà Atlantide (il cui nome deriva da Atlante, il mitico gigante che reggeva il mondo sulle spalle).Sul sito della Plastal di Suzzara, c’è scritto che si occupa di produzione di materie plastiche, l’indirizzo a Via XXIII aprile, un telefono fisso e in fondo a commenti del sito, zero. Ancora più in basso, laddove si dice descrizione dell’impresa: “Al momento purtroppo non c’è una descrizione”. Passa questo la Storia.

    Doriana Goracci

    Il caso avvenuto a Suzzara, dove una giovane donna ha tentato il suicidio in fabbrica perchè non le è stato rinnovato
    il contratto di lavoro (precario) presso Plastal è il segno eloquente del degrado sociale ed umano causato dall’attacco ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, realizzato sopratutto a causa della legge 30 che ha reso stabile la “precarietà” e ridotto i lavoratori alla stregua di merce, da utilizzare secondo gli interessi del padronato, senza il minimo riguardo delle più elementari forme di rispetto della dignità e della vita delle persone.

    La devastazione sociale ed umana realizzata da questa legge che ha cambiato radicalmente l’intero mercato del lavoro, è stata poi completata (?!?) da altre norme che peggiorano ulteriormente le situazioni lavorative: dal protocollo su welfare e pensioni promulgato dal governo Prodi, al recentissimo decreto su ripristino del lavoro a chiamata, abolizione del modello unico di dimissioni volontarie (che danneggia soprattutto le donne) e delle sanzioni agli imprenditori per il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e da quelle contro i precari, su cui c’è stato uno scandaloso
    scarica barile fra maggioranza e “opposizione” parlementare a proposito delle responsabilità. Potremmo proseguire con l’attacco al lavoro pubblico ed ai servizi , con la disposizione europea che porta l’orario di lavoro a 65 ore settimanali e la recente disposizione che vieta i ricorsi dei lavoratori precari che svolgono lavori non precari.

    Il primo sentimento è di solidarietà all’operaia, alla sua famiglia e al sindacato, di vicinanza alla lotta della RSU che ha reagito con forza, scioperando immediatamente al rifiuto dell’azienda di fermare l’impianto a dispetto della gravità dell’accaduto e quindi di impegno perchè la sua vicenda trovi immediato sbocco positivo ma non dimentichiamo la lotta per cambiare una situazione pesantissima, che sta schiacciando una nuova, sempre più sfruttata ed indifesa classe operaia, moltiplicando le condizioni di esclusione, marginalità, mancanza di diritti, frantumazione.

    Monica Perugini consigliere provinciale Mantova - Partito dei Comunisti Italiani

    Scilla Alberini assessore comune di Suzzara - Sinistra Critica

    Buona vita

    Guglielmo

  3. #138
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    Indagine dell'istituto di ricerca: il nostro Paese ha il triste primato in Europa
    Nel 2007 hanno perso la vita 1.170 operai. "Ma le autorità concentrate sulla criminalità"
    Incidenti sul lavoro, allarme Censis
    "Più morti bianche che omicidi"

    ROMA - L'Italia è di gran lunga il Paese europeo dove si muore di più sul lavoro, quasi il doppio della Francia, il 30% in più rispetto a Germania e Spagna. Si muore di più sul lavoro o sulle strade che non ammazzati da un colpo di pistola o da una coltellata. Le vittime sul lavoro sono quasi il doppio degli assassinati e i decessi in incidenti stradali otto volte più degli omicidi. A lanciare l'allarme è il Censis, Centro studi investimenti sociali. "Tuttavia, gran parte dell'attenzione pubblica si concentra sui fenomeni di criminalità".

    Se negli ultimi 11 anni gli omicidi sono diminuiti di un terzo (da 1.042 casi nel 1995 a 663 nel 2006), nei cantieri e sui posti di lavoro l'anno scorso sono morti 1.170 operai di cui quasi la metà in infortuni "stradali", nel tragitto casa-lavoro o travolti mentre lavoravano in strada. Se si escludono i cosiddetti infortuni "in itinere" o comunque avvenuti in strada, non rilevati in modo omogeneo da tutti i Paesi europei, si contano 918 casi in Italia, 678 in Germania, 662 in Spagna, 593 in Francia (in questo caso il confronto è riferito al 2005).

    Confrontando gli omicidi con i morti per incidenti stradali, il Censis ha calcolato che i decessi in incidenti automobilistici sono otto volte gli omicidi. Nel 2006, in Italia sono stati 5.669, più che in Paesi anche più popolosi del nostro: Regno Unito (3.297), Francia (4.709) e Germania (5.091).

    Tuttavia, "gran parte dell'impegno politico degli ultimi mesi è stato assorbito dall'obiettivo di garantire la sicurezza dei cittadini", ha detto Giuseppe Roma, direttore generale del Censis. "Risalta in maniera evidente - ha proseguito Roma - la sfasatura tra pericoli reali e interventi concreti per fronteggiarli. Il luogo di lavoro e la strada mancano ancora di presidi efficaci per garantire la piena sicurezza dei cittadini, e spesso si pensa che perdere la vita in un incidente stradale sia una fatalità. I dati degli altri Paesi europei dimostrano che non è così".

  4. #139

    Riferimento: Morti sul lavoro

    ciao,
    onestamente nn ho letto tutta la discussione .... ma ho bisogno di esprimere un mio parere sulle morti bianche a come vengongono "trattate" dai mass media: solo da poco tempo si sentono le QUOTE dei morti sul lavoro o cmq i mass media se ne stanno interessando ancor di più in questo periodo. E io mi chiedo :<<PERCHè?>> Semplice: IL MORTO FA CRONACA! ecco, secondo me la notizia dovrebbe essere trattata come DENUNCIA più che come CRONACA nera: denunciare la NN cultura della SICUREZZA SUL LAVORO(.. anche )causa del lavoro nero);denunciare la POVERTà delle famiglie italiane per cui , per forza di cose, il lavoratore è costretto a SCHIAVIZZARSI al lavoro anche 18 ore al gg, fare straordinari e subire le conseguenze dello stress fisico e psicologico. (CHE PORTA DISANTTENZIONE O CMQ RISCHI PER L'INCOLUMITà FISICA)
    ............ ALLORA ATTENZIONE A "LEGGERE LE NOTIZIE"...............
    LE MOTRI BIANCHE SONO LE CONSEGUENZA DI UNA SOCIETà NARCISISTICA, FONDATA SULLA LEGGE DEL PIù FORTE: SPEZZIAMO QUESTA CATENA!!!!!!!

  5. #140
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    Citazione Originalmente inviato da lady jha Visualizza messaggio
    ciao,
    onestamente nn ho letto tutta la discussione .... ma ho bisogno di esprimere un mio parere sulle morti bianche a come vengongono "trattate" dai mass media: solo da poco tempo si sentono le QUOTE dei morti sul lavoro o cmq i mass media se ne stanno interessando ancor di più in questo periodo. E io mi chiedo :<<PERCHè?>> Semplice: IL MORTO FA CRONACA! ecco, secondo me la notizia dovrebbe essere trattata come DENUNCIA più che come CRONACA nera: denunciare la NN cultura della SICUREZZA SUL LAVORO(.. anche )causa del lavoro nero);denunciare la POVERTà delle famiglie italiane per cui , per forza di cose, il lavoratore è costretto a SCHIAVIZZARSI al lavoro anche 18 ore al gg, fare straordinari e subire le conseguenze dello stress fisico e psicologico. (CHE PORTA DISANTTENZIONE O CMQ RISCHI PER L'INCOLUMITà FISICA)
    ............ ALLORA ATTENZIONE A "LEGGERE LE NOTIZIE"...............
    LE MOTRI BIANCHE SONO LE CONSEGUENZA DI UNA SOCIETà NARCISISTICA, FONDATA SULLA LEGGE DEL PIù FORTE: SPEZZIAMO QUESTA CATENA!!!!!!!
    Ciao lady jha

    Non sono del tutto d'accordo con te. Intanto, vorrei capire cosa vuol dire "società narcisista". Poi, addossare la responsabilità degli omicidi sul lavoro alla "società" mi pare la peggiore delle soluzioni possibili. Perché non vedo che c'entro io, o cosa possa entrarci tu, nella morte di un senegalese a Trebaseleghe stamattina.
    La responsabilità penale è personale. E anche la responsabilità politica, secondo me.
    Allora, per fare un esempio, adesso sto lavorando a Borgo San Dalmazzo, in provincia di Cuneo. Sto a fare il responsabile della produzione e il responsabile della sicurezza in un cementificio che occupa 120 dipendenti.
    Non ci sono infortuni da 600 giorni. In alcuni reparti non ci sono infortuni da 10 anni. Questo in una fabbrica dove la tensione elettrica è di 5000 V, con tre forni da cemento attivi che viaggiano a 1450 °C, 8 molini, elevatori, elettrofiltri, passaggi a 60 metri d'altezza...
    Insomma, come ci si riesce qui, non vedo perché non ci si riesca altrove.
    Una nota sulla "cultura della sicurezza". Non so se serve. Come per molte altre cose possono bastare l'esempio e l'abitudine. Se un operaio vede il direttore con l'elmetto, i guanti e le scarpe antinfortunistiche, difficilmente sarà portato a considerarne l'uso un puro e semplice ornamento.
    Basta dire alla gente cosa deve fare. Ed essere coerenti con quel che si chiede di fare agli altri. Poi le cose funzionano quasi da sole.
    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  6. #141

  7. #142
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    Citazione Originalmente inviato da ghiretto Visualizza messaggio
    Alla morte della decenza non v'è limite

    Ma vi sono risposte possibili...

    da "Il Manifesto", di ieri, 6 agosto 2008

    COMMENTO
    Mandiamo i soldati nei cantieri
    Loris Campetti

    L'8 agosto di 52 anni fa 262 minatori persero la vita in Belgio, uccisi durante il lavoro a Marcinelle. Erano scesi a mille metri di profondità nel bacino carbonifero belga di Charleroi in 275, solo 13 si salvarono dalle conseguenze di un incendio sviluppatosi nella miniera. 136, più della metà delle vittime, erano italiani. Oggi gli italiani non muoiono più in miniera ma nei cantieri, in fabbrica e nei campi. Come nel '56 in Belgio, nel 2008 da noi i lavoratori stranieri che perdono la vita, uccisi nei lavori più pesanti e pericolosi, sono molti e crescono di anno in anno. I padroni nostrani e il governo Berlusconi hanno le idee chiare a proposito: vogliono cambiare una delle poche leggi positive varate nel biennio prodiano, non per aumentare la sicurezza sul lavoro, bensì per peggiorarla e alleviare le pene dei colpevoli della strage quotidiana dei lavoratori.
    La sicurezza sul lavoro non è al centro delle preoccupazioni dell'Italia, dei suoi governanti, dei suoi imprenditori e dei suoi media. Bisogna che ne muoiano almeno 5 nello stesso luogo perché le vittime operaie facciano notizia, i 3-4 caduti in ognuno dei 365 giorni dell'anno non meritano una riga. E dire - ce lo ricorda il Censis nell'analisi diffusa ieri - che l'Italia è il paese in Europa in cui il numero delle vittime sul lavoro è più alto, più di Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna. Siamo primi anche in un altro dei sottocapitoli della voce sicurezza, quello che si misura in base ai morti e ai feriti nelle strade e autostrade. In Italia si muore in automobile più che in ogni altro paese europeo.
    Eppure, l'unica sicurezza di cui sono pieni i nostri giornali e telegiornali, conformemente alla cultura fetida ed emergenziale che si è impadronita non soltanto, purtroppo, della destra, è quella del cittadino scippato per strada o ucciso nella sua villetta padana. Eppure, dice ancora il Censis, in Italia il numero delle vittime di omicidi è decisamente inferiore a quello degli altri paesi del Vecchio continente. Così come i reati contro la proprietà e le persone fisiche. Ma il nemico dell'opinione pubblica dev'essere il ladruncolo, il rom, lo straniero. Chi corre in macchina a 150 all'ora e uccide un ciclista o un ragazzino fa notizia solo se non è dei «nostri». L'Italia è il paese in cui c'è il più alto numero di poliziotti e carabinieri in rapporto al numero di delitti e reati comuni? Bene, mandiamo anche i soldati a presidiare le città.
    Ha ragione Peacereporter: La Russa farebbe meglio a mandarli nei cantieri quei militari, per una vera missione di pace. Ma questo significherebbe ammettere che gli assassini sono altri, non i ladruncoli. Decidetelo voi chi sono gli assassini.
    Buona vita

    Guglielmo
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  8. #143
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    GIALLO A PADOVA
    Immigrato muore sul lavoro. O no?
    Ernesto Milanesi
    PADOVA


    Un lenzuolo sul cadavere di Dame Niang, 37 anni, senegalese nato a Pikine, precipitato da un'altezza di oltre 15 metri mentre lavorava alla realizzazione del capannone all'interno della San Gabriele a Trebaseleghe, nell'Alta padovana. Ma l'ultima «morte bianca» a Nordest si è subito tinta di giallo, perché i carabinieri hanno scoperto un nesso con l'omicidio di Maria Grazia Pezzoli, 45 anni, trovata il 24 luglio in un lago di sangue per le 40 coltellate ricevute nell'ufficio sotto la sua abitazione a Vertova di Valseriana nel Bergamasco.
    Tutto si consuma ieri mattina sul tetto dell'industria alimentare San Gabriele di via Manetti, specializzata nella produzione di succo d'uva. Il senegalese comincia a lavorare sul tetto del capannone: niente lascia intuire qualcosa di strano. Eppure, dopo la tragedia, restano particolari tutt'altro che limpidi. Un incidente? O un suicidio? O addirittura qualcosa di più terribile? Domande che fino a ieri sera restavano senza una risposta in grado di cancellare ogni dubbio. Dame, con regolare permesso e carta d'identità rilasciata dal comune di Villa d'Ogna (Bergamo) dove abitava in via Gazza 610, era dipendente della ValCop specializzata in coperture metalliche. E' l'azienda di cui la donna assassinata era titolare insieme al marito Giuseppe Bernini. Immediatamente i carabinieri padovani hanno sventagliato le loro indagini a tutto campo. I funzionari dello Spisal hanno verificato minuziosamente all'interno della San Gabriele: un'alta balaustra protettiva era regolarmente predisposta. Un dettaglio che complica la dinamica dell'incidente sul lavoro. Ma lascia aperta l'ipotesi del suicidio. Tanto più che le testimonianze di chi era presente si rivelano univoche: nessuno ha sentito il senegalese urlare, né lo ha visto mentre precipitava al suolo. Eppure, il corpo è stato rinvenuto qualche metro fuori dalla recinzione che delimitava il cantiere. Giusto ieri i carabinieri del Ris hanno effettuato un sopralluogo nella villetta di via Cinque Martiri dov'è stata assassinata Maria Grazia Pezzoli e in serata è stato ripetuto «a caccia» di ulteriori impronte e tracce che potrebbero essere rivelati dal Luminol. E nel giorno della morte di Dame, sono proseguiti anche gli interrogatori con una ventina di persone ascoltate dagli inquirenti alle prese con più di un rebus. Ora si aggiunte anche il «giallo» dell'anomalo incidente a Trebaseleghe, che verrà setacciato in ogni dettaglio per verificare eventuali connessioni fra l'omicidio della titolare, l'attività della ValCop e i dipendenti senegalesi (alcuni licenziati da poco).
    Anche in pieno agosto, comunque, in Veneto si muore di lavoro. Pochi giorni fa a Borso del Grappa (Treviso) sono precipitati dal tetto del capannone della MB in via Madonna Nera due operai addetti alla manutenzione dipendenti di una ditta emiliana. La copertura in eternit, d'improvviso, ha ceduto e gli uomini sono precipitati nel vuoto da una decina di metri. Gian Paolo Vernocchi, bolognese di 51 anni, è morto sul colpo. Ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Treviso il collega Alessandro Landini, 53 anni. A fine luglio, la scia di sangue si era allungata in modo impressionante. Un immigrato serbo Nenad Markovic, 35 anni, è morto stritolato da uno dei macchinari della conceria a Chiampo (Vicenza). Il giorno prima era toccato a Alessandro Fasoli, 18 anni, di Sona (Verona), schiacciato dal trenino all'interno del parco divertimenti di Gardaland. Morte orribile anche quella di Leopoldo Bassi, 55 anni, di Carre' (Vicenza), socio di una ditta di trasporti: la fuoriuscita dell'olio del pistone ha fatto precipitare il cassone del camion, che lo ha schiacciato.
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  9. #144
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    CRONACA
    Incidenti sul lavoro, il ministro pronto a intervenire con i militari
    Saranno utilizzati per ispezioni a tappeto e a campione
    "Carabinieri nei cantieri"
    La Russa annuncia ddl


    PALERMO - I militari per combattere l'emergenza morti bianche. L'annuncio è del ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Per controllare il rispetto delle norme ed evitare gli incidenti sul lavoro, il ministro propone di utilizzare i carabinieri nei cantieri e ha annunciato uno specifico disegno di legge che dovrebbe essere pronto per settembre: "In risposta all'appello del presidente Napolitano per le morti bianche - dice La Russa - intendo irrobustire il controllo sui cantieri, sempre da parte dei carabinieri, con ispezioni a tappeto ma anche a campione".

    Il ministro non esclude che il progetto possa coinvolgere anche i soldati: "Penso a un nucleo di carabinieri, magari con i soldati al loro fianco, finalizzato a controlli a sorpresa. Ci vuole una presenza forte per invertire questa tendenza, chiamiamola culturale o di abitudine. Per me - dice il ministro - si tratta di un problema importante come quello della criminalità". La Russa ipotizza il ricorso dei militari anche nei cantieri di lavoro per il Ponte sullo Stretto di Messina. "E' una zona calda, i militari potrebbero essere utili".

    (11 agosto 2008)
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  10. #145
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    Leggevo, nei giorni scorsi, che il Governo si lamentava del fatto che, nel contare i morti sul lavoro, l'Italia - unica in Europa - comprendeva nel conto anche quelli morti per incidente stradale. Come dire: se guidano male è colpa loro.
    Ma quella norma serve anche per ricordarci che i muratori non stanno solo sulle impalcature. E muoiono anche sulle strade.

    Tre operai di un cantiere autostradale sono stati travolti da un mezzo pesante, alle 23.15 di lunedì sera sull'A1 Milano-Napoli tra Chiusi e Valdichiana. Uno di loro è morto, gli altri due sono in gravi condizioni. Tutti lavoravano per la Fau, azienda di Asciano (Siena) che si occupa di dotazioni stradali. Si trovavano su un furgone a protezione di un cantiere mobile regolarmente segnalato, quando il veicolo è stato tamponato da un mezzo pesante. Le cause dell'incidente, fa sapere la società Autostrade per l'Italia, sono in corso di accertamento, ma sono probabilmente da imputare alla eccessiva velocità e alla distrazione. La polizia stradale di Battifolle (Arezzo) sta informando le procure, secondo la procedura prevista in questi casi. Nell'incidente potrebbero essere coinvolti altri operai.
    Da Il Sole 24 Ore di oggi

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    Guglielmo
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  11. #146
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    Ultima modifica di willy61 : 13-08-2008 alle ore 11.29.16
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  12. #147
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    2MILA DECESSI
    Morti per amianto, chiesto rinvio
    a giudizio dei vertici Eternit
    Le accuse: disastro doloso e omissione volontaria di cautele. Il pm: «I vertici erano a conoscenza dei pericoli»

    TORINO - Disastro doloso e omissione volontaria di cautele per la morte da amianto di duemila persone: con queste accuse la Procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio dei vertici della multinazionale svizzera Eternit. Gli indagati sono Ernest Schmidheiny, 61 anni, miliardario svizzero, e Jean Louis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, 87 anni, nobile belga. L'indagine si è concentrata sugli stabilimenti italiani di Cavagnolo (Torino), Casale Monferrato (Alessandria), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli).

    L'INDAGINE - Dopo avere esaminato oltre duecentomila pagine di documenti (verbali di interrogatorio, lettere fra i dirigenti della multinazionale) il pm Raffaele Guariniello si è convinto che alla Eternit fossero a conoscenza dei pericoli connessi alla lavorazione dell'amianto, ma che non abbiano preso provvedimenti adeguati. La contestazione non si riferisce solo all'insufficienza delle misure all'interno dei quattro stabilimenti (impianti di aspirazione e ventilazione, strumenti di protezione personale come le mascherine, sistemi di lavorazione a ciclo chiuso per evitare la manipolazione manuale delle fibre del minerale, lavaggio delle tute da lavoro all'interno della sede), ma anche a cosa è accaduto all'esterno, nei centri abitati, dove sono stati registrati numerosi casi di malattie di residenti, perchè la Eternit, spesso, forniva manufatti in amianto per pavimentare strade e cortili, o per coibentare i tetti delle case, generando così una «esposizione incontrollata, continuativa e a tutt'oggi perdurante, senza avvertire della pericolosità dei materiali».
    Morti per amianto, chiesto rinvio a giudizio dei vertici Eternit - Corriere della Sera


    Non capisco perchè l'accusa non è OMICIDIO

    UNBELIEVABLE..I was surprised..I was surprised..I'm still surprised
    17 Luglio 2011, Udine
    We're gonna try to remember this picture right here in my mind,when I close my eyes tonight on that pillow..when I look up in the sky,I thank God of what I had here..I'll be thinking of this!
    We're gonna record this moment in time..the night we laid up in the sky of San Siro..at the end of It

    29 Giugno 2013, Milano
    Jon Bon Jovi

    vinciamonoigrace(at)hotmail.it

  13. #148
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    Citazione Originalmente inviato da .*Grace*. Visualizza messaggio
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    Non capisco perchè l'accusa non è OMICIDIO
    Non lo capisco nemmeno io (che pure ho fatto parte della delegazione sindacale di trattativa che ha ottenuto, anni fa, la presentazione del DDL, poi trasformato in legge, che vietava ogni utilizzo dell'amianto in Italia)..
    Sono solo un perito chimico, ma ce lo spiegavano a scuola, quando avevo 14 anni ed ero al primo anno di superiori, che l'amiantoera cancerogeno. Senza se e senza ma. Lo era, e basta.
    In questi anni, dal 1983, anno in cui ho iniziato a lavorare nel settore cemento, 14 miei colleghi sono morti per mesotelioma pleurico. Non mi interessa la vendetta, e nessuno potrà farli resuscitare, ma che non possa mai più succedere mi importa.

    Grazie Grace.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  14. #149
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    Notizie dal fronte

    Bollettino di guerra del mese di ottobre 2008

    Martedì 28 Ottobre 2008

    - Erich Hopfgartner, agricoltore 46enne, è morto all'istante dopo essere caduto da un'altezza di ben sette metri. L'uomo stava lavorando su un silo per il foraggio. L'episodio si è verificato in Valle Aurina (Alto Adige), a quota 1.840 metri.

    Lunedì 27 Ottobre 2008

    -Vittorio Penniello, operaio di 62 anni, non era più tornato a casa dal lavoro nella giornata di sabato. Ieri il suo cadavere è stato trovato all’interno di una cisterna, a Forio d’Ischia, in provincia di Napoli. Secondo i primi accertamenti delle forze dell'ordine, l'uomo sarebbe morto a causa delle esalazioni provenienti dal prodotto che stava utilizzando per impermeabilizzare la vasca.
    -E' caduto da un tetto che stava riparando, così ha perso la vita un operaio vicentino di 54 anni, G.G., morto questo pomeriggio dopo essere precipitato nel vuoto mentre era al lavoro su un capannone industriale. L’incidente e’ avvenuto alla ‘’Bergo Plast’’, una ditta di Caldogno (Vicenza). Il tetto dell’azienda era stato danneggiato nel luglio scorso da un violento fortunale, e presentava dei fori. L’operaio, assieme ad uno dei titolari della ditta, sarebbe salito sulla copertura del capannone per cercare di sistemare un telo in vista di un peggioramento del tempo. Assieme al datore di lavoro l’uomo ha camminato per un po’ in corrispondenza delle architravi del tetto, ma poi ad un certo punto avrebbe messo il piede in un tratto privo di sostegni, precipitando così nel vuoto
    -Amir Salihovic, autista slavo di 44, dipendente di una ditta di trasporti/movimentazione di Albenga è deceduto presso un cantiere edile sito in Salea d’Albenga , rimanendo schiacciato tra un muro ed il suo mezzo, un camion Renault di 200 quintali. Dalla prima ricostruzione dei fatti l’ uomo che stava scaricando terra nel cortile del cantiere si è accorto che il suo camion si stava muovendo e, nel tentativo di salire nella cabina, è rimasto schiacciato tra il camion e il muro di delimitazione verso cui si è accostato il mezzo. Dal primo esame del medico del 118, che ha constatato il decesso, sembra che la morte sia stata istantanea e dovuta allo schiacciamento del tronco. Unitamente al 118 sono intervenuti i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e gli ispettori della Struttura Complessa Prevenzione Sicurezza degli Ambienti di Lavoro della ASL 2 Savonese, i quali si sono adoperati per ricostruire l’esatta dinamica dell’infortunio e, nel contempo, hanno provveduto al sequestro del camion al fine di rilevare eventuali responsabilità da parte di terzi.

    Sabato 25 ottobre 2008

    -Mauro Zen, elettricista di 45 anni, è morto folgorato mentre stava riparando il quadro elettrico di un'azienda di Sossano (Vicenza), località in cui viveva. L'uomo era al lavoro, da solo, all'interno della «Corradin Stefano», una ditta di imballaggi, ed è stato trovato morto dal titolare dell'azienda.L'elettricista è stato trovato a terra, vicino al quadro elettrico che stava riparando, con evidenti ustioni da folgorazione


    Venerdì 24 Ottobre 2008

    - Un operaio 22enne rumeno rimasto ucciso oggi pomeriggio a Glereyaz di Saint Vincent (Aosta) mentre lavorava a fianco di un piccolo escavatore 'Bobcat', condotto da un compagno di lavoro. Un cedimento del terreno dove stavano preparando le fondamenta di un edificio hanno fatto piombare il mezzo addosso al giovane, travolgendolo.
    -Simone Guagnini, un operaio metalmeccanico di 31 anni, è morto per essere stato travolto dal muletto guidato da un collega mentre stava lavorando insieme ad un collega al montaggio di un macchinario in un'azienda di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena.
    - Matteo Lucarda, elettricista di 32 anni residente a Mirano (Venezia), è morto per essere rimasto schiacciato tra una motrice ed un carrello mentre stava eseguendo la manutenzione di alcuni macchinari della 'Mecno service', un'azienda di Salzano (Venezia) specializzata nella rettifica di binari.
    -Un giovane bracciante indiano di 24 anni, Ranjit Singh, rimasto schiacciato tra due trattori mentre era al lavoro nell'azienda agricola Mainero a Buriasco, nel Pinerolese. Secondo i primi accertamenti, il giovane ha collegato un trattore che non partiva con un cavo d'acciaio ad un altro mezzo agricolo, quando improvvisamente il cavo si è spezzato. Ranjit si è quindi spostato fra i due trattori per capire cosa fosse successo, ma uno dei due mezzi è scivolato all'indietro schiacciandolo.
    -Dopo dopo 35 giorni di agonia è morta Diana Cromaz, rimasta vittima a settembre di un infortunio sul lavoro. La donna, 37 anni, dipendente della Artwood di Moimacco, in provincia di Udine, era rimasta gravemente ustionata da una fiammata mentre lavorava al banco delle vernici.





    Giovedì 23 Ottobre 2008

    -Un immigrato indiano di 27 anni, Wrinder Singh, è morto questa mattina in un incidente sul lavoro a Lonato in un' azienda agricola, travolto da un cumulo di materiale mentre stava lavorando nei pressi di una macchina con cui si prepara il trinciato per nutrire i bovini.Il corpo del giovane, residente a Castiglione delle Stiviere (Mantova), è stato trovato dal proprietario dell'azienda che ha dato immediatamente dato l'allarme, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile. Dagli accertamenti si sono occupati i carabinieri della stazione di Salò e i funzionari dell'Asl.


    Mercoledì 22 Ottobre 2008

    -Stava installando dei pannelli per insonorizzare alcuni locali nell’albergo di viale Marconi a Roma, quando è precipitato dalla scala, battendo la testa e morendo sul colpo. La vittima del tragico incidente è un operaio italiano di 42 anni.


    Martedì 21 Ottobre 2008

    -Infortunio mortale oggi alle 14 a San Polo, in provincia di Reggio Emilia. A perdere la vita un artigiano di 58 anni, O. V., originario della Campania e residente a Casalgrande (Re). L'uomo è precipitato da una altezza di 8 metri mentre si trovava su una impalcatura in un cantiere di via Curiel, dove è in corso la costruzione di due palazzine residenziali. L’artigiano è morto sul colpo dopo l’impatto con il suolo: il personale inviato sul posto dalla centrale del 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso.
    -Giuseppe Denora, operaio di 34 anni, di Altamura (Bari), è morto in un incidente sul lavoro a Palagianello nel cantiere in cui sono in corso lavori di ristrutturazione al Castello. Secondo le prime notizie, il lavoratore è precipitato da un'impalcatura, morendo sul colpo. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i carabinieri e funzionari dell'Ispettorato del lavoro di Taranto.


    Lunedì 20 Ottobre 2008

    -Un geometra, Pasquale Russo, 19 anni è morto schiacciato da un cingolato impiegato nei i lavori di ultimazione della nuova vasca nella discarica di S. Arcangelo Trimonte.
    - Mustafà Dadouche,operaio trentenne, marocchino, è morto mentre stava scrostando una botola.Da quanto si apprende l'operaio stava scrostando la parte bassa e probabilmente le vibrazioni provocate dai colpi del martello hanno fatto staccare del materiale dalla parte alta della botola. Materiale che gli è arrivato dritto sulla testa, sfondandogli il cranio. Per il trentenne non c'è stato niente da fare, è morto sul colpo.L'incidente è avvenuto a Magenta, alla Fonderia "Parola e Luraghi".
    -Domenico Simeone di 55 anni, titolare di una impresa edile e dell'agriturismo 'L'oasi del Taburno di Bonea, è morto per aver urtato contro un ramo.

    Sabato 18 Ottobre 2008

    -Lucio Caruso, operaio di 53 anni, è morto per essere precipitato da un'impalcatura di un cantiere a San Sosti nel cosentino. Sposato, padre di due figli, stava lavorando con altri colleghi nel viale che porta al Santuario del Pettoruto.


    Venerdì 17 ottobre 2008

    -Giuseppe Tumino, 38 anni, operaio della Ciocodor, azienda dolciaria siciliana, è morto.
    E' stato trovato senza vita intorno alla mezzanotte di giovedì in una vasca per la lavorazione della cioccolata. L'operaio, secondo la ricostruzione dei vigili del fuoco, stava probabilmente pulendo la vasca quando si è messo in moto il meccanismo che serve a mescolare gli ingredienti, e una pala lo ha colpito mortalmente
    - Massimiliano Strifezza, operaio di 33 anni, è morto in un cantiere edile in località Spineta, nel comune di Battipaglia, in provincia di Salerno: è rimasto schiacciato da un pannello di copertura di un capannone industriale che in quel momento era manovrato da una gru. L'operaio, dipendente di un'altra ditta che operava nel cantiere, stava passando nel piazzale quando improvvisamente gli è piombato addosso il pannello e lo ha schiacciato.
    -Guido Palumbo, operaio di 35 anni è morto durante la notte in ospedale per le ferite riportate nella caduta da una scala avvenuta nell'officina dove lavorava giovedì pomeriggio. E' successo a Casoria, in provincia di Napoli.
    -Luan Qosya, 38 anni, operaio, è morto folgorato in un incidente avvenuto attorno alle 16.30 a Roveleto di Cadeo, nel Piacentino.L'operaio si trovava su una piattaforma alzata da un braccio meccanico a circa otto metri da terra e, mentre stava facendo alcune manovre, ha urtato i cavi dell'alta tensione. L'operaio, albanese, è rimasto fulminato ed è precipitato al suolo, probabilmente già morto prima dell'impatto con il terreno
    - Giuseppe Tabone, 57 anni, è morto per essere volato giù da un ponteggio dove stava lavorando da un'altezza di cinque metri.L'uomo, originario di Gela (Caltanissetta) ma residente nel Parmense, stava lavorando alla ristrutturazione di una casa a Sanvitale Baganza.
    -Mauro Strozza, di 56 anni, a Barile, in provincia di Potenza, mentre stava lavorando in un terreno di sua proprietà, in contrada Difesa. L'uomo era alla guida di un trattore che si è ribaltato. Nell'incidente è rimasta ferita, in maniera non grave, anche un'altra persona che si trovava sul trattore.
    -Luca Cerofolini, 30 anni, residente a Castelluccio (frazione del comune di Capolona) è deceduto sotto la pianta che stava tagliando con una motosega. I soccorritori lo hanno trovato agonizzante sotto il tronco che gli era crollato addosso, provocandogli un gravissimo trauma toracico. L'uomo è morto mentre sul posto giungevano il 118 e i vigili del fuoco per rimuovere il pesante tronco.
    - Costache Dan Cristian, 21enne rumeno, operaio di una fabbrica di lavorazione marmi in via Polvica a San Felice a Cancello, nel casertano,è morto schiacciato da lastre di marmo cadute da una gru L'incidente e' accaduto nel pomeriggio, ma il giovane e' morto in serata fa all'ospedale di Nola. Secondo una prima ricostruzione, l'operaio si trovava sotto gru quando improvvisamente la corda che teneva legati i marmi si sarebbe spezzata schiacciando il ragazzo.

    Mercoledì 15 ottobre 2008

    -Mauro Sorgo, 43 anni, operaio, è morto a causa dello schiacciamento da parte di una porta stagna della sala motori alla Fincantieri di Monfalcone.
    -Un meccanico di 21 anni, Alex Bolzonello, figlio del titolare dell'azienda. e' morto per un'esplosione accidentale di un ordigno bellico avvenuta in un'officina. E' avvenuto a Crocetta del Montello (Treviso). Il ragazzo lavorava a un trattore per togliere un pezzo di ferro rimasto incastrato negli ingranaggi durante il lavoro nei campi. Nessuno si era accorto che in realtà si trattava di un ordigno che e' esploso al contatto della fiamma ossidrica.
    -Giovanni Cesca, agricoltore di 76 anni, è morto schiacciato dal trattore che stava guidando.
    L’incidente è avvenuto a Treviso.

    Martedì 14 Ottobre 2008

    -Andrea Gentili, 49 anni, agricoltore, stava conducendo un trattore dell’azienda agricola per cui lavorava quando, non si sa ancora se per una distrazione fatale o per un malore, è uscito dalla mulattiera ed è finito nel canale adiacente lo stradello di campagna ribaltandosi. Il mezzo pesante era dotato di cabina e l’uomo non è potuto uscire dall’abitacolo, rimanendo bloccato al suo interno. I medici del 118.
    -Antonio Barcellona camionista di 38 anni, mentre spostava dei tubi di acciaio dal suo autotreno è rimasto schiacciato da alcuni di questi tubi sfuggiti dalla presa del cavo d’acciaio.
    -Ludovic Fallone, 35 anni stava lavorando su una impalcatura all'interno di un cantiere di sua proprietà quando è caduto rovinosamente al suolo morendo.

    Lunedì 13 Ottobre 2008

    -Roberto Pertuso, 77 anni, è morto per essere rimasto schiacciato dal trattore ribaltatosi in un campo.
    -Gaetano Infurna, un operaio siciliano di soli 21 anni, è morto per essere rimasto schiacciato tra due assi (una fissa e l’altra in movimento) mentre stava operando sugli impianti dell'acciaieria, all'interno della Ferriera Valsabbia di Odolo(Brescia)
    -

    Sabato 11 ottobre 2008

    -Un operaio 26enne è morto poco dopo la mezzanotte ad Ancona dopo essere rimasto schiacciato tra la motrice di un tir e il suo rimorchio. L'incidente è avvenuto all'interno dei locali di una ditta di trasporti in via dei Caduti sul lavoro. L'uomo, un tunisino, è morto sul colpo per trauma da schiacciamento, spiegano i medici del 118.
    -Un coltivatore diretto in pensione di 75 anni , residente a Baricella (Bologna), nella frazione di Santa Maria in Duno, e' morto schiacciato da una moto-falciatrice mentre si trovava al lavoro all'interno della proprieta' della figlia. L'uomo, pare a causa di una manovra sbagliata, e' scivoltato lungo un canale di scolo, rimanendo schiacciato dal suo stesso mezzo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il 118

    Venerdì 10 ottobre 2008

    -Gianluca Ferraguti, operaio di 19 anni, è morto per essere stato schiacciato da il cassone di un camion, mentre lavorava all'interno di una carrozzeria di Ferentino, nel Frusinate.

    Giovedì 9 ottobre 2008

    -Un operaio di 52 anni, è morto e un altro è rimasto intossicato, in un incidente sul lavoro avvenuto in una azienda di vernici, a Parona (Pavia).
    -Un impresario edile di 70 anni e' morto cadendo dal tetto di un capannone dove stava lavorando. Il settantenne, titolare della ditta che stava eseguendo i lavori, e' salito sul tetto del capannone di un'autocarrozzeria per alcuni interventi di manutenzione. L'uomo, probabilmente, ha perso l'equilibrio mentre si trovava a lavorare ad un'altezza di 7 metri ed è precipitato nel vuoto. L'edificio e' stato posto sotto sequestro da parte dei carabinieri.
    -Un lavoratore agricolo indiano di 54 anni e' morto ieri sera nella vasca di liquami di un allevamento di maiali nei pressi di Macerata. L'operaio, da sette residente in Italia con moglie e due figli, mancava da casa ormai da 4 giorni. A ritrovarlo e' stato uno dei figli, che lo aveva inutilmente cercato in tutta la zona. A estrarre il corpo dalla cisterna, alta poco più di un metro e mezzo, un sommozzatore dei vigili del fuoco

    Mercoledì 8 ottobre 2008

    - Emil Lupu,operaio 43 anni, è morto cadendo da un balcone mentre cercava di afferrare il tubo di una carrucola.L'incidente è avvenuto a Torino.

    Martedì 7 ottobre 2008

    -Un agricoltore di San Giovanni in Persiceto è morto in un incidente di lavoro nella mattinata . L'uomo, 63 anni, stava lavorando all'interno del suo fondo agricolo quando il trattore, di cui era alla guida si è improvvisamente capovolto. L'agricoltore è rimasto schiacciato sotto una delle ruote del mezzo agricolo.


    Lunedì 6 ottobre 2008

    -Tiziano Negrello, 56 anni, titolare della Gitec technology di Cologno Monzese. Era salito sul tetto per verificare il funzionamento della pompa aspira vapori. L'incidente poco dopo le 12,30. Il tetto, una sottile lastra di eternit, non ha retto il peso dell'uomo cedendo di schianto. Negrello è precipitato all'interno dell'officina. Fatale l'impatto al suolo, sotto gli occhi dei suoi operai, che hanno subito avvisato i soccorsi. Ma quando sono arrivati non c'era più nulla da fare.
    -Un agricoltore, Pasquale Pietrantonio, 41 anni, di Celano, e' morto, nel pomeriggio di oggi, in un incidente sul lavoro, accaduto in un terreno agricolo, situato a Strada 19, della piana del Fucino. L'uomo, che stava su un mezzo agricolo per la raccolta delle patate, e' sceso per verificare un problema tecnico. Un lembo della tuta che indossava e' finito in un giunto di trasmissione del mezzo agricolo risucchiandolo. L'uomo e' morto sul colpo.
    -Una tragica fatalità è costata la vita ad un agricoltore di Bellizzi Irpino. Il 45enne era intento a lavorare il proprio appezzamento alle spalle del cimitero di Avellino. Si trovava sul suo trattore quando ha perso il controllo del mezzo che si dirigeva a gran velocità verso un dirupo. L’uomo si è lanciato dal trattore ma ha battuto la testa su una grossa pietra ed o morto sul colpo. Sul posto sono accorsi gli agenti della Questura e i sanitari del 118 che hanno potuto soltanto constatarne il decesso.


    Venerdì 3 ottobre 2008

    -Un giovane operaio è morto nel pomeriggio a Roma in un cantiere edile, nel quartiere Cinecittà Est. Secondo i primi accertamenti dei vigili fuoco la vittima era al lavoro all'interno di un ascensore in una struttura di due piani
    -, Luigi, Tenaglia, di 82 anni, di Treglio (Chieti), è morto travolto da un trattore con il quale, per cause in corso di accertamento, è finito in una scarpata profonda otto metri. L'incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio, a Treglio. L'uomo stava rientrando dopo avere svolto lavori in un terreno. Il mezzo ha troncato le gambe dell'uomo che, però, è deceduto, secondo i rilievi medici, per un trauma cranico.
    -Sergio Cariddi, 36 anni, operaio, è morto per essere precipitato da oltre 10 metri, dalla torre alta sulla cui sommità stava lavorando alle prese con i filtri delle canne fumarie dell’inceneritore.
    -Fabio Sovran, 33 anni, operaio, è morto per essere precipitato dal tetto di una struttura a Istrago (Pordenone). Il giovane ha effettuato un volo di circa 8 metri. La vittima, residente a San Martino al Tagliamento (Pordenone), lavorava per conto della ditta paterna che si occupa di movimentazione con autogru e di soccorso stradale.
    -Carlo Corazza, 69 anni, camionista, è morto per essere rimasto schiacciato tra un camioncino e un muretto, a Maron di Brugnera (Pordenone).
    -Pietro Carlo Vezzoli, 48 anni, piccolo imprenditore, è morto per essere stato trafitto da uno spuntone della gru che si è improvvisamente sganciata per la rottura di un cavo.


    Giovedì 2 ottobre 2008

    - Nino Emiliano Cassola, operaio di 33 anni, è morto per essere caduto in un pozzo realizzato per la decomposizione dell'immondizia della discarica di Genova-Scarpino. Il pozzo, non ancora completato, e' profondo 18 metri, privo di ossigeno e invaso dai gas di fermentazione
    -Un ventisettenne di Bastia, operaio della ditta "COST" specializzata in produzioni in legno lamellare, e' morto all'interno della fabbrica della zona industriale di Bettona (tra Bastia e Torgiano), da quanto è stato potuto apprendere fino ad ora il ragazzo stava movimentando, proprio all'interno dell'attività, un carroponte quando all'improvviso si è staccata una fune d'acciaio e gli è caduto il carico addosso. Inutili i soccorsi che i compagni di lavoro hanno tentato di portare al giovane operaio, schiacciato sotto il carico e morto sul colpo. La morte è stata immediata.
    -Stavano lavorando su una piattaforma per la costruzione di un viadotto i tre operai: Giovanni Mesiti di 49 anni, e Rosario Caruso, di 26, entrambi calabresi, e un napoletano di 45, Gaetano Cervicato, morti oggi in una cantiere sull'autostrada A1, nel territorio comunale di Barberino del Mugello. Secondo una prima ricostruzione effettuata dai Vigili del Fuoco, la piattaforma sulla quale erano al lavoro si sarebbe distaccata crollando. Gli operai sarebbero quindi caduti a terra da un'altezza di circa 40 metri.
    -Alessandro Marrai, 50 anni, operaio, è morto schiacciato da un carrello per la manutenzione della linea ferroviaria, nella stazione ferroviaria di Castello, a Sesto Fiorentino.

    Mercoledì 1 ottobre 2008

    -Gene Harapj, falegname 39enne di origine albanese, è morto questa mattina all'ospedale Cto di Torino dopo essere rimasto vittima ieri sera di un incidente nella falegnameria Mamo, in frazione Stazione di Tonco d'Asti. Un'autogrù ha schiacciato gli arti inferiori dell'operaio che, soccorso immediatamente dai compagni di lavoro, è stato trasportato al Cto in elicottero. Gene Harapj lascia moglie e due figli in tenera età.
    -Un agricoltore 73enne e' morto stamattina mentre guidava il suo trattore in provincia di Modena. La tragedia e' successa in via Liberazione intorno alle 10.30. Il mezzo condotto dall'anziano, per cause ancora non chiarire, e' uscito dalla carreggiata finendo in un fosso.


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    Guglielmo
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    Riferimento: Morti sul lavoro

    La maggior parte dei quotidiani hanno riportato la notizia di un uomo ucciso da un rottweiler nel giardino, ma solo "L'Unità" la considera un infortunio mortale sul lavoro, come in effetti sembra essere, leggendo la notizia...

    Lavoro, quattro morti in un giorno

    La settimana è iniziata nel lutto: quattro lavoratori sono morti, a Chieti, Padova, Messina e Palermo.
    Un operaio di 61 anni, del quale non si conoscono le generalità, è stato azzannato e ucciso da un rottweiler a San Giovanni Teatino (Chieti), mentre stava eseguendo lavori di giardinaggio presso un'abitazione.

    Sul fatto sono in corso accertamenti da parte dei Carabinieri della Compagnia di Chieti.

    Sulla morte dell'operaio azzannato da un rottweiler è stata aperta un'inchiesta da parte della procura della Repubblica di Chieti: si sta valutando la posizione del proprietario del cane, che per il momento dovrebbe rispondere di omessa custodia dell'animale.

    Secondo una prima ricostruzione fatta dai Carabinieri, la vittima - G.F. diPianella (Pescara) - era solito svolgere dei piccoli lavori di giardinaggio nella villa dove è stato aggredito e conosceva il cane che lo ha azzannato.

    Il sindaco di San Giovanni Teatino (Chieti), Verino Caldarelli, ha emesso una ordinanza per allontanare l'animale dall'abitazione dove è accaduto l'incidente: il cane è stato già prelevato e sarà probabilmente trasferito in giornata nel canile di Bucchianico (Pescara) della Asl. Non è escluso che successivamente il primo cittadino decida di emettere un' ordinanza di abbattimento.

    E un altro incidente è avvenuto a Padova: un operaio che era impegnato nello scarico della merce da un camion è rimasto travolto dal carico. Il fatto è avvenuto a Bastia di Rovolon (Padova) in una azienda impegnata nel settore dei mobili. Al momento della tragedia l'uomo è stato subito soccorso dal personale del mobilificio ma inutilmente: l'enorme pressione lo ha sopraffatto. Sul posto sono intervenuti, oltre ad una ambulanza, i Carabinieri e i tecnici dello Spisal.

    Un operaio è morto a Messina mentre stava lavorando nel cantiere di una palazzina da ristrutturare in viale Regina Margherita. La vittima Rosario Leonardi, 60 anni, che era su una scala, probabilmente ha perso l'equilibrio finendo in strada dopo un volo di circa 12 metri. Inutili i soccorsi dei compagni di lavoro e l'arrivo di una ambulanza del 118.

    E ancora un incidente sul lavoro anche nel palermitano. Un bracciante agricolo di 49 anni, Salvatore Militello, è morto schiacciato dal trattore su cui si trovava in contrada Bosco Falconeria a Trappeto, in provincia di Palermo. Secondo una prima ricostruzione dei fatti della Polizia, che indaga sulla vicenda, l'uomo avrebbe perso il controllo del mezzo, che è scivolato lungo una scarpata ribaltandosi e finendo addosso all'uomo. Per il bracciante agricolo non c'è stato nulla da fare. L'uomo è morto sul colpo.
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