
Originalmente inviato da
willy61
Invece di immaginare quello che, secondo te, "traspare" dagli interventi degli altri, potresti pure fare la fatica santa di leggerli, gli interventi degli altri. A mio parere.
Da come la vedo io, Luisa non "auspica" un accidente di nulla, se non che la forma e la sostanza della legge evngano rispettate. Il che significa
a) valutare se i presunti colpevoli sono o meno in grado di sostenere un processo
b) se sono in grado, li si processa. Se no, no.
c) se li si processa, e li si riconosce colpevoli, li si condanna. Al carcere, perché questa è la pena prevista per l'omicidio. Carcere minorile, chiaramente, dato che sono minorenni.
d) Il carcere basta? No, mi pare, secondo Luisa. E nemmeno secondo la legge italiana. Che, nel caso di minori, pensa che vi siano spazi e possibilità di "recupero", cioè che sia possibile far sì che il reato non venga ripetuto e che da delinquenti possano diventare dei cittadini.
Il discorso riferito a parenti, sorelle, zii e quant'altro non c'entra nulla di nulla. La legge non fa distinzioni di grado di parentela. Se anche fosse mia figli, l'assassinata, non è che ho diritto a chiedere una pena più severa.
Mi pare tu stia facendo molto rumore per nulla, ma posso sbagliarmi.
Buona vita
Guglielmo