x favore ho un dubbio circa la trattazione del trattamento!!!noi dobbiamo indicare se la terapia debba essere supportiva o espressiva o in alcune casi entrambi.. ma l'orientamento dove lo troviamo??non lo trovo scritto in modo esplicito sui libri!!!
penso di si, andrebbe comunque esplicitato... però pensandoci bene credo che non vada messo nella differenziale ma solo per una eventuale diagnosi definitiva... quando dalla raccolta dei dati non si riesce a raggiungere i criteri necessari per le altre diagnosi [almeno credo]...
http://www.uniroma1.it/studenti/laur...20411PEVO1.pdf
se vi va possiamo analizzare insieme anche questo caso (Francesca C)
buon lavoro![]()
E,F) il trattamento inizialmente è sicuramente farmacologico [stabilizzazione dell'umore] e successivamente dopo una serie di colloqui di approfondimento possiamo consigliare una terapia individuale o di coppia ad indirizzo sistemico relazionale.
questa volta ho rispettato i punti...[/QUOTE]
brava tutto perfetto ma attenta al trattamento specifica l'invio allo psichiatra per un eventuale trattamento farmacologico!!!!
io per questo caso (Francesca C.) avevo pensato ad un disturbo d'ansia generalizzato
per quanto riguarda la diagnosi differenziale avevo preso in considerazione un disturbo somatoforme come l'ipocondria, per quella sua frase sulla preoccupazione del suo stato di salute.
boh!!
secondo voi?
anche io avevo pensato ad un dist d'ansia generalizzato, ma poi andando a rivedere bene i criteri DSM, questi richiedono la presenza dei sintomi per almeno 6 mesi, mentre nel caso sono presenti da 3 mesi.... quindi secondo me la diagnosi provvisoria è dist d'ansia NAS.....
sarebbero da indagare le preoccupazioni relative alla salute (ammesso che non rientrino nel quadro di ansia generalizzata) e gli elementi comuni ad un quadro depressivo (scarsa capacità di concentrarsi nello
studio, facile affaticamento, insonnia ecc.)...
per il trattamento, potrebbe essere indicata una terapia cognitivo-comportamentale, con l'obiettivo di ridurre i sintomi ansiosi e modificare le modalità di pensiero disfunzionali, ripristinando la funzionalità psicosociale della paziente...
che ne dite?![]()
Intanto vi propongo questo:
"Giovane donna di 25 anni viene inviata allo psicologo da un medico endocrinologo per un sintomo di amenorrea secondaria. Alta, ben vestita, molto magra. Laureata in economia e commercio. Padre imprenditore, madre casalinga, un fratello e una sorella più piccoli. Scrupolosa, perfezionista, competitiva, molto brillante negli studi. Non ha mai avuto un ragazzo. Preoccupata dall'aspetto fisico si impegna molto in attività sportive e nella cura del corpo. Il corpo è rigido, il tono della voce è aggressivo. Descrive il padre come un uomo mite, un pò debole, affettuoso. La madre come severa, fredda, preoccupata dal rispetto delle regole sociali. Presenta disturbi del comportamento alimentare, mangia molto poco e in genere non mangia a tavola con la famiglia e non mangia il cibo preparato dalla madre. Durante l'adolescenza è stata in lieve sovrappeso. Le capita di abbuffarsi di dolci e cioccolatini la sera tardi. L'azienda florida fino a poco tempo fa, sta ora attraversando un periodo di crisi. E' preoccupata per questa situazione ed è molto critica nei confronti delle scelte aziendali del padre. Si rifiuta di lavorare con lui e intende cercare un altro lavoro.
Il candidato esprima una propria valutazione del caso, formuli una ipotesi diagnostica e indichi strumenti e metodi di approfondimento e un eventuale programma terapeutico."
che ne pensate?
concordo sul dist d'ansia nas perchè sono presenti sia i sintomi dei dist d'ansia che dell'umore ma i criteri non vengono soddisfatti!!!
perfetto!!!
Dalla comunicazione non verbale della ragazza sembra trasparire l'incapacità di contenere la propria ansia infatti sembra agitata, ha lievi tremori alle manie e suda in modo eccessivo. La sua postura indica rigidità e incapacità di rilassarsi, la motivazione principale al colloquio è il suo sentirsi continuamente preoccupata e di avere un pensiero fisso che riguarda la paura di non riuscire a finire gli ultimi esami per laurearsi. Da circa tre mesi accusa una scarsa capacità di concentrazione nello studio, facile affaticamento, insonnia e tachicardia. Si sente un nodo alla gola.
A) Dai dati sopra riportati possiamo ipotizzare un disturbo d'ansia generalizzato come ipotesi principale provvisoria. La sintomatologia riportata dalla ragazza dura da circa 3 mesi, anche se lei riferisce di essere sempre stata ansiosa.
B) I dati non ci permettono di ipotizzare una diagnosi differenziale anche se la pervasività dell'ansia sembra essere un tratto abbastanza stabile della personalità della ragazza. La preoccupazione per il proprio stato di salute e la paura di avere un infarto potrebbero essere collegati ad una ipocondria [eventualmente da approfondire nei colloqui successivi] anche se dai dati sembrerebbero collegati all'incapacità di gestione dell'ansia. Dobbiamo approfondire il momento dell'insorgenza della sintomatologia prestando attenzione ad eventuali eventi di vita che potrebbero essere collegati allo stato di agitazione e all'ansia. Inoltre un approfondimento delle fantasie relative alla conclusione del periodo di studi [infatti la sua preoccupazione principale è quella di non essere in grado di finire gli ultimi esami per potersi laureare]. Altre informazioni utili potrebbero essere quelle relative allo svincolo [la ragazza vive ancora con la madre anziana e con problemi di salute], la madre risulta essere poco disponibile inoltre ha perso il padre all'età di 8 anni. La ragazza dal punto di vista famigliare sembra avere poche risorse sulle quali contare in momenti di bisogno. La laurea implica un cambiamento di status [da studentessa a lavoratrice] e alcune volte tende a prolungare il periodo dell'adolescenza sarebbe opportuno valutare la fase della separazione individuazione della ragazza.
C) Per quanto riguarda gli strumenti psicodiagnostici sarebbe opportuno utilizzare un MMPI-2 per la valutazione della personalità al momento attuale e un Rorschach per poter valutare i tratti affettivi più profondi, lo stile cognitivo e le immagini interiorizzate delle figure genitoriali.
D) A causa dell'incapacità di gestire l'ansia possiamo indirizzare la ragazza verso una consultazione psichiatrica in modo tale da poter continuare la valutazione con colloqui successivi ed eventualmente una psicoterapia ad indirizzo psicodinamico.
E) La psicoterapia psicodinamica prevede un setting diadico con modalità vis a vis e con frequenza di 1 o 2 sedute alla settimana. Uno degli obbiettivi principali è quello di rendere pensabile il proprio vissuto angoscioso inizialmente con una modalità di ascolto empatico e di contenimento dei vissuti ansiosi.
F) Per il momento non sembrerebbe necessaria un attivazione delle reti psicosociali.
quindi secondo te è possibile fare diagnosi di disturbo d'ansia generalizzato anche se la sintomatologia è presente da 3 mesi invece dei 6 richiesti?
ok che la ragazza dice di essere sempre stata ansiosa, ma non sappiamo di preciso quali sintomi ha presentato in passato, mentre questi sintomi che giustificano un dist d'ansia generalizzato sono presenti da 3 mesi...
che dici?![]()
non trovo altri casi da analizzare, li ho fatti tutti quelli sul sito della sapienza, voi avete del materiale?
grazie![]()