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  1. #136
    Partecipante
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    19-01-2008
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    lentini
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    lau ma che ne dici di un progetto invece? per oggi facciamo 2 casi e due progetti che ne dici?

  2. #137
    Partecipante Esperto L'avatar di lauramir
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    01-10-2004
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Bè in effetti io non ho il DSM, ho visto in un libro di psicologia clinica e parla come dite voi di episodi, non di disturbo. Cmq, è un caso un pò incerto. Forse allora meglio mettere depressione non specificata e diagnosi differenziale ansioso generalizzato come dite voi.
    Spero capiti un caso con elementi schiaccianti all'esame.

    Cmq Verderame io nei disturbi di anasia proporrò in tutti la terapia cognitivo-comportamentale e anche per la bulimia. Per tutti gli altri l'abc parla di psicodinamica o sistemica, quindi mi orienterò in tal senso.

  3. #138
    Partecipante Esperto L'avatar di lauramir
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    308

    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Inserisco un altro caso:

    Marcella D. ha 34 anni quando si reca per la prima volta da una psicologa del Servizio Pubblico su invio del suo medico di famiglia, che durante una visita l'ha trovata con numerosi tagli sulle braccia e sulle gambe che, dice Marcella, "mi faccio da sola quando sto proprio giù". Marcella racconta di essere stata una bambina-modello, che ha reso felice i genitori e gli insegnanti fino agli ultimi anni delle superiori. Infatti, anche quando la mamma la costrinse a studiare danza benché lei amasse nuotare ed andare a karatè, Marcella acconsenti. Intorno ai 18 anni è stata lasciata dal fidanzato, nonostante i suoi tentativi disperati per tenerselo accanto, e questo le ha provocato un dolore insopportabile: "Per due anni sono stata malissimo, non riuscivo a guardarmi allo specchio, poi mi sono detta che dovevo reagire ed ho cominciato a frequentare vari gruppi, ho cambiato spesso ragazzo, ma nessuno mi piaceva per più di una settimana. Anche adesso quando qualcuno mi piace me lo prendo senza problemi, tanto so che tutto dura poco". In passato è stata ricoverata per una sospetta epatite.
    Marcella riferisce di sentirsi a periodi desiderabile e simpatica, a periodi brutta, odiosa e cattiva. In questi momenti si tagliuzza "per non sentire tutta la rabbia che ho dentro".
    Un paio di volte ha rivolto questa sua aggressività contro delle colleghe di lavoro, arrivando a picchiarle. Marcella racconta che una volta, avendole viste uscire tutte insieme dalla stanza del Direttore, ha persino pensato che " forse chissà avrebbero potuto parlare di me per farmi licenziare" anche se la cosa la fa sorridere. Inoltre, Marcella confessa alla psicologa che quando si sente nervosa, arrabbiata o sola, prende la propria automobile e si fa delle corse folli anche a rischio della propria vita, oppure fa acquisti in maniera esagerata.
    Ultima modifica di lauramir : 14-06-2009 alle ore 16.07.00

  4. #139
    Partecipante Esperto L'avatar di lauramir
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    01-10-2004
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Secondo me si può ipotizzare un disturbo borderline di personalità (per questi sintomi: autolesionismo, tentativo esagerato di tenere accanto il ragazzo, impulsività nel sesso e aggressività, instabilità affettiva, rabbia immotivata, idee paranoidi sotto stress, svalutazione di sè stessa e idealizzazione degli altri). Come diagnosi differenziale io metterei un disturbo del tono dell'umore, in particolare il disturbo ciclotimico, che viene spesso confuso con il borderline e metterei anche un'altra diagnosi differenziale, che è il disturbo alimentare (data la dispercezione della sua immagine e l'autolesionismo).
    Che ve ne pare?

  5. #140
    Partecipante
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    19-01-2008
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    lentini
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    42

    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    avevo svolto questo caso proprio oggi
    inilzialmente pensavo anch io ad un disturbo dell umore, ma non capico ildiscorso dei tagli...
    alla fine illuminazione Bordelline.
    daccordissimo con te

  6. #141
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Citazione Originalmente inviato da lauramir Visualizza messaggio
    Secondo me si può ipotizzare un disturbo borderline di personalità (per questi sintomi: autolesionismo, tentativo esagerato di tenere accanto il ragazzo, impulsività nel sesso e aggressività, instabilità affettiva, rabbia immotivata, idee paranoidi sotto stress, svalutazione di sè stessa e idealizzazione degli altri). Come diagnosi differenziale io metterei un disturbo del tono dell'umore, in particolare il disturbo ciclotimico, che viene spesso confuso con il borderline e metterei anche un'altra diagnosi differenziale, che è il disturbo alimentare (data la dispercezione della sua immagine e l'autolesionismo).
    Che ve ne pare?
    Ciao ! complimenti per l'impegno a discutere in Ops tutti questi casi!
    non li ho letti tutti perchè non ho tempo, ma di questo posso dire che anch'io sono d'accordo con il disturbo di personalità borderline.
    Penso tu volessi dire come altra diagnosi differenziale 'dismorfofobia' (che comunque è spesso riscontrabile nelle personalità borderline)e non disturbo alimentare (anche questi spesso presenti nei casi limite).
    Anch'io come dicevi tu e altre penso che, dove sarà possibile, proporrò test non proiettivi; anche x me l'mmpi è un test che offre una valutazione psicodiagnostica ad ampio spettro, come anche il cba-2.0.
    ciaoooo!

  7. #142
    Partecipante Esperto L'avatar di lauramir
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Ottimo, ma come differenziale disturbo dell'umore o dismorfismo corporeo secondo me va anche bene.
    Ultima modifica di lauramir : 14-06-2009 alle ore 21.03.29

  8. #143
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Citazione Originalmente inviato da lauramir Visualizza messaggio
    Ottimo, ma come differenziale disturbo dell'umore o alimentazione secondo me va anche bene.
    scusami laura,
    forse inizio a 'sclerare' ed anche i miei occhi sono stanchi
    ma dove si legge nel testo un riferimento ai disturbi alimentari?
    grazie

  9. #144
    Partecipante Esperto L'avatar di lauramir
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Bè io l'ho trovato su un articolo in internet una correlazione tra autolesionismo, corpo che viene visto distorto e disturbi alimentari. Potrebeb trattarsi di un inizio dei disturbi alimentari. Ma cmq forse è più azzeccato come dici tu la dismorfofobia.

  10. #145
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Citazione Originalmente inviato da lauramir Visualizza messaggio
    Bè io l'ho trovato su un articolo in internet una correlazione tra autolesionismo, corpo che viene visto distorto e disturbi alimentari. Potrebeb trattarsi di un inizio dei disturbi alimentari. Ma cmq forse è più azzeccato come dici tu la dismorfofobia.
    ok, però la dismorfofobia o dist.alimentari non li metterei come diagnosi differenziali perchè a mio avviso rientrano nella patologia borderline, quindi si tratta di comorbilità semmai, ma non abbiamo elementi sufficienti per confermarlo.
    ah, ne approfitto x dirti 'buon viaggio' avendo letto che parti da lontano...
    e così anche ad altre che dovranno viaggiare per questo Esame!
    vi auguro di cuore che vada bene l'esame!
    ciao!

  11. #146

    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Anche io ho letto il caso e dai sintomi esposti sono d'accordo con il disturbo bordeline di personalità.

  12. #147
    Partecipante Esperto L'avatar di lauramir
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Citazione Originalmente inviato da haidiPsy Visualizza messaggio
    ah, ne approfitto x dirti 'buon viaggio' avendo letto che parti da lontano...
    e così anche ad altre che dovranno viaggiare per questo Esame!
    vi auguro di cuore che vada bene l'esame!
    ciao!
    Grazie mille, in bocca al lupo anche a te. Ci vedremo lì cmq.

  13. #148
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    ansiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa aaaa

  14. #149
    Partecipante Esperto L'avatar di lauramir
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    Ciao ragazze, ecco il nuovo caso della giornata. Io lo svolgo domattina.

    A. è una donna di 36 anni che si presenta alla consultazione dello psicologo su indicazione di una sua amica che glielo ha raccomandato definendolo un professionista serio e preparato. Si presenta molto curata nell'aspetto ed esordisce nell'affermare la sua sfiducia nella psicologia. Vorrebbe però essere aiutata a risolvere il suo problema, magari sottoponendosi e delle sedute di rilassamento di cui l'amica le ha tanto parlato. Parla a voce bassa, quasi scandendo e selezionando con cura le parole che usa. E' molto esigente con sé stessa, da sempre preoccupata di come può apparire agli altri, da cui si sente spesso giudicata negativamente. Svolge il lavoro di giornalista da 10 anni ma si dichiara insoddisfatta a causa dell'ambiente del giornale. In particolare ha un pessimo rapporto sia con il proprio capo che con i colleghi, in quanto, a suo dire, non le riconoscono lo spazio che ritiene di meritare. Il motivo della consultazione psicologica sono dei frequenti mal di testa di cui soffre da nove anni. Il dolore è associato ad una perdita della sensibilità agli arti superiori e risulta resistente a qualsiasi trattamento farmacologico. A. si sente disperata per il persistere della sua "malattia" che la costringe a "non vivere" per giorni interi finche perdura l'attacco e durante i quali si chiude nella sua stanza, impossibilitata a svolgere ogni tipo di attività. A. è la seconda di tre figli, ha una sorella maggiore di due anni, con la quale riferisce di avere da sempre un pessimo
    rapporto ed un fratello più piccolo di otto anni che dice di amare moltissimo "come se fosse un figlio". Ha sempre avuto difficoltà di relazione con la madre che definisce "possessiva e invadente", più con lei che con i fratelli. Il padre definito "meraviglioso" ma purtroppo " assente e sempre concentrato sui propri problemi".
    Nel passato ha avuto tre storie affettive "importanti" ma fallite, così che non ha potuto coronare il suo sogno di avere un figlio.

  15. #150
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    Riferimento: seconda prova: il caso clinico

    caspita... vedremo che esce fuori... a dopo

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