Caro Char_lie,
sembri dimenticare troppo spesso, nei nostri discorsi, che l’essere umano è capace di riflettere su se stesso e sul suo fare, non è prigioniero dello stimolo esterno e non è determinato (come un computer o una formica) a rispondervi in maniera prefissata.
Ma davvero credi che fra l’uomo, un pc o una formica sia solo una questione di maggiore "complessità", come la intendi tu, (nel senso di quantità di passaggi per arrivare alla risposta)? E non si tratti piuttosto di una questione di qualità, di cambiamento di livello, che cambia completamente tutto (ecco la rivoluzione copernicana a cui accennavo sopra). Quanta complessità bisogna aggiungere ad una formica perché scriva la Divina commedia o perché dipinga la Cappella sistina?
Non si tratta di complicazione (come chiamerei io ciò che tu chiami complessità) ma di complessità, una macchina più essere complicatissima, costituita da un’infinità di pezzi che difficilmente un singolo uomo può averli tutti presenti (come accade nei lanci dei satelliti in orbita, esistono addirittura delle squadre di esperti che si occupano soltanto di pezzi di pochi cm di grandezza e sanno poco o niente di tutto il resto), ma non essere complessa. La complessità è data da un valore aggiunto, dalla capacità di riflettere su se stessi durante il proprio operare o addirittura di provare ad anticipare gli scenari possibili come nel gioco degli scacchi o in quello dell’amore.
Non si tratta soltanto di imprevedibilità dovuta alla complicazione del sistema, ma di imprevedibilità dovute alla complessità che non è nell’uomo o nelle cose, ma nel rapporto fra l’uomo e le cose e perché ci sia un rapporto bisogna che ci sia un essere umano che lo pensi (il termine pensare non mi soddisfa, perché sembra che non ci sia rapporto se non pensato e quindi razionale, potrei dire meglio: “Che lo senta”). “Qualcuno che la pensa come te magari poi inizia a credere che la macchina si è autodeterminata a voler diventare musicista ”, questo è proprio l’esempio più calzante dell’autodeterminazione, se io e te di fronte allo stesso fatto la pensiamo in maniera completamente differente, addirittura opposta, vuol dire che ciascuno di noi “legge” il fatto in maniera completamente diversa e vi reagisce in maniera imprevedibile per gli altri (e pure per se stesso talvolta). Uno sciamano asiatico, di fronte alle note dei Queen che fuoriescono da una scatola avrebbe pensato agli spiriti e si sarebbe allontanato spaventato o avrebbe tentato un esorcismo

. Mentre se tu infastidisci tutte le formiche che vuoi, tutte quante tenteranno di morderti e se ascolti “The invisible man” vuol dire che è già nel tuo computer o sei collegato in qualche sito dove è presente, altrimenti non la ascolti. Mentre, difficilmente possiamo pensare che La Gioconda fosse stata inserita nell’hardware di Leonardo da Vinci. Ah, la risposta è già arrivata da un pezzo, solo che trova difficoltà ad essere recepita

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Un saluto.