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  1. #151
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: seconda prova v.o. 2010 caso evolutivo

    prinsina...anche per me è disturbo autistico. le anomalie di sviluppo ci sono sia per il linguaggio, sia interazione sociale perchè non guarda negli occhi l'interlocutore, sia comportamentali( rigidità ad abitudini inutili, stereotipie comportamnetali e rituali punta dei piedi, sbatte la testa prima di andare a dormire, ama la routine e i rituali se ci sono dei cambiamenti si agita).Cmq penso che anche gli autistici ricercano il contatto sociale ma non sono in grado di sostenerlo, di essere flessibili nel rapporto con gli altri cosi come per il linguaggio...magari non è una forma grave. Il disturbo del linguaggio magari c'è però il dgs in genere deve essere differenziato secondo me dal disturbo misto espressivo-recettivo del linguaggio, qui dice che ha problemi con linguaggio espressivo, ma che comprende ciò che gli viene detto..

  2. #152
    Partecipante Assiduo L'avatar di calma apparente
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    Riferimento: seconda prova v.o. 2010 caso evolutivo

    Ciao ragazze mi sto esercitando facendo tutti i casi che avete postato, sono arrivata a questo (fra l'altro, è stato l'unico che ho trovato proprio rognoso e difficile da inquadrare), e ho provato a buttare giù qualcosa, però non sono per niente convinta:

    Dai dati disponibili all'apparenza si potrebbe pensare ad un dgs, soprattutto per quanto riguarda il fatto che tende a non guardare negli occhi, batte la testa contro il muro, cammina sulle punte..
    Ma la partecipazione alle attività sociali seppur particolare ( ricerca i compagni ma ha reazioni esagerate quando si propone di cambiare attività), farebbe escludere l'ipotesi diagnostica di un disturbo generalizzato dello sviluppo. Potrebbe ipotizzarsi, rispetto agli elementi raccolti, una forma di Ritardo Mentale (anche se manca l'elemento fondamentale che ne permette la diagnosi, ovvero un QI al di sotto della media che si dovrebbe provvedere a valutare per es, considerata l'età, con la WPPSI), essendo anche presente una compromissione relativamente alle capacità di adattamento (per es quando viene messo a letto la sera picchia il genitore che lo accompagna e batte la testa
    contro il muro, oppure il rapporto con i coetanei è ricercato, ma A.S. mostra un assoluto disappunto se deve cambiare i programmi...Cmq da valutare con il test ABI). Sembrerebbe essere presente anche un disturbo del linguaggio espressivo (che deve però essere verificato con specifici test, come per es Primo vocabolario del bambino o il Test della fluidità verbale), infatti frequente è l'associazione tra questi disturbi ovviamente se il deficit della comunicazione è più grave rispetto al livello di funzionamento intellettivo generale, così che non possa essere riferibile al Ritardo Mentale.

  3. #153
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: seconda prova v.o. 2010 caso evolutivo

    il ritardo mentale lo puoi sempre diagnosticare sull'asse II, e il dgs sull'asse I perchè escluderlo. per il disturbo del linguaggio espressivo il quadro sintomatologico mi sembra troppo grave, anche se come dici tu la ricerca degli altri c'è!?! è un pò rognoso, ma io mi sono orientata nello svolgimento sul dgs e non saprei cosa mettere...è sicuramente utile raccolgiere altre informazioni...speriamo che non capiti un caso del genere se no siamo rovinate!!

  4. #154
    Partecipante Assiduo L'avatar di calma apparente
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    Riferimento: seconda prova v.o. 2010 caso evolutivo

    Concordo, tanto cmq sono ipotesi anche se non corrette l'importante è il procedimento logico, che mi sembra corretto.
    ma senti una cosa, io fin'ora seguendo il Celi ho sempre messo per l'intervento la terapia cognitivo comportamentale e al massimo sistemico relazionale.
    ma leggendo su delle dispense ho trovato che non bisogna parlare di psicoterapia perchè noi stiamo diventando psicologi e non psicoterapeutici, e va bene, ma allora dobbiamo specificare che rimandiamo ad uno psicoterapeuta e spieghiamo l'intervento più adatto che farà lo psicoterapeuta??
    sta cosa mi ha buttato in crisi, l'intervento era l'unica cosa chiarissima.
    voi che sapete rispetto a questa cosa?

  5. #155
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: seconda prova v.o. 2010 caso evolutivo

    ma sinceramente anche io mi sono orientata come te! sta cosa mi è nuova...però se te lo chiedono loro!!magari si dice proporrei una terapia o intervento di orientamento cogni-comport... dovremmo chiedere a memole che dice...magari lei sa di più
    Ultima modifica di manùrio80 : 18-07-2010 alle ore 16.25.59

  6. #156
    Partecipante Assiduo L'avatar di calma apparente
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    Riferimento: seconda prova v.o. 2010 caso evolutivo

    guarda ho trovato le linee guida per la stesura del caso clinico, e sul trattamento riporta questo, dopo ti metto anche l'esempio che riporta. mi sembra un perfetto modo per evitare di dire terapia, ma proporre cmq l'intervento cognitivo-comportamentale:

    5) il trattamento
    Ora passiamo all'indicazione del piano di trattamento. Tutto il resoconto sarà descritto con cautela rimanendo sempre possibilisti rispetto ad altre diagnosi. Utilizzeremo quindi, nella stesura del testo, un linguaggio ipotetico (“nel caso in cui fosse dimostrato... allora...”, “dai dati emersi sarebbe ipotizzabile...”, “sembrerebbe che...”). Una volta concluso il processo diagnostico differenziale e valutati i dati mancanti in grado di migliorare la nostra diagnosi si procede nel definire un breve consiglio di trattamento. Diremmo quindi "qualora fosse confermata attraverso ulteriori colloqui ed altri eventuali strumenti diagnostici l'ipotesi principale si potrebbe orientare il paziente verso un tipo di
    trattamento X..." tutto questo sarà seguito da una brevissima spiegazione degli obiettivi del trattamento indicato. E' consigliabile proporre anche un'alternativa di trattamento, ma molto brevemente visto che lo spazio disponibile sarà praticamente terminato.

    ES. "Qualora quindi, attraverso le dovute indagini, fosse confermata l’ipotesi diagnostica principale...potremmo suggerire un intervento specialistico di tipo cognitivo-comportamentale con l’obiettivo di una riduzione dei sintomi ansioso-depressivi ed un ripristino delle normali funzionalità psico-sociali della paziente. Qualora emergesse che la relazione con la madre fosse un fattore rilevante per il trattamento del disturbo, si
    potrebbe suggerire un intervento di tipo familiare parallelo teso al riequilibrio del sistema familiare."

    Che dici?

  7. #157
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    Riferimento: seconda prova v.o. 2010 caso evolutivo

    si è perfetto! dove l'hai trovato? secondo me si potrebbe spiegare anche le tecniche che l'intervento specialistico usa per dimostrare e avvalorare la scelta fatta per esempio se si presenta un caso di ddaisi richiede un intervento tcc e si spiegano tecniche e obiettivi: modellamento per insegnare abilità sociali, modellaggio per abilità scolastiche, analisi del compito per scolastiche ma anche sociali ecc

  8. #158
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    Riferimento: seconda prova v.o. 2010 caso evolutivo

    certo, perfettamente d'accordo con te, spieghi le tecniche cc che sono migliori per quel tipo di disturbo perchè permettono di ottenere il risultato X.
    Per le linee guida non ricordo dove le ho trovate, ce l'ho dall'inizio dell'esame di stato, le ho scaricate quando cercavo disperatamente materiale per capire come organizzarmi.
    cmq te le allego qui
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  9. #159
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    Riferimento: seconda prova v.o. 2010 caso evolutivo

    Citazione Originalmente inviato da manùrio80 Visualizza messaggio
    prinsina...anche per me è disturbo autistico. le anomalie di sviluppo ci sono sia per il linguaggio, sia interazione sociale perchè non guarda negli occhi l'interlocutore, sia comportamentali( rigidità ad abitudini inutili, stereotipie comportamnetali e rituali punta dei piedi, sbatte la testa prima di andare a dormire, ama la routine e i rituali se ci sono dei cambiamenti si agita).Cmq penso che anche gli autistici ricercano il contatto sociale ma non sono in grado di sostenerlo, di essere flessibili nel rapporto con gli altri cosi come per il linguaggio...magari non è una forma grave. Il disturbo del linguaggio magari c'è però il dgs in genere deve essere differenziato secondo me dal disturbo misto espressivo-recettivo del linguaggio, qui dice che ha problemi con linguaggio espressivo, ma che comprende ciò che gli viene detto..
    si sono d'accordo con te... ho riletto varie volte il caso e sono arrivata alla tua stessa conclusione...

  10. #160
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    Riferimento: seconda prova v.o. 2010 caso evolutivo

    La scuola media S. segnala al Servizio Materno Infantile della ASL di competenza zonale una
    situazione di mancata frequenza scolastica ; E. , un ragazzo di 11 anni , è assente dalla scuola , dove
    frequenta la prima media , da più di due mesi. La scuola ha ripetutamente contattato la famiglia che
    ha giustificato l'assenza di E. con motivi poco credibili.. L'equipe della ASL decide di effettuare una
    visita domiciliare , concordando un appuntamento con i genitori. L'assistente sociale e la
    professoressa di lettere della classe di E. si recano a casa di E. in tarda mattinata e lo trovano a letto,
    nascosto sotto le coperte. I genitori non sono d'accordo fra loro ne sull'esposizione dei fatti relativi
    all'assenza di E.
    dalla scuola ne sui provvedimenti da adottare per risolvere il problema. La psicologa della ASL
    convoca E. insieme ai genitori nella sede ambulatoriale. La madre descrive il comportamento di E.
    come quello di un bambino capriccioso; il padre,invece,sembra preoccupato dell'isolamento di E.
    che da due mesi non ha più una vita sociale : esce di casa solo con il padre per andare dagli zii
    paterni. Nel colloquio seguente,senza genitori, E . analizza insieme alla psicologa i possibili motivi
    che gli hanno impedito di tornare a scuola :una fortissima ansia all'idea di uscire di casa,la
    preoccupazione per i continui litigi fra i genitori, un senso di disagio a scuola che non sa spiegare.
    E, ricorda che in
    passato,in terza elementare aveva avuto qualche difficoltà .superate con l'aiuto delle maestre.
    Il candidato illustri sinteticamente:
    I ) quali altri dati sarebbero utili per meglio definire la situazione
    2) l'ipotesi o le ipotesi che si possono i formulare per spiegare le difficoltà di E.
    3) di quali strumenti si potrebbero utilizzare per avvalorare tali ipotesi
    4) quali ipotesi di diagnosi differenziale si possono formulare
    5) il tipo di intervento ritenuto più idoneo
    6) le eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare

  11. #161
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    Riferimento: seconda prova v.o. 2010 caso evolutivo

    penso che sia un disturbo d'ansia..io ipotizzerei una disturbo d'ansia da separazione durata almeno 4 settimane non va più a scuola, una fortissima ansia all'idea di uscire di casa,la
    preoccupazione per i continui litigi fra i genitori, un senso di disagio a scuola che non sa spiegare,da due mesi non ha più una vita sociale : esce di casa solo con il padre per andare dagli zii paterni non va più a scuola. come diagnosi principale. Come disturbo associato ipotizzerei disturbo dell'umore per l'isolamento sociale, la madre lo descrive come capriccioso.disturbo d'ansia generalizzato che è fortemente associato all'ansia da separazione, ma servono ulteriori dati come diagnosi differenziale una fobia sociale poichè spiega anche essa bene la sintomatologia del ragazzo ma è legata alla paura di una o più situazioni sociali nella quale la persona è esposta a persone non familiari o al possibile giudizio degli altri, ed all'imbarazzo.Anche la fobia specifica poichè l'ansia si manifesta su oggetti specifici, doc poichè la preoccupazione è riferita ad esempio a preoccupazione di essere contasminati dal contatto con gli altri, poi dgs ma non vi sono quelle anomalie di sviluppo caratteristiche e ha 11 anni.... come intervento indirizzerei il paziente verso un intervento specialistico di tipo cognitivo-comportamentale e spiegherei in breve al paziente come mai ritengo necessario tale tipo di invio spiegandogli attraverso un colloquio di restituzione che tipo di disturbo ha secondo me , quali sono le motivazioni che mi hanno portato ha compiere tale scelta,spiegherei al paziente che tipo di intervento potrebbere svolgere lo specialista e che tipo di obiettivi si potrebbe prefissare nel trattamento ecc. che dite?
    Ultima modifica di manùrio80 : 18-07-2010 alle ore 18.18.30

  12. #162
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    Citazione Originalmente inviato da calma apparente Visualizza messaggio
    Ciao ragazze mi sto esercitando facendo tutti i casi che avete postato, sono arrivata a questo (fra l'altro, è stato l'unico che ho trovato proprio rognoso e difficile da inquadrare), e ho provato a buttare giù qualcosa, però non sono per niente convinta:

    Dai dati disponibili all'apparenza si potrebbe pensare ad un dgs, soprattutto per quanto riguarda il fatto che tende a non guardare negli occhi, batte la testa contro il muro, cammina sulle punte..
    Ma la partecipazione alle attività sociali seppur particolare ( ricerca i compagni ma ha reazioni esagerate quando si propone di cambiare attività), farebbe escludere l'ipotesi diagnostica di un disturbo generalizzato dello sviluppo. Potrebbe ipotizzarsi, rispetto agli elementi raccolti, una forma di Ritardo Mentale (anche se manca l'elemento fondamentale che ne permette la diagnosi, ovvero un QI al di sotto della media che si dovrebbe provvedere a valutare per es, considerata l'età, con la WPPSI), essendo anche presente una compromissione relativamente alle capacità di adattamento (per es quando viene messo a letto la sera picchia il genitore che lo accompagna e batte la testa
    contro il muro, oppure il rapporto con i coetanei è ricercato, ma A.S. mostra un assoluto disappunto se deve cambiare i programmi...Cmq da valutare con il test ABI). Sembrerebbe essere presente anche un disturbo del linguaggio espressivo (che deve però essere verificato con specifici test, come per es Primo vocabolario del bambino o il Test della fluidità verbale), infatti frequente è l'associazione tra questi disturbi ovviamente se il deficit della comunicazione è più grave rispetto al livello di funzionamento intellettivo generale, così che non possa essere riferibile al Ritardo Mentale.
    Io invece in un caso del genere non azzarderei a mettere un'ipotesi di ritardo mentale e basta, perchè manca il dato essenziale della grave compromissione del funzionamento intellettivo, mentre per disturbi generalizzati dello sviluppo ci sono descritti tanti sintomi che rientrano tra i criteri diagnostici.. io metterei un disturbo generalizzato di sviluppo ma specificherei che i dati non sono sufficienti per fare una diagnosi, che serve approfondire aspetti importanti come appunto il Q.I per valutare se potrebbe esserci la presenza di un ritardo mentale, d'altronde disturbi pervasivi dello sviluppo e ritardo mentale nella maggior parte dei casi sono associati...
    poi alla fine credo che anche se la diagnosi non sarà esatta al 100% mi augurto in un minimo di comprensione perchè è troppo difficile azzeccare una diagnosi da pochi elementi che vengono elencati!!!

  13. #163
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    e se fosse invece un disturbo dell' umore disturbo depressivo maggiore magari episodio singolo... ripensandoci... i sintomi sono insorti da due mesi, non esce più di casa da due mesi, lo trovano a dormire ancora a mattina inoltrata, rannicchiato sotto le coperte, ritiro sociale, disagio a scuola e ansia in associazione... anche questo è una rogna è!

  14. #164
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    Riferimento: seconda prova v.o. 2010 caso evolutivo

    Io avrei pensato questo, scusate se può sembrare un pò contorto o scritto in un pessimo italiano, ma non è che sono stanca, sono proprio completamente stravolta

    Allora i dati necessari per approfondire la diagnosi potrebbero essere per esempio indagare se c'è stato un qualche evento psico-sociale stressante, anche un micro evento che però ha scosso particolarmente il bambino, se presenta sintomi somatici particolari, nello specifico approfondire che tipo di difficoltà ha avuto in passato durante la scuola elementare, se questo disagio emerge anche in altre situazioni sociali oltre la scuola e se tale disagio potrebbe essere dovuto all'esposizione e al contatto con i coetanei, se presenta un abbassamento del tono dell'umore, una scarsa autostima, se è presente una psicopatologia in famiglia...
    Considerando i pochi dati a disposizione si potrebbe ipotizzare una fobia sociale (forse nello specifico di una fobia scolare), soprattutto considerando l' evitamento della scuola a causa del disagio che gli crea e che non sa spiegare, la fortissima ansia all'idea di uscire di casa, la forte preoccupazione che emerge per i litigi dei genitori.
    il padre riferisce che l'isolamento persiste da due mesi e ciò però non è in linea con il criterio diagnostico che indica che i sintomi devono persistere da almeno di sei mesi, per cui si dovrebbe indagare nel colloquio con i genitori e anche con il ragazzo se però il disagio è presente da prima.
    In presenza di una simile ipotesi diagnostica risulta importante ai fini di una diagnosi differenziale considerare i disturbi dell'umore (la cui possibile associazione sarebbe eventualmente da indagare con maggiori approfondimenti), benchè in presenza di ansia sociale seppur sia possibile riscontrare sintomi depressivi, l'ansia è la caratteristica primaria e non una mancanza di interesse per gli altri come nei disturbi dell'umore. Si potrebbe distinguere anche dalla fobia specifica, in cui è diverso proprio l'oggetto dell'ansia, ed anche rispetto ad un disturbo d'ansia generalizzato che non è limitato alle situazioni sociali.
    Gli strumenti che si potrebbero usare sono:
    il Tad- test d'ansia e depressione, il questionario per l'ansia in età evolutiva (Busnelli et al.).
    Trattamento cognitivo-comportamentale con tecniche come desensibilizzazione sistemica con esposizione, ristrutturazione cognitiva, role playing per l'apprendimento delle abilità sociali, automonitoraggio ed autocontrollo favorito con diari quotidiani, parent training soprattutto volto a migliorare gli stili educativi...
    Favorire una maggior collaborazione tra scuola e famiglia, in modo graduale far avvicinare il bambino ad un centro diurno della zona con cui poter favorire l'inserimento sociale.

  15. #165
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    Riferimento: seconda prova v.o. 2010 caso evolutivo

    Citazione Originalmente inviato da manùrio80 Visualizza messaggio
    penso che sia un disturbo d'ansia..io ipotizzerei una disturbo d'ansia da separazione durata almeno 4 settimane non va più a scuola, una fortissima ansia all'idea di uscire di casa,la
    preoccupazione per i continui litigi fra i genitori, un senso di disagio a scuola che non sa spiegare,da due mesi non ha più una vita sociale : esce di casa solo con il padre per andare dagli zii paterni non va più a scuola. come diagnosi principale. Come disturbo associato ipotizzerei disturbo dell'umore per l'isolamento sociale, la madre lo descrive come capriccioso.disturbo d'ansia generalizzato che è fortemente associato all'ansia da separazione, ma servono ulteriori dati come diagnosi differenziale una fobia sociale poichè spiega anche essa bene la sintomatologia del ragazzo ma è legata alla paura di una o più situazioni sociali nella quale la persona è esposta a persone non familiari o al possibile giudizio degli altri, ed all'imbarazzo.Anche la fobia specifica poichè l'ansia si manifesta su oggetti specifici, doc poichè la preoccupazione è riferita ad esempio a preoccupazione di essere contasminati dal contatto con gli altri, poi dgs ma non vi sono quelle anomalie di sviluppo caratteristiche e ha 11 anni.... come intervento indirizzerei il paziente verso un intervento specialistico di tipo cognitivo-comportamentale e spiegherei in breve al paziente come mai ritengo necessario tale tipo di invio spiegandogli attraverso un colloquio di restituzione che tipo di disturbo ha secondo me , quali sono le motivazioni che mi hanno portato ha compiere tale scelta,spiegherei al paziente che tipo di intervento potrebbere svolgere lo specialista e che tipo di obiettivi si potrebbe prefissare nel trattamento ecc. che dite?
    Anche io metterei disturbo d'ansia da separazione,ma si potrebbe pensare anche a fobia sociale perchè anche nella fobia sociale c'è il rifiuto della scuola e di varie situazioni sociali, l'isolamento.. però la fobia sociale l'evitamento è dovuto alla paura di essere giudicati inadeguati nelle situazioni sociali, invece i motivi che il bambino dà non fanno cenno a questo..io comunque lo metterei e specificherei gli approfondimenti da fare per fare una diagnosi differenziale tra questi due disturbi..
    Ultima modifica di caramellina84 : 18-07-2010 alle ore 18.28.17

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