Momy io credevo fosse l'ipotesi di ricerca...'valutare l'effetto dell'ed socioaffettiva sull'integrazione delle diversità' dici che sbaglio?
uff che confusione...
Momy io credevo fosse l'ipotesi di ricerca...'valutare l'effetto dell'ed socioaffettiva sull'integrazione delle diversità' dici che sbaglio?
uff che confusione...
"CREDO" .....che l'ipotesi di ricerca riguardi il campione, cioè se e quanto il fenomeno è caratteristico del campione, mentre quello che hai scritto riguarda l'ipotesi di interv, visto che parli di educa. socio affettiva, che è una tecnica per raggiungere l'obiettivo.
Questo è ilmio ragioanmento ma non so se è giusto...magari vediamo cosa ne pensano gli altri....CI SIETE????
HO UN DUBBIO..........l'ipotesi di ricerca e ipotesi d'intervento sono la stessa cosa'??????
che confusione...mi chiarisco una cosa e se ne complicano 100!!!
Ultima modifica di momypsic : 16-11-2010 alle ore 16.00.36
Ragazze io nn lo intesa così...e sinceramente nn so più che pensare!Condivido con Valentina che un progetto di sostegno, promozione ecc..sia la stessa cosa di un progetto di ricerca-intervento che può essere cmq di promozione, prevenzione xkè implica un intervento. Ciò che lo distingue è se nella traccia viene chiesto di esplicitare scopo e ipotesi di ricerca.
Lo scopo sn gli obiettivi e l'ipotesi di ricerca presuppone ciò che noi ci aspettiamo da qsta ricerca,ma qsto nn significa esplicitare già l'intervento xkè qsto verrà fatto dv chiede di dire le metodologie e le attività. Cioè le ipotesi sn l'inverso degli obiettivi e vanno fatte in base ad essi. Ad ex: si espone il problema (disagio), definendo quali sn i fattori coinvolti, obiettivi che si prefigge di ragg e le ipotesi di ricerca si basano su qsto, ad ex: se nel disagio rientrano scarso apporto familiare, sociale, scarsa fiducia nelle proprie capacità ecc...le ipotesi della ricerca saranno: ci si aspetta bambini cn scarso supporto familiarem, background familiare, culturale povero ecc...
Nn so se è chiaro quello che voglio dire e se sn riuscita a spiegarmi![]()
Ragazze io non so cosa dirvi, nel senso che una risposta certa ai mille interrogativi e dubbi non ce l'ho.... però mi trovo d'accordo con il ragionamento che ha fatto valentina, anche perchè è quello che sin da subito avevo pensato di questa benedetta ricerca-intr. poi il fatto che lei seguendo questa impostazione l'abbia passato un po' mi consola e conforta!!!!!
Secondo me le ipot di interv non sono la stessa cosa delle ipot di ricerca nel senso che queste riguardano il fenomeno così come è stato descritto nell'analisi del problema, mentre le ipot di intervento riguardano in maniera specifica proprio l'interv che vogliamo effettuare e quindi quello che ci aspettiamo di ottenere in termini di risultati. Non so se sono stata chiara...
Vi posto quello che ho trovato spulciando nel materiale scaricato per la scorsa sessione. Intanto una descrizione della ric-int
"Secondo i principi della ricerca-azione di Lewin, la ricerca deve partire dall’identificazione e
dalla definizione operativa di problemi; successivamente deve avvenire la raccolta dei dati che
permette di determinare gli obiettivi dell’intervento; gli obiettivi vengono tradotti in strategie o
programmi di azione; infine avviene la valutazione degli effetti o dei risultati ottenuti dai
programmi di intervento."
Poi un esempio che penso sia abb chiaro
Una categoria di giovani “invisibile” alle indagini empiriche è rappresentata dagli adolescenti e
dai giovani che non sono inseriti nei percorsi scolastici perché non hanno continuato gli studi
dopo la scuola dell’obbligo o non li hanno completati (dropouts). Questi costituiscono un
sottogruppo vulnerabile al rischio Hiv.
IL PROGETTO DI RICERCA INTERVENTO
Promotori: professionisti dell’Ausl città di Bologna, Università di Bologna, Lila Bologna.
Il programma triennale si è articolato in tre fasi:
1. Fase conoscitiva, di ricerca e documentazione
Scopo di questa fase è raccogliere informazioni sulle caratteristiche della popolazione dei non
studenti, fornendo risposte a quesiti importanti per la progettazione degli interventi.
Per rispondere a questi interrogativi sono stati scelti metodi e strumenti di ricerca sia
quantitativi e qualitativi: un questionario da somministrare a un campione rappresentativo
della popolazione target e 60 interviste individuali e di focus-group per approfondire, con una
parte del campione, alcune aree e in particolare quelle relative alla vita sentimentale e
sessuale. Risultati della ricerca:
Basso livello di informazione su Hiv e Aids, in particolare riguardo alle vie di
trasmissione
Qualità delle informazioni scadente
Idea del sieropositivo plasmata su stereotipi
Convinzione che proteggersi dall’Aids in una relazione fissa sia inutile, imbarazzante e
socialmente riprovevole
Alta frequenza di comportamenti a rischio
Individuazione di due fattori che influenzano la protezione a proteggersi nei rapporti
sessuali: atteggiamenti verso il preservativo e norme del gruppo di riferimento
2. Fase informativa, formativa e di educazione
Dalla fase conoscitiva sono state tratte le seguenti indicazioni per la progettazione degli
interventi:
La necessità di utilizzare le risorse del territorio e in particolare gli adulti di riferimento,
sia per poter raggiungere questa popolazione giovanile poco reperibile, sia per la
riconosciuta efficacia – negli interventi di educazione alla salute - dell’approccio
collaborativo e partecipativo che coinvolga vari attori presenti nella comunità.
La consapevolezza della pluralità di fattori che influenzano i comportamenti a rischio e
delle loro complesse interdipendenze suggeriva l’opportunità di effettuare interventi
diretti a livelli sistemici differenti: sugli adolescenti e giovani non studenti; sulle
strutture che si occupano dei ragazzi di questo target; sulle figure adulte di riferimento
con scarse informazioni sul problema.
La necessità di utilizzare una pluralità di approcci alla prevenzione: fornire informazioni
su Hiv/Aids e modalità di prevenzione, sensibilizzare sulla condizione di persone con Hiv
per ridurre i pregiudizi, rafforzare l’autoefficacia, modificare l’atteggiamento verso l’uso
di precauzioni (Self-empowerment, sviluppo di comunità, peer education).
La necessità di ideare percorsi nuovi per attivare e mantenere la motivazione e la
collaborazione di questa popolazione meno attiva e partecipativa di quella studentesca.
A partire da queste considerazioni sono stati ideati e realizzati quattro interventi distinti (non riesco a fare copia incolla perchè è una tabella)
3. Fase di verifica e comunicazione
La fase finale del progetto ha previsto la diffusione dei risultati della ricerca-intervento
attraverso la sua presentazione in contesti differenti. In una giornata seminariale erano
presenti i ragazzi coinvolti nei sottoprogetti. L’impressione generale è che l’esperienza li abbia
aiutati a percepirsi come gruppo di lavoro e come protagonisti competenti e capaci di portare
avanti altre esperienze di tutela della propria salute.
Fattori di problematicità:
Esigenza di flessibilità nel modulare l’intervento in funzione delle caratteristiche della
popolazione target e dei contesti in cui è raggiungibile ai fini dell’intervento, richiedendo
di sperimentare percorsi nuovi e non collaudati.
La valutazione di efficacia dell’intervento non può avvalersi della possibilità di ricontattare
i partecipanti
Difficoltà di garantire la continuità dell’intervento.
Che ne dite?
a me sembra molto buono il progetto che hai postato..l'hai trovato su internet, vero?E mi trovo d'accordo anche cn la definizione che hai messo di Lewin..grazie x averla postata!Solo che..
in qsto caso nn esplicita obiettivi e ipotesi di ricerca che invece in alcune tracce è richiesto e la valutazione finale di solito si fa in itinere, pre e post intervento..o sbaglio?Io ho letto così fino ad ora
L'ipotesi di ricerca nelle tracce le chiede prima di descrivere le attività..qndi in qsto caso quali sarebbero?
bhè questo progetto è molto simile a uno che ho trovato anch'io e penso proprio che derivi da questo.
In realtà conferma a grandi linee quello che ci siamo dette in questi giorni o no???
Credo che l'ipotesi di ricerca in questo caso sia che i comportamenti a rischio di hiv siano correlati alla scarsa informazione
che ne dite??'
In effetti la verifica va fatta in itinere rispetto però all'andamento dell'intervento, quindi si controlla se l'interv appunto è in linea con gli obiettivi e si fanno eventualmente aggiustamenti
Quella ex post è invece sui risultati finali dell'interventi: se gli obiettivi sono stati raggiunti e quindi in questo caso è secondo me è anche una verifica delle ipotesi di ricerca.
mmm nn lo so...penso possa andare bene, ma nn c'è nessuno che ci può aiutare
![]()
Cmq leggendo un altro progetto di ricerca-intervento che ho trovato dice:
"L’ipotesi di partenza secondo cui l’individuazione di spazi di collaborazione e integrazione tra i due sistemi si struttura sulla base della conoscenza degli stessi, consente la formulazione degli obiettivi specifici del processo di ricerca-intervento, propedeutici alla sperimentazione del percorso di formazione" nn so se può essere utile
." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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OKKIBLU.. Anch'io ho credo lo stesso progetto di ricerca-intervento.. ma io proprio non riesco a trovarci ipotesi di ricerca... verifica delle ipotesi.. intervento vero e proprio...
Io ormai sono dell'idea, che farei un progetto qualsiasi mettendo una fase di pre e post test, per valutare gli effetti dell'intervento, e come ipotesi di ricerca io credo ci vada l'ipotresi che quel trattamento-intervento siano efficaci nel ridurer una certa condizione.. no?
Qualcuno sa dirmi, nel caso di un progetto di prevenzione di bullismo o anche di abuso sostanze o comportam sessuali rischiosi, negli obiettivi generali, mettete slo la prevenzione, o anche magari la promozione di altro.. se chiaramente è prevista una metodolgia orientata ai afttori di protezione.. (autostima...)?
grazie buono studio a tutte-i
Scusatemi, ma se questa è l'ipotesi di ricerca, che si verifica poi? che effettivamete è così? allora questa verifica si avrebbe già in fase di ricerca e documentazione,cioè nell'analisi dei dati... e poi l'intervento vero e proprio di formazione-attività varie, che ipotesi le guida? non è qui che si verifica qualcosa??dunque un'ipotesi, sulla base di dati raccolti prima e dati raccolti infine?
non so se ci vedrò mai chiaro..
non c'è nessuno???
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ciao Vera,
per 'verifica' s'intende, direi, un processo ex ante, in itinere, ex post.
ex ante inteso come prima dell'avvio del progetto; ad esempio = verifica che i punti stilati siano coerenti tra loro, verifica che la popolazione target sia stata effettivamente raggiunta, verifica che le figure professionali necessarie siano disponibili ecc. ecc
in itinere inteso come quel tipo di verifica che va a rendersi utile per rendere il progetto 'flessibile' e che permette agli ideatori di adattarlo in corso d'opera qualora dovesse intervenire qualche variabile che renda gli aggiustamenti del caso necessari
ex post nel senso di verifica se gli obiettivi del progetto siano stati raggiunti o meno (follow up)
spero di averti schiarito un po' le idee, un saluto e in bocca al lupo!!!
Ciao, volevo farvi una domanda, forse un pò sciocca, ma l'ansia sale e tutto sembra confuso
se nella traccia richiedono:
Scopo e ipotesi d'intervento: mettiamo l'obiettivo generale dell'intervento senza specificare gli obiettivi specifici, ok?
mentre se chiedono scopo e ipotesi di ricerca, scriviamo lo scopo della ricerca o dell'intervento?
mentre se la traccia chiede metodologia (es. metodologia partecipativa) strumenti ( es. circle time) e tempi. Le fasi dove vanno scritte?
Scusate non so se ho il cervello in fumo.....
Grazie
Ultima modifica di momypsic : 20-11-2010 alle ore 11.06.48