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  1. #151
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Ciao, personalmente non credo nella psicoterapia (anche se non escludo che in futuro possa prenderla in considerazione) ci sono troppe cose che non vanno, una di queste è la poca preparazione degli psicologi, un'altra è l'impossibilità che uno psicologo riesca a capire umanamente e veramente i tuoi problemi e abbia la capacità di portarti a vedere una qualche soluzione. Spesso purtroppo quando le cose non vanno gli "specialisti" tendono a riportarti il problema sulle tue spalle dicendoti che è tua la responsabilità della non soluzione.

  2. #152
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Specialisti dello scaricabarile, simpatica come idea!


    però non è quella la frase tipica; la più epica è "Lei sta girando attorno a qualcosa"

  3. #153
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da ludovicamaria Visualizza messaggio
    Ciao, personalmente non credo nella psicoterapia (anche se non escludo che in futuro possa prenderla in considerazione) ci sono troppe cose che non vanno, una di queste è la poca preparazione degli psicologi, un'altra è l'impossibilità che uno psicologo riesca a capire umanamente e veramente i tuoi problemi e abbia la capacità di portarti a vedere una qualche soluzione. Spesso purtroppo quando le cose non vanno gli "specialisti" tendono a riportarti il problema sulle tue spalle dicendoti che è tua la responsabilità della non soluzione.
    Sono d'accordo con te, spesso non si è proprio d'accordo su cosa vada considerata come una soluzione.
    Per aiutare davvero qualcuno bisogna essere molto intelligenti, possedere i mezzi reali per aiutarla, essere ben motivati a dare una mano sul serio (ad una persona che spesso è molto diversa da sé) e soprattutto comprendere tutti i vincoli e i sentimenti in gioco.
    Non ha senso affermare che una persona non è motivata ad essere aiutata, tutti lo sono. In realtà delle persone si oppongono a delle forme di intervento e di aiuto quando si accorgono che l'altro non è intenzionato affatto ad aiutarle, ma a fare tutt'altro. Spesso uno psicoanalista pone dei problemi, che chi chiede aiuto dovrebbe, secondo sempre lo psicoanalista, riconoscere come propri, e propone delle soluzioni direttamente per questi. Cioè un problema relazionale messo in evidenza viene tradotto in qualcos'altro rispetto a certe tendenze personali di cui si è anche consapevoli, ma che in fin dei conti la persona dovrebbe riconoscere come problematiche se fosse realmente cosciente e presente a sè stessa. Se una persona non avverte come un qualcosa che dovrebbe voler cambiare quello che pone l'analista (ad esempio il fatto d'esser timida, sadica, omosessuale, narcisista o altro), è malata ed è quindi succube del suo inconscio e va curata ad autoconvincersi che dovrebbe impegnarsi a non essere così come sente di essere e a cambiare (a cambiare però come sostiene l'analista). A questo punto che la psicoterapia se la faccia da solo l'analista, la presenza dell'altra persona a cosa diavolo gli serve se la si reputa in principio incapace di riconoscere in cosa consistono i suoi veri problemi e si assume che non sia capace di distinguere mai se quel che gli viene proposto rappresenta una soluzione rispetto a questi? In questo spesso consiste la cura: PERSUASIONE.
    Io di rado sono riuscito davvero ad aiutare un'altra persona quando questa aveva dei problemi complicati da risolvere (economici, affettivi e di vario genere) proprio perché ci sono svariate difficoltà.

    Non esistono persone che rifiutano quel che vogliono davvero e che gli viene offerto (altro che resistenze inconsce). Si rifiutano quando gli si sta per rifilare una mezza sola, se ne accorgono e guardano altrove.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 06-05-2011 alle ore 21.43.07

  4. #154
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Molto intelligenti non importa, insomma, bisogna vedere cosa intendi per intelligenza, ce ne sono di tanti tipi.

    comunque secondo me noi scegliamo lo psy proprio perchè pensiamo e intuiamo che quella persona fa per noi, è intuitivo, è a pelle che lo capisci.

    E' un 'idea che ti fai da te.

    Sta tutto nel come lo vedi-
    Ultima modifica di complicata : 06-05-2011 alle ore 12.04.51

  5. #155
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Magari inizialmente lo scegli perchè senti che "fa per te" poi scopri che è un incompetente.... cioè non ne "prende una". Ma questa è un'altra storia.

  6. #156
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Ma, si fa sempre in tempo a tornare sui nostri passi, a me è successo.

    Io opterei sempre per uno che ti dà l'idea di avere esperienza, comunque una persona pacata, sicura del fatto suo, che non si fa mettere facilmente in barchetta, e che ha fiducia in sè e te la trasmette in qualche modo.

  7. #157
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Io solo se osservo qualche buon risultato (rispetto a quel che vado cercando) inizio a fidarmi.
    Se si inizia ad insistere nel convincermi ed a cercare di darmi (o vendermi) tutt'altro rispetto a quel che chiedo, inizio a non fidarmi più. E' una situazione simile a quella in cui certi commercianti insistenti ti vogliono vendere un vestito di un certo tipo, anche quando gli hai chiesto chiaramente tutt'altro; io faccio a meno di chiedere ulteriori informazioni quando vedo questo atteggiamento, mica questi così ti sono di aiuto, tirano acqua al loro mulino e rompono solo le scatole, sono interessati a vendere il loro tipo di merce, di quel che cerchi tu se ne sbattono.
    L'idea di fondo è che la loro merce è buona in sé e dovrebbe perciò servirti a soddisfare le tue esigenze, se a te però non serve quel prodotto e senti che non soddisfa affatto le tue esigenze, a sbagliare sei tu e non loro, perché "non sei consapevole di sbagliare" e opponi delle "resistenze". Devi cambiare ed esser pure soddisfatto di quel che ti viene offerto, altrimenti sei malato.

    Più o meno viene a crearsi la stessa dinamica in analisi. La domanda dell'utenza viene praticamente ignorata, si fa finta di ascoltarla per un po' ma si punta poi abbastanza velocemente a cercare di "vendere" tutt'altro rispetto a quel che viene chiesto. Io a questo gioco di contrattazione (vantaggiosa per l'altro ma non per me) non ci sto.

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 06-05-2011 alle ore 23.27.17

  8. #158
    Partecipante L'avatar di Ripe Mature
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Io solo se osservo qualche buon risultato (rispetto a quel che vado cercando) inizio a fidarmi.
    Se si inizia ad insistere nel convincermi ed a cercare di darmi (o vendermi) tutt'altro rispetto a quel che chiedo, inizio a non fidarmi più. E' una situazione simile a quella in cui certi commercianti insistenti ti vogliono vendere un vestito di un certo tipo, anche quando gli hai chiesto chiaramente tutt'altro; io faccio a meno di chiedere ulteriori informazioni quando vedo questo atteggiamento, mica questi così ti sono di aiuto, tirano acqua al loro mulino e rompono solo le scatole, sono interessati a vendere il loro tipo di merce, di quel che cerchi tu se ne sbattono.
    L'idea di fondo è che la loro merce è buona in sé e dovrebbe perciò servirti a soddisfare le tue esigenze, se a te però non serve quel prodotto e senti che non soddisfa affatto le tue esigenze, a sbagliare sei tu e non loro, perché "non sei consapevole di sbagliare" e opponi delle "resistenze". Devi cambiare ed esser pure soddisfatto di quel che ti viene offerto, altrimenti sei malato.

    Più o meno viene a crearsi la stessa dinamica in analisi. La domanda dell'utenza viene praticamente ignorata, si fa finta di ascoltarla per un po' ma si punta poi abbastanza velocemente a cercare di "vendere" tutt'altro rispetto a quel che viene chiesto. Io a questo gioco di contrattazione (vantaggiosa per l'altro ma non per me) non ci sto.

    Un saluto
    Sì è vero che a volte ti senti in balia di queste contrattazioni, ma a lungo andare sai come funziona il meccanismo e giocarlo a tuo favore, certo è un inganno ma a volte funziona

  9. #159
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    Citazione Originalmente inviato da Ripe Mature Visualizza messaggio
    Sì è vero che a volte ti senti in balia di queste contrattazioni, ma a lungo andare sai come funziona il meccanismo e giocarlo a tuo favore, certo è un inganno ma a volte funziona
    Beh funziona... Insomma... Funziona per l'altra persona impostare le cose così, mica tanto per te. Se chi vende ti sta a sentire e ti propone un buon prodotto ad un prezzo che per te risulta vantaggioso funziona tutto bene, altrimenti per me (per il cliente) funziona tutto piuttosto malaccio.
    "Funziona" realmente per una persona quel che le dà soddisfazione. A funzionare meccanicamente funziona anche un campo di concentramento rispetto ai prigionieri, una ghigliottina per staccar la testa del condannato, un buon strumento di tortura per estorcere informazioni al malcapitato, e così via... Queste persone però piazzate come ingranaggi costretti a girare all'interno di questi meccanismi perfettamente funzionanti (per chi vuol raggiungere certi scopi) mica se la passano tanto bene.

    Saluti

  10. #160
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

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    Ultima modifica di Char_Lie : 06-05-2011 alle ore 23.45.36

  11. #161
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Poniamo che ti venda l'insegnamento a pensare e ragionare in modo più costruttivo o più positivo, a scandagliare le cose, a non lasciarti sopraffare troppo dagli eventi, a fare un po' di attività introspettiva che di solito non c'è mai tempo di fare, poi, che so, metterti nei panni altrui qualche volta, considerare gli altri punti di vista e relativizzare, prenderti le responsabilità se pensi di aver sbagliato snza farne un dramma, e chi più ne ha più ne metta.

    tutto questo insegnamento è parecchio utile, guarda, c'è qualcuno a cui queste cose non sono mai state insegnate, eh, c'è chi le apprende da sè anche, ma c'è chi no.

    sono molto importanti, al di là di ciò che poi riesci a realizzare di concreto, no?

  12. #162
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    poi, per esempio, può darti l'esempio su alcune cose, per dirti.

    a me ha insegnato un po' ( non c'è ancora riuscito del tutto, eh?) a tenere una certa distanza dalle persone quando è necessario, a mettersi un gradino sopra,per mantenere un certo ruolo.

    e lo ha fatto dicendomelo, ma anche penso me l'abbia trasmesso, osservando come fa lui, poi l'ho fatto anch'io e mi è servito.

    io ero portatissima per il battibeccoe questo per la mia funzione era improduttivo.
    poi che altro, voglio dire, eppure le stesse cose le potevo leggere anche su un libro di tecniche, ma non è la stessa cosa, perchè sono teoria e non le senti come tue finchè non le hai provate sul campo.

    è un'esperienza concreta di vita, dal vivo.
    Intendiamoci, poi ci ricaschi, ma si attenua, si smussa il carattere rospiglioso

    L'unica cosa che non gli è ancora riuscita è di farmi smettere di chattare, di rispettare una "regola", umpf.))
    Ultima modifica di complicata : 07-05-2011 alle ore 13.34.14

  13. #163
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Poniamo che ti venda l'insegnamento a pensare e ragionare in modo più costruttivo o più positivo
    Beh l'importante è che si sia d'accordo su cosa debba intendersi per più costruttivo e più positivo. Di persone che vogliono venderti modi di vivere e pensare più costruttivi e positivi ce ne sono a bizzeffe, dalla Psicoanalisi alla PNL, dalla religione e meditazione all'esser di destra o di sinistra, il giudizio ultimo sempre a me spetta rispetto al bene che bisogna attribuire a certe cose e persone, di questa competenza non se ne può appropriare un altro.
    L'altro al quale chiedo aiuto deve comportarsi da tecnico al servizio della mia domanda, se vuol mettersi a fare altro e giudicare pure cosa dovrebbe essere bene o male per me al di là dell'efficacia strumentale si pone in un'altra posizione e non è detto che io di questa persona debba fidarmi.
    Non esistono scopi razionali o irrazionali, la ragione viene usata solo per raggiungere o arrivare a qualcosa, il giudizio riguardo alla bontà di quel che si va cercando davvero non spetta ad alcun esperto: né lo psicoanalista, né il medico, né il prete, risulta più competente in questo del criminale, della puttana e quant'altro.
    Si chiede aiuto a qualcuno che sia competente tecnicamente in qualcosa più di noi, se si vuol sostituire in un qualsiasi intervento di aiuto individuale, la competenza tecnica con una forma di moralizzazione intellettuale rispetto a quel che l'individuo chiede (ponendosi a volte anche contro istituzioni e visioni sociali morali diffuse) io non ci sto.
    O si possiedono competenze e risorse in abbondanza per rispondere a certe domande di aiuto o non le si hanno, non è che ci siano altri modelli.
    Se si vuole aiutare qualcuno istruendolo a non lamentarsi per quel che gli manca, non lo si aiuta davvero, per me lo si prende per i fondelli.

    Il tempo di un'etica condivisa è finito, non è impossibile condividere valori, ma non è affatto necessario che sia così e spesso non si può non essere in lotta. Si può essere fondamentalmente in conflitto con l'etica psicoanalitica che cerca di rendere l'individuo più funzionante rispetto al lavoro, più presente a sé stesso e così via. Esiste il proprio bene (individuale e personale) e non il bene in sé dell'uomo in generale.

    Saluti

  14. #164
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    ma qual è lo psicoanalista che ti istruisce a non lamentarti per quel che ti manca, anzi!

    questa mi sembra un'idea un po' strampalata che ti sei fatto!

    di solito si tende a non lamentarsi per quel che ci manca davvero, ci si difende dalle vere mancanze, perchè son quelle che ti danno il giramento vero.

    quello di cui ci si lamenta di solito è una scusa, sai, Chat-lie

    Si fa di tutto per evitare di parlare di ciò che veramente brucia, perchè fa PAURA, presuppone di cambiarlo!

  15. #165
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    poi, per esempio, può darti l'esempio su alcune cose, per dirti.

    a me ha insegnato un po' ( non c'è ancora riuscito del tutto, eh?) a tenere una certa distanza dalle persone quando è necessario, a mettersi un gradino sopra,per mantenere un certo ruolo.

    e lo ha fatto dicendomelo, ma anche penso me l'abbia trasmesso, osservando come fa lui, poi l'ho fatto anch'io e mi è servito.

    io ero portatissima per il battibeccoe questo per la mia funzione era improduttivo.
    poi che altro, voglio dire, eppure le stesse cose le potevo leggere anche su un libro di tecniche, ma non è la stessa cosa, perchè sono teoria e non le senti come tue finchè non le hai provate sul campo.

    è un'esperienza concreta di vita, dal vivo.
    Intendiamoci, poi ci ricaschi, ma si attenua, si smussa il carattere rospiglioso

    L'unica cosa che non gli è ancora riuscita è di farmi smettere di chattare, di rispettare una "regola", umpf.))
    Certo che se uno psicologo aiuta così è l'ideale (ne varrebbe la pena provare) evidentemente non tutti lo fanno purtroppo, spesso causano più instabilità che sicurezza, ponendoti sempre come soggetto comunque criticabile es nei rapporti di amicizia di lavoro ecc.

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