Non riesco ad essere d'accordo con questa visione, la verità per esser tale si trova al di là del NOI o di un accordo, altrimenti non la chiamerei nemmeno verità. Quel che ognuno decide al limite sono certi valori: un assassino non è tale per me se e solo se viene giudicato così da un'assemblea, da un NOI, è discutibile il fatto che una persona sia matta o meno secondo me, in cui è presente un giudizio di valore, ma non certi stati di fatto. Si ragiona così, nessuno lo sa, nessuno lo vede, nemmeno io, quindi non c'è mai stato alcun assassinio... Mi ha sempre convinto poco 'sta posizione, che ti devo dire. Io e te non possiamo dire che "siamo d'accordo" di certo rispetto a questo

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L'unica strada aperta per ognuno a mio avviso è rappresentata da una critica radicale della verità costituita da questo NOI che s'è imposto come autorità senza giustificare in modo comprensibile quel che sostiene (Che sia dell'analista, del genitore, del maestro, del partner, del figlio, della comunità d'appartenenza, del soggetto, dell'inconscio, di qualsiasi istanza) cercare di comprenderne il senso (se pure sia sensata) e se è il caso smantellarla e buttarla a mare come inadeguata, incomprensibile, insensata, o accettarla come buona e corretta, ma al di fuori dell'autorità dispotica di questo NOI. Questa critica va portata avanti però individualmente, c'è poco da fare, spesso si è soli e non si può essere davvero in compagnia, l'altro può darci quel di cui abbiamo bisogno, ma non può creare davvero questo bisogno. Certe opposizioni non si conciliano più, non si potrà più affermare Noi...
Insomma può darsi anche che la verità (che magari si conosce bene) non la si potrà condividere affatto con qualcuno... Quante persone sono state giudicate colpevoli da una giuria, ed erano magari innocenti, e non sono state credute poi da nessun altro.
Vale l'adagio "fidarsi è bene, non fidarsi è meglio". Una posizione un po' paranoica e sospettosa non fa male davvero alla salute per me, se tutte le persone si fossero fidate di tutto quel che gli veniva raccontato dagli altri, che volevano far gruppo per ricostituire un NOI integro, qualora ci fosse stata qualche voce fuori dal coro (bruciando come stregoni quelli che non s'adattavano a questa verità rilucente), ci sarebbe adesso ancora la santa inquisizione. Di storie a me ne hanno raccontate davvero troppe, non può essere tutto vero.
Mi convince poco questa idea, inoltre oggi questa idea ha preso pericolosamente piede pure in ambito politico. Si ragiona così: "Sono stato legittimato dal popolo perciò ho ragione"... Sì è vero che sei stato legittimato da una maggioranza, questo lo vediamo tutti, ma da questo non discende che quel che dici sia vero, che quel che fai risulta funzionale per raggiungere certi scopi, e per me, che non faccio parte del "Noi" racconti comunque un mucchio di frottole, a giudicare da quel che vedo.
Può essere noiosa la ricerca da laboratorio (infatti non è che invidio troppo chi fa questi esperimenti

), l'utilizzo di parametri più raffinati ecc. ecc. però non ci si può basare solo sull'opinione e la riflessione degli altri per cercare di saper qualcosa in più davvero. Se è fallibile il primo sistema, che comunque non assicura una rappresentazione corretta, figuriamoci il secondo!