Ciao Amistade, ho letto il tuo messaggio e mi sembra composto di considerazioni sensate: ho però un punto di vista un po' diverso, ora cerco di dirti come la penso.
Io ho quest'idea: prima di tutto Nardone è obiettivamente uno che fa venire voglia di dargli addosso: appare borioso, saccente, presuntuoso, arrogantello, ha quella vocetta stridula, quella faccia da cicciobello col naso a patata, esibisce quelle pettinature improbabili (ciuffi impomatati svolazzanti, rapate da recluta militare...), e a vederlo così me lo immagino mentre in mezzo al suo gruppo di amici gonfia il petto tutto soddisfatto e parla di qualche sua conquista. Però sono sicuro di una cosa: se la terapia strategica viene criticata non è perché Nardone ha l'aria di essere un po' stronzo. Al contrario...Il punto è il seguente: perchè viene sempre attaccato Nardone e il suo approccio e non, mettiamo, la cognitivo comportamentale a orientamento costruttivista, o qualsiasi altra forma di terapia breve ed efficace?
Ma no, ma no. Morelli non viene criticato semplicemente perché non dà fastidio a nessuno... ha la sua nicchia, si scrive i suoi libri, fa le sue comparsate, declama supposte Verità come fanno la maggior parte di questi psicologi da baraccone, "spiega come siamo fatti" e non rischierà mai di far passare idee "rivoluzionarie" riguardo a ciò che funziona o no, per davvero, in psicoterapia.Ti rispondo subito: non perchè la terapia non sia efficace, non perchè Nardone è stato in TV (e Morelli allora?), non per pregiudizi o preconcetti, ma per il semplice tono che viene percepito nei confronti delle altre terapie.
Voglio dire, è nato prima l'uovo o la gallina? Credi davvero che se senti criticare Nardone è perché lui per primo è stato "maleducato" o poco "politicamente corretto" nei confronti di qualche modello terapeutico? Su, dai... Immaginati quando Nardone ha portato (o ri-portato, se conti i sistemici) il modello strategico di Palo Alto in Italia: non è certo perché "aggredisse" altri modelli terapeutici, che cominciò a fare rumore. Se ha cominciato ad avere notorietà è perché il suo modello funzionava, e bene, anzi *troppo* bene.
So per certo di aver sentito raccontare di psicologi che lo attaccarono apertamente (non ricordo se a un convegno o dove, ma in un'occasione pubblica) perché la rapidità con cui curava i pazienti non poteva che scompensarli. Mi sembra di ricordare che venne definito "pericoloso".
Io sono un po' di anni, che seguo la strategica: quattro o cinque anni fa mi colpì soprattutto l'approccio paradossale (e, appunto, ebbi poi mio malgrado necessità di una terapia in prima persona), e cominciai a studiare. Mi ricordo che discutevo con gente in giro per internet che tipicamente mi diceva con sufficienza "una terapia così breve non può che curare solo il sintomo": sembra una frase da poco, ma è una accusa grave, per un modello che dichiara di curare le persone. Equivale a una accusa di truffa, e in un ambito sensibile come quello dei disturbi mentali: mai una volta, che in quelle discussioni uno di quei detrattori sapesse citare uno studio che giustificasse le sue affermazioni.
E perché? Perché non ne avevano bisogno: avevano la "teoria". La teoria diceva loro che una psicoterapia deve "scavare nel profondo", lo "scavo" richiedeva loro un sacco di tempo, ne deducevano che una terapia per funzionare deve richiedere un sacco di tempo.
Ora tu mi dici: Nardone è aggressivo. Io quello che ho visto in questi anni è Nardone che cita dati. Nardone che cita studi. Ho letto libri in cui Nardone fa riferimento all'APA.
Ho sentito conferenze in cui citava dati oggettivi. Ho letto libri di altri che raccontavano storie, che svelavano miti della psicanalisi, che ne esponevano gli illustri scheletri negli armadi...
Quindi mi son fatto un'idea: da una parte c'è uno psicologo magari stronzissimo, ma bravissimo (uno quindi che se ha un atteggiamento presuntuoso ce l'ha a ragion veduta) che porta avanti un modello psicoterapeutico eccezionale basato su un'impostazione filosofica che tra l'altro è alla base di alcune tra le principali conquiste scientifiche e tecnologiche del novecento, e che ottiene risultati eccezionali, si fa un nome, fonda una scuola e comincia a mandare in giro per l'Italia gente che ottiene a sua volta ottimi risultati, e tiene corsi, e forma altra gente, ecc.
Dall'altra c'è un mondo accademico che a parte rari casi ignora quel modello, che nelle università lo trascura o lo censura, che alla prima occasione cerca di denigrarlo. C'è un mondo della psicoterapia che è fatto di vari modelli, alcuni più concreti, altri meno, ma tutti meno efficienti della terapia strategica: quel mondo vede scritte delle cose che mettono alla luce le sue contraddizioni. Vede un gruppo di persone che dichiara apertamente "se la terapia non dà risultati nelle prime dieci sedute vuol dire che non funziona, e anzi rischia di complicare il problema". Che dice che lo scavo nel passato non è necessario per risolvere i problemi. Che dichiara che il paziente deve avere percezione dei suoi miglioramenti, e che lo scopo della terapia è portare il paziente a vivere bene, più che a capire delle verità profonde su se stesso. Vede un gruppo di persone che curano i pazienti nel tempo che agli altri è appena necessario a stilare una diagnosi.
Tu mi vuoi dire che quel mondo - se Nardone e i suoi non fossero anche un po' antipatici - non cercherebbe di neutralizzarli?
Non la bevo: e non la bevo soprattutto perché scovo questo forum a caso, e ci trovo dentro scritte le stesse banalità che ho sempre letto. Gente che ha leggiucchiato un libro, decide che le prescrizioni non sono per lui, e comincia a sentenziare su Nardone perché Nardone usa tecniche prescrittive. Gente che invece di informarsi sul perché quelle tecniche hanno spesso effetti dirompenti continua a ragionare con la logica imparata su libri polverosi e inconcludenti, e dice "questa terapia non esiste".
Gente che preferisce pensare che non sia possibile ottenere certi risultati, o che quelle dichiarazioni siano false, per non doversi mettere in discussione di fronte a quei risultati e quelle dichiarazioni.
Questo non ci dice nulla sulla serietà professionale dei sistemici o dei cognitivo-comportamentali... A parte il fatto che gli studi sulla non-scientificità della psicanalisi non li ha mica fatti Nardone, lui li ha citati: se il resto del mondo è per il "quieto vivere" e la "political correctness", a me che importa? Io so che una volta, a Parma, quattro o cinque anni fa ho visto una conferenza sugli attacchi di panico e le fobie in cui le prime tre file erano piene di persone con il volto biancastro che guardavano per terra stropicciandosi le mani: io so che quel pacioccone dall'aria sbruffona parlava loro con rispetto, citando esperienze che erano dati precisi.In soldoni, nessun sistemico si mette a sparlare e polemizzare verso l'analisi transazionale definendola "una setta", nessun cognitivo-comportamentale direbbe ai seminari che la psicanalisi è solo una presa per il culo perchè statisticamente non funziona.
Io ero un ragazzotto curioso che sbirciava dal lato della sala, e mentre ascoltavo lui che parlava, guardavo loro che a poco a poco prendevano colore: quello che mi fa incazzare quando leggo imprecisioni sulla strategica, è il fatto che sono sicuro che molta di quella gente sia andata ad Arezzo a farsi curare, poi, e che lui - o chi per lui - li hanno curati: in un numero ragionevole di sedute, con una spesa ragionevole, e dicendo chiaramente a quei pochi per cui non funzionava "mi spiace, ci abbiamo provato, sembra che io non possa fare niente per lei".
Io, che sono stato un paziente e ho avuto molti amici pazienti, sto dalla parte di quei pazienti: quelli per cui è importante, che qualcuno dica "balle: questa terapia non funziona, e per gli attacchi di panico è meglio la mia". Perché è VERO, e questo è utile per chi ha attacchi di panico: curarsi con il metodo MIGLIORE (o meglio: quello che finora si è dimostrato migliore).
Oh figuriamoci. Come se il mondo scientifico fosse popolato di anime candide che si amano vicendevolmente rispettando incondizionatamente il lavoro altrui. Non tutto si concilia con tutto: se una terapia sistemica può essere plausibile, per uno strategico, una volta che l'esperienza e la pragmatica hanno mostrato l'inconsistenza di certe tesi della psicanalisi, è giusto dire "queste teorie non reggono al confronto con l'esperienza": e in ambito scientifico questo tono dovrebbe essere del tutto ammesso.Ci sono buone ragioni per non farlo, innanzitutto perchè in ambito scientifico certi toni non sono assolutamente ammessi.
Ma ci sono interessi, ci sono questioni politiche: e tu che esci da un'università mostri di condividere quella visione "politica" prima che pragmatica. Ti interessa la correttezza politica, la buona creanza, il quieto vivere, e ragioni come se fosse giustificato che la comunità scientifica aggredisse gli strategici perché sono "scomodi", esclusivamente perché si permettono di criticare apertamente gli altri orientamenti. Ma questa sì, che è una logica settaria: è la logica di un sistema che reagisce contro le perturbazioni per rimanere nella sua (mediocre) stabilità.
Non un solo dato di merito: non una sola argomentazione "scientifica": vuoi dirmi che il "mondo scientifico" si occupa davvero solo del "corretto tono" con cui rivolgersi ai colleghi per non irritarli? Non ci voglio credere.
Uh, non sono d'accordo per niente. Non sono abbastanza esperto: ma sono sicuro di aver letto e sentito dire cose contro l'omeopatia molto più determinate e dure di quelle di Nardone contro le psicoterapie tradizionali: eppure mia madre tutti gli anni si cura l'influenza con l'oscillococcinum, e dice che le passa.Se una terapia non è scientifica, la scienza semplicemente non si pronuncia a favore, ma non è che fa una crociata per crocefiggere l'agopuntura con campagne tipo anti-fumo. E' una norma di condotta che, se ci fai caso, traspare in qualsiasi articolo scientifico dove emerge l'inefficacia di un trattamento.
Voglio dire, faccio due ricerche su internet e in cinque minuti trovo i riferimenti all'articolo del lancet che dichiara che l'omeopatia non esiste, e il ministero della sanità che rende la vita dura agli omeopati, e la federazione dei medici omeopati che reagisce e dichiara che l'articolo del lancet è viziato, e che l'applicazione dell'omeopatia alla medicina veterinaria dimostra che non si può parlare di effetto placebo... mi sembra che ci sia un "dibattito" abbastanza furioso, al contrario, nella comunità scientifica, al riguardo: da una parte c'è gente che contesta la veridicità scientifica di una teoria, da quell'altra gente che si difende.
Ma gli omeopati mica dicono "non vi parliamo più: siete maleducati: nel mondo scientifico certe cose non si dicono!".
E forse se non si crocefigge l'agopuntura è perché è una disciplina più seria di quello che crediamo (ma io non ne so nulla), o forse perché in Europa non ha sufficiente massa critica da infastidire le multinazionali farmaceutiche, o i fautori della medicina tradizionale.
E del resto in una nazione in cui le televisioni private sono piene di "maghi" che possono permettersi di prendere soldi affermando di prevedere il futuro, parlare coi morti, scacciare il malocchio et similia senza che nessuno li persegua, vuoi che mi aspetti che il "mondo scientifico" sia in grado di alzare la voce verso le psicoterapie che non funzionano?
Io poi non sono così sicuro che Nardone "attiri vespai": per quello che ne so io gli strategici e il centro di Arezzo lavorano abbastanza tranquillamente da anni, e si espandono a ritmo lento ma costante.Si dice che dai risultati emersi è emerso che... Il resto, polemica di fatto, viene omessa. Nardone attira vespai per via del suo modo di sponsorizzare la terapia,
Questa è una affermazione che è molto lontana dal vero: in questi anni avrò visto tre o quattro conferenze sulla strategica, e puntualmente venivano fuori le stesse domande. Una di queste è "ci sono dei disturbi con cui non va bene?": risposte tipiche "sì, ad esempio i disturbi da dipendenza da sostanze, o certi casi da disagio esistenziale non ben definito".che per come la descrive lui, è senza difetti.
Inoltre: cos'è tutto il discorso sulle dieci sedute entro le quali la terapia deve dare almeno dei segni di miglioramento al paziente, se non la chiara ammissione che ci sono dei casi in cui non ne dà? E le percentuali di successo, che variano a seconda delle patologie? Ricordo di aver letto percentuali ben inferiori dell'80% per l'anoressia, ad esempio: chi lo dice, che qualcuno abbia detto che la terapia strategica è una terapia "perfetta", di fronte ai risultati dichiaratamente non perfetti per questo tipo di problema?
Però, appunto sui forum internettistici capita spesso di leggere cose come le tue: perchè è facile scriverle. Si fa un'affermazione molto precisa: "lui la descrive come senza difetti" ma che per il suo carattere retorico non ha bisogno di prove o di documenti a supporto. Solo che le manca il fondamento di una dimostrazione.
Ecco, anche questa cosa non la capisco. I primi esperimenti "strategici" sono di Erickson negli anni 50. Il gruppo di Palo Alto guidato da Jackson poneva le basi teoriche e pragmatiche negli anni 60: se non bastasse questo, non ti bastano 20 anni di pratica di successo nel centro di Arezzo, per considerarla non dico "matura", ma perlomeno qualcosa di più serio di "una terapia giovane"? Non mi sento più giovane io che di anni ne ho trentadue...Invece il difetto che io ci trovo (a parte il fatto che è una terapia giovane e c'è molta ricerca ancora da fare)
Sarà pure vero che di ricerca ce n'è molta ancora da fare: quello che è certo è che Nardone & C. di ricerca ne fanno eccome, e sul campo: eppure quello che leggi in questi forum internettistici sono luoghi comuni tipo "lui non ha inventato niente". Col cavolo, che non ha inventato niente.
Questo è certo: sono sicuro che per essere buoni psicoterapeuti ci vogliano grandi doti, così come per essere buoni ingegneri o buoni politici. La cura dei disturbi mentali non è da tutti, e una volta che compare una terapia che dice "si può fare in 10 sedute nell'80% dei casi" c'è un metro di misurazione abbastanza impietoso, con cui tutti si devono confrontare. Ma quello che mi piace del modello strategico è che nessuno dichiara "se non riesce è perché Nardone è un genio e io no", né - soprattutto - "se non riesce è perché il paziente non è abbastanza motivato/maturo/determinato/costante/tenace": al contrario, dichiarano "non sono (ancora) in grado", e cercano di migliorare. E quel metodo, quel modello, quella pratica e quella scuola danno una strada per migliorarsi.è che ogni specializzato che esce da lì non si chiama Giorgio Nardone, e molto probabilmente il suo incredibile talento, intuizione, conoscenza, genio, spiega una parte di quel 92%.
Affermazioni come "per ottenere risultati del genere bisogna essere un genio della psicoterapia come Nardone" sembrano implicare che esistano altri modelli che invece portano anche terapeuti stupidelli ad ottenere risultati eccezionali, ma questo mi sembra alquanto discutibile: è già tanto se gli altri modelli terapeutici ottengono dei risultati, di quando in quando.
Una sola delle due: "a ragione o a torto" o "in automatico dalla parte del torto"... Se uno può aver ragione non è dalla parte del torto solo per questioni di forma: può essere stronzo, se dice la verità in maniera cruda, ma non può avere necessariamente torto. E comunque: mi piacerebbe avere un esempio di cosa voglia dire per te "assale altri approcci", perché tu parli di Nardone che aggredisce, assale, critica incondizionatamente, vorrebbe mandare in galera, dichiara, ecc., ma mi sembrano un po' delle esagerazioni.Il tono che Nardone usa, a ragione o a torto che sia, in automatico lo espone a violentissime critiche, perchè assale (ripeto, a ragione o a torto) altri approcci ponendosi in automatico dalla parte del torto.
Era un affiliato scarso: io ho sempre ricevuto sedute da 45 minuti, e ho sentito parlare di sedute da 30. Credo che dipenda dal tipo di paziente, dal grado di avanzamento della terapia, dal terapeuta, ecc. Ma che c'entra? I terapeuti strategici dichiarano che la terapia è "breve" per numero di sedute, mica per durata della singola seduta!!I suoi (di Nardone) risultati sono impressionanti, le sue sedute durano anche 15 minuti, ma io parlai con un affiliato che mi disse che le sedute di 15 minuti in realtà erano solo quelle di Nardone, perchè nella realtà non si andava mai al di sotto dei 50 minuti tra i comuni mortali.
Mah: per quello che ne so io la scuola strategica è piuttosto travolta di richieste di affiliazione, di richieste di iscrizione ai corsi e ai master e di prenotazioni di sedute di terapia, più che da un vortice di polemiche.Quello che a me sembra di capire, è che la scuola strategica è travolta dal vortice di polemiche botta e risposta generate principalmente dalle forti critiche verso altri approcci meno efficaci o non efficaci.
Anche questa mi sembra una esagerazione fuori misura, mi piacerebbe sapere a cosa tu ti riferisca.Capisco che Nardone lo faccia a onor del vero, ma è normale che se vai alle riunioni dei pranoterapeuti a dire che sarebbero tutti da arrestare,
Se avesse veramente detto ciò di cui sopra l'avrebbero radiato dall'ordine e sarebbe in galera, altro che "fargliela pagare".come minimo alla prima che dici te la fanno pagare.
Tarallucci e vino, insomma...Inviterei tutti (me compreso che sono un rompiscatole) a valorizzare la propria di terapia senza necessariamente far leva sui fallimenti e difetti degli altri approcci.
Quindi se non è permesso dire "ottengo l'8x% di risultati", e non è permesso dire "la terapia x non funziona con il disturbo y" significa che il paziente deve prima di tutto farsi fare i tarocchi per capire quale terapia seguire... "è uscito l'impiccato, signò: per lei conosco un buono junghiano...".Sta alla gente decidere da quale terapeuta andare, se andare dallo psichiatra o dallo psicomago, e sta alla responsabilità di ognuno documentarsi approfonditamente.
Queste metafore permettono di dire tutto e il contrario di tutto senza argomentare mai. Tu fai analogie con la medicina, ma per me ci sono metafore più adatte: assimilare i vari metodi psicoterapeutici è un po' come quando si pensa che un riparatore di giocattoli possa rimettere in sesto una automobile, o quando si crede che basti conoscere l'alfabeto per poter scrivere la divina commedia, o sapere cosa è un violino per saper suonare...Se la gente se ne frega sono affari loro se poi cascano male andando dallo psicosciamano. La psicoterapia è fatta di tanti approcci, un po' come il discorso della medicina quando si confronta l'osteopata con il chiropratico.
E' bello poi come in questi casi l'esperienza personale venga assunta a regola universale: al contrario il mio medico di base non fa altro che dirmi che il mio dermatologo non avrebbe dovuto prescrivermi questo e quello, e che certi farmaci sono pericolosissimi, e di andare a dirgli "quali effetti collaterali ha, questo? me lo mette per iscritto?": quindi anche in questo caso ho un facile controesempio sottomano. Non è di metafore, non è di aneddoti singoli che si fa la "verità": non bastano neanche migliaia di pazienti guariti, ma aiutano.Non mi sembra che i medici di base abbiano cartelloni appesi con su scritto "attenzione, queste forme di terapia non sono fondate su solide basi scientifiche", nè nessun medico mi ha fai fatto un discorso (di qualunque tipo) sull'efficacia dell'omeopatia.
Lasciamo all'establishment, il compito di riconoscere quali teorie potrebbero rovesciare i rapporti di potere dell'establishment stesso: storicamente si è sempre rivelato un veicolo vincente, per l'innovazione ed il progresso...Non sarebbe male che certi compiti di divulgazione li lasciassimo all'ordine, ai giornalisti o alla comunità scientifica







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