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  1. #151

    Re: Re: L'esorcismo fenomeno attuale che viene tutt'oggi praticato, qual'è la vostra

    Originariamente postato da willy61

    Credo sarebbe ora di smetterla di pensare in termini religiosi o magici al mondo in cui viviamo, no? Altrimenti finiremo per ridurci ad una massa di scondiderati, che sa tutto su come si leggono i tarocchi, ma nulla su come funziona un frigorifero.... e che dimentica che, mentre i tarocchi non hanno mai salvato nessuno dalla fame (a parte i furbi che li leggono ), i frigoriferi sì.
    Voglio rispondere a queste tue parole. Io credo che siano sbagliate, molto sbagliate. Si vede semplicemente dal fatto che la tua è una considerazione morale: fra le righe vi è scritto che dobbiamo considerare la ragione, la razionalità, come l'unica strada buona per indirizzarci. Ovviamente, questa non è la strada giusta per vedere la realtà. Ho sentito di persone, e NE SONO STATO IO STESSO TESTIMONE, che hanno fatto tarocchi e si sono sentiti predire il futuro, o perlomeno ciò che essi pensavano. Se me lo chiedete posso anche parlarvi della mia esperienza.
    A parte le mie poche conoscenze, proprio oggi ho seguito una lezione di Psicologia Dinamica nel quale il professore c'ha spiegato come sia necessario ammettere che le nostre terapie, i nostri psicofarmaci, gli esorcismi, l'ipnotismo, il mesmerismo, lo sciamanesimo e la magia spesso funzionano e NON sappiamo precisamente perchè... Non lo sappiamo perchè possiamo fare delle congetture, ma non avere un'idea precisa, o stabilire la realtà. È anche per questo che ci sono tante terapie così diverse...
    La spiegazione generale a questo stato di cose rientra nella cultura che influenza fortemente le credenze dell'individuo ( beninteso, la nostra cultura è zeppa di credenze come tante altre ) e che facilita la terapia grazie all'influenzabilità. È stato infatti dimostrato che l'avere fiducia nel terapeuta è molto importante affinchè avvenga la guarigione.

    " CONOSCI TE STESSO - Γνωθι Σεαυτον " Oracolo di Delfi, Socrate.

  2. #152
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    Re: Re: Re: L'esorcismo fenomeno attuale che viene tutt'oggi praticato, qual'è la vostra

    Originariamente postato da Darkgianlu85
    Voglio rispondere a queste tue parole. Io credo che siano sbagliate, molto sbagliate. Si vede semplicemente dal fatto che la tua è una considerazione morale: fra le righe vi è scritto che dobbiamo considerare la ragione, la razionalità, come l'unica strada buona per indirizzarci. Ovviamente, questa non è la strada giusta per vedere la realtà. Ho sentito di persone, e NE SONO STATO IO STESSO TESTIMONE, che hanno fatto tarocchi e si sono sentiti predire il futuro, o perlomeno ciò che essi pensavano. Se me lo chiedete posso anche parlarvi della mia esperienza.
    A parte le mie poche conoscenze, proprio oggi ho seguito una lezione di Psicologia Dinamica nel quale il professore c'ha spiegato come sia necessario ammettere che le nostre terapie, i nostri psicofarmaci, gli esorcismi, l'ipnotismo, il mesmerismo, lo sciamanesimo e la magia spesso funzionano e NON sappiamo precisamente perchè... Non lo sappiamo perchè possiamo fare delle congetture, ma non avere un'idea precisa, o stabilire la realtà. È anche per questo che ci sono tante terapie così diverse...
    La spiegazione generale a questo stato di cose rientra nella cultura che influenza fortemente le credenze dell'individuo ( beninteso, la nostra cultura è zeppa di credenze come tante altre ) e che facilita la terapia grazie all'influenzabilità. È stato infatti dimostrato che l'avere fiducia nel terapeuta è molto importante affinchè avvenga la guarigione.

    Ciao DarkGianlu. Cercherò di rispondere andando per punti. Spero non ti dispiaccia, ma io sono più "metodico" di te.

    1)
    "fra le righe vi è scritto che dobbiamo considerare la ragione, la razionalità, come l'unica strada buona per indirizzarci. Ovviamente, questa non è la strada giusta per vedere la realtà."
    La razionalità, anche se può non piacerti, È la strada giusta per vedere la realtà. E, soprattutto, è l'unica che ci consenta di modificare la realtà in funzione delle nostre volontà. Non disprezzare così razionalità e scienza. Se sei ancora vivo, lo devi a loro, ché, anche solo duecent'anni fa, la durata media della vita era inferiore agli anni che hai ora.

    2)
    Ho sentito di persone, e NE SONO STATO IO STESSO TESTIMONE, che hanno fatto tarocchi e si sono sentiti predire il futuro, o perlomeno ciò che essi pensavano. Se me lo chiedete posso anche parlarvi della mia esperienza.
    . Io non sono mai stato testimone di avvenimenti "soprannaturali" e, se anche lo fossi, non li considererei comunque tali. Per definizione, non esistono avvenimenti che stiano fuori dalla natura. Al massimo, comincerei a pensare ad esperimenti in grado di smentire o confermare le ipotesi che mi faccio su quegli avvenimenti. Fare tarocchi non è attività scientifica, né controllata da un punto di vista scientifico e i soggetti di una lettura di tarocchi non sono i migliori testimoni. Ognuno crede che la parte bella che ha sentito si sia avverata. Mai una volta che ci si chieda quanto delle previsioni dei vari maghi on si sia avverata. Ti consiglio un esercizio: all'inizio dell'anno prenditi una rivista di astrologia, poi alla fine dell'anno, controlla l'esattezza delle previsioni (Attenzione: previsione non significa affermare: "Sarete preoccupati per una persona cara", previsione significa "Sarete preoccupati tra il 2 ed il 3 di marzo alle 12.45 per la salute di vostro zio Francesco").

    3) È vero che in buona parte, non sappiamo perché le psicoterapie funzionino, ma non confondiamo il fatto di non conoscere il funzionamento di una cosa con il darne una spiegazione mitica o mistica. Non sono la stessa cosa. Per cortesia, un minimo di teoria dell'argomentazione e di logica formale l'avrete pure studiata...


    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  3. #153
    Ciao Guglielmo,
    la metodica la conosco molto bene, sono una persona razionale, capaci di buone analisi e, in confidenza, fin troppo ossessiva. Cercherò di farti capire il mio punto di vista.
    Per prima cosa, dovremmo toglierci i ruoli di astrologo cartomante, e scienziato naturalista. Non credo che serviranno a qualcosa per chiarirci.
    A mio parere, considerare la razionalità come l'unica strada la verità è sbagliato, molto sbagliato. Credo che sia una convinzione ( con un pizzico di moralità ) e non un dato di fatto. La razionalità cade se si hanno delle esperienze che ci dimostrano come la razionalità stessa non basti da sola. La nostra psiche non è certamente governata dalla razionalità, sono ben altri i "nostri re". Vedi, basta un po' di autoanalisi, di memoria, di osservazione, per vedere che la razionalità è solo una funzione del pensiero, ed il pensiero non è il solo abitante della nostra mente. Emozioni, sentimenti, motivazioni, intuizioni, condizionamenti, personalità, sono tutte componenti fondamentali di noi che hanno poco a che fare con la razionalità. Non voglio dire che non sia utile: come vedi, sto facendo un discorso "razionale". Tuttavia, dietro ad ogni nostra azione, ad ogni "atto psichico" sta, e non lo dico io, una motivazione. Dietro la razionalità di questo mio discorso, ad esempio, sta il mio bisogno di autoaffermazione, la mia aggressività verso di te. Ma stanno anche i condizionamenti che ho vissuto fino ad adesso, le esperienze, il mio tono d'umore, tutti i miei atteggiamenti. Ovviamente, ciò non sono controllabili, e quindi, non operabili, manipolabili dalla razionalità, che appunto, è di per sè coscienza ( o sbaglio? ).
    So che la razionalità è la luce dell'uomo, ma posso anche dire, forse non ha torto, che la stessa luce proviene dall'inconscio e quindi questa è la vera sorgente. Non voglio disprezzare la razionalità ma metterla al suo posto.

    Ora, voglio sapere come fai a dire, ad esempio, visto che mi sembri molto Fedele alla tua razionalità, come fai a dire che non esistono fenomeni soprannaturali ( es. l'anima di un morto ). Voglio proprio che tu mi elimini tutte i possibili e ragionevoli sostegni a proposito. Assumo questo tono di sfida perchè so per certo che non ci riuscirai. Questo non vuol dire che non hai ragione, vuol dire che non puoi dimostrarlo, come tutti. Direi che possiamo dire reali solo le cose che sappiamo esistere, e di cui abbiamo esperienza, non ciò che di cui NON siamo a conoscenza. Ora, se queste cose esistessero, e noi, nei nostri limiti, non potremmo percepirle, come potremmo dire che NON esistono?

    Non voglio dare spiegazioni mistiche alle psicoterapie, forse qui si va nella proiezione... Cmq per esperienza non mi stupisco più se un amico mi parla di una sua esperienza "paranormale", giacchè sto accettando la limitatezza delle nostre conoscenze. Però voglio esporti ciò che mi è successo.
    Io non credo nei tarocchi come magia, nè all'astrologia nè a qualsiasi religione. Io credo molto nell'inconscio, e so che è possibili ipotizzare molto attraverso di esso. In effetti, l'utilizzo dell'inconscio come strumento di mediazione di informazioni è stata la spiegazione che ho ricevuto dopo questa esperienza:

    mi piaceva una donna. Scalpitavo al vederla. Ma lei era soltanto un'amica, niente di più. La conoscevo da poco, e venni a sapere che faceva i tarocchi. Li faceva da anni, e a suo dire, spesso azzeccava ( conosco altre persone che fanno i tarocchi non a scopo di lucro e dicono che spesso riscontrano verità ). Io e altri 2 miei amici decidiamo allora, in un bar, di farci fare questi famosi tarocchi. Parto io per primo. ( non mi era mai fatto fare i tarocchi, non li conoscevo approfonditamente e non credevo nel loro uso ) Mi chiede di pensare ad una domanda, che io devo rivolgere ai tarocchi in modo che essi mi possano rispondere. Poi scelgo 5 carte, se ricordo bene. Ovviamente, non sapevo che carte c'erano, e le carte erano coperte e mescolate. La mia domanda era: Mi amerai? (rivolta alla cartomante). Di 5 carte, 4 erano d'amore. Lei non potè fingere e mi disse che questa persona che io desideravo sarebbe stata un'amante, o un amica, ma che questa aveva un'altra persona e, in futuro, sarebbe comparsa un'altra donna importante nella mia vita, che aveva ruoli terapeutici. Ciò che disse si sta avverando, visto che lei ha un altro ragazzo, l'altra ragazza l'ho trovata ed insieme a lei sto molto meglio.
    Possiamo supporre che lei sapesse che domanda volevo fargli? Forse, io non le avevo detto niente ma poteva aver capito che mi piaceva. Anche se fosse così, deve aver avuto molta fortuna ad azzeccare il resto della storia. Inoltre, ciò non spiegherebbe la "casualità" delle carte sull'amore, carte che evidentemente l'hanno portata a dire ciò che ha detto. Forse è possibile che sia stato solo una casualità? Un caso? Un colpo di fortuna? D'altronde, chissà quante altre carte simili c'erano nel mazzo, chissà come avrebbe potuto rigirarmi il discorso se ne avessi pescate a altre, ma sta di fatto che qui, non possiamo parlare di casualità. Per il poco di conoscenza che ho, difficilmente mi avrebbe potuto dire le stesse cose se avessi pescato altre carte. Evidentemente "le carte hanno sentito la mia domanda". In questa frase, ovviamente, intendo dire che fra me e lei si è creato un collegamento inconscio che ha guidato le nostre azioni "casuali" fino al punto giusto. Non è assolutamente vero che il pescare le carte è casuale, vi è sicuramente qualche motivazione. Adesso, non ti posso dire che cosa successe in quei pochi attimi ma, posso supporre, per esempio, che lei abbia percepito il mio desiderio, essendo a conoscenza in qualche modo dei miei sentimenti, ed abbia involontariamente guardato verso le carte giuste, ed io l'abbia seguita nel pescarle.
    L'atto psichico in sè ha un grande valore, qui però mi fermo, non ho conoscenza in materia...
    Se fosse possibile predire il futuro in ogni suo frangente, allora la vita perderebbe di senso ed i tarocchi sarebbero utilizzati dalla scienza. Per fortuna non è così....

    Spero di essere riuscito a spiegarti approssimativamente i miei pensieri. Buona vita anche a te!

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  4. #154
    alberag
    Ospite non registrato
    Il nucleo centrale in tutte le questioni che riguardano gli avvenimenti "soprannaturali" (dico così per intenderci sull'argomento, in quanto anche io condivido l'opinione che nulla accada fuori dalla natura) è che così come non è del tutto possibile confutarli, non è neppure possibile dimostrarli.

    Ritorno sul tuo esempio: l'anima di un morto. Come fai a dire che esiste? Se tu porti delle prove, che sia possibile considerare come tali (ovvero devono poter essere replicate da altre persone, in luoghi e tempi diversi, a parità di condizioni) allora io devo poter sperimentare l'esistenza di questo fenomeno. Ma se tu - per esempio - mi dici che per provare l'esistenza di questo fenomeno hai partecipato ad una seduta spiritica, allora non è possibile sostenere un confronto sul tema, perchè non tutte le persone che hanno partecipato ad una seduta spiritica fanno esperienza di contatti con i defunti.
    Penso che lo stesso discorso valga anche per chi crede a demoni e folletti: non può provare che esistano, così come io che non ci credo non posso provare che non esistono. Si tratta di un insieme di cose a cui si crede o a cui non si crede.

  5. #155
    Eppure credo che una qualche risposta, più esatta del credo o non credo, è possibile darla. Ma non mi intendo dell'argomento e non posso dire altro...

    Mi spiegate il concetto "niente accade al di fuori della natura" ?

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  6. #156
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    Un tentativo di risposta

    Ciao DarkGianlu

    Un piacere postare ed ottenere un'argomentazione articolata. Provo a continuare la discussione, sperando di non uscire troppo dal tema del thread.

    Per prima cosa, dovremmo toglierci i ruoli di astrologo cartomante, e scienziato naturalista. Non credo che serviranno a qualcosa per chiarirci.
    . Mi va benone, in parte. Perché io sono uno scienziato naturalista e di ricerca applicata mi occupo. Non è solo un ruolo e non lo sostengo per divertimento o amore di discussione. Essere uno "scienziato naturalista" non significa altro che pensare di conoscere una serie di cose attorno al mondo e cercare di applicarle in modo conseguente. È un "fare", se mi consenti, più che un "essere".

    Tu contesti che tutto il reale sia razionale, e sostieni che la nostra psiche è governata dall'irrazionalità. Forse qui è bene che ci mettiamo daccordo sul significato del termine "razionalità". Spesso si sente dire - o si dice - che le dimensioni inconsce della mente sono "irrazionali", ma - a mio parere - le cose non stano così. Semplicemente, secondo Freud e la psicoanalisi, le dimensioni inconsce della mente non seguono i principi della logica formale. L'inconscio non conosce il "no", ignora il tempo, ignora il principio di non contraddizione. In breve, segue una razionalità differente. Ma non è "irrazionale". Tant'è che gli psicoanalisti sostengono che, utilizzando una appropriata metodologia e dei particolari strumenti, è possibile spiegare l'apparente irrazionalità delle scelte umane.

    Apparentare razionalità e coscienza è un'operazione che si compie spesso, ma che non mi pare corretta. Esistono molte azioni che, per quanto razionali, non sono affatto coscienti. E basti il semplice fenomeno dell'arco riflesso. La sensazione di dolore provocata dal contatto di un dito con una fiamma, fa sì che il dito venga allontanato rapidamente dalla fonte di calore. E tutto questo senza un filo di pensiero cosciente. Ma l'azione è estremamente razionale, in sé. Peraltro, esistono operazioni coscienti che non sembrano (a me, quantomeno) essere molto razionali (ma sconfinerei nel dibatito politico e mi diresti che sono OT).

    Quanto al fatto che la luce provenga dall'inconscio, è possibile. Ma per affermarlo con certezza, occorrerebbe avere una teoria verificabile della motivazione umana. Cosa che siamo ben lungi dal possedere. Abbiamo molte teorie, nessuna delle quali resiste alla critica scientifica, per quanto ne so. Tutte riescono a spiegare più o meno bene alcuni aspetti della "motivazione". Ma nessuna riesce a darne una spiegazione compiuta, tant'è che lo stesso termine sta scomparendo dai testi di psicologia generale.

    Ora, voglio sapere come fai a dire, ad esempio, visto che mi sembri molto Fedele alla tua razionalità, come fai a dire che non esistono fenomeni soprannaturali ( es. l'anima di un morto ).
    . Se l'anima di un morto esistesse, apparterrebbe al mondo naturale, come gli atomi di ossigeno o gli alberi o il suono della tua voce. E gli strumenti per indagare il mondo naturale li abbiamo. Quindi anche quel fenomeno sarebbe indagabile. Il che non significa "comprensibile".
    Ma, consentimi, occorrerebbe che chi sostiene l'esistenza dei puri spiriti mi spiegasse come un'entità priva di materia possa agire sulla materia. Certo, si può invocare il "miracolo", ma - in questo caso - ci troviamo nel terreno della fede e delle credenze, non in quello della scienza.

    La quale, per inciso, non pretende di "predire il futuro in ogni frangente". Sa bene come questo sia impossibile, e non solo per carenza di strumenti, ma perché l'ossatura stessa dell'universo è probabilistica. Un solo esempio: conosciamo fino ai decimali il tasso di decadimento dell'Uranio 235, cioè la velocità con la quale questo elemento radioattivo si trasforma emettendo neutroni e particelle alfa. Tuttavia, non esiste alcun modo per prevedere quando UN singolo atomo di U235 decadrà, in quanto il processo di decadimento è stocastico. Possiamo solo conoscerne il valore medio. Come vedi, per assicurarci la libertà ci basta la conoscenza scientifica, non ci serve altro.

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  7. #157
    Il tuo discorso non fa una piega, forse alcune ci sono ma le intravedo soltanto. Per esempio il discorso sul soprannaturale sta in piedi fino ad un certo punto: credo sia più esatto ciò che ho detto prima. Non possiamo dire che non esiste ciò di cui non abbiamo esperienza; allo stesso modo, non possiamo dire che non esiste un fenomeno soprannaturale, se sappiamo indagare Solo la "natura" e la realtà dal nostro punto di vista. L'anima di un morto potrebbe esistere senza che noi riuscissimo a saperlo, ovvero ad averne esperienza, ed allo stesso modo è possibile, ma non certo, che quest'entità interferisca nelle nostre percezioni, in un modo a noi sconosciuto. Ovviamente la certezza non esiste, ma secondo me è importante aprire la mente a queste possibilità, potremmo imparare molte cose. Forse è un concetto difficile da capire, ed io non mi aiuto, ma pone al centro la relatività della condizione umana. Non possiamo dire che le nostre modalità di esperienza e ragionamento o quelle che conosciamo siano le uniche possibili, o no?
    Forse la scienza non si è interrogata a lungo di questi temi, rifiutandoli. E, sebbene chi ha esperienze soprannaturali tenti una spiegazione, la scienza non può dire, se il mio discorso è valido, che essi stanno sbagliando totalmente o parzialmente. Magari parzialmente sì, ma nemmeno la scienza sa dare risposte definitive ( credo ) e queste persone hanno sicuramente ancora i contatti con la realtà, sono capaci di ragionamento.

    La tua risposta evidenzia anche più saperi dei miei, veniamoci incontro.

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  8. #158
    alberag
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    Originariamente postato da Darkgianlu85
    Eppure credo che una qualche risposta, più esatta del credo o non credo, è possibile darla. Ma non mi intendo dell'argomento e non posso dire altro...

    Mi spiegate il concetto "niente accade al di fuori della natura" ?
    Io non escludo che possa esserci una spiegazione plausibile al di là del credo-non credo: se così fosse vorrebbe dire far entrare di diritto il fenomeno in questione nel dominio del "naturale".

    Sono un po' in difficoltà nello spiegarti il concetto per cui nulla accade fuori dalla natura, in verità. Mi sento come se dovessi spiegarti l'aria che respiriamo: ce ne si accorge solo quando siamo sott'acqua.
    Io la vedo così: tutto quello che accade e che possiamo anche solo osservare, accade nel mondo per come lo conosciamo, e ciò che accade nel mondo accade entro il dominio della natura.
    Piuttosto cosa vuol dire che qualcosa può accadere fuori del dominio della natura?

  9. #159
    Qualcosa che non è spiegabile con le leggi della causalità, che rientra in ordini superiori, divini, religiosi, spirituali... No?

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  10. #160
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    La tua risposta evidenzia anche più saperi dei miei, veniamoci incontro
    . Ti vengo incontro volentieri. E non so se so più o meno cose di te. Proabilmente ognuno di noi conosce qualcosa. Forse se le mettiamo assieme, come stiamo facendo, ognuno di noi capirà qualcosa di più.

    L'anima di un morto potrebbe esistere senza che noi riuscissimo a saperlo, ovvero ad averne esperienza, ed allo stesso modo è possibile, ma non certo, che quest'entità interferisca nelle nostre percezioni, in un modo a noi sconosciuto
    E qui, però, c'è un errore logico. Se una qualche entità esiste senza che noi ne abbiamo esperienza, è come se non esistesse affatto. Se esiste ed influisce sulle nostre percezioni, anche in modo sconosciuto, allora possiamo effettuare esperimenti per verificare come influisce su quelle percezioni. Ma, per influire sulle percezioni,ad esempio su quella visiva, occorrerebbe che quell'entità fosse in grado di modificare o la chimica dei recettori della retina, o la chimica della conduzione elettrica nel nervo ottico, o la chimica o la fisica dei neuroni del talamo ottico o delle zone cerebrali deputate alla percezione visiva. Ma come potrebbe farlo se è un puro spirito?

    Non possiamo dire che non esiste ciò di cui non abbiamo esperienza; allo stesso modo, non possiamo dire che non esiste un fenomeno soprannaturale, se sappiamo indagare Solo la "natura" e la realtà dal nostro punto di vista.
    Per lo stesso motivo riportato prima, no, non possiamo dirlo, ma la cosa è del tutto indifferente. Se non facciamo esperienza di qualcosa, quel qualcosa non esiste proprio, per noi. Come non esiste per te il dolore provocato dal morso di un leone, almeno finché non ti morde .

    Buona vita e continuiamo la discussione

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  11. #161
    alberag
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Darkgianlu85
    Qualcosa che non è spiegabile con le leggi della causalità, che rientra in ordini superiori, divini, religiosi, spirituali... No?
    Ma queste sono cose a cui credi o non credi...immaginando che tu sia cattolico, credo tu abbia fede in Dio, nella vita eterna e nella risurrezione dei morti nel giorno del giudizio.
    Che opinione hai degli dei romani (Giove e compagnia bella...)? Esistono o no? E per quanto riguarda tutta la teofania indù?

  12. #162
    alberag
    Ospite non registrato
    Willy, non sono d'accordo su di una cosa.
    L'anima di un morto può esistere senza che noi lo sappiamo...in fondo fino a 300 anni fa non sapevamo nulla sulle onde elettromagnetiche, sull'esistenza delle nebolose, dei buchi neri....eppure esistevano. In linea di massima credo che dobbiamo pensare la possibilità di esistenza o di non esistenza di qualsiasi evento a noi ignoto. Al limite cambiamo idea: ma questo significa far scienza.

  13. #163
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Che possa esistere senza che lo sappiamo, va bene. Che possa influire sulle nostre vite senza che lo sappiamo, no. O, meglio: che possa influire sulle nostre vite senza che ci sia un modo per accertare e studiare questo, no. Perché se può influire sulla vita, influirà in alcuni momenti su alcune e in altri su altre. Questo crea delle differenze. Tra le persone o in momenti diversi della vita di una stessa persona. E il fatto che crei differenze rende misurabile la differenza.
    E poi, se esiste senza che lo sappiamo e senza che influisca in qualche misura, che differenza c'è tra la sua esistenza e la sua non-esistenza? Dal mio punto di vista, nessuna. Che differenza c'è per te tra il fatto che un albero di pino cada o non cada nella taiga siberiana?
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  14. #164
    Ma come fai ad essere sicuro che gli attuali mezzi umani, quelli di cui ci ha dotato la natura, ci permettono di capire tutta la realtà? Come fai a sapere che non esiste un altro possibile mezzo per poter percepire l'anima? Tu potresti rispondere che non ci può interessare dato che non abbiamo esperienza di queste modalità, ma questa è una limitazione. Il motivo si trova nell'esempio delle onde elettromagnetiche di Alberag, con cui mi trovo daccordo. Se esistono le anime e queste interferiscono nel nostro mondo, sei veramente sicuro che potrebbero essere misurabili alla stesso modo di ogni altro evento naturale? Voglio dire: sei sicuro che tutte le nostre esperienze siano riducibili e possibili di una misurazione... ?
    Ipotizziamo che esista un'esperienza non misurabile. Ad esempio la percezione di un emozione. è misurabile? beh... non credo! Sebbene sia condizionata da eventi fisici, la sua esperienza non è misurabile, eppure esiste. Il tuo discorso sull'evitare di discuterne giacchè non influisce in questo caso non vale, perchè essa influisce molto! Anche l'albero che cade in un posto ignoto influisce, certamente per via indiretta.

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  15. #165
    alberag
    Ospite non registrato
    Ritorno a bomba sull'esempio delle onde elettromagnetiche....
    Vicino a Roma dove c'è la sede di Radio Vaticano i bambini muoiono di leucemia per via dell'inquinamento elettromagnetico. Noi possiamo stabilire questa relazione in quanto sappiamo che esiste un fenomeno denominato onda elettromagnetica e lo possiamo misurare. In verità, 300 anni fa, per carenze tecnologiche. neppure esisteva un inquinamento di questo tipo - molto probabilmente - e quindi non ci si sarebbe posti il problema.
    Il fatto che oggi noi non siamo in possesso di strumenti adeguati per misurare l'effetto della presenza di spiriti, fantasmini o anime nella nostra vita, fa si che noi non possiamo neppure predesporci in modo definito e condivisibile ad ipotizzarne gli effetti. In brief: che ci siano o non ci siano, che abbiano effetto o non abbiano effetto, quantomeno diventa un rumore di fondo (per non dire che non ci cambia nulla). Chiaramente questo rumore di fondo può avedre effetti differenti in persone diverse: ma a questo punto non è dovuto alla presenza ed all'effetto del fenomeno "para-" ma alla sensibilità (o suscettibilità) del singolo soggetto.
    La parte che manca, a mio avviso, nella lucida analisi di Willy è proprio quella legata al "fattore personale" che determina risposte variabili (magari entro nu range non troppo elevato) ai singoli fenomeni.
    buona continuazione
    alb

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