Che è la " teoria biologico-Newtoniana psicoanalitica"?Originariamente postato da wrubens
Rubens
Non credo siamo molto distanti in realtà.
Non intendo affermare che l' uomo non è capace di introspezione, intendo casomai che l' introspezione è mutevole e trovare un nesso fisso di causa-effetto, secondo la teoria biologico-Newtoniana psicoanalitica è una mera astrazione...un' operazione di sintesi rispetto ciò che non è sintetizzabile...
Che la 'realtà interna' sia mutevole è sostenuto da una montagna di studi sistemici e dalla constatazione che l' effetto terapeutico si ottiene quando il soggetto è in grado di raccontarsi diversamente...
Chi nega che la realtà interna sia mutevole?
ma che vuol dire scusa? che adesso sei Wrubens e tra 2 minuti sei Pinco Pallino? non mi sembra una posizione molto pragmatica... converrai con me che esistono pure delle dinamiche personali legate alla propria storia piuttosto stabili... io seguo la strada della costruzione, io il legame con quella cosa che si chiama realtà (qualunque cosa essa sia) vorrei cercare di costruirlo, ampliarlo e tutelarlo... se tu invece preferisci frantumarlo per vedere cosa c'è dietro dovresti prendere atto del fatto che non sei Dio, se tu vuoi cogliere il frutto proibito dall'albero della conoscenza, per usare una metafora interessante (visto che la teoria è stata equiparata ad una religione), è inutile che continuiamo a discuterne... io non faccio il missionario, sono ancora studente![]()
se per te la teoria di Mattioli non è da prendere in considerazione perchè è solo un'arco di circuito e come tale non ha valore e vuoi invece conoscere da subito la spirale degli eventi nella sua totalità... buona fortuna caro!
Originariamente postato da wrubens
Rubens
Vedi, dare un senso di causa-effetto è estremamente riduttivo per una mente. Una terapia, secondo me, dovrebbe porsi l' obbiettivo di rendere la mente più 'morbida', 'duttile', comprensiva.
Un legame causa-effetto al contrario costringe la mente entro binari costruiti e si tende così alla rigidità.
Lo scopo di una terapia, secondo me, è ampliare quell' arco di circuito (Bateson). Non darsi una spiegazione ma integrare la propria percezione con una serie di possibilità. Potersi raccontare in più modi...potersi giudicare in modi differenti...un' acquisizione di una sorta di role playing..
Ma che fai? mi spieghi la causalità circolare?
che vuoi che ti dica? grazie maestro Wrubens!
nei fatti non è che ad un certo punto della vita ci si possa permettere di non riflettere più, si deve crescere... chi lo ha negato? si deve continuare ad allargare l'arco di circuito conosciuto... concordo... da dove iniziamo? da un pezzo che conosciamo già o dal nulla per arrivare frettolosamente, direttamente e magicamente al tutto?
...se tu pensi che i modi in cui ti puoi raccontare e giudicare sono infiniti è come dire che nessun giudizio o racconto ha un valore per te, che differenza fa? tanto se ne capisci uno ce ne sarà sempre un'altro in agguato alle tua spalle![]()
Vuoi conoscere tutti i modi in cui ti puoi descrivere? allora non ti raccontare e non ti giudicare che fai prima e ottieni lo stesso risultato.
...meno male che non sei stato tu a dire che i miei discorsi sono evanescenti...
Originariamente postato da wrubens
Rubens
E' molto riduttivo pensare che una terapia che agisca su un sintomo si ponga l' obbiettivo esclusivo dell' eliminazione del sintomo...un sistema quando cambia non può fare a meno di ristrutturarsi integralmente....assimilazione ed accomodamento (Piaget).
Sono daccordo... infatti servirebbe un'altro sintomo al sistema... oppure si genera un'area psicotica che non produce più un sintomo... sistema ristrutturato... bene o male?
...del tipo che io continuo ad approcciare le ragazze predatoriamente mosso da un desiderio di rivalsa senza accusare sintomi, provo sentimenti paradossali come questo senza che il mio cervello mi segnali che non riesce a gestirlo...
...come dire che ora, finalmente, posso andare in macchina contromano perchè tanto non mi fa più paura...








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