ciao, cosa intendi esattamente per "modalità di procedimento per la determinazione del documento"? intendi redigerlo affinché sia valido?
ciao, cosa intendi esattamente per "modalità di procedimento per la determinazione del documento"? intendi redigerlo affinché sia valido?
Ciao Gurney
mi sembri davvero preparato
Io non conosco nessuno che si occupi di VRstress e mi stanno chiedendo di fare qualcosa
PEr me sarebbe una buona occasione di lavoro
Mi farò ancora viva probabilmente più per chiedere che per informare almeno per ora
anche io sto cercando informazioni su questionari da applicare al lavoro del D.V.R. che si dovrà presentare a maggio e vorrei se possibile avere esperienze da qualcuno qui che ha gia usato o conosce bene la procedura per questo documento per quanto riguarda lo stress da lavoro correlato..grazie
ciao. per Fantasiosa: cosa ti hanno chiesto PRECISAMENTE? di effettuare la valutazione stress?
ozner1964: io ti posso suggerire l'OSI (Giunti OS) come strumento, da utilizzare per l'intervento di valutazione, che non si riduce al solo uso di uno questionario appunto, ma che implica un preciso approccio al cliente. cliente che già di per sè, generalmente, non vuole sentire parlare nè di stress nè di psicologi...
relativamente al documento: lo psicologo professionista produce la sua relazione, si assume la responsabilità del lavoro svolto, e consegnao al datore di lavoro (DDL) il documento di valutazione stress.
ci sono molti seminari in giro sul tema valutazione stress (D. Lgs 81/2008), possono essere utili se uno psicologo non ha NESSUNA idea su come affrontare la questione.
può essere un buon momento per noi ragazzi: dobbiamo essere in grado di convincere di DDL ad affidarsi a un professionista, piuttosto che a un software che gli faccia la VRstress.
una sinusite è un problema otorinolaringoiatrico? e come tale deve essere valutata dall'otorinolaringoiatra.
lo stress è un costrutto psicologico? e come tale deve essere valutato dallo psicologo.
cerchiamo di imporci, SENZA svenderci.
saluti
ciao, sono una psicologa e da alcuni mesi lavoro sulla valutazione dei rischi stress lavoro correlati. Ho letto i messaggi di questo forum, vorrei chiedervi un parere, ma prima condivido un po' la mia esperienza, credo (spero!) di poter dare alcune informazioni utili.
Rispetto ai testo vi metto in guardia su Karasek e Osi. Il primo è stato dichiarato dall'Ispesl inadatto per la realizzazione del DVR; il secondo viene dichiarato adatto ma non sufficiente da solo perchè si basa solo sul percepito.
Rispetto al tema delle responsabilità la psicologo è responsabile per il proprio lavoro, il datore di lavoro è l'unico responsabile legale del DVR che firma, l'RSPP è responsabile per il suo ruolo e per le mansioni indicate nel DVR (che possono essere diverse da caso a caso).
Per la valutazione io inizialmente usavo l'Osi, un'analisi di clima e dei colloqui a campione. Poi alcuni datori di lavoro mi hanno fatto notare che era un'impostazione troppo sulle soggettività e poco aziendale. Poi ho iniziato a seguire il modello Social Stress Risk, che fa riferimenti sociostatistici e fornisce le tabelle con tutti gli indicatori di rischio per tutti gli ambienti lavorativi. Dopo alcune sperimentazioni adesso faccio così: una breve analisi organizzativa (in particolare su funzionigrammi e prassi HR), alcuni colloqui a campione, realizzazione del DVR personalizzando il modello SSR con i dati ricavati. Segnalo l'Osi come strumento di monitoraggio delle azioni preventive indicate, in attesa di indicazioni da Ispesl o Confindustria...
Ora la mia domanda: qualcuno di voi ha scoperto come muoversi per la valutazione dei cosiddetti indicatori oggettivi (assenteismo, turn over, ecc)?
grazie!
Mel
ciao, interessante la tua mail, si sente che scrivi grazie al frutto dell'esperienza. non conosco il modello SSRisk, mi suggerisci qualcosa da leggere (siti, libri) per favore?
io uso l'OSI, che finora ho trovato adeguato alle realtà con cui mi sono interfacciato.
considerato che le aziende che ho incontrato sono già poco propense a effettuare la valutazione, sinora ho proposto solo l'analisi dei fattori soggettivi, impiegando l'OSI appunto. uso l'OSI anche perché considero lo stress un costrutto fortemente psicologico e quindi soggettivo. di conseguenza privilegio e valorizzo questo approccio.
in ogni caso adesso intendo integrare con i fattori oggettivi, di cui puoi leggere delle indicazioni di CONFINDUSTRIA uscite a novembre 2008. dove segnalano indicatori oggettivi quali assenteismo, turnover, lamentele da parte del personale ecc.
rimaniamo in contatto se uno di noi elabora qcs ok?
però qui vorrei fare una riflessione: le lamentele del personale sono sì oggettive quando vengono segnalate, ma sono il frutto di una valutazione soggettiva! pensavo che res cogitans e res extensa non fossero più così divise...
entro breve penso che elaborerò un insieme di contenuti e strumenti per fare l'analisi dei fattori oggettivi. in italia la bibliografia è scarsa sul tema stress, figuriamoci sul tema stress e fattori oggettivi messi insieme.
ripetendo che siamo noi ad assumerci la responsabilità del ns. lavoro, elaboriamo noi il modello più adatto dell'analisi dei fattori oggettivi e buttiamoci. non temiamo psicologi SENIOR, tanto nessuno si è mai occupato di questi argomenti, giacché l'81/08 è in vigore dall'anno scorso, esperti in giro non ce ne sono!
e siccome il 81/08 non fornisce linee guida o direttive, NESSUNO può contenstare il ns. operato (a meno di non fare corbellerie). che ne pensi/pensate?
ciao
ah scusa minermel, cosa fai più precisamente con l'analisi organizzativa? (funzionigrammi e prassi HR), se vuoi salvaguardare il tuo lavoro dalla concorrenza puoi non rispondere naturalmente... grazie
ciao,
sono pienamente d'accordo con la soggettività del costrutto stress, ma sto cercando l'approccio più allargato possibile sia per andare incontro ai datori di lavoro sia per poter rendere i nostri interventi professionali più solidi e ricchi possibile.
Ho letto le indicazioni Confindustria, ma come dici tu la bibliografia a riguardo non è un granchè...
per quanto riguarda i funzionigrammi li uso per creare i gruppi omogenei senza dividerli banalmente per mansione, mentre le procedure hr le uso per avere informazioni su quali procedure per la riduzione dei rischi stress sono già in atto (anche se nate con scopi diversi)
Il modello SSR è del Centro FerrariSinibaldi, ho seguito il loro corso qualche mese fa... trovi qualcosa sul loro sito, Centro Specialistico Integrato Psicologia e Psicoterapia - Ferrari Sinibaldi: strumenti, protocolli, diagnosi, ricerca e innovazione nell'area sulla valutazione rischi. A me è servito molto per ampliare gli aspetti organizzativi e oggettivi/intersoggettivi della valutazione
per quanto riguarda gli indicatori oggettivi sentiamoci man mano che si trova qualcosa!!
Mel
ciao a tutti,
qualcuno sa dirmi dove posso trovare gli item dell'OSI per una valutazione dello strumento....nn vorrei comprarlo inutilmente....magari se qcn di voi ce l'ha mi potrebbe almeno dire degli esempi di item.....
altra domanda: qualcuno sa se l'OSi può essere adatto come strumento da usare in sanità?
il Karasek nn mi convince......
ben accetti consigli e alternative
In Ospedale abbiamo in precedenza usato l'OCS ma non credo sia utile da sola ai fini del nuovo decreto legge....nn permette di avere rislutati sui singoli individui, cosa che nn riesce a dare nemmeno il karasek, per quanto so.
ciao sì secondo me è adatto l'OSI, soprattutto che oramai la sanità ha una forte impronta aziendale (azienda sanitaria appunto). più tardi posto un msg con qualche domanda dell'OSI
per l'inidviduazione dei fattori oggettivi ti consiglio i documenti dell'ISPESL e dell'Agenzia Europea: sono piuttosto chiari e danno molte informazioni. Ovviamente è necessario avere una certa conoscenza e dimestichezza di rischi lavoro correlati anche fuori dallo stress, di funzionamento aziendale ecc., insomma capire e muoversi bene nel "rischio oggettivo". E' possibile coinvolgere il management e richiedere dati che l'azienda deve avere in archivio o presso il medico competente e così via. Se leggi bene il documento vedrai che è semplice anche elaborare un questionario per conto proprio (sugli aspetti oggettivi).
Mi potresti dire però dov'è che la ispesl ha detto che il karasek non è adeguato? a me risulta il contrario... grazie!
ecco un paio di domande della sezione "fonti di pressione nel suo lavoro" dell'OSI:
- avere troppo lavoro da fare
- sentirsi isolati.
altre due dalla sezione "salute fisica"
- indigestione o nausea
- diminuzione del desiderio sessuale.
infine altre due dalla sezione "cosa ne pensa del suo lavoro"
- le attuali possibilità di sviluppo di carriera
- il tipo di struttura organizzativa aziendale.
è un questionario facilmente approcciabile da personale impiegatizio, meno dalle maestranze. però con un po' di supporto ce la possono fare.
consiglio che amo ripetere: giacché NON ESISTONO linee guida definitive, ogni valutatore adotta lo strumento che ritiene più utile/opportuno. NESSUNO ci può contestare uno strumento piuttosto che un altro (ovvio a meno di non indagare la leadership invece che lo stress). NON SPAVENTIAMOCI... ciao
grazie per i riferimenti dell'Ispesl, li conosco, ma finora ho trovato aziende che calcolano assenteismo, malattia, ecc con parametri diversi... quindi mi domandavo se esistessero delle indicazioni ufficiali in merito, evidentemente non ancora.
per l'esattezza karasek e osi vengono ben descritti per la loro applicabilità dalle linee guide Simlii e Osha, di cui Ispesl fa parte. Anche all'ultimo convegno Ispesl hanno ribadito che vanno indagati i fattori di rischio stress e non lo stress. Comunque appena torno a casa vi mando i riferimenti più precisi
ciao!
interessante quanto hai scritto: "Anche all'ultimo convegno Ispesl hanno ribadito che vanno indagati i fattori di rischio stress e non lo stress".
allora assenteismo turnover riduzione performance infortuni, considerati INDICATORI oggettivi di situazione di stress, NON sono i fattori di rischio, ma conseguenze a livello organizzativo. allora perché generalmente vengono valutate?
la realtà è che conoscenza sul tema ce n'è poca e qualunque psicologo preparato può applicare il metodo che ritiene più opportuno. io trovo che l'OSI ben misuri i fattori di rischio. e poi fornisce indicazioni su quelli che sono anche eventuali disagi psicofisici e conseguenze organizzative. quindi con questo strumento possiamo veramente erogare un servizio completo.
che ve ne pare di queste considerazioni? ciao a tutti
ciao a tutti,
mi unisco alle vostre considerazioni. anch'io mi sto documentando sui vari strumenti per la valutazione stress lavoro correlato per realizzare il dvr in ospedale.
Come diceva Gurney linea guide specifiche non ce ne sono e la scelta alla fine è tutta in mano nostra o ahime delle politiche che ci sono sotto.... soprattutto in ospedale.
Anche a me l'OSI sembra un buono strumento, meglio del Karasek.Seguendo le indicazioni Ispesl andiamo ad indagare con l'OSI proprio i fattori di rischio. Chiaramente non è sufficiente indagare i fattori di rischio ma anche le conseguenze a livello della salute e a livello organizzativo.
Io credo sia necessario l'utilizzo contemporaneo di più strumenti, soprattutto per me in ospedale, forse è necessario. Sto valutando una contemporanea somministrazione anche di MBI o HPSCS giusto per avere più info visto il contesto sanitario e l'ambito oncologico in cui lavoro (in cui relazione con il paziente, relazione con la morte come potete immaginare possono essere dei grossi fattori di rischio).
C'è cmq una domanda che vi sottopongo, soprattutto ai più esperti in merito al dvr: la valutazione del rischio la effettuate dividendo i rischi nelle categorie inidicate da confindustria quali: rischio modesto, rischio rilevante, rischio grave e rischio molto grave......??? e se si valutate la dimensione del rischio in base a percentuale dei soggetti che presentano il rischio specifico? sarei grata a chi ne sa di più se riuscisse a sciogliermi questi dubbi
buona serata a tutti