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  1. #151
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia

    Quindi intendi ad esempio, una persona che sentendo il suo cuore battere forte, pensa subito di avere un infarto o, addirittura di poterne morire? Oppure, una persona che per l'ansia, sente dolori muscolari e difficolta' a respirare, arrivando ad es., a credere, che le sia chiudendo la gola? Cosa che la pone, forse, in maggiore allerta, data la pericolosita' per la propria incolumita' fisica che attribuisce a qs sintomi? Se cosi' fosse, una tecnica di rilassamento, non correrrebbe il pericolo di farla entrare in uno stato di ipervigilanza, con solo un'apparente stato rilassato, al limite, mentre dentro di se' è attenta ad ogni singolo segnale e, successivamente, puo' uscirne, per aver sopportato il carico di un doppio stress, con una sintomatologia amplificata, sempre che io abbia capito bene?

    Grazie della risposta
    Gaia

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  2. #152
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    Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Quindi intendi ad esempio, una persona che sentendo il suo cuore battere forte, pensa subito di avere un infarto o, addirittura di poterne morire? Oppure, una persona che per l'ansia, sente dolori muscolari e difficolta' a respirare, arrivando ad es., a credere, che le sia chiudendo la gola? Cosa che la pone, forse, in maggiore allerta, data la pericolosita' per la propria incolumita' fisica che attribuisce a qs sintomi? Se cosi' fosse, una tecnica di rilassamento, non correrrebbe il pericolo di farla entrare in uno stato di ipervigilanza, con solo un'apparente stato rilassato, al limite, mentre dentro di se' è attenta ad ogni singolo segnale e, successivamente, puo' uscirne, per aver sopportato il carico di un doppio stress, con una sintomatologia amplificata, sempre che io abbia capito bene?

    Grazie della risposta
    Esattamente: un T.A., per esempio, può portare ad essere ancora più attenti ai segnali del corpo ( e nei disturbi d'Ansia, direi che non serve).
    Tornando a EST e manualizzazione: un protocollo manualizzato ( quindi chi lo usa deve seguire la sucessione delle tecniche ) per il DP, insegna proprio questo.
    Lucio Demetrio Regazzo

  3. #153
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia

    Citazione Originalmente inviato da Lucio Regazzo Visualizza messaggio
    Esattamente: un T.A., per esempio, può portare ad essere ancora più attenti ai segnali del corpo ( e nei disturbi d'Ansia, direi che non serve).
    Tornando a EST e manualizzazione: un protocollo manualizzato ( quindi chi lo usa deve seguire la sucessione delle tecniche ) per il DP, insegna proprio questo.
    Scusami, ma il T.A. (Training Autogeno, giusto?) in una persona con attacchi di panico, non puo' portare addirittura ad esplosioni improvvise di ansia intollerabile e, talvolta, addrittura a temporanei stati di tipo dissociativo, considerando che si tratta di una sintomatologia che gia' provoca depersonalizzazione e derealizzazione?
    Non riesco a capire il criterio di qs inserimento negli EST del T.A per AP.

    Grazie, ciao
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 04-11-2008 alle ore 20.31.49 Motivo: errori grammaticali
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  4. #154
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    Sì può portare ad un attacco. Preciso però che molte tecniche brevi, validate con manuali ed esperimenti, non rientrano negli Elenchi Americani.( sono degli EST italiani: scusa la battuta.
    Lucio Demetrio Regazzo

  5. #155
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    Citazione Originalmente inviato da Lucio Regazzo Visualizza messaggio
    Sì può portare ad un attacco. Preciso però che molte tecniche brevi, validate con manuali ed esperimenti, non rientrano negli Elenchi Americani.( sono degli EST italiani: scusa la battuta.
    Cioè gli ESTs Americani, presentano delle differenze rispetto alla scarsita' ad es., degli EST italiani, in termini numerici? Te lo chiedo perchè gli EST attuamente presenti in Italia, sono pochissimi e la maggior parte di tipo tecnicistico (ad es., biofeedback..) e molto parziali nell'approcciarsi alla persona.
    Oppure negli Usa ne hanno meno ma piu' globali?
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 05-10-2008 alle ore 07.51.15 Motivo: errore scrittura
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  6. #156
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    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Cioè gli ESTs Americani, presentano delle differenze rispetto alla scarsita' ad es., degli EST italiani, in termini numerici? Te lo chiedo perchè gli Elenchi Italiani ..ops, gli EST attuamente presenti in Italia, sono pochissimi e la maggior parte di tipo tecnicistico (ad es., biofeedback..) e molto parziali nell'approcciarsi alla persona.
    Oppure negli Usa ne hanno meno ma piu' globali?
    Rosa, non é così; il punto é completamnte diverso.
    Sull'ansia ne esistono circa 30 nuovi, manualizzati in Italia.
    ma questo é un discorso diverso.
    Ciao
    Lucio Demetrio Regazzo

  7. #157
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    Grazie pero' ora mi sono incuriosita, anche perchè so che in effetti, ci sono stati anche degli aggiornamenri proprio nel 2008 sugli EST italiani; vorrei sapere se possibile, dato che è una questione completamente diversa, se mi puoi accennare di cosa si tratta, anche perchè non vorrei creare confusione agli altri con il mio post.

    Grazie
    Gaia

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  8. #158
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    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Grazie pero' ora mi sono incuriosita, anche perchè so che in effetti, ci sono stati anche degli aggiornamenri proprio nel 2008 sugli EST italiani; vorrei sapere se possibile, dato che è una questione completamente diversa, se mi puoi accennare di cosa si tratta, anche perchè non vorrei creare confusione agli altri con il mio post.

    Grazie
    Sono manuali pibblicati in italia: ti invio l'elenco privatamente.
    Ciao
    Lucio Demetrio Regazzo

  9. #159
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Citazione Originalmente inviato da lupo_max Visualizza messaggio
    Buon giorno a tutti, sono nuovo del forum e non ho molta praticità con lo strumento, ho letto con molto interesse tutti i vostri commenti e vorrei fare una domanda: qualcuno può spiegarmi quale sia il rapporto che intercorre tra Est ed EBM ???

    grazie 1000!
    Finisco di rispondere a lupo_max.

    Evidence Based Medicine

    Concetto/tendenza/orientamento nato nell’ambito della medicina che mira a valutare la qualità di specifici trattamenti (cure e anche diagnosi) e i loro rischi e benefici. Questo per eliminare le cure inutili
    L’Evidence Based Medicine utilizza evidenze (prove scientifiche) provenienti da fonti quali:
    - Scienza
    - Ingegneria medica
    - Meta analisi
    - Statistica
    - Analisi rischi- benefici
    - Studi controllati e randomizzati

    Esistono diverse qualità di evidenza, la migliore della quale sono fornite dagli studi randomizzati, controllati attraverso il placebo e a doppio cieco. Una minore evidenza è fornita da testimonianze dei pazienti, singoli casi, opinioni a causa dell’effetto placebo e biases.

    Esistono quattro livelli di evidenza:

    I- Studi sperimentali ottenuti attraverso studi randomizzati.
    II- Studi ottenuto attraverso studi analitici su casi singoli e corti.
    III- Evidenza ottenute attraverso serie multiple.
    IV- Opinioni di autorità, esperienza clinica, studi descrittivi, commissioni di esperti

    In sostanza l’EBM non entra nel merito dei metodi o, meglio, non esclude dei metodi di ricerca a priori, quindi può essere considerata una “tendenza” de scienza medica e non un metodo.
    In Psicologia la cosa cambia, se ci riferiamo a come l’Evidence viene considerato dall’A.P.A.;

    L’Evidence Based in psicologia ( che io definirei, tanto per puntualizzare la differenza EBP)è stata definita dall’APA come “l’integrazione delle migliori ricerche con l’esperienza clinica nel contesto delle caratteristiche del paziente, la cultura e le sue preferenze”.
    Si divide in due livelli, vediamo il più importante:” Trattamenti convalidati”. Perché una cura sia convalidata è necessario che osservi alcuni criteri sperimentali.

    a- Trattamenti dimostrati da almeno due esperimenti che rispettano disegni di gruppo e che dimostrano l’efficacia del trattamento superiore al placebo o equivalente a un altro trattamento di comprovata efficacia.
    b- Trattamenti dimostrati da più di nove esperimenti con disegno sperimentale su caso singolo; tali esperimenti devono avere utilizzato buoni disegni sperimentali e comparato il trattamento con altri interventi convalidati.

    Inoltre, affinché un trattamento sia ben convalidato secondo l’APA, è anche necessario che.


    1- Gli esperimenti siano condotti con trattamenti manualizzati.
    2- Le caratteristiche del paziente siano specificate chiaramente.
    3- Gli effetti devono essere stati dimostrati da almeno due diversi gruppi di ricerca.

    Come vedi , vengono posti dei limiti ai metodi di ricerca, che vanno a loro volta a limitare la sperimentazione di alcuni trattamenti e alcuni disturbi.

    Ciò si evince dagli assunti impliciti, che prendo in prestito da Paolo Migone:


    1) i pazienti vengono scelti per l'inclusione nello studio allo scopo di massimizzare la omogeneità e minimizzare la presenza di condizioni concomitanti che potrebbero aumentare la variabilità della risposta terapeutica; 2) le tecniche terapeutiche vengono designate tipicamente per disturbi in Asse I (cioè per sindromi cliniche e non per disturbi di personalità - per chi non avesse familiarità con il DSM-III e il DSM-IV, nell'Asse I sono elencate le sindromi cliniche, ad esempio la depressione, l'ansia ecc., mentre nell'Asse II vi sono i disturbi di personalità); 3) le valutazioni del risultato mettono a fuoco soprattutto il sintomo che è al centro di interesse della rispettiva ricerca; 4) le terapie sono di durata breve e prefissata; 5) vengono seguiti fedelmente manuali di psicoterapia. In genere si dice che queste caratteristiche rendono lo studio "pulito", che questa è "buona scienza", e che l'esperimento è neutrale rispetto alla teoria di ogni singolo approccio terapeutico.(Paolo Migone)


    Mi rendo conto che è un po’ difficile, ma meglio di così non sono riuscito a spiegare.
    Eventualmente, “rilancia”.
    Ciao.
    Lucio Demetrio Regazzo

  10. #160
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    Ciao Lucio e lupo_max, volevo aggiungere due cose importanti, prima di passare agli EST in Psicologia. Gli EBM, in Medicina, si sono rivelati utili, per consentire un continuo aggiornamento utile alla prassi ed hanno costituito un ponte di "lancio", un modello iniziale su cui basarsi, per gli EST, in quanto come affermato da Sackett, qs movimento ha alcune premesse fondamentali molto importanti; infatti, esso è finalizzato a 1) permettere la cura del pz attraverso l'acquisizione di conoscenze empiriche aggiornate, 2)poichè dato che è difficile stare al passo cion le nuove informazioni che emergono durante la pratica e3) se i clinici nn lo fanno potrebbe peggiorare la loro perfomance o capacita' di agire clinico adatto alle situazioni via via emergenti, gia' a partire dalla fine del loro training;4) i clinici hanno bisogno di continue resvisioni della letteratura e di essere informati su come accedere a qs informazioni durante le pratiche lavorative di tutti i giorni.
    Gli Est o Trattamenti Empiricamente Supportati o Convaliditi, sono stati studiati dalla Divisione 12 o Divisione Clinica dell'APA, che costituisce una task force, un comitato permanente, col compito di valutare l'efficacia l'efficenza degli interventi psicologici. Qs comitato, fu attivato in forma permanente nel 1999.
    Molti sono i trattamenti convalidati, su dei criteri stabiliti da qs Divisione; essi sono stati
    inizialmente formulati e sperimentalmente costruiti per la Terapia dei Disturbi d'Ansia dell'Asse I del DSM;seppure attualmente e da un bel po' di anni, soprattutto in paesi europei dove molto forte, è la tradizione umanistica, a differenza di queli anglosassoni, dove prevale l'approccio pragmatico, essi sono oggetto, e giustamente, di numerose criitiche, hanno pero' avuto un grande merito, quello di spostare l'attenzione del mondo accademico ed universitario, oltre che dei professionisti in formazione nei loro training psicologici da un'approccio allora dilagante, di tipo psicofarmacologico, come se qs sostanze fossero le uniche in grado di risolvere i problemi d'ansia, depressione, ecc, con una apparente accertata e superiorita' rispetto alla psicoterapia, allla utilita' sperimentalmente dimostrata di approcci di tipo psicologici.
    Qd, seppure oggi il cammino per far rientrare nei trattamenti empiricamente supportati, anche quei disturbi cui "viene negato l'accesso alla cura", è difficoltoso, non si puo' negare ad essi, qs primo e fondamentale merito.

    Spero di essere stata chiara.
    Ciao
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 04-11-2008 alle ore 20.32.20
    Gaia

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  11. #161
    gianli86
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    A parte concordare con RosadiMaggio, sull'importanza degli EST, in rapporto agli psicofarmaci, vorrei ricordare che molte psicoterapie brevi, pur non rientrando negli EST, sono riconosciute dal nostro Ministero.
    Gianli

  12. #162
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Citazione Originalmente inviato da gianli86 Visualizza messaggio
    A parte concordare con RosadiMaggio, sull'importanza degli EST, in rapporto agli psicofarmaci, vorrei ricordare che molte psicoterapie brevi, pur non rientrando negli EST, sono riconosciute dal nostro Ministero.
    Gianli
    Concorderai con me che, EST o non EST, le psicoterapie brevi, per l'intensa promozione fatta, vengono considerate le uniche psicoterapie utili (almeno dai più).
    Ciao
    Lucio Demetrio Regazzo

  13. #163
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    A me sembrerebbe importante sottolineare che "riconosciuti", non equivale necessariamente ad utile, anche per come a volte, sono fatti certi riconoscimenti; cmq, secondo me, bisognerebbe fare un distinguo abbastanza sottile tra i due concetti.

    Inoltre, vorrei chiedere a gianli86, in primo luogo, perchè mi sembra molto esperto e sostenitore delle terapie brevi, in particolare di una ampiamente pubblicizzata per ottenere "con la massima efficacia e senza ricadute", in tempi brevissimi, spesso, risultati anche spettacolari, due cose; 1) cosa ne pensa della differenza tra terapie brevi e "brevi terapie", concetto molto studiato in vari ambiti e 2) se conosce il fenomeno "luna di miele" in psicoterapia. E come lo collocherebbe nell'ambito delle terapie brevi, soprattutto molto brevi, con grandi risultati.

    Grazie della risposta

    Ciao
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 07-10-2008 alle ore 18.46.28 Motivo: modifica
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  14. #164
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    Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia

    Volevo aggiungere che vorrei rivolgere la stessa domanda anche a Lucio Regazzo, in particolare mi piacerebbe conoscere il tuo punto di vista sulla differenza tra "brevi" ed "utili", oltre a quello su terapie brevi e brevi terapie, un distinguo fatto inizialmente nell'ambito delle psicoterapie psicodinamiche brevi, con particolare riferimento all'approccio di Danvanloo, che è lo psicoanalista "breve" che viene accostato come metodologia terapeutica ad effetto ai terapeuti brevi di altri orientamenti, addirittura, pur con delle differenze si parla di una forte se non unica, componente suggestiva nel suo approccio per il partcolare modo di gestire l'interazione, cio' che è portato a sostegno pur parziale, del paragone.

    Grazie delle risposte

    Ciao
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 04-11-2008 alle ore 20.33.46
    Gaia

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  15. #165
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia

    Dipende da cosa intendi per "utili"; la differenza tra psicoterapie brevi e brevi psicoterapie é,per me, un gioco di parole: quando é breve, così é.
    Certo, rimetto a te un ulteriore chiarimento.
    Ciao Gaia.
    Lucio Demetrio Regazzo

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