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  1. #151
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Mi pare ci sia molta confusione, proprio perchè la prevenzione sulle patologie lo psicoterapeuta la può fare, mentre il counselor commetterebbe abuso della professione. Infatti la prevenzione patologica è un atto sanitario che possono fare solo i professioinisti sanitari competenti. Vorrei aggiungere che per quanto riguarda quello che non è patologico il counselor non ne ha l'esclusiva, ma può benissimo lavorarci anche lo psicoterapeuta (es. crescita personale) con anche più competenze. Non dimentichiamoci che ad es. Carl Rogers era uno psicologo e molte delle teorie del counseling sono nate in ambito psicoterapeutico. Prendete ad esempio la terapia della gestalt.
    Io spero tu stia scherzando, vero? La locuzione da te usata "prevenzione patologica" non esiste nella lingua italiana... che vorrebbe dire?

    Chiunque può fare prevenzione e la prevenzione non è certo un atto sanitario. Forse ti confondi con profilassi...

    Ti immagini se nei consultori ci dovessero essere solo medici... ti immagini se in tutte le strutture pubbliche dovessero esserci solo medici?

    E' storicamente provato: si va in psicoterapia per curare un disturbo, non per prevenirlo... io non ho mai avuto UNO, dico UNA persona venuta da me a chiedere prevenzione...

    Per la precisione (storica, piucchealtro) Carl Rogers era uno Psicologo e NON poteva fare psicoterapia in quanto la stessa negli Stati Uniti era preclusa ai non Medici (cosa che peraltro è stata così fino agli anni '90). Non solo la psicoterapia, ma anche la psicoanalisi.

    E il ragionamento sulla gestalt che significa? Ogni modello di intervento psicoterapeutico mutua le proprie tecniche da un paradigma più ampio, cioè quello psicologico (psicoanalitico, sistemico-relazione, fenomenologico-esistenziale, cognitivo comportamentale, etc.).

    Qualunque professione, se vuole, può mutuare le proprie tecniche di intervento da un paradigma... financo l'idraulico. Ricordo all'uopo che le riserve di legge della psicologia in Italia si contano sulle dita di una mano...

    Evolution, scusa, ma mi pare tu abbia le idee un po' confuse.

  2. #152
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
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    06-07-2006
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Per restare nel tema dell'analisi della domanda, infine, io credo che non sia affatto casuale l'esplosione di questa "nuova" figura professionale, che risponde precisamente alla "crisi" della domanda tipica della società contemporanea e del soggetto che, a differenza del passato, si trova in forte difficoltà nel conferire senso e significato alle proprie difficoltà.
    Concordo molto, e personalmente addosso totalmente la colpa di questo alla psicologia professionale, la quale è stata totalmente incapace di dare risposte che potessero minimamente soddisfare l'utente.

    A più riprese, da vari post, emerge il tema della "medicalizzazione". Di fatto il tentativo di medicalizzare la professione di psicologo è andato, possiamo dirlo, a buon fine.

    Nel corso del tempo sono avvenute un insieme di cose che hanno inesorabilmente portato a questo (in ultimo il passaggio di vigilanza dal ministero di giustizia a quello della salute).

    E, piaccia o non piaccia, la società che non si sente (a torto o a ragione) "malata", dallo psicologo non ci va.

    Il mondo dello sport va dal coacher, quello dell'azienda dall'esperto di comunicazione, idem quello della televisione e dello spettacolo: ovvero tutti quesi segmenti di società che, per definizione, non ritengono di essere malati.

    Da un punto di vista squisitamente di marketing, gli psicologi hanno fatto un buco nell'acqua. Non sono stati capaci di far passare un messaggio importante: "Noi non ci occupiamo solo di matti o di gente che sta male, ma possiamo aiutare anche gente sana a stare meglio".

    Ed ecco che chi ha proposto l'empowerment (concetto molto più chiaro, lineare e meno contorto) ha sfondato.

    Tanto che, ultimamente, alcune scuole di psicoterapia il percorso personale (la buona vecchia analisi personale...) ora la chiamano "potenziamento"... e questo la dice lunga.

    Aria fritta, direte voi? Può darsi, ma intanto qui stiamo tutti i giorni a lamentarci del perché non c'è abbastanza lavoro...

    E crediamo di trovare "fette di mercato" denunciando tutti per abuso? Psicologi vs resto del mondo... ma dai! Ne elimini uno, ne spuntano altri 10...

    Ma questo è da imputare solo agli psicologi. E a chi, se no?

  3. #153
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Già, la confusione come possiamo vedere regna sovrana e rosablu ne è la dimostrazione evidente. Insisterei su due punti: 1) ammesso che sia possibile introdurre la distinzione tra ciò che è patologia e ciò che non lo è (distinzione peraltro su cui già si dovrebbe discutere, perchè pertinente ad un modello medicalizzato dell'intervento), secondo quel che dice rosablu, il counsellor contattato da una persona per un problema dovrebbe comunque escludere la presenza di patologia. Questo, lo ripeto, è un atto diagnostico. A chi spetta questa manovra preliminare?
    Ti chiedo di chiarire meglio a quale proposito sarei confusa...
    Colgo infatti in questo una generalizzazione e ti chiedo di circoscrivere.
    Mi pare di aver letto nelle tue espressioni che tu ti riferisca sempre e cmq all'ambito della patologia o del disturbo conclamato..possiamo chiamarlo come vogliamo!!!
    Io come counsellor faccio un'altra cosa e se la persona presenta difficoltà tali da non riuscire a far leva sulle proprie risorse beh allora non è più di mia competenza.
    Non mi metto a fare diagnosi... le farà lo pscisoterapeuta...
    Rilevo solo che non è di mia competenza!!!!
    Lo faccio anche ora lavorando come educatrice e pedagogista.
    Sai quanti casi mi capiatano che non sn di mia competenza???
    Bene rilevo che non lo sono e informo di questo la persona..
    Non mi sembra che questo sia fare una diagnosi oppure tu la rilevi???

    Mi pare, ma correggimi se interpreto male, che voglia far passare il msg che i consellor si sostituiscano agli psicoterapeuti e che siano convinti non servano...
    Come counsellor ti chiedo "dove hai sentito queste affermazioni"??
    Mi pare che lo stimolo parta dal tuo stato dell'Io Genitore (che di norma ha interiorizzato tutte i divieti e le affermazioni che magari ha sentito qui e li facendole proprie senza passarle al vaglio critico dell'Io Adulto e quindi senza confrontarle con la realtà).
    Se ho colto pare ci sia anche una difficoltà a fidarsi dell'altro e a stare con quanto ti sta dicendo ossia che il counsellor non vuole fare psicoterapia e non la fa.
    Non prendi questa informazione, non la valuti e rimani con la tua in un rapporto dialogico fra te e te.
    Ok, se fossimo esattamente in un contesto di counselling cercherei di indagare se questa tua difficoltà investe anche altre aree e se è sempre stato così.
    Se così fosse (ovviamente detto in pillole) rileverei che non è più di mia competenza ma magari di uno psicoterapeuta perchè ha a che fare con la struttura.


    Per quanto riguarda la prevenzione beh..come dice quattrostracci uno non si sognerebbe di andare da uno psicoterapeuta per fare prevenzione.
    Ultima modifica di rosablu77 : 06-02-2009 alle ore 19.23.13

  4. #154
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Scusa rosablu, ma non mi sembra così sbagliato cogliere la sofferenza ed il disagio in una persona che chiede aiuto per un disagio. La tua critica sarebbe giustificata se la vis terapeutica fosse rivolta a chi non si rivolge ad un professionista, ma chi fa questo passo evidentemente non riesce più ad utilizzare le proprie risorse.
    Mi sembra che dai un valore negativo alla parola "patologia", finendo nel paradosso per cui chi chiede aiuto non è nemmeno libero di portare la propria sofferenza al professionista...

    Un saluto
    gieko

  5. #155
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Scusa rosablu, ma non mi sembra così sbagliato cogliere la sofferenza ed il disagio in una persona che chiede aiuto per un disagio. La tua critica sarebbe giustificata se la vis terapeutica fosse rivolta a chi non si rivolge ad un professionista, ma chi fa questo passo evidentemente non riesce più ad utilizzare le proprie risorse.
    Mi sembra che dai un valore negativo alla parola "patologia", finendo nel paradosso per cui chi chiede aiuto non è nemmeno libero di portare la propria sofferenza al professionista...

    Un saluto
    E' assolutamente giusto cogliere la domanda di sofferenza e di disagio e accogliere la persona che la porta.
    Io la colgo nel mio lavoro e la accolgo.
    La accolgo come educatore, pedagogista e come counsellor se riguarda il mio ambito.
    Tu la accoglierai come psicoterapeuta.
    Ognuno di noi però ha competenze diverse e nessuna esclude l'altra casomai c'è un'integrazione tra tutte le figure che è cosa ben diversa da quella che invece qualcuno sta cercando di far passare qui!
    Io non escludo l'ambito della psicoterapia anzi lo tengo in altissima considerazione e sn consapavole dell'aiuto che fornisce.
    Non vedo l'accezione "patologia" in senso negativo, ho detto solo che non riguarda l'ambito del counselling e in questo mi pare ci sia un'ammissione nel porre dei confini e quindi nel fare l'invio allo psicoterapeuta.
    Mi auguro di essere stata più chiara ora.
    Ultima modifica di rosablu77 : 06-02-2009 alle ore 18.45.00

  6. #156
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Concordo molto, e personalmente addosso totalmente la colpa di questo alla psicologia professionale, la quale è stata totalmente incapace di dare risposte che potessero minimamente soddisfare l'utente.

    A più riprese, da vari post, emerge il tema della "medicalizzazione". Di fatto il tentativo di medicalizzare la professione di psicologo è andato, possiamo dirlo, a buon fine.

    Nel corso del tempo sono avvenute un insieme di cose che hanno inesorabilmente portato a questo (in ultimo il passaggio di vigilanza dal ministero di giustizia a quello della salute).

    E, piaccia o non piaccia, la società che non si sente (a torto o a ragione) "malata", dallo psicologo non ci va.

    Il mondo dello sport va dal coacher, quello dell'azienda dall'esperto di comunicazione, idem quello della televisione e dello spettacolo: ovvero tutti quesi segmenti di società che, per definizione, non ritengono di essere malati.

    Da un punto di vista squisitamente di marketing, gli psicologi hanno fatto un buco nell'acqua. Non sono stati capaci di far passare un messaggio importante: "Noi non ci occupiamo solo di matti o di gente che sta male, ma possiamo aiutare anche gente sana a stare meglio".

    Ed ecco che chi ha proposto l'empowerment (concetto molto più chiaro, lineare e meno contorto) ha sfondato.

    Tanto che, ultimamente, alcune scuole di psicoterapia il percorso personale (la buona vecchia analisi personale...) ora la chiamano "potenziamento"... e questo la dice lunga.

    Aria fritta, direte voi? Può darsi, ma intanto qui stiamo tutti i giorni a lamentarci del perché non c'è abbastanza lavoro...

    E crediamo di trovare "fette di mercato" denunciando tutti per abuso? Psicologi vs resto del mondo... ma dai! Ne elimini uno, ne spuntano altri 10...

    Ma questo è da imputare solo agli psicologi. E a chi, se no?
    Hai perfettamente ragione, ora non ho tempo a disposizione, ma vorri ritornarci su, anche per rispondere a Rosablu.

    A presto,
    ikaro

  7. #157
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Ho letto con calma il tuo intervento e direi che le mie preoccupazioni erano più che fondate...

    Prima dici:

    Non mi metto a fare diagnosi... le farà lo pscisoterapeuta...
    E poi, parti con questo film, che ovviamente è tutta farina del tuo sacco e non ha nulla a che vedere con il sottoscritto:

    Come counsellor ti chiedo "dove hai sentito queste affermazioni"??
    Mi pare che lo stimolo parta dal tuo stato dell'Io Genitore (che di norma ha interiorizzato tutte i divieti e le affermazioni che magari ha sentito qui e li facendole proprie senza passarle al vaglio critico dell'Io Adulto e quindi senza confrontarle con la realtà). Se ho colto pare ci sia anche una difficoltà a fidarsi dell'altro e a stare con quanto ti sta dicendo ossia che il counsellor non vuole fare psicoterapia e non la fa. Non prendi questa informazione, non la valuti e rimani con la tua in un rapporto dialogico fra te e te.
    La conclusione, poi, è la ciliegina sulla torta:

    Ok, se fossimo esattamente in un contesto di counselling cercherei di indagare se questa tua difficoltà investe anche altre aree e se è sempre stato così. Se così fosse (ovviamente detto in pillole) rileverei che non è più di mia competenza ma magari di uno psicoterapeuta perchè ha a che fare con la struttura.
    Direi che neanche il pezzo prima era di tua competenza, ma che se sei arrivata fino a questo punto in una relazione di counselling hai già abbondantemente oltrepassato il limite e potresti aver già procurato qualche pasticcio. Quello che hai fatto è un atto diagnostico, altro che counselling, sfido chiunque a dimostrare il contrario...

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 06-02-2009 alle ore 23.04.44

  8. #158
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    Se parliamo di psicoterapia non parliamo più di prevenzione ma di patologia...
    Il counselling lavora invece sulla prevenzione in qualche maniera della patologia e sul livello del bnessere interpersonale dell'individuo e non intrapsichico.
    Quattrostracci, ecco perchè ho parlato di prevenzione patologica. Rosablu ha usato il termine "prevenzione della patologia". Ho usato il termine patologica per sottolineare che non era prevenzione di altro tipo ma di tipo psicopatologico.
    Non credo che chi vada dallo psicoterapeuta vada per forza per la cura, ma ci può andare anche per una sua crescita o evoluzione.
    Volevo essere chiaro che il counselor non può di fatto fare "prevenzione in qualche maniera della patologia" come dice rosablu.
    Il discorso sulla Psicologia della Gestalt era per far capire a rosablu che i counselors non hanno l'esclusiva della crescita personale o dello stimolare le risorse, ma già da prima la psicologia se ne occupava. Ad esempio, nell'ambito della psicologia analitica, Garl Jung ha detto:"I regard it as the noblest task of psychotherapy in our times to untiringly serve the personal growth of the individual". Vorrei essere chiaro, detto terra a terra, non è che con il counseling si è inventata l'acqua calda. Credo che discorsi del tipo:"con il counseling trattiamo la parte sana e stimoliamo le risorse dell'individuo stimolando la sua crescita personale MENTRE con la psicoterapia si tratta la parte malata" non si dovrebbero fare, proprio perchè anche con la psicoterapia si può trattare la parte sana stimolando le risorse dell'individuo e la sua crescita personale. Mentre il counselor non può occuparsi di quello che a livello specialistico fa lo psicoterapeuta, questo può occuparsi di quello che fa il counselor, perchè ne ha le competenze. Tra l'altro, lo psicoterapeuta può sempre formarsi con uno studio personale se lo ritiene necessario. Non dimentichiamo che come monte ore di formazione lo psicoterapeuta fa in un anno quello che il counselor fa in 3 anni. Competenze diverse e livello di formazione diverso. Uno laurea + specializzazione riconosciuta MIUR; l'altro corso aperto ai diplomati di scuola media superiore, credo sia giusto fare delle distinzioni, e non pretendere che il counselor abbia delle esclusive.

  9. #159
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Ho letto con calma il tuo intervento e direi che le mie preoccupazioni erano più che fondate...

    Prima dici:

    Non mi metto a fare diagnosi... le farà lo pscisoterapeuta..

    E poi, parti con questo film, che ovviamente è tutta farina del tuo sacco e non ha nulla a che vedere con il sottoscritto:
    Come counsellor ti chiedo "dove hai sentito queste affermazioni"??
    Mi pare che lo stimolo parta dal tuo stato dell'Io Genitore (che di norma ha interiorizzato tutte i divieti e le affermazioni che magari ha sentito qui e li facendole proprie senza passarle al vaglio critico dell'Io Adulto e quindi senza confrontarle con la realtà). Se ho colto pare ci sia anche una difficoltà a fidarsi dell'altro e a stare con quanto ti sta dicendo ossia che il counsellor non vuole fare psicoterapia e non la fa. Non prendi questa informazione, non la valuti e rimani con la tua in un rapporto dialogico fra te e te.


    La conclusione, poi, è la ciliegina sulla torta:
    Ok, se fossimo esattamente in un contesto di counselling cercherei di indagare se questa tua difficoltà investe anche altre aree e se è sempre stato così. Se così fosse (ovviamente detto in pillole) rileverei che non è più di mia competenza ma magari di uno psicoterapeuta perchè ha a che fare con la struttura.


    Direi che neanche il pezzo prima era di tua competenza, ma che se sei arrivata fino a questo punto in una relazione di counselling hai già abbondantemente oltrepassato il limite e potresti aver già procurato qualche pasticcio. Quello che hai fatto è un atto diagnostico, altro che counselling, sfido chiunque a dimostrare il contrario...

    Saluti,
    ikaro

    E tu in questo vedi la diagnosi, quale???
    Cos'è che non avrei potuto fare e che ho fatto??
    Rilevare lo stimolo a livello sociale???
    Immagino ti riferisca a questo.

    Forse non ti è ancora chiara la distinzione tra livello funzionale e strutturale.
    Io ho usato il primo di questi livelli e a me è chiarissimo; non ho confusione di sorta in questo senso!!!


    Non mi va di proseguire la discussione con chi pensa di sapere cosa fa il counsellor e cosa non fa e nel non saperlo non ascolta neanche quello che gli viene detto.

    La scuola dove mi sto formando ha degli ottimi docenti e psicoterapeuti riconosciuti a livello internazionale;
    è riconosciuta dal M.I.U.R e avrò il master anche certificato dall'Università
    .

    Non credo serva continuare un gioco in cui si deve dimostrare all'altro (Chi poi???)che si fa o non si fa una determinata cosa.

    Come diceva qualcun altro in post precedenti, non spetta a me l'onere della prova e non spetta a me dimostrarti che non faccio una determinata cosa.

    Se e quando avrai prove certe del fatto qualcuno esercita una professione illegalmente, potrai fare ricorso alle autorità competenti.
    Ultima modifica di rosablu77 : 07-02-2009 alle ore 15.43.29

  10. #160
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Perdonatemi se intervengo, ma si stanno mischiando considerazioni sulla serietà con cui può essere fatto un corso di counselling, fatto che non viene messo in dubbio, con i problemi e dubbi sulle basi epistemiche della modalità di lavoro del counselling.
    In particolare la scelta di utilizzare il solo livello "funzionale", in base al presupposto che vi siano risorse personali che in determinati casi consentono il superamento del "momento di crisi" e il ristabilirsi di un equilibrio ottimale, si scontra con alcune evidenze, ad esempio provenienti dalla biologia e dallo studio dei sistemi viventi, che indicano precisamente come gli organismi viventi abbiano qualità di resistenza strutturale che consentono la vita sia dal punto di vista fisico (costanza di strutture molecolari, metaboliche, di apparato...) sia dal punto di vista psicologico (costanza dell'identità, delle dinamiche intersoggettive). Se nella situazione di "normalità" tale organizzazione è flessibile, passibile di adattamento in seguito a reciproca interazione con l'ambiente, nella situazione di "difficoltà", quale è quella dell'utente che ricerca l'aiuto di un professionista di area psicologica, l'organizzazione strutturale mostra i propri limiti e il raggiungimento di una situazione di impasse. In base a ciò è necessario lavorare su tale livello strutturale per consentire la modifica delle basi organizzative della persona e permettere il rinstaurarsi della flessbilità sistemica.
    Da questo punto di vista, appoggiarsi sulla "sostanziale fiducia nei confronti della persona" come riferisce quattrostracci parlando di Rogers deve far riflettere sul fatto che più che di fiducia/sfiducia nel genere umano, è utile individuare appoggiandosi anche ad altri vertici di osservazione scientifica, che esistono qualità di resilienza dei sistemi viventi che possono determinare la conservazione di modalità disfunzionali.
    Aggiungo solo che i temi di cui parlava Rogers sono stati ammirabili ed innovativi ma anche profondamente legati all'epoca in cui viveva ed al contesto psicoterapico americano degli anni '50 dominato dalla psicologia dell'Io, ovvero da quella deriva psicoanalitica normativa ed autoritaria contro cui si sono scagliati gli psicoanalisti stessi (ad es. Sullivan, Horney, Fromm, Kohut). Consideriamo però che oggigiorno in psicoanalisi si lavora in maniera molto differente.

    Saluti
    Ultima modifica di gieko : 07-02-2009 alle ore 15.59.05
    gieko

  11. #161
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    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Non credo che chi vada dallo psicoterapeuta vada per forza per la cura, ma ci può andare anche per una sua crescita o evoluzione.
    Volevo essere chiaro che il counselor non può di fatto fare "prevenzione in qualche maniera della patologia" come dice rosablu.
    Chi lo ha detto che il Counselor non può di fatto fare prevenzione?
    A me, ad esempio, lo ha insegnato proprio una psicoterapeuta: "Abbiamo capito dopo molti anni che il Counseling ha una funzione preventiva della patologia"...
    (Dirige i Corsi di una Scuola di psicoterapia a RM)

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    i counselors non hanno l'esclusiva della crescita personale o dello stimolare le risorse, ma già da prima la psicologia se ne occupava. Ad esempio, nell'ambito della psicologia analitica, Garl Jung ha detto:"I regard it as the noblest task of psychotherapy in our times to untiringly serve the personal growth of the individual". Vorrei essere chiaro, detto terra a terra, non è che con il counseling si è inventata l'acqua calda.
    I discorsi stimoliamo le risorse dell'individuo stimolando la sua crescita personale MENTRE con la psicoterapia si tratta la parte malata" non si dovrebbero fare, .
    Ma non si scrive "Carl G. Jung"?
    Anche se fosse "detto terra, terra" (in Italiano) e che "il Counseling si è inventato l'acqua calda" (in Italiano)...dov'è il problema per la psicoterapia e gli psicoterapeuti?
    Questa è una discussione democratica, mi sembra, allora perchè scrivere "questi discorsi non si dovrebbero fare”?
    Quale sarebbe la conseguenza?

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Non dimentichiamo che come monte ore di formazione lo psicoterapeuta fa in un anno quello che il counselor fa in 3 anni. Competenze diverse e livello di formazione diverso.
    "Lo psicoterapeuta fa in un anno quello che il counselor fa in 3 anni"??
    Ma non avevamo detto in questo 3d che le competenze erano nettamente differenti?
    Quindi, il presupposto è questo:... che siano le stesse competenze solamente "diluite" in un Corso più lungo. Sei sicuro?? Dimmi dove.
    Tra l'altro questo è un ottimo "perchè" al fatto che alcuni Counselor svolgono "attività psicoterapeutica"...perfetto il ragionamento non fa una piega!
    A proposito - allora perchè dopo scrivi, invece, "competenze diverse ad un livello diverso"?
    Hai ragione: c'è molta confusione - nel presupporre qualcosa (che si dà per vero)...per giungere artatamente alla conclusione voluta! E' un vecchio trucco.

    Da ultimo:...allora, Ti chiedo, come mai al mio Corso di Counseling una psicoterapeuta mi ha insegnato al terzo anno (di sola Supervisione) a distinguere e fermarmi a un certo punto (questo in una marea di simulate) per non "sconfinare" nel territorio della psicoterapia??
    Oltre ad avermi insegnato riferimenti precisi ai modelli rogersiano e analitico-transazionale (non faccio citazioni, perchè "non sono sufficienti"...!)
    Porca...****** ...devo richiamare quella docente e dirLe che ha sbagliato tutto!!
    Ultima modifica di IT_Modeler : 07-02-2009 alle ore 23.36.27
    psi_net

  12. #162
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Scusa gli errori di ortografia, avrei dovuto rileggere.
    Per quanto concerne la formazione, mi sono riferito al monte ore. Prendiamo una scuola di psicoterapia riconosciuta dal MIUR, che al suo interno faccia anche un corso di counseling. Vedremo che per la psicoterapia la formazione (per legge) non dovrà essere inferiore alle 2000 ore (500 ore all'anno). Vedremo che nel corso di counseling la formazione sarà di 500 ore nei tre anni.
    Nel primo caso lo psicologo avrà alle spalle cinque anni di università e un anno di tirocinio.
    Mi pare giusto partire dal fatto che i due corsi hanno una preparazione, anche come livello di preparazione, differente. Una è una specializzazione post universitaria, l'altro un corso.
    Capisco che il counseling non possa sconfinare nella psicoterapia, mentre credo che nella pratica psicoterapeutica si possa integrare il counseling. Ovviamente lo psicoterapeuta si dovrà formare, magari come autodidatta, oppure attraverso corsi (magari di aggiornamento, che danno anche ECM).
    Questo concetto era in risposta a rosablu quando diceva che le due cose erano distinte e le due figure non dovevano sconfinare.

  13. #163
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    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Per quanto concerne la formazione, mi sono riferito al monte ore. Prendiamo una scuola di psicoterapia riconosciuta dal MIUR, che al suo interno faccia anche un corso di counseling. Vedremo che per la psicoterapia la formazione (per legge) non dovrà essere inferiore alle 2000 ore (500 ore all'anno). Capisco che il counseling non possa sconfinare nella psicoterapia, mentre credo che nella pratica psicoterapeutica si possa integrare il counseling. Ovviamente lo psicoterapeuta si dovrà formare, magari come autodidatta, oppure attraverso corsi (magari di aggiornamento, che danno anche ECM).
    A me questo sembra un gioco (AT) del "Mio meglio del tuo" alternato, quando qualcuno cerca di dare qualche spiegazione in più (perchè è la propria professione o meglio informato) a quello del "Sì...ma" ("Si può darsi, ma non basta...ecc.)
    Almeno, qualche prova che l'AT esiste, c'è!
    psi_net

  14. #164
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    A me questo sembra un gioco (AT) del "Mio meglio del tuo" alternato, quando qualcuno cerca di dare qualche spiegazione in più (perchè è la propria professione o meglio informato) a quello del "Sì...ma" ("Si può darsi, ma non basta...ecc.)
    Almeno, qualche prova che l'AT esiste, c'è!
    Esiste anche un livello in cui le argomentazioni che qualcuno avanza non sono sufficienti. Io ho posto alcune questioni precise che sono state completamente eluse, anche Gieko. In compenso, continuate ad interpretare secondo la vostra teoria di riferimento le nostre obiezioni, in termini di giochi (AT), la cosa curiosa è che succede anche in un'altra discussione con un utente che cerca di aver svelato i copioni inconsci di altri utenti che non la pensano come lui. Questo è un modo assai strano di discutere su di un argomento, anzi direi che è un modo per non discutere. Cerchiamo, se possibile, di restare sul livello epistemico e non sull'interpretazione selvaggia. Io, se possibile, aspetto risposte su almeno 2 questioni che mi rendono critico verso questa nuova professionalità. Gradirei, se possibile, una risposta nel merito, non sui giochi e sull'AT. Grazie!

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 08-02-2009 alle ore 19.13.25

  15. #165
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Esiste anche un livello in cui le argomentazioni che qualcuno avanza non sono sufficienti. Io ho posto alcune questioni precise che sono state completamente eluse, anche Gieko. In compenso, continuate ad interpretare secondo la vostra teoria di riferimento le nostre obiezioni, in termini di giochi (AT), la cosa curiosa è che succede anche in un'altra discussione con un utente che cerca di aver svelato i copioni inconsci di altri utenti che non la pensano come lui. Questo è un modo assai strano di discutere su di un argomento, anzi direi che è un modo per non discutere. Cerchiamo, se possibile, di restare sul livello epistemico e non sull'interpretazione selvaggia. Io, se possibile, aspetto risposte su almeno 2 questioni che mi rendono critico verso questa nuova professionalità. Gradirei, se possibile, una risposta nel merito, non sui giochi e sull'AT. Grazie!
    Le argomentazioni riportate sono state abbondanti...allora non sono sufficienti per chi? E rispetto a cosa?
    Se Q/stracci sintetizza in maniera magistrale (rispetto allo spazio che ha utilizzato) il pensiero di Carl Rogers...quest'ultimo viene liquidato con un "è troppo vecchio perchè influenzato dalla Psicologia dell'Io"?
    E prima era già stato svalutato con "ma risale agli anni Quaranta"!
    Allora perchè erano state richieste più informazioni sul Modello perchè una citazione "non bastava"?
    Stavamo riferendoci a Carl Rogers...mica a "Sai Baba"!!
    L'epistemologia se è "studio critico della struttura logica e dei limiti di una scienza"...avevo già scritto che allora fosse "studio critico", che, se invece, dev'essere critica distruttiva, allora so farla anch'io verso il Modello psicoanalitico con modalità altrettanto pesanti!
    Nell'ultimo mio intervento avevo rilevato un'ennesima contraddizione: si parla di monte ore e non di contenuti...ma che c'entrano le ore con i contenuti??
    Uno psicoterapeuta fa 2000 ore...ma sono ore con contenuti di Counseling?
    Perchè allora dovrebbe assimilare il Counseling con un solo Corso di aggiornamento o, addirittura, ("magari") da autodidatta?
    Se l'ha già fatto... perchè dovrebbe "fare un Corso"?
    Sulla presunzione di fare da "autodidatta"...a parte i casi che ho incontrato personalmente, beh mi sembra appunto presunzione.
    Avevo letto che "gli psicologi non sono menti onniscienti".
    Alcuni psicoterapeuti, invece, lo sono?
    Non noti una "strana" circolarità in tutto questo che non porta da nessuna parte? Richiesta validità di un Modello?
    Q/stracci riporta normativa, modus operandi del Counseling (che è esattamente come lo hanno insegnato a me) e Modelli citati e si liquida tutto nel modo che ho detto sopra.
    Non è circolare tutto questo iter di discussione?
    A me sembra proprio di sì.
    psi_net

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