il 4 uomo era scappato e riccardo lo segue fuori?
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Se qualcuno/a conosce donne in gravidanza, dal sesto mese compreso in poi, della provincia di Cagliari, è gentilmente pregato/a e invitato/a a contattarmi tramite messaggio privato. Grazie mille a tutti
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riccardo doveva dei soldi a quelli della casa, e gli avevano detto che se li avesse battuti a poker avrebbero annullato il debito?
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Riccardo è un poveraccioaveva dei debiti e i suoi debitori gli avevano detto che se li avesse battuti a poker avrebbero annullato il debito ma perde, così quando uno di loro si allontana lui uccide gli altri due, ruba i soldi e scappa, l'altro lo insegue, c'è uno scontro a fuoco e riccardo muore
Ultima modifica di laskizoide : 28-02-2009 alle ore 21.20.09
Sono degli strozzini ai quali Riccardo doveva dei soldi?
Riccardo non si cura del quarto uomo perchè pensa di averlo già ucciso?
I giocatori si erano ubriacati di wisky giocando?
Riccardo aveva una relazione segreta con la moglie di uno dei giocatori che scoperta la tresca,aveva già incaricato uno dei suoi gangster di farlo fuori?
Riccardo uccide prima i due giocatori in casa, resosi conto di essere in pericolo, quindi, afferra tutti i soldi lasciando tutto il tavolo in disordine per scappare ma in strada c'era già l'incaricato come sicario a farlo fuori che lo crivella quindi di colpi?
Ultima modifica di RosadiMaggio : 28-02-2009 alle ore 21.21.08
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
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vado a cenare anche io, ci leggiamo dopo![]()
Stupendo resoconto, ma non c'entra l'amore in questa storiae l'assassino in strada è lo stesso che prima era in casa
Complimenti ragazze!Ora il racconto può avere termine
Dopo vi aspetta, spero, una piacevole letturaanche se i misteri sono purtroppo già finiti
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Ultima modifica di michael sniper : 28-02-2009 alle ore 21.35.28
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Grazie a voi, la storia può riprendere, e il viaggio può avere fine...
- Questo sembra abbastanza complesso – disse Doc dopo qualche attimo di esitazione. – Però tutti i fatti sembrano quadrare. Riccardo è entrato nell'edificio per giocare a poker: aveva un debito con quelle persone. È pronto a tutto, quindi se perde può anche commettere un omicidio. Ha una pistola addosso. Nell'edificio, una bisca, l'uomo perde e allora comincia a sparare. Uccide due persone e scappa con le banconote. La terza rientra, prima si era allontanata. Riccardo le spara: la ferisce. Riesce a fuggire. Ma viene raggiunto. Allora si difende. Spara al suo aggressore. Questo viene ancora ferito, ma continua a sparare e Riccardo viene ucciso.
- Bravissimo – commentò la volpe. – E' proprio così. È tutto giusto. Merito anche stavolta dei tuoi spiriti guida, non è così?
- Assolutamente.
Una pausa di silenzio.
- Allora anche questo mistero è risolto – disse Doc. – Ora sono libero di andare?
- Sei libero, sì.
- Allora addio, cara volpe.
- È un arrivederci, caro Doc.
L'uomo la guardò senza capire.
- E' ora di eclissarsi...
Presto tutto divenne confuso.
Di nuovo la sensazione di rivivere mille anni, di attraversare intere epoche, vicende, imperi, rivoluzioni, guerre, la stessa radice della vita...
L'ultima cosa che l'uomo ricordava era lo sguardo astuto e sottile della misteriosa creatura.
E ora, dove sarebbe capitato? Cosa gli sarebbe successo?
Un raggio di sole lo colpì.
L'uomo aprì gli occhi, infastidito.
Si guardò attorno.
Era nella sua camera, nella sua casa, nella sua vita.
Era tornato nel mondo reale.
Represse a stento un sospiro di sollievo.
Poi una voce familiare lo riscosse:
- Buongiorno Doc.
Doc rimase in silenzio, a lasciarsi assorbire da quel senso di realtà che a poco a poco si stava impadronendo di lui.
Si guardò intorno per cercare la proprietaria di quella voce.
Poi, finalmente, la vide. E si tranquillizzò.
Era la domestica che entrava a rassettare.
Lo sguardo dei suoi limpidi occhi azzurri gli diede un benefico senso di pace e di sicurezza.
- Ehm... buongiorno – replicò con voce un po' tremante.
- Come sta signore? Sa che mi sono preoccupata, ieri sera? L'ho vista qui, addormentato sulla sedia, col computer ancora acceso... allora l'ho spento e l'ho accompagnata a letto. Spero di non averla svegliata.
- No, si figuri. Credo di essere crollato dopo una certa ora...
- Ho dato un'occhiata alla storia che stava scrivendo... è buona signore. Sta scrivendo o scriverà di me? – aggiunse con una risatina.
- È possibile – rispose Doc dopo una pausa. – E' possibile.
Stava ancora pensando alla nottata appena trascorsa e al sogno che aveva fatto. Bizzarro, allucinante. Non ne ricordava uno simile dai gloriosi tempi dell'università. Più vi rifletteva e meno si raccapezzava. Quello sì che era un bel mistero da risolvere.
Guardò la sua domestica. Una cara ragazza. Più che una domestica era una vera e propria tuttofare. Preziosa e insostituibile. Doc la guardò e si lasciò accarezzare da dolci pensieri. E se...?
Scosse la testa. Meglio concentrarsi sul lavoro adesso.
Per tutto il giorno Doc aveva avuto come l'impressione che la domestica lo guardasse in modo strano, curioso. Come se dovesse dirgli qualcosa. Chissà di che si trattava. Purtroppo il lavoro non gli permise di soddisfare questa sua curiosità.
Fu solo verso le sette che alla fine del suo turno, seduto in poltrona, stanco, poté finalmente chiederle la ragione del suo strano comportamento.
- Oh niente signore – rispose la ragazza. Poi parve riflettere, rise e domandò: – Lei sa che giorno è oggi, signore?
- Certo – rispose Doc – è la fine del mese.
Poi sbottò: – Appio Claudio Cieco, ma è il mio compleanno!
- Auguri signore – disse la ragazza.
L'uomo sospirò.
- Forse è il caso davvero di sospendere questi ritmi... Mi fanno perdere di vista le cose più importanti.
- Forse è così, signore.
Un attimo dopo le luci si spensero. Tutto fu buio. Doc rimase sconcertato. Poi le ombre si dissolsero per lasciar passare una debole luce, che proveniva dalle candeline di una torta, appositamente preparata per l'occasione.
Le luci si accesero, e Doc rimase incredulo. C'era tutto il Giallo Club nella stanza, nessuno escluso. Pure Michael, che si scusò per essersi eclissato troppo, negli ultimi tempi.
Doc espresse silenziosamente un desiderio, spense le candeline e la festa ufficialmente cominciò. Fu una serata allegra e spensierata, una delle più belle che Doc ricordasse di aver vissuto, da molto tempo a quella parte.
Sorrise ancora mentre gli occhi gli scintillavano per l'emozione.
- Eh, le emozioni forti a quest'età sono pericolose – commentò qualcuno con una risatina.
Nel corso della serata erano stati aperti e commentati i vari regali posti all'attenzione di tutti: il De Senectute di Cicerone, un testo intitolato Cento consigli per affrontare meglio la vecchiaia, un corso gratuito di training autogeno in una palestra rinomata e medicinali vari per affrontare al meglio i vari accidenti della vita. C'era pure un abito femminile con un corredo completo per il trucco e alcune parrucche. Con un'etichetta: GABRIELLA.
Doc si guardò intorno in cerca della responsabile e non tardò a individuarla. Rise.
- Ah, posso rifarmi una vita con questi – commentò.
Divertimento generale.
Solo un regalo non era stato aperto, e questo perché qualcosa, un pensiero, una sensazione, aveva spinto Doc ad agire così.
Ora era solo in camera, tutto era in penombra meno un riquadro argenteo, illuminato dalla pallida luna.
Doc prese il regalo e tolse il nastro. La curiosità gli faceva tremare le mani.
L'oggetto all'interno era misterioso, e Doc lo portò alla luce per vederlo meglio.
Sobbalzò quando lo tenne in mano.
Era una splendida miniatura, raffigurante una volpe rossa. I particolari erano stati realizzati con fine attenzione: si poteva quasi sentire il pelo folto, e gli occhi astuti e sottili sembravano vivi. Straordinario. Doc trattenne il fiato.
In quel momento, un bagliore parve provenire da quegli occhi. Ma Doc non poteva esserne sicuro. Forse si era trattata di un'allucinazione ottica.
Sorrise e appoggiò la miniatura sul comodino.
Prima di chiudere gli occhi la guardò, e sorrise ancora. Davvero uno splendido regalo.
In quel momento il bagliore parve spegnersi e la stanza tornò nella penombra. Doc chiuse gli occhi.
Addio cara volpe. Buonanotte.
Buonanotte Doc. Non è un addio, però: è un arrivederci. E' solo un arrivederci.
La stanza piombò nel buio, in attesa della luce del nuovo giorno. Per prepararsi a una nuova vita, nuove idee, progetti, storie, misteri.
Dal suo posto, la volpe sorrise con sottile astuzia.
Il tuo viaggio continuerà, Doc. Nuovi misteri ti attendono. Nuove avventure nel Regno del Mistero.
Sei pronto a viaggiare ancora?
FINE
Grazie a tutti per la cortese partecipazione![]()
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Ultima modifica di michael sniper : 28-02-2009 alle ore 21.43.18
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