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Discussione: falsi miti

  1. #166
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: falsi miti

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio

    Che ci vuole, basta l'interesse, anche la scienza è il risultato di un interesse

    E qual è questo interesse (desiderio?)? Alla fine, scendendo al fondo di tutte le costruzioni, scopriamo sempre la stessa cosa! Che ''tutto il fluente non è che un simbolo'', cioè un compromesso, e che il ''reale'' è inabitabile dall'uomo. Qual è questo interesse? Forse dovremmo concordare con Severino la dove ci mostra che, con tutta probabilità, al principio della vita umana non c'è affatto il calore di un focolare...all'inizio dei tempi pre-storici (cioè i tempi non codificati dai vari linguaggi) gli uomini si sono riuniti intorno al 'grido'...''Il grido. Sta all'inizio della vita dell'uomo sulla terra. Il grido di caccia, di guerra, d'amore, di terrore, di gioia, di dolore, di morte. E per l'uomo primitivo grida anche il vento e la terra, la nube e il mare, l'albero, la pietra, il fiume. Ma solo l'uomo si raccoglie attorno al proprio grido, in assenza degli eventi che l'hanno provocato.''

    ''Ogni civiltà, e soprattutto quella occidentale, non è stata altro che edificante – anche e proprio quando ha prodotto l'estremo della distruzione e dell'orrore. Potrà mai accadere all'uomo di non essere edificante?''


    La scienza è l'edificazione delle edificazioni, ovviamente. Il linguaggio dei linguaggi...possiamo accordarci all'infinito, come comunità di uomini, non è un problema...ma qui si tratta di ''sapere'', semplicemente e senza convenire su nulla, tutto ciò che si situa al fondo di questo ''interesse''...la psicoanalisi ci accompagna in questo sapere ci porta nei pressi di una ''scelta''...

    Saluti,
    Luigi

  2. #167
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: falsi miti

    Citazione Originalmente inviato da luigi '84 Visualizza messaggio

    E qual è questo interesse (desiderio?)? Alla fine, scendendo al fondo di tutte le costruzioni, scopriamo sempre la stessa cosa! Che ''tutto il fluente non è che un simbolo'', cioè un compromesso, e che il ''reale'' è inabitabile dall'uomo. Qual è questo interesse? Forse dovremmo concordare con Severino la dove ci mostra che, con tutta probabilità, al principio della vita umana non c'è affatto il calore di un focolare...all'inizio dei tempi pre-storici (cioè i tempi non codificati dai vari linguaggi) gli uomini si sono riuniti intorno al 'grido'...''Il grido. Sta all'inizio della vita dell'uomo sulla terra. Il grido di caccia, di guerra, d'amore, di terrore, di gioia, di dolore, di morte. E per l'uomo primitivo grida anche il vento e la terra, la nube e il mare, l'albero, la pietra, il fiume. Ma solo l'uomo si raccoglie attorno al proprio grido, in assenza degli eventi che l'hanno provocato.''

    ''Ogni civiltà, e soprattutto quella occidentale, non è stata altro che edificante – anche e proprio quando ha prodotto l'estremo della distruzione e dell'orrore. Potrà mai accadere all'uomo di non essere edificante?''


    in questo sapere ci porta nei pressi di una scelta
    Nei pressi di una scelta dove per qualcuno è preferibile non accostarsi ( rimanendo a "crogiolarsi" nella pozzanghera esposta alla luce "abbagliante" -della logica formale e più o meno, sempre uguale a sè stessa - piena similmente al girino ignaro che il giorno dopo, essa potrà essere essiccata dal sole, eppure la scienza diceva per certo che si sarebbe fatto rana ) perchè scegliere comporta l'esserci con tutte le sue vicissitudini. Ed il rischio di uscirne perfino meglio
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  3. #168
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    Riferimento: falsi miti

    Che sollievo i vostri interventi Rosa e Luigi,
    per la piega che stava di nuovo prendendo la discussione già mi risentivo - io “solamente paziente” - in balia di qualche d’uno che insiste con la necessità di “misurami scientificamente”, pena dover assolutamente dubitare di me, del mio sé, del mio io, finanche dell’utilità del mio inconscio, e per non parlare di quel manipolatore del mio analista che si arricchisce alle mie spalle...

    G.

  4. #169
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    Riferimento: falsi miti

    Citazione Originalmente inviato da giulietta.o Visualizza messaggio
    Che sollievo i vostri interventi Rosa e Luigi,
    per la piega che stava di nuovo prendendo la discussione già mi risentivo - io “solamente paziente” - in balia di qualche d’uno che insiste con la necessità di “misurami scientificamente”, pena dover assolutamente dubitare di me, del mio sé, del mio io, finanche dell’utilità del mio inconscio, e per non parlare di quel manipolatore del mio analista che si arricchisce alle mie spalle...

    G.



    Bene.

    Paziento, dunque esisto e pago, e senza di me lo psicoanalista non esisterebbe!
    Che, uhm, fortuna, lui.

    Lui è perchè io sono.

  5. #170
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: falsi miti

    ...E lui è perchè tu sia!

    G.

  6. #171
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: falsi miti

    Carissimi, visto che mi pare che il dialogo fra le opposte fazioni sia alquanto limitato e che ai "falsi miti" da una parte se ne contrappongano altri, uguali e contrari e specularmente non scalfibili; mi permetto di buttarla in ridere replicando qui un dialogo che io ritengo molto interessante fra Psicotrieste e me (ancora oggi ogni volta che lo leggo mi diverte).
    Questo dialogo è stato scritto qualche mese fa, ai nostri (miei e di Psicotrieste, eravamo pargoli allora) esordi su Ops e lo trovate per intero qui: http://www.opsonline.it/forum/psicol...ml#post2152797.

    Megiston
    Vorrei precisare meglio la mia affermazione precedente: “alcuni miei amici (più scettici di te rispetto alla psicoterapia in generale) mi riferiscono dei buoni risultati ottenuti “dialogando” col loro cane nelle fredde serate autunnali ed invernali, davanti ad un caminetto, con un bicchiere di brandy e delle caldarroste (pensa al risparmio economico)”.
    Non vorrei che la terapia col proprio cane passasse per un risultato scientifico acquisito, come un’affermazione che abbia una qualche validità scientifica; infatti, seppure i miei amici riferiscano dei risultati, queste affermazioni non hanno alcun valore di prova riguardo all’efficacia della terapia da loro seguita. E questo perché, per quanto vasto possa essere il campione che sostiene questi risultati, manca pur sempre il “gruppo di controllo” (quelli senza cane). Sarebbe auspicabile promuovere qualche ricerca sperimentale in cui si preveda non solo il gruppo di controllo, ma un procedimento in “doppio cieco” (il cane in questo caso avrebbe la croce rossa alla schiena), per evitare il famigerato “effetto Rosenthal”, in base al quale lo sperimentatore tende inconsapevolmente a trovare dei risultati consoni con le sue ipotesi di partenza (anche perché se si sbagliasse tutte le volte nessuno investirebbe più una lira nelle sue ricerche) .
    In particolare, in casi come questo, potrebbe essere utile l’utilizzo di un disegno sperimentale invertito (che non è un giudizio morale) del tipo ABAB, in cui A sta per metto il cane, B per levo il cane, A rimetto il cane, B arilevo il cane. In attesa di questo vi prego di non ritenere la terapia canina alla stregua delle terapie più consolidate e corroborate da evidenze empiriche e sperimentali.
    Nuovamente, ciao.


    Psicotrieste

    @ Megiston

    Eh... e dopo dovresti controllare anche il brandy, il caminetto e le caldarroste! :-D
    E se poi si scopre che alcuni dei tuoi amici ascoltano musica durante la "sessione"? tutto da rifare!

    Scherzi a parte, mi risulta che la Pet Therapy sta cercando di validarsi nell'ambito delle terapie palliative, e qualche conferma la hanno trovata.
    Ciao.


    Megiston

    Cara Psicotrieste,
    non avevo pensato al controllo del brandy, del caminetto (presumo che il tiraggio sia essenziale per una buona riuscita psicoterapica) e delle caldarroste (trovare un verme potrebbe essere un trauma non da poco, oltre che interrompere una dieta vegetariana). Si vede che non sono (ahimé) un bravo sperimentatore.
    Sulla Pet Terapy hai perfettamente ragione, ma le mie supposizioni erano dirette a verificare l’efficacia del genere canino nel praticare la psicoanalisi.


    Psicotrieste

    Caro Megiston,

    mi hai fatto ridere!
    Io non avevo pensato alle variabili verme/vegetariano, quindi semmai questo esperimento si farà dovremo unire le forze per costruire un disegno sperimentale completo.


    Megiston

    Cara Psicotrieste,
    io ci sto, ma avremo bisogno di un team di sperimentatori, uno che si occupi del cane (dargli da mangiare,portarlo fuori a far pipì, lavarlo, pulire la cuccia periodicamente, farlo giocare, ecc.), uno che si occupi del brandy (metto il brandy, levo il brandy), uno che si occupi delle castagne (controllarle una per una, il peso, le dimensioni con un calibro, la temperatura di cottura, ecc.), uno che accenda il caminetto ... e qualcuno che porti le paste, ovviamente.
    Hai visto mai che scopriamo una nuova forma di psicoanalisi canina, che abbia risultati di provata efficacia, e che con il modico investimento iniziale dell’acquisto (o del noleggio) di un cane e quello successivo del suo mantenimento, di qualche bottiglia di brandy (in questo caso la terapia dovrà essere necessariamente breve se no il paziente ci diventa alcolista) e delle caldarroste, anche gli scettici (come Char-lie) potranno accedere alla psicoanalisi. E chi se ne frega del soggetto, chi se ne ricorda più in una società in cui facciamo di tutto per dimenticarcelo e solo la sofferenza è li a ricordarcelo?
    Un saluto.


    Psicotrieste

    Riemergo. Del resto dalle mie parti, i carsismi sono la norma

    @ Megiston
    questa cosa della psicoanalisi canina mi intriga sempre di più, specialmente da quando hai aggiunto le paste... Dobbiamo trovare degli sponsor però, qualche associazione di razze canine, un sindacato spazzacamini, un produttore di brandy... Metti che troviamo una soluzione. Se funziona, ci costruiamo poi un bel "pacchetto" o un "protocollo" e sta sicuro che un mercato lo troviamo, una volta imposto uno standard il soggetto si adegua (hai notato che i mezzi numeri delle scarpe sono scomparsi dalla grande distribuzione? ...come? non dirmi che ogni tanto ti fanno male i piedi!).

    Le soluzioni in chimica sono composti che possono essere decomposti, separati nei componenti, mediante mezzi fisici. Una richiesta di soluzione mi sembra avere a che fare con il dividere il buono dal cattivo, il sano dal malato, mediante un processo meccanico, prevedibile e ripetibile. Tutte cose pertinenti a forme e sostanze inanimate oppure al livello di funzionamento animale. C'è una serialità nei comportamenti degli animali che si ripete dalla notte dei tempi, da quando la specie si è evoluta e che proseguirà fino alla sua estinzione, ecco perchè la psicoanalisi canina potrebbe essere un affare. Non parliamone oltre però, altrimenti rischiamo che qualcuno ci scippi l'idea!

    Se un paziente dice: "Non ho più voglia di fare l'amore con mia moglie, lei deve farmi venire la voglia", e se ci ferma al livello dei fatti, della cosa in sè, sembrerebbe un problema meccanico, da risolvere con il Viagra. Fermarsi al livello della concretezza porta con se questo tipo di "soluzioni" e permette ad un Eichmann di rispondere "io eseguivo gli ordini, e poi cosa volete da me, io mi occupavo di trasporti!". La banalità del male. L'azione senza pensiero.

    Ma qual è l'immaginazione che ha su se stesso quell'uomo che non prova più desiderio per la moglie? Qual è l'immaginazione che ha sulla moglie quell'uomo che non prova più desiderio per la moglie? Perchè desidera fare l'amore con lei se non la desidera?
    Se non trova questi significati, potrà al massimo assumere il ruolo e l'atteggiamento di un uomo innamorato in modo imitativo, come un bimbo che imita il papà e facendo "brum brum" crede di guidare l'automobile.

    Bion diceva che la cosa terribile della domanda è la risposta.

    PS. Ti ringrazio per la sottolineatura che hai fatto sui miei interventi, io leggo i tuoi con altrettanto piacere


    Megiston


    Cara Psicotrieste,
    la psicoanalisi canina intriga anche me e, infatti, volevo proporti un copyright congiunto per brevettare l’idea. Il mio amico (quello che mi ha suggerito l’idea) si è detto disposto (per una bottiglia di brandy di marca) a cederci ogni diritto, purché lo citiamo come precursore (una specie di Breuer per Freud). Manca il nostro “uomo dei lupi” da accompagnare nei congressi come prova vivente dell’efficacia terapeutica, magari proprio “lupi” no, perché lo sanno tutti che non vanno molto d’accordo con i cani ...
    Il mercato si “crea”, perché “loro” non sanno ancora che questa è “la” terapia che hanno sempre cercato senza mai trovarla, il soggetto si adegua sempre, purché non gli chiedi di essere soggetto (troppa fatica). In questo modo è coccolato, vezzeggiato, sedotto, gli viene attribuita un’importanza enorme, purché non si metta in testa di decidere lui cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa è bene e cosa è male ... le soluzioni, appunto, di cui hai parlato tu.
    Il cane, come si sa, non è una persona, ha un repertorio di risposte limitato rispetto al genere umano, e questo al di la delle razze, delle culture e delle differenze di ogni altro genere (magari qualche sospetto viene rispetto a un confronto con uno psicoanalista “ortodosso”, che fornisce una sola, breve, concisa, interpretazioncina pressappoco quando è passata la prima mezzora di analisi, poi ritorna in letargo, non so se hai presente quel film di Verdone Ma che colpa abbiamo noi, dove un gruppo di pazienti si accorge che la terapeuta era morta solo alla fine della seduta, da l’idea che fossero ormai abituati al fatto che questa non parlasse mai). Dunque, bisognerà standardizzare le risposte canine per attribuire a ciascun comportamento un significato predeterminato, tipo quando scodinzola mi approva e mi riconosce, se abbaia mi mette in guardia, se ringhia è meglio non insistere, se mi azzanna un polpaccio è perché non gli ho ancora saldato il conto.
    Molto interessante ciò che scrivi sul desiderio, e trovo azzeccatissima la citazione di Bion (che era il mio autore preferito ai tempi dell’università); anche qui è molto calzante nel caso di Char_lie, lui chiede risposte, ma guai a dargliele, perché il suo sport preferito è distruggere le “risposte” altrui con i suoi “non capisco” o “non mi convince”.
    Un caro saluto.


    Psicotrieste

    Allora ci sentiamo in privato per i dettagli del copyright. Al tuo amico va senz'altro offerta la bottiglia di brandy ma bisognerebbe fargli presente che sono i grandi successori a creare i precursori, come diceva Borges. Potremmo citarlo in omaggio alla serendipità, piuttosto.
    Sulla standardizzazione delle risposte canine non avremo grosse difficoltà perchè diversi ricercatori hanno già stilato gli etogrammi della specie.
    Delicata però la questione del pagamento... che tradotta in succulenti bocconcini rischia di far diventare il cane grasso.

    A proposito di Pet Therapy, un amico un giorno me ne ha parlato in termini molto stringati, quasi cinici, dicendo che è una pratica in cui vengono messi assieme due animali. Uno dei due migliorerà sicuramente, ma a priori non si può dire quale dei due.
    Non pensi che è così sempre? Siamo continuamente immersi in situazioni di ogni tipo e ciascuno prende quello che gli serve, o quello che può prendere. Per me è bello stare qui a chiacchierare

    Ti ho scritto in privato, fammi sapere se ti è arrivato il messaggio per piacere, ho sospetti di malfunzionamento della posta,

    Un saluto a tutti


    Un saluto.
    Ultima modifica di Megiston Matema : 10-05-2010 alle ore 09.59.54

  7. #172
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: falsi miti

    Ciao Megiston, "non mi convince" un aspetto della costruzione di questa bellissima ricerca; manca la previsione di un eventuale interferenza da parte del veterinario (e delle sue caratteristiche di personalità) in caso di necessità del cane.

    E via, regressivamente, all'infinito



    Sempre bello, divertente e significativo quel dialogo
    Gaia

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  8. #173
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    Riferimento: falsi miti

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Si, secondo te, quindi, se un chirurgo plastico otorinolaringoiatrico mentre ti sta operando perché tu gli hai chiesto di rifarti il naso si accorge che nel tuo apparato olfattivo, c'é un tumore all'etmoide che non consentirebbe né di fare l'intervento previsto (per farti diventare più bello secondo i tuoi parametri) né di salvare i turbinati superiori dall'esserne invasi (dal tumore) e, cosa più grave, potrebbe attecchire al bulbo olfattivo ciò che comporterebbe una sua ulteriore propagazione nell'interno del cervello, privialegiasse durante l'intervento, la parte oncologica - imprevista e assolutamente invisibile da tutti i referti preoperatori- rispetto a quella estetica su cui vi eravate accordati, starebbe usando un trucco indecente, dato che l'essere stato operato per tempo del problema più importante non immediatamente visibile, ti potrà consentire di vivere, conservare l'olfatto, di respirare (oltre che di svolgere funzioni cerebrali profonde, connesse a tale apparato) e di affrontare poi anche l'intervento estetico?
    Supenda induzione ipnotica per confusione, intrecciata all'interno di una metafora medica.
    Si vede che i tuoi interessi sono molto vasti.

  9. #174
    benedetta14
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    Riferimento: falsi miti

    Citazione Originalmente inviato da _daimon_ Visualizza messaggio
    Supenda induzione ipnotica per confusione, intrecciata all'interno di una metafora medica.
    Si vede che i tuoi interessi sono molto vasti.
    Chissà se avrà fatto effetto....per misurare i risultati dovremmo aspettare la reazione di Char_Lie

  10. #175
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: falsi miti

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Questo a me pare assai interessante. E curioso.
    Per anni e anni gli psicoanalisti sono stati accusati da ogni parte di condizionare i pazienti (e mi pare che questa accusa non sia affatto scomparsa, se leggo alcuni interventi in questo forum) per tenerli il più possibile, così da guadagnare di più.
    Al tempo stesso, gli psicoanalisti perseguivano e sostenevano la loro "neutralità", mentre tutti gli altri sostenevano l'impossibilità di non partecipare alla relazione terapeutica.

    Ora che anche gli psicoanalisti hanno modificato il concetto di "neutralità" e teorizzano la loro partecipazione alla relazione, ecco che gli ipnotisti modernii si scoprono più neutrali dei vecchi freudiani...

    A me pare che ci sia qualcosa che non quadra; avevano torto i freudiani a sostenere la loro neutralità? E, allora, perché rivendicarla ora da parte di altri, specie quando sono gli stessi che hanno cercato in ogni modo di demolirla in passato?

    Buona vita
    Guglielmo
    Willy, l'articolo che ho citato (dal titolo "La psicoterapia ipnotica") è piuttosto vecchiotto (pubblicato nel 1948), e rappresenta il manifesto dell'ipnoterapia ericksoniana maturata nei suoi precedenti trent'anni di attività clinica e sperimentale, e non parla di neutralità.
    Tra l'altro Erickson non si è mai posto il problema di essere neutrale, bensì quello di influenzare il paziente in modo che questi ne potesse beneficiare il più possibile, e a questo scopo ha utilizzato stili diversi che utilizzassero nel modo migliore le caratteristiche individuali dei suoi pazienti.

    Tra l'altro ancora oggi molti fanno distinzione tra terapie suggestive e non, come se ci sia qualche differenza tra suggestione ed influenza. Semmai si potrebbe dire che ci sono orientamenti che fanno un uso esplicito dell'influenza e altre che fanno ancora finta di non usarla.
    Una distinzione un pò più utile è invece tra suggestione diretta ed indiretta, di cui Erickson parla sempre nello stesso articolo:

    "Certo, la suggestione diretta può provocare l'alterazione del comportamento del paziente e la guarigione, almeno temporanea, del sintomo. Ma questa 'guarigione' è una semplice risposta alla suggestione e non comporta quella riassociazione e riorganizzazione di idee, modi di vedere e ricordi che sono essenziali per la vera guarigione. E' quest'esperienza di riassociazione e riorganizzazione della propria vita esperienziale a produrre infine la guarigione, non la manifestazione del comportamento responsivo che, nel migiolre dei casi, può soddisfare soltanto l'osservatore.
    Per esempio, possiamo dare una suggestione diretta di anestesia della mano e ottenere una risposta che ci sembra adeguata. Se però il paziente non l'ha interpretata spontaneamente come [la richiesta] di rendersi anche conto dell'esigenza di una sua riorganizzazione interna, l'anestesia non reggerà al vaglio dei test clinici e sarà una pseudo-anestesia.
    Per promuovere un'anestesia efficace, per esempio, è meglio promuovere nello stesso paziente l'inizio di un'attività mentale, dandogli la suggestione di ricordare la sensazione di intorpidimento avvertita dopo un'anestesia locale o quella di avere una gamba o un braccio addormentati, seguita dalla suggestione di avvertire di nuovo una sensazione simile nella mano.
    Con questa induzione indiretta il paziente riesce a compiere i difficili processi interni di disorganizzazione, riorganizzazione, riassociazione e proiezione di una reale esperienza interna per aderire a quanto è richiesto dalla suggestione, e in tal modo l'anestesia indotta diventa una parte della sua vita esperienziale anzichè restare una semplice risposta superficiale
    (Milton Erickson - "La psicoterapia ipnotica" in Opere Vol. IV, Astrolabio, pag. 57-58

    Quando qualcuno vorrebbe ancora dire "è solo suggestione", mi vengono in mente quelli che dicono "è solo psicologico".

  11. #176
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: falsi miti

    Citazione Originalmente inviato da benedetta14 Visualizza messaggio
    Da questi due interventi deduco che si possono misurare scientificamente i risultati di una terapia in un "ambito lineare deterministico" e pertanto il paziente viene considerato un reagente agli stimoli e alla guida del terapeuta e non un soggetto attivo del proprio cambiamento, perché solo un intervento di questo tipo permette la verifica della relazione causa-effetto.
    Correggetemi se sbaglio.

    Saluti
    Se i risultati di una terapia vengono misurati in "ambito lineare deterministico" ciò non implica che la terapia debba essere un processo "lineare deterministico". I primi si pongono in un livello logico superiore rispetto alla seconda.
    Purtroppo il fatto di poter applicare ad una classe le proprietà degli elementi che la compongono è un classico errore di tipizzazione logica, già evidenziato da B. Russel e N.A. Whitehead nei "Principia Mathemathica" agli inizi del novecento, ed è uno dei motivi di confusione del pensiero umano che porta alla nascita di paradossi e di insanità mentale, come evidenziato dalle ricerche sul doppio legame del Mental Research Institute di Palo Alto tra gli anni 50 e 70.

    Tra l'altro mi sembra altrettanto diffusa la convinzione errata che i sistemi dinamici non lineari non siano deterministici, confondendo imprevedibilità con indeterminismo.
    Ultima modifica di _daimon_ : 10-05-2010 alle ore 13.42.58

  12. #177
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: falsi miti

    Citazione Originalmente inviato da giulietta.o Visualizza messaggio
    Che sollievo i vostri interventi Rosa e Luigi,
    per la piega che stava di nuovo prendendo la discussione già mi risentivo - io “solamente paziente” - in balia di qualche d’uno che insiste con la necessità di “misurami scientificamente”, pena dover assolutamente dubitare di me, del mio sé, del mio io, finanche dell’utilità del mio inconscio, e per non parlare di quel manipolatore del mio analista che si arricchisce alle mie spalle...

    G.
    Quando si intraprende un processo di crescita (interiore) è auspicabile abituarsi a non lasciarsi sconvolgere da affermazioni contrarie alle proprie idee. Un'opzione potrebbe essere quella di ignorare i messagi di "parte avversa", ma non sarebbe molto utile ...

  13. #178
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: falsi miti

    Citazione Originalmente inviato da _daimon_ Visualizza messaggio
    Se i risultati di una terapia vengono misurati in "ambito lineare deterministico" ciò non implica che la terapia debba essere un processo "lineare deterministico". I primi si pongono in un livello logico superiore rispetto alla seconda.
    Purtroppo il fatto di poter applicare ad una classe le proprietà degli elementi che la compongono è un classico errore di tipizzazione logica, già evidenziato da B. Russel e N.A. Whitehead nei "Principia Mathemathica" agli inizi del novecento, ed è uno dei motivi di confusione del pensiero umano che porta alla nascita di paradossi e di insanità mentale, come evidenziato dalle ricerche sul doppio legame del Mental Research Institute di Palo Alto tra gli anni 50 e 70.

    Tra l'altro mi sembra altrettanto diffusa la convinzione errata che i sistemi dinamici non lineari non siano deterministici, confondendo imprevedibilità con indeterminismo.
    Citazione Originalmente inviato da bella primavera Visualizza messaggio
    Il soggetto, è sempre attivo in un cambiamento, perchè è sempre lui stesso che si pone come "oggetto del cambiamento", sulla ricerca in psicoterapia, dalle informazioni, da me possedute, risponderei di sì, che lo standard da seguire, è sempre legato da un' ottica causa effetto, ma prima di esserne certi, vorrei, prendere informazioni, da persone più esperte di me, nell'ambito psicometrico.
    Prima di tutto, mettetevi d'accordo perché mi state dicendo due cose diverse (sto scherzando sul mettervi d'accordo...per carità, che ciascuno abbia le proprie idee, ci mancherebbe!).
    Secondo, credo che quello sostenuto da daimon sia importante per Char_Lie (pensiero del tutto personale).
    Terzo, vorrei chiedere a daimon di farmi un esempio pratico per argomentare meglio la sua frase "Se i risultati di una terapia vengono misurati in "ambito lineare deterministico" ciò non implica che la terapia debba essere un processo "lineare deterministico". I primi si pongono in un livello logico superiore rispetto alla seconda."

    Saluti

  14. #179
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: falsi miti

    Citazione Originalmente inviato da benedetta14 Visualizza messaggio
    Prima di tutto, mettetevi d'accordo perché mi state dicendo due cose diverse (sto scherzando sul mettervi d'accordo...per carità, che ciascuno abbia le proprie idee, ci mancherebbe!).
    Diverse ?
    Terzo, vorrei chiedere a daimon di farmi un esempio pratico per argomentare meglio la sua frase "Se i risultati di una terapia vengono misurati in "ambito lineare deterministico" ciò non implica che la terapia debba essere un processo "lineare deterministico". I primi si pongono in un livello logico superiore rispetto alla seconda."

    Saluti
    Lo studio delle caratteristiche di un girino non è un girino, e nemmeno una rana

  15. #180
    benedetta14
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    Riferimento: falsi miti

    Citazione Originalmente inviato da _daimon_ Visualizza messaggio
    Diverse ?
    Lui mi "risponde di si e tu argomenti diversamente....
    Lo studio delle caratteristiche di un girino non è un girino, e nemmeno una rana
    Vabbé, dai, stai sfuggendo dall'esempio clinico.....

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