Mah, io non sottovaluterei comunque la complessità del caso e utilizzerei degli strumenti diagnostici (tipo la SCID II) anche per verificare se ci sia la presenza del Dist. Borderline, a maggior ragione perchè è incerto...
Comunque, considerando che nelle ultime sessioni sono usciti anche casi da inventare del tutto e su cui poi fare l'analisi, io proporrei di riflettere un attimo su questa consegna, che nel nostro caso è:
Il candidato
1) Descriva il caso di un individuo (adulto o in età evolutiva)
2) Delinei sinteticamente il modello teorico che ispira il protocollo di intervento
3) In base alla descrizione approfondisca: il processo diagnostico del caso (avanzando ipotesi, specificando se e come si possono
escludere ipotesi alternative) oppure una definizione e valutazione dei dati iniziali (qual è il problema? Quali sono le richieste?)
4) Descriva l’intervento specificando: La finalità, la metodologia , le tecniche e la durata; si argomenti la coerenza
dell’intervento rispetto all’inquadramento diagnostico o alla valutazione dei dati iniziali
Quando ci chiedono il modello teorico che ispira il protocollo di intervento, secondo voi è bene specificare che per la diagnosi ci riferiamo al DSM e che stiamo seguendo l'approccio teorico x (es. cognitivo-comportamentale, psicodinamico etc.)? E inoltre, se specifichiamo che stiamo seguendo l'approccio x e nella letteratura è indicato anche ad esempio una terapia sistemico-familiare, è corente a quel punto scriverla?







Rispondi citando
).. insomma giusto per non trovarsi completamente spiazzati lì per lì