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  1. #166
    Iggy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Dreamstalker
    D'accordo, non posso negare che se la maggior parte delle persone trova offensiva quell'opera d'arte, allora l'opera è offensiva. Splendido. Il punto era un altro: dal fatto che l'opera sia offensiva discende, inconfutabilmente a ragione, che sia inopportuna?
    Questa è la materia di discussione, e tu la dai come verità acquisita, e come verità oggettiva ed inconfutabile.
    Ciò che offende il pudore altroché se è inopportuno! Ma scherzi?

    Per il problema che ora hai sollevato sulla parola cavia, io non ho fatto altro che prenderla in considerazione secondo gli sviluppi della discussione. Se iniziamo col nichilismo semantico allora buonanotte, abbiamo finito di discutere. Il nichilismo semantico è anche peggio di quello scientifico.
    Ad ogni modo non mi interessa dedurre "parzialissime chiavi interpretative", perché se io non voglio trovarmi di fronte l'immagine non mi pongo neanche il problema di cercarne una. Se qualcuno si mette alla gogna del pubblico e delle sue reazioni (cosa che ha fatto Cattelan), accetterà allora anche il fatto che qualcuno ne abbia di violente (benché biasimevoli). Detto questo, rimane il fatto che qualcosa che offende non va proposto. Perché dovrebbe essere proposto? Perché invadere la sfera intima di ciascuno? Perché costringere ignari passanti a osservare scene violente? Perché? Qualcuno ha una spiegazione per questo?
    L'opera come esperimento sociale non è confermata, ma avendo combattuto tutti dando quella versione come buona, ora non ha senso porre una domanda come la tua. Vuoi proporre un altro punto di vista? Fallo, e discutiamo su quello. Però andremmo tutti a masturbarci mentalmente, mentre resta il fatto che l'opera dà fastidio. Cosa c'è ancora da dibattere su questo? Dà fastidio? Sì, ne da (e lo hai ammesso anche tu). E allora su cosa stiamo discutendo? Se qualcosa dà fastidio alla stragrande maggioranza della popolazione non ha motivo di esistere. La gente non vuole quella scena sotto il naso; hanno sbagliato a metterla, qualcuno ha sbagliato a romperla, e ciò non toglie che una cosa del genere sia fuori luogo. Così hanno deciso i cittadini, e per me è giusto. Ma se c'è un'elite (di cosa, poi?) che crede di poter decidere per la maggioranza, allora beh... ha semplicemente sbagliato paese.

  2. #167
    Iggy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Accadueo
    io non ho mai detto che la stampa non parla di loro nè tanto meno ho usato il termine disinformazione
    Scusa eh, ma ho ritrovato il punto che mi interessava: mi pareva strano mi fossi sbagliato così...
    "La stampa fino ad ora ha oscurato questa realtà o al massimo ha 'sacrificato' un trafiletto nelle notizie dal mondo". Parole tue.
    Non hai mai detto che non parla di loro? Strano, perché hai usato il termine "oscurato". Non hai usato il termine "disinformazione"? No, ma oscurare è disinformazione, come lo è non dare il giusto rilievo a ciò che accade nel mondo.
    Ad esempio, è stata disinformazione quando negli Usa i casi di omicidio scesero del 20%, ma i media dedicavano loro il 600% (SEICENTO PERCENTO!) di notizie in più. Insomma, si faceva credere agli Stati Uniti che il problema si stava ingigantendo, mentre era assolutamente falso. Ecco la disinformazione impacchettata, e senza nemmeno dire bugie.

  3. #168
    Originariamente postato da Iggy
    [B]Usare [u-Sà-re]
    v. tr.
    1 servirsi di qualcosa; [omissis]

    [B]
    Sono davvero convinto della correttezza di questa definizione.
    Provando ad esplicitare il concetto contenuto, potremmo dire che "usare una persona" vuol dire "servirsi di una persona trattandola come se fosse un oggetto, senza curarsi di lei (delle sue necessità, delle sue idee, ecc)"

    Accetto(per semplicità) la seconda parte della definizione.
    Chiedo solo, e lo chiedo da un bel po', quali siano le modalità secondo le quali le persone sarebbero state usate, indicandone mezzi e fini, e vorrei anche capire che senso dai tu alla parola usare. La tua interpretazione, non quella del dizionario: se non riduciamo in qualche modo i nostri concetti ad un dizionario comune, non ci capiremo mai.
    Per me, usare una persona vuol dire "far sì che una persona faccia qualcosa", e si può usare una persona sia costringendola che convincendola.
    Potremmo limitare l'analisi al *come* le persone sono state usate in questo caso, per ora.
    L'abusivamente pone un problema di un altro tipo: Cattelan aveva ricevuto quello spazio da una persona (da un gruppo di persone) in grado di concederglielo, poichè investito da un potere che gli veniva dagli stessi cittadini.
    Dunque, se abuso c'è stato, è da parte di chi gli ha concesso lo spazio, e, se interpreto bene il tuo pensiero, viene dal fatto che non sono state tenute in conto le necessità, le idee, i sentimenti, eccetra, di chi lo ha eletto (dando a Cattelan la possibilità di esporre)
    Sei disposto a considerare la questione dell'abusività in questi termini?
    Infine, last but not least: c'è una quantità di domande che aspettano una risposta e dalle quale dipende la possibilità di una discussione che porti quantomeno a comprendere bene le ragioni altrui
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  4. #169
    LiIa
    Ospite non registrato
    louis, anch'io ho difficoltà a quotare, anche se spero di avere intuito il senso generale, e mi appresto a risponderti.
    Certo che mi assumo la responsabilità di un’opinione, ma della Mia, non della Tua, o di una tua urgenza normativa. Non capisco perché devo a tutti i costi conformarmi ad un atteggiamento prescrittivo.
    Ricapitoliamo: io non so rispondere alla domanda che si chiede fino a che punto può spingersi il diritto espressivo del singolo. Non ne ho idea, nel senso che non riesco a concepire un confine vero e proprio, né un metro universale. immagino che si estenda fino al punto in cui avrà qualcosa da dire e fino a quando qualcuno potrà comprenderlo. E’ un terreno così complesso che mi pare impensabile formalizzare dei paletti.
    Dal punto di vista “etico” che tu tanto ribadisci, da questo discende anche in modo piuttosto evidente quello che ho sostenuto: è inutile se non contraddittorio lamentare l’assenza di divieti e prescrizioni “esterne” se in prima istanza non si fanno i conti con se stessi. mi sembra assurdo pretendere il divieto istituito dall’autorità ad esporre un oggetto se ci si auspicano ritorsioni fisiche (una violenza senza appello). Per questo, l’unica risorsa e l’unico criterio di riferimento che riesco ad ipotizzare consiste nel soffermarsi su quell’oggetto specifico. Credo che un individuo adulto, di fronte ad una proposta, possa essere in grado di dire No grazie e alzare i tacchi senza vivere questa scelta come un torto subito. Credo che possa scegliere intimamente di accogliere o non accogliere senza per forza ricorrere ad un tribunale di piazza o a un gesto di vandalismo. Non credo che l’individuo debba per forza bersi passivamente tutto ciò che lo circonda e non credo che “pensare” sia una scelta passiva rispetto all’ “azione” violenta (percepita come un atto di libertà!); per come la vedo è esattamente il contrario.
    Io non “Sostengo moralmente” il sig. cattelan e il suo lavoro, come non sostengo moralmente certe inquietanti ed oniriche allegorie di Bosh: guardo e valuto se ci trovo qualcosa che mi colpisce, e perché. Se mi sfuggono cerco di sintonizzarmi sul linguaggio che adoperano o di saperne di più, se mi spaventano chiedo aiuto agli altri e se continuano a restare mute chiudo il libro o passo all’altro marciapiede, senza sentirmi in difetto per questo. Questa è la mia posizione e di questa mi assumo la responsabilità, ben sapendo che c’è chi ci legge un atteggiamento “indulgente” (pare quasi che per non sentirsi indulgenti si debbano definire “inconfutabili” le proprie conclusioni) o intellettualistico o snob o come ti pare e piace.

  5. #170
    Iggy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Dreamstalker
    Sono davvero convinto della correttezza di questa definizione.
    Provando ad esplicitare il concetto contenuto, potremmo dire che "usare una persona" vuol dire "servirsi di una persona trattandola come se fosse un oggetto, senza curarsi di lei (delle sue necessità, delle sue idee, ecc)"

    Accetto(per semplicità) la seconda parte della definizione.
    Chiedo solo, e lo chiedo da un bel po', quali siano le modalità secondo le quali le persone sarebbero state usate, indicandone mezzi e fini, e vorrei anche capire che senso dai tu alla parola usare. La tua interpretazione, non quella del dizionario: se non riduciamo in qualche modo i nostri concetti ad un dizionario comune, non ci capiremo mai.
    Per me, usare una persona vuol dire "far sì che una persona faccia qualcosa", e si può usare una persona sia costringendola che convincendola.
    Potremmo limitare l'analisi al *come* le persone sono state usate in questo caso, per ora.
    L'abusivamente pone un problema di un altro tipo: Cattelan aveva ricevuto quello spazio da una persona (da un gruppo di persone) in grado di concederglielo, poichè investito da un potere che gli veniva dagli stessi cittadini.
    Dunque, se abuso c'è stato, è da parte di chi gli ha concesso lo spazio, e, se interpreto bene il tuo pensiero, viene dal fatto che non sono state tenute in conto le necessità, le idee, i sentimenti, eccetra, di chi lo ha eletto (dando a Cattelan la possibilità di esporre)
    Sei disposto a considerare la questione dell'abusività in questi termini?
    Scusa eh, ma permettimi di dire che è la più grande cazzata che abbia mai letto in vita mia. Ma chi ha eletto chi? Ma parli a vanvera? I proprietari delle gallerie li eleggi tu? E da quando?? Ma dai Dream, ti stai proprio arrampicando sugli specchi! No che non posso considerare la questione in questi termini!


    "Infine, last but not least: c'è una quantità di domande che aspettano una risposta e dalle quale dipende la possibilità di una discussione che porti quantomeno a comprendere bene le ragioni altrui"
    Amico mio, io voglio pure arrivare a capire le tue ragioni, ma se tu hai pensieri polimorfici che faccio, un viaggio sulle montagne russe dei tuoi discorsi? Piuttosto, ripondi alla serie di domande che mi sono posto: "Detto questo, rimane il fatto che qualcosa che offende non va proposto. Perché dovrebbe essere proposto? Perché invadere la sfera intima di ciascuno? Perché costringere ignari passanti a osservare scene violente? Perché? Qualcuno ha una spiegazione per questo?"


    P.S.: "potremmo dire che "usare una persona" vuol dire "servirsi di una persona trattandola come se fosse un oggetto, senza curarsi di lei (delle sue necessità, delle sue idee, ecc)""
    No, non possiamo dirlo. La redazione si serve di me, ma non mi tratta come un oggetto. Le cover band si servono dei componenti dei gruppi originali (praticamente un marchio) per attirare un seguito, ma non trattano questi come oggetti. Insomma, non c'entra proprio nulla.

  6. #171
    Iggy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Iggy
    P.S.: "potremmo dire che "usare una persona" vuol dire "servirsi di una persona trattandola come se fosse un oggetto, senza curarsi di lei (delle sue necessità, delle sue idee, ecc)""
    No, non possiamo dirlo. La redazione si serve di me, ma non mi tratta come un oggetto. Le cover band si servono dei componenti dei gruppi originali (praticamente un marchio) per attirare un seguito, ma non trattano questi come oggetti. Insomma, non c'entra proprio nulla.
    Ovviamente si intende nel primo caso un utilizzo non abusivo, nel secondo solo in parte. Sono esempi per capirsi.

  7. #172
    Originariamente postato da Iggy
    Per il problema che ora hai sollevato sulla parola cavia, io non ho fatto altro che prenderla in considerazione secondo gli sviluppi della discussione.
    Se iniziamo col nichilismo semantico allora buonanotte, abbiamo finito di discutere. Il nichilismo semantico è anche peggio di quello scientifico.
    Si dovrebbe parlare di relativismo semantico, casomai, non di nichilismo, perchè non ho mai sostenuto che non esista il concetto di cavia se non nell'interpretazione personale.
    E' proprio perchè sono convinto che un tale concetto esista, e che la sua interpretazione possa porre un problema linguistico, che mi interessa che venga esplicitato, sia pure in questa particolare accezione.
    Inoltre il fatto che a te non interessi dedurre parzialissime chiavi interpretative, non sposta di un micron la domanda: quella cosa, è stata detta o no? Dire "non mi interessa, dunque non è rilevante" non è un modo valido di uscire dalla questione.
    Vorrei sottolineare come l'ipotesi iniziale di Mia (e.. mia) fosse che la reazione del passante (tutt'altro che ignaro) fosse intesa, in qualche modo, parte della stessa opera d'arte.
    Da questo, non mi ricordo nemmeno piu' come, si è passato alla nozione di "esperimento sociale". Che può essere un modo di spiegare quell'opera d'arte, da me attaccato con le mie domande e che ora suppongo debba essere in qualche modo difeso, se vogliamo a considerare l'opera di Cattelan "esperimento sociale" (inciso: siete in grado di dare una definizione piuttosto precisa di esperimento sociale senza guardare nel dizionario? (a meno che non lo abbiate già fatto))
    Per quanto riguarda l'opportunità di esporre qualcosa che offenda le persone, vorrei dire che
    1) era presumibile, ma non scontato, che quell'opera sarebbe risultata così drammaticamente offensiva, in uno Stato dove la coscienza morale è (userò un eufemismo) assopita. Salvo svegliarsi per un'istallazione artistica. (ancora aspetto di sapere perchè l'arte debba dipendere dalla morale o dall'etica)
    2) io ho dedotto che l'opera sia offensiva dal fatto che le persone la hanno giudicata offensiva. Per me (e nemmeno per te, se ho ben capito), non lo è. Dunque, il fatto che quell'opera sia offensiva è una cosa contingente.
    In un Paese nel quale molte persone non trovano offensivi svariati atti criminali, mi sento propenso a dire che l'essere offensiva non era una qualità dell'opera che fosse stata voluta, e che non si è voluto prevedere. (potrei dire "non si poteva prevedere con certezza", ma ho paura che un argomento simile sia troppo forte )
    Aggiungo anche un altro argomento: se l'esposizione di quell'opera ha provocato l'attivazione dei neuroni nel cervello di chi la ha vista e ne ha discussa, portandola ad arrivare ad una posizione ragionata, trovo che il prezzo pagato sia inferiore ai benefici guadagnati.
    Sul fatto che vengano già mostrate, per varie necessità (ma nei film, per esempio, nient'altro che per necessità di intrattenimento o di spettacolo), scene che possano essere ritenute offensive (e non dirmi che un film uno lo va a vedere di sua spontanea volontà: può tranquillamente essere che nel film ci sia una scena che lo offenda e della quale non sapeva nulla; così come in quella piazza c'era un'esposizione di cui non sapeva nulla), abbiamo già parlato.
    Dunque posso dire: se quell'opera ha stimolato una riflessione consapevole, allora ben vengano i trenta secondi di stupore nell'osservarla.
    Potrai dirmi: è inaccettabile che tu giustifichi i mezzi con i fini (o con i risultati).
    Ti potrei rispondere: è un qualcosa che si fa costantemente, e la mia coscienza morale mi consente di farlo anche in questo caso.
    Infine, voglio ribadire il concetto che secondo me, tutta questa discussione sul ferimento dell'identità morale delle persone, è stata gonfiata, un qualcosa tipo effetto-domino (sarei piu' propenso a dire: effetto-gregge), e che, in fin dei conti, mi sembra un argomento davvero poco perseguibile, nel nostro glorioso paese, che non viene ferito da cose ben peggiori. Ma questa è una mia opinione personalissima: non dico che non siano stati davvero feriti, ma che mi sembra ben strano che lo siano da un'opera d'arte (o dalla rimozione dei crocefissi), e non da atti, politici, sociali, economici, ecc, ben piu' gravi.
    Infine vorrei commentare la tua ultima frase:


    Così hanno deciso i cittadini, e per me è giusto. Ma se c'è un'elite (di cosa, poi?) che crede di poter decidere per la maggioranza, allora beh... ha semplicemente sbagliato paese.
    e permettimi di sorriderne: sono tristemente convinto che l'elite avrebbe difficilmente potuto scegliere meglio il suo paese.
    E posso riconoscere autorità ad un gruppo di agenti responsabili, ognuno con le proprie convinzioni razionali, non ognuno con la propria ideologia da seguire a priori: tra "cittadinanza" e "gregge di pecore" c'è una certa differenza, e mi chiedo se chi si ritiene ferito da una simile opera d'arte, senza averla mai vista che in fotografia o in televisione, e si indigna fortemente, stia esprimendo un giudizio frutto di sue convinzioni personali, o seguendo pecorescamente un'ideologia.
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  8. #173
    Originariamente postato da Iggy
    Scusa eh, ma permettimi di dire che è la più grande cazzata che abbia mai letto in vita mia. Ma chi ha eletto chi? Ma parli a vanvera? I proprietari delle gallerie li eleggi tu? E da quando?? Ma dai Dream, ti stai proprio arrampicando sugli specchi! No che non posso considerare la questione in questi termini!
    Devo aver frainteso un punto allora: quello dove è stata esposta l'opera, non era suolo pubblico, liberamente concesso dal Comune di Milano all'artista, al direttore della galleria o a chi per esso?
    Alle tue domande ho risposto ora, non avevo notato prima il post.


    P.S.: "potremmo dire che "usare una persona" vuol dire "servirsi di una persona trattandola come se fosse un oggetto, senza curarsi di lei (delle sue necessità, delle sue idee, ecc)""
    No, non possiamo dirlo. La redazione si serve di me, ma non mi tratta come un oggetto. Le cover band si servono dei componenti dei gruppi originali (praticamente un marchio) per attirare un seguito, ma non trattano questi come oggetti. Insomma, non c'entra proprio nulla.
    Ok: allora spiega cosa intendi, nel caso contingente, quando dici che l'artista si è servito delle persone.
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  9. #174
    Iggy
    Ospite non registrato
    NNNNNNNNNNNNOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!! !
    Scusa, ma non ho proprio voglia di leggermi il papiro, che ancora una volta mi farà pensare che sto perdendo tempo. facciamo una cosa: io accetto il fatto che in Italia c'è chi non accetta il volere democratico del popolo, e tu accetti il fatto che io sono un individuo democratico che vive in un paese democratico. Io accetterò anche l'esistenza di chi se ne infischia della sensibilità altrui adducendo la necessità di creare pionieristiche nuove arti violente per liberare il popolo dall'ignoranza, e io continuerò a essere apprezzato per il mio pragmatismo e il mio spirito di comunità.
    La cosa preoccupante è che sia io a dirlo a futuri psicologi
    Poveri coloro che un giorno si rivolgeranno alle persone sbagliate per risolvere i propri problemi!
    Ultima modifica di Iggy : 21-05-2004 alle ore 17.58.20

  10. #175
    Iggy
    Ospite non registrato
    Comunque sia alla fine ha avuto la meglio il volere del popolo: l'opera è stata tolta, e non più riproposta. Anche perché acquistata da un miliardario d'oltreoceano che la piazzerà in casa propria senza rompere le balle a nessuno. Peccato, perché senza l'opera di Cattelan ci sentiremo tutti un po' più ignoranti. Eheh.
    Sticazzi

    - Iggy Out -

  11. #176
    Originariamente postato da Iggy
    NNNNNNNNNNNNOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!! !
    Scusa, ma non ho proprio voglia di leggermi il papiro, che ancora una volta mi farà pensare che sto perdendo tempo. facciamo una cosa: io accetto il fatto che in Italia c'è chi non accetta volere democratico del popolo, e tu accetti il fatto che io sono un individuo democratico che vive in un paese democratico.
    R O T F L

    Stiamo scadendo nel portaportismo (gh, che parola ho inventato).
    Vabbè, se non hai voglia di leggerti la risposta non c'è nessun problema: tu non capisci le mie ragioni, io trovo inadeguate le tue, la discussione finisce e tanti saluti. Bastava dirlo subito (anche se ammetto di essermi divertito ad argomentare).


    Io accetterò anche l'esistenza di chi se ne infischia della sensibilità altrui adducendo la necessità di creare pionieristiche nuove arti violente per liberare il popolo dall'ignoranza, e io continuerò ad essere apprezzato per il mio pragmatismo e il mio spirito di comunità.
    Ho paura che "pragmatismo" e "spirito di comunità" sforino troppo soventemente in "apatia morale" e "pecoronità" (mi sento in vena di creare neologismi, in questi cinque minuti); non per forza nel tuo caso specifico (spero proprio che non sia così, dato che lavori per un giornale, se ho ben capito, e vuoi diventare un giornalista), ma in generale


    La cosa preoccupante è che sia io a dirlo a futuri psicologi
    La cosa confortante è che non sia un (futuro) psicologo a dirlo


    Poveri coloro che un giorno si rivolgeranno alle persone sbagliate per risolvere i propri problemi!
    Senti, carino: non avevo mai pensato, prima di questo post, di criticare la tua professionalità sul posto di lavoro, nè la tua attitudine al giornalismo, ma ora mi sento davvero di consigliarti di smettere di utilizzare argomenti ad personam quando non vuoi, non puoi o non sai ribattere alle argomentazioni altrui: questa non solo è una delle fallacie logiche dalle quali bisogna guardarsi, ma rischia, quando diventa un comportamento rivolto verso "alte sfere" (non certamente me, che mi incazzo per questi trenta secondi e poi basta), di fruttarti querele o convocazioni davanti al Jury d'onore del tuo ordine (se attacchi un tuo collega giornalista)

    P.S: Non hai risposto a NESSUNO dei quesiti che ho posto; mentre io credo di aver risposto ai tuoi, bene o male, in modo piu' o meno condivisibile.
    E se non ricordo male, l'opera era stata pensata per rimanere pochissimo tempo in quel luogo. Forse un giorno solo.
    Ultima modifica di Dreamstalker : 21-05-2004 alle ore 18.02.57
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  12. #177
    Iggy
    Ospite non registrato
    Il fatto che tu non sia psicologo mi consola.
    Ad ogni modo non sono sceso ad attacchi personali sottolineando la mia preoccupazione per il fatto che qualcuno potrebbe finire in mani sbagliate, in futuro, se alcuni psicologi dovessero manifestare una scarsa empatìa. E' una preoccupazione più che legittima, e avallata da ciò che spesso leggo qui dentro (nel forum tutto, senza entrare nel merito di questa discussione).
    Riguardo le regolamentazioni dell'Ordine, ti stai infilando in un discorso che forse conosci poco, dunque non parlarne nemmeno

    Dai basta, io mi sono imposto di non continuare una discussione oramai sterile; non vorremo mica cominciare a riempire le pagine con futilità ancor più inutili?

    Saluti! Vado a vedermi le vagine di pietra, perché mi va e basta


    P.S.: "Senti, carino" mi è piaciuto un sacco ho fatto un balzo indietro nel tempo

  13. #178
    Originariamente postato da Iggy
    Ad ogni modo non sono sceso ad attacchi personali sottolineando la mia preoccupazione per il fatto che qualcuno potrebbe finire in mani sbagliate, in futuro, se alcuni psicologi dovessero manifestare una scarsa empatìa.
    Naturalmente, se avessi sottolineato la tua preoccupazione per il fatto che qualcuno potrebbe finire in mani sbagliate, in futuro, se alcuni psicologi dovessero manifestare una scarsa empatìa, non saresti sceso ad attacchi personali.
    Ma, forse perchè ho la coda di paglia (e dicendo questo dimostro di avere una coda di paglia ricorsiva ), negli tuoi ultimi due messaggi leggo "non penso che tu abbia le qualità necessarie a diventare uno psicologo, e temo per la sorte dei tuoi futuri clienti"
    Che è, per quanto mi riguarda, una denigrazione delle mie potenzialità (ora) e capacità (un giorno) di psicologo, senza peraltro che tu abbia un'idea precisa del tipo di qualità di cui avrò bisogno quando sarò psicologo, e soprattutto senza che tu conosca me come persona, ma solo frammenti del mio pensiero.
    Non ci sono scappatoie linguistiche, questa volta, temo.
    Per il resto delle persone del forum non posso parlare, per gli stessi motivi che ho appena enunciato.
    That's all, folks.
    P.S: Leggo, è da intendersi in senso figurato.
    Ultima modifica di Dreamstalker : 21-05-2004 alle ore 19.25.56
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  14. #179
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    31-03-2003
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    2,536
    Originariamente postato da Accadueo
    io non ho mai detto che la stampa non parla di loro nè tanto meno ho usato il termine disinformazione

    Originariamente postato da Iggy
    Scusa eh, ma ho ritrovato il punto che mi interessava: mi pareva strano mi fossi sbagliato così...
    "La stampa fino ad ora ha oscurato questa realtà o al massimo ha 'sacrificato' un trafiletto nelle notizie dal mondo". Parole tue.
    Non hai mai detto che non parla di loro? Strano, perché hai usato il termine "oscurato". Non hai usato il termine "disinformazione"? No, ma oscurare è disinformazione, come lo è non dare il giusto rilievo a ciò che accade nel mondo.
    Ad esempio, è stata disinformazione quando negli Usa i casi di omicidio scesero del 20%, ma i media dedicavano loro il 600% (SEICENTO PERCENTO!) di notizie in più. Insomma, si faceva credere agli Stati Uniti che il problema si stava ingigantendo, mentre era assolutamente falso. Ecco la disinformazione impacchettata, e senza nemmeno dire bugie.
    .. o al massimo ha 'sacrificato' un trafiletto nelle notizie dal mondo.. e poi sempre riferito al discorso del suicidio giovanile.. e non sulle pubblicazioni di ricerche sulla solitudine e i bambini super impegnati..Iggy. C'è differenza fra oscurare e disinformare eccome! L'esempio l'hai riportato tu con una chiarezza estrema specificando che disinformare significa anche dare informazioni distorte rispetto alla realtà.. e oscurare può anche semplicemente significare non parlarne..

  15. #180
    Partecipante Assiduo L'avatar di stefanocif
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    appelli

    buuuaaahhhh!!!.....

    I miei continui appelli alla moderazione sono andati a farsi benedireeee!!!!!!!!

    sob! sniff!....

    ragazzi non riesco più a seguirvi: Lavoro, studio (mi sparo tre esamucci a botta), vado in palestra, c'ho casa da rassettare (sono famiglia mono componente ) e nel tempo libero dormo pure

    mi raccomando, almeno cercate di non fare un thread di 3.000 pagine!

    stefanocif

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