ABETONE
Va al pronto soccorso per un'emorragia
Nella borsa il corpo del neonato morto
La donna, 42 anni, ucraina, è stata arrestata dai carabinieri con l'accusa di omicidio volontario del figlio partorito da poche ore: «Avevo paura di perdere il posto di lavoro»
PISTOIA - Una donna di 42 anni di origine ucraina è stata arrestata dai carabinieri di Pistoia con l’accusa di omicidio volontario del figlio partorito da poche ore. Secondo le ricostruzioni dei militari, nel corso della notte la donna, residente a Fiumalbo in provincia di Modena, si è presentata al punto di primo soccorso dell'Abetone lamentando i postumi di una emorragia interna. I sanitari ne hanno disposto il trasferimento all’ospedale del Ceppo di Pistoia. All’interno della borsa che la donna portava con sé, i carabinieri hanno trovato il corpo senza vita di un neonato che ai primi esami risulta morto per soffocamento.
Da quanto emerso, il neonato avrebbe avuto un fazzoletto in bocca. La donna si sarebbe sentita male domenica, mentre era all’Abetone, dove lavora come barista. Dapprima è andata al punto di pronto soccorso dell’Abetone, per poi essere trasferita all’ospedale di San Marcello Pistoiese e successivamente a quello di Pistoia dove nella notte sono intervenuti i carabinieri, scoprendo il cadavere del piccolo nella sua borsa. Accertamenti sono in corso per capire dove la donna abbia partorito, se all’Abetone o altrove.
La donna, Tetiana Hykava, ha confessato di avere ucciso il bambino appena partorito. La confessione è avvenuta nel corso dell’interrogatorio durato oltre due ore cui la donna è stata sottoposta nel pomeriggio nella sede della procura della Repubblica di Pistoia. La donna, ora trasferita nel carcere di Sollicciano a Firenze, ha ammesso di avere accusato reiterati malori mentre si trovava all’interno del bar dell’Ovovia di Abetone nel quale lavora da anni e di essersi ritirata nello spogliatoio dove, da sola, avrebbe dato alla luce il bambino, nato vivo e del peso di circa tre chilogrammi. La donna, per cause al vaglio degli inquirenti, avrebbe quindi soffocato il piccolo comprimendogli la bocca con un fazzoletto e lo avrebbe rinchiuso nella borsa che custodiva accuratamente, tenendola stretta. All’arrivo dell’ambulanza chiamata dal personale del bar, i soccorritori hanno prelevato la donna direttamente nel locale. Con sè la donna avrebbe tenuto stretta la borsa fino all’arrivo all’ospedale pistoiese del Ceppo dove più tardi i carabinieri hanno scoperto il cadavere del bimbo.
Aveva paura di perdere il lavoro e il permesso di soggiorno e di essere quindi rimpatriata: è quanto avrebbe dichiarato la donna, già madre di un bimbo che frequenta in Italia le elementari, nel corso dell’interrogatorio. Hykava, da una decina di anni nel nostro Paese, provvista dei documenti di soggiorno, aveva lavorato prima come badante presso una famiglia in provincia di Modena, ed era da anni addetta al bar dell’ovovia dell’Abetone. Il suo timore era che con la nascita del figlio avrebbe potuto perdere il lavoro e la donna ha confessato di aver soppresso il figlio venuto alla luce domenica pomeriggio nello spogliatoio del bar dell’ovovia, l’impianto di risalita simbolo di Abetone.