
Originalmente inviato da
willy61
Se il cervello non è una macchina di Turing, allora dovremo ricorrere ad un'altra speigazione del suo funzionamento. Questa spiegazione ce la offre la teoria della selezione dei gruppi neuronali. Come abbiamo visto in precedenza, una serie di simulazioni basate sulla teoria effettua il reale riconoscimento di configurazioni e la categorizzazione percettiva. Inoltre, un nutrito corpo di disparati riscontri sperimentali indica non solo che gli eventi selettivi avvengono nel cervello, ma che, se andiamo ad analizzarli, gran parte di quei dati, in apparenza scollegati, sono in realtà tra di loro conciliabili. Abbiamo dato per scontato che il cervello, dopo essersi originato nel corso dell'evoluzione per selezione naturale - che ha stabilito i vincoli dei valori e le strutture principali - operi per selezione somatica. Invece di essere guidato da un insieme di procedure efficaci, è governato da un gruppo di strutture efficaci, le cui dinamiche consentono alle sue attività correlate di originarsi per selezione, piuttosto che mediante le regole della logica.
Chiaramente, se il cervello si è evoluto in questo modo, e se questa evoluzione ha dato vita al fondamento biologico della scoperta finale e del perfezionamento dei sistemi logici nella cultura umana, allora possiamo concludere che, in senso generativo, la selezione è più potente della logica. È la selezione - naturale e somatica - che ha dato origine al linguaggio ed alla metafora, ed è sempre la selezione, e non la logica, che soggiace al riconoscimento di strutture e del pensiero metaforico. A conti fatti il pensiero è perciò basato sulla struttura e sulle interazioni del nostro corpo, e ciò ne limita in qualche modo i poteri. La nostra facoltà di riconoscimento delle strutture può ad ogni buon conto essere superiore al potere di dimostrare le proposizioni mediante la logica. Infatti, il pensiero cosciente dell'uomo può creare nuovi assiomi, creazione impossibile per un computer.