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  1. #166
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da PsicoArt Visualizza messaggio
    Ragazzi, io frequento la magistrale in psicologia clinico-dinamica a Padova e nel frattempo sono iscritto a un corso di counseling a Brescia. Non è un corso di counseling psicologico riservato a psicologi, ma un corso di counseling, punto. E' quindi aperto a tutti, e per tutti intendo anche casalinghe, impiegate di vario genere, insomma di tutto un pò.. previo un colloquio di valutazione che chiunque non sia gravemente psicotico supererebbe brillantemente. Ah, il corso è tenuto dall'istituto di psicologia psicoanalitica che organizza anche il corso di psicoterapia.
    La mia percezione, certamente limitata, è che buona parte di coloro - psicologi esclusi -che frequentano queste scuole inseguano il sogno magari un pò tardivo di fare gli pseudo-terapeuti. Le differenze fra counsleing e psicoterapia sono più volte ribadite nel corso, ma le materie sono tutte psicologiche ( i testi suggeriti sono praticamente tutti testi che vengono utilizzati anche nelle facoltà di psicologia, naturalmente in numero molto inferiore..tutto ciò che riguarda comunicazione, memoria, empatia, rogers va per la maggiore), la formazione riguarda tecniche di colloquio che vengono per altro proposte anche in alcuni corsi universitari , e tutti i counselor che ho conosciuto e che praticano la professione tengono colloqui, fanno incontri, seminari, corsi che vertono su tematiche sempre e comunque psicologiche! certo non fanno diagnosi, ma spesso ho avuto la sensazione che si cerchi di "scimmiottare" psicologi e psicoterapeuti superando serenamente i limiti.
    Ora, non vi nascondo che è frustrante, molto frustrante, vedere persone che dal nulla, spesso a causa di una psicoterapia personale particolarmente appassionante, scoprono questa strada breve verso la professione pseudo-psicologica e scavalcando brillantemente decine e decine di esami, fatica, soldi, impegno, e quant'altro si ritrovano in soli tre anni con due sabati al mese a fare quello che fanno molti psicologi.
    perchè alla fine è inutile andare per il sottile, quello che la maggior parte dei counselor (non psicologi) fanno nei loro studi è niente di più e niente di meno che sostegno psicologico. E lo fanno per altro senza la preparazione teorica che gli consente davvero di cogliere in toto le persone che hanno davanti e che nella maggior parte dei casi si rivolgono a loro esattamente come alternativa agli psicologi e psicoterapeuti ( una sorta di soluzione "più soft", definizione che mi è stata fatta più volte). So benissimo che sulla carta si cercano di definire tutte le differenze del caso fra le due professioni, ma vi garantisco che nella pratica le differenze sfumano ed è facilissimo che i ruoli si confondano. Non tanto tra psicoterapeuta e counselor, quanto proprio tra psicologo e counselor.
    Io mi sto formando in entrambe, quindi mi rendo conto bene delle differenze, soprattutto dovute alle conoscenze, che poi sono strumenti imprescindibili, che uno psicologo acquisisce in tanti anni di studio. Certo, ci sono persone partocolarmente "dotate" e portate alla comunicazione e alla relazione di aiuto. Ma questo, a mio avviso, non basta. E io questo lo rilevo, ma i "clienti" spesso no. Ho visto moltissime persone andare da un counselor che conosco ed avere chiaramente bisogno di interventi psicologici se non addirittura psicoterapeutici.
    Certamente io parlo solo per la mia esperienza e la scuola che frequento io, ma sinceramente, a parte le simulazioni dei colloqui ( che oggi anche qualche facoltà ha inserito sotto forma di seminari), la formazione al counseling non è "altra" rispetto a quella psicologica, ma ne circoscrive una parte che chiunque abbia conseguito una laurea in psicologia ha comunque affrontato.
    In sostanza io non sono molto convinto che fra counselor e psicologi non ci siano nei fatti delle sovrapposizioni a discapito dei secondi.
    Io pensavo che questa scuola mi fornisse degli strumenti in più per la mia professione da psicologo futura, ma "nei fatti", anche se non perdo l'ultima speranza, questo non mi sembra di riscontrarlo. per questo sono semprepiù combattuto sul proseguire o meno visto che comunque 2400 euro all'anno per tre anni sono pesanti da sostenere!

    Quindi, se vivete in città dove sono disponibili corsi di counseling psicologico riservati agli psicologi non dubitate: scegliete quelli. Se avessi avuto questa possibilità l'avrei colta anch'io.
    Qualunque dubbio abbiate valutate i programmi e fidatevi soltanto di quelli che prevedano approfondimenti delle competenze psicologiche acquisite all'università. Oppure individuate corsi magari più brevi e specifici che vi supportino in quelle competenze che vorreste potenziare e in cui vi sentite insicuri. Il "mestiere" di psicologo richiede oggi certamente creatività e intraprendenza. La cosa migliore è valutare tutto ciò che realmente compete alla professione, identificare ciò che meglio corrisponde a quello che a noi interessa, e sviluppare strategie, anche di approfondimento formativo, per andare in quella direzione.
    Ed è opportuno comunque chiarire il più possibile a chiunque ci chieda qualche informazione in merito le differenze tra la formazione e l'identità professionale di uno psicologo ( che sia o meno counselor) e quella molto diversa di un counselor. Perchè sicuramente fra un counselor che è anche psicologo e uno che non lo è, anche se si dedicano alla stessa - o quasi- attività di counseling, la differenza c'è ed è sostanziale. E' importante che soprattutto i potenziali clienti la comporendano e non facciano confusione. Cosa che invece oggi accade spessissimo.
    ho cercato di descrivervi "di pancia" la mia esperienza concreta. Un'esperienza parziale, soggettiva e circoscritta che comunque appartiene al mondo sempre più in espansione del counseling.

    un post di questo ne vale 100 degli altri, perché si basa sull'esperienza personale e non su teorie e idee astratte.

  2. #167
    Partecipante Figo
    Data registrazione
    30-11-2008
    Messaggi
    773

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Sono d'accordo nel vietare l'accesso a casalinghe e quant'altro ai corsi di counselling ma sarei anche favorevole a vietare l'accesso al counselling sociale ai non assistenti sociali così come vietare l'accesso al counselling psicologico ai non psicologi!!!!Bisogna avere una competenza di base....che dopo se uno vuole può migliorare...ma questa deve essere esclusiva di ogni professione altrimenti perde valore!!!!!!

  3. #168
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da PsicoArt Visualizza messaggio
    Ragazzi, io frequento la magistrale in psicologia clinico-dinamica a Padova e nel frattempo sono iscritto a un corso di counseling a Brescia. Non è un corso di counseling psicologico riservato a psicologi, ma un corso di counseling, punto. E' quindi aperto a tutti, e per tutti intendo anche casalinghe, impiegate di vario genere, insomma di tutto un pò.. previo un colloquio di valutazione che chiunque non sia gravemente psicotico supererebbe brillantemente. Ah, il corso è tenuto dall'istituto di psicologia psicoanalitica che organizza anche il corso di psicoterapia.
    La mia percezione, certamente limitata, è che buona parte di coloro - psicologi esclusi -che frequentano queste scuole inseguano il sogno magari un pò tardivo di fare gli pseudo-terapeuti. Le differenze fra counsleing e psicoterapia sono più volte ribadite nel corso, ma le materie sono tutte psicologiche ( i testi suggeriti sono praticamente tutti testi che vengono utilizzati anche nelle facoltà di psicologia, naturalmente in numero molto inferiore..tutto ciò che riguarda comunicazione, memoria, empatia, rogers va per la maggiore), la formazione riguarda tecniche di colloquio che vengono per altro proposte anche in alcuni corsi universitari , e tutti i counselor che ho conosciuto e che praticano la professione tengono colloqui, fanno incontri, seminari, corsi che vertono su tematiche sempre e comunque psicologiche! certo non fanno diagnosi, ma spesso ho avuto la sensazione che si cerchi di "scimmiottare" psicologi e psicoterapeuti superando serenamente i limiti.
    Certamente io parlo solo per la mia esperienza e la scuola che frequento io, ma sinceramente, a parte le simulazioni dei colloqui ( che oggi anche qualche facoltà ha inserito sotto forma di seminari), la formazione al counseling non è "altra" rispetto a quella psicologica, ma ne circoscrive una parte che chiunque abbia conseguito una laurea in psicologia ha comunque affrontato.
    Io pensavo che questa scuola mi fornisse degli strumenti in più per la mia professione da psicologo futura, ma "nei fatti", anche se non perdo l'ultima speranza, questo non mi sembra di riscontrarlo. per questo sono semprepiù combattuto sul proseguire o meno visto che comunque 2400 euro all'anno per tre anni sono pesanti da sostenere!

    ho cercato di descrivervi "di pancia" la mia esperienza concreta. Un'esperienza parziale, soggettiva e circoscritta che comunque appartiene al mondo sempre più in espansione del counseling.
    Anch'io faccio i complimenti al nostro collega:
    almeno ci ha riferito un'esperienza concreta e non una critica astratta.
    Mi congratulo con lui soprattutto per aver avuto l'umiltà di iscriversi
    ad un Corso post-universitario sul Counseling (pur di più non riservato solo
    agli Psicologi...). Nel post, poi, il collega ammette che "simulazioni di colloqui"
    si fanno anche in "alcune Facoltà". Sottolineo alcune. Infatti nella mia Università non ne ho mai viste. Ma, soprattutto, non basta aver assistito a una simulazione per dire di aver appreso la tecnica/le tecniche di colloquio di Counseling.
    Un Corso di Counseling dovrebbe offrire molto di più.
    Posso dire di essere esperto, secondo me, quando il colloquio posso dire di averlo digerito per centinaia di volte, non alcune o una. E per <<digerito>> intendo vissuto e allo stesso tempo perfezionato (rispetto ai miei standard di qualità: cioè quelli che io voglio offrire al cliente).
    Altrimenti quale dovrebbe essere il valore aggiunto del rivolgersi a uno Psicologo-counselor, invece che a una "casalinga-counselor"??
    Questo, a parte, le garanzie di riservatezza e tutte le altre presenti nel Codice deontologico.
    Ultima modifica di IT_Modeler : 30-08-2009 alle ore 22.31.32
    psi_net

  4. #169
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    Anch'io faccio i complimenti al nostro collega:
    almeno ci ha riferito un'esperienza concreta e non una critica astratta.
    Mi congratulo con lui soprattutto per aver avuto l'umiltà di iscriversi
    ad un Corso post-universitario sul Counseling (pur di più non riservato solo
    agli Psicologi...). Nel post, poi, il collega ammette che "simulazioni di colloqui"
    si fanno anche in "alcune Facoltà". Sottolineo alcune. Infatti nella mia Università non ne ho mai viste. Ma, soprattutto, non basta aver assistito a una simulazione per dire di aver appreso la tecnica/le tecniche di colloquio di Counseling.
    Un Corso di Counseling dovrebbe offrire molto di più.
    Posso dire di essere esperto, secondo me, quando il colloquio posso dire di averlo digerito per centinaia di volte, non alcune o una. E per <<digerito>> intendo vissuto e allo stesso tempo perfezionato (rispetto ai miei standard di qualità: cioè quelli che io voglio offrire al cliente).
    Altrimenti quale dovrebbe essere il valore aggiunto del rivolgersi a uno Psicologo-counselor, invece che a una "casalinga-counselor"??
    Questo, a parte, le garanzie di riservatezza e tutte le altre presenti nel Codice deontologico.
    Oltre alle ( non moltissime è vero) simulate fatte all'università le centinaia di ore di tirocinio, ( 1000 per gli psi) fatte nei servizi pubblici accanto a un professionista che fa colloqui non bastano?

    Ovviamente quando ho fatto il tirocinio io l'assitente sociale tutor che mi seguiva e con della quale seguivo l'intera attività per tutto il periodo del tirocinio non si limitava a farmi vedere come lavorava, al farmi assistere ai colloqui, ma c'erano anche dei momenti dove mi spiegava per ogni colloquio le varie impostazioni e i motivi per i quali lei si era posta con l'utente in un certo modo.

    Io non so se e quanto anche gli psicologi abbiano modo di seguire colloqui durante il loro tirocinio, ma suppongo che anche loro imparino il modo di porsi con l'utente nella relazione d'aiuto durante queste mille ore....

    Altrimenti a che servono i tirocini che lo stato italiano ci impone?

    A cosa ci servono i 5 anni di università? A imparare bene le diverse teorie, a conforntare le varie metodiche e i vari approcci diversi, a capire la storia della nostra professione, a sapere quali approcci erano più usati in passato e quali invece sono più innovativi, a capire che ci sono tanti modelli e a scegliersi il proprio tra tanti...

    A capire che non esiste la bacchetta magica
    che non si spossono risolvere i problemi degli altri ma che devono essere gli altri a risolverli
    a non sentirsi " onnipotenti"
    a non credere di avere la verità in mano perchè la verità è sempre relativa al punto di vista
    a non essere quelli che consigliano o che sanno dare la giusta suluzione ma ad essere quelli che ascoltano
    a non credere che quello che potrebbe andar bene per me andrebbe necessariamente bene anche per altri

    Questo mi ha insegnato l'università

    Solo dopo, dopo aver conosciuto le teorie varie e i molteplici punti di vista, allora si può approcciarsi alla pratica di lavoro, e il tirocinio ci insegna appunto la pratica.

  5. #170
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da monicadal Visualizza messaggio
    Ovviamente quando ho fatto il tirocinio io l'assitente sociale tutor che mi seguiva e con della quale seguivo l'intera attività per tutto il periodo del tirocinio non si limitava a farmi vedere come lavorava, al farmi assistere ai colloqui, ma c'erano anche dei momenti dove mi spiegava per ogni colloquio le varie impostazioni e i motivi per i quali lei si era posta con l'utente in un certo modo.
    Come saprai ci sono diverse fasi di apprendimento e dopo quelle a cui accenni Tu, ce ne sono altre...tra cui la ripetizione in prima persona.

    Io non so se e quanto anche gli psicologi abbiano modo di seguire colloqui durante il loro tirocinio, ma suppongo che anche loro imparino il modo di porsi con l'utente nella relazione d'aiuto durante queste mille ore....

    Altrimenti a che servono i tirocini che lo stato italiano ci impone?
    Secondo me si continua a imparare anche dopo il tirocinio

    A cosa ci servono i 5 anni di università? A imparare bene le diverse teorie, a conforntare le varie metodiche e i vari approcci diversi, a capire la storia della nostra professione, a sapere quali approcci erano più usati in passato e quali invece sono più innovativi, a capire che ci sono tanti modelli e a scegliersi il proprio tra tanti...
    Perfettamente d'accordo.

    a non sentirsi " onnipotenti"
    a non credere di avere la verità in mano perchè la verità è sempre relativa al punto di vista
    a non essere quelli che consigliano o che sanno dare la giusta suluzione ma ad essere quelli che ascoltano
    a non credere che quello che potrebbe andar bene per me andrebbe necessariamente bene anche per altri
    Perfetto! Infatti questo è l'inizio...quando capisci che non...non...non...,
    ma dopo, proseguendo la pratica, capisci anche (in positivo) che in questo momento è meglio domandare...ripetere...eco-riformulare...cambiare totalmente argomento/direzione/tono/associazione di idee, opppure ascoltare in silenzio, ecc., non ispirarmi alle parole dell'altro-oppure ispirarmi per integrare con altre parole mie (verso l'obiettivo, il cambiamento di convinzione, l'auto riflessione su ciò che sta dicendo, provando o...) ecc., ecc. sono solo alcuni esempi in positivo.
    E per me questo è anche risultato dell'aggiornamento professionale.
    Non solo insegnamenti universitari.

    Ciao,
    Ultima modifica di IT_Modeler : 01-09-2009 alle ore 15.52.09
    psi_net

  6. #171
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio

    Secondo me si continua a imparare anche dopo il tirocinio

    Certo, ma non per questo c'è bisogno di costosissimi corsi io credo che la pratica professionale fatta sotto la direzione altri professionisti (difficile che uno appena finiti gli studi con esperienza zero uno apre uno studio)

    Se si lavora in una cooperativa ci si fanno le ossa e si vedono quelli più esperti lavorare, idem nel settore pubblico delle ASL dove c'è sempre un dirigente superiore diretto, ci sono le equipe dove si discute con i colleghi e gli altri professionisti implicati il caso.

    E poi per imparare ci sono i vari stage formativi e infine credo che dimentichi la supervisione professionale, fatta da un collega più esperto alla quale - nel caso specifico di noi assitenti sociali - si aggiunge anche una eventuale supervisione psicologica fatta da uno psicologo che ci aiuta ad elaborare i nostri vissuti rispetto al "caso" che stiamo trattando.

    Insomma i casi dove ci si trova a lavorare in " prima linea" senza la rete di un qualcuno più esperto di noi che possa darci delle dritte sono pochissimi, direi delle eccezioni che confermano la regola


    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio


    Perfetto! Infatti questo è l'inizio...quando capisci che non...non...non...,
    ma dopo, proseguendo la pratica, capisci anche (in positivo) che in questo momento è meglio domandare...ripetere...eco-riformulare...cambiare totalmente argomento/direzione/tono/associazione di idee, opppure ascoltare in silenzio, ecc., non ispirarmi alle parole dell'altro-oppure ispirarmi per integrare con altre parole mie (verso l'obiettivo, il cambiamento di convinzione, l'auto riflessione su ciò che sta dicendo, provando o...) ecc., ecc. sono solo alcuni esempi in positivo.
    E per me questo è anche risultato dell'aggiornamento professionale.
    Non solo insegnamenti universitari.

    Ciao,
    A me queste cose le hanno insegnate all'università, mi spiace per te se non hai trovato professori così bravi come i miei, forse lo farai durante il tirocinio.

    L'aggiornamento ovviamento lo facciamo tutti ma è ci si anche tramite seminari, convegni, minicorsi ecc. e solo una minima parte dell'aggiornamento di un professionista verte sul colloquio che è solo una minima parte del nostro lavoro.

    La cosa più importante resta la base teorica che sta dietro.

    Ognuno ha il suo metodo nel condurre i colloqui. Quello che enunci tu è un metodo particolare.
    Io seguo l'indirizzo sistemico e cerco sempre di porre domande circolari. E valuto basandomi sull'approccio sistemico, uno dei tanti approcci del servizio sociale.

    Se io o uno psicologo ci occupiamo di maltrattamento e abuso sui minori il colloquio con genitori sarà importantissimo ma è importante anche le teorie che mi permettono di valutare quello che le persone che abbiamo davanti ci vogliono comunicare.

    Stessa cosa per l'affido/adozione o per altre problematiche.

    ...e aggiungo che anche quando faccio un colloquio di consulenza (ad esempio per aiutare una persona in un momento negativo, nella perdita di un lavoro, nel rapporto/cura con un familiare anziano o disabile) uso sia le tecniche del colloquio che le basi teoriche che stanno alla base della mia formazione professionale e che reputo importantissime.
    Ultima modifica di monicadal : 01-09-2009 alle ore 16.36.58

  7. #172
    Matricola
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    18-03-2009
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    23

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Ciao a tutti.
    Sul counseling la situazione va sempre a peggiorare perchè si è scatenato un mercato selvaggio di formazione di counselor e ci sono in ballo interessi economici molto grossi.
    Secondo me il nostro Ordine dovrebbe intervenire, quanto meno per chiarire alcuni punti dubbi sulle attività dei counselor.

  8. #173
    Partecipante Esperto
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    19-09-2005
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da monicadal Visualizza messaggio
    Certo, ma non per questo c'è bisogno di costosissimi corsi io credo che la pratica professionale fatta sotto la direzione altri professionisti (difficile che uno appena finiti gli studi con esperienza zero uno apre uno studio)
    Il Corso non è stato <<costosissimo>>...i costi citati da PsicoArt sono i più alti sul mercato per un Corso triennale di Counseling.
    Per me c'è bisogno di entrambe le cose o, almeno, per me sono state utili entrambe le cose. Io ho fatto il percorso contrario dal Corso di Counseling e una laurea alle spalle ad altri corsi e, infine, alla Facoltà di Psicologia.
    Quindi è difficile connfrontarmi con il percorso inverso.
    Ma non posso dire, oggi, in ogni caso che la Facoltà da sola sarebbe stata sufficiente. Non ci sono, almeno da quello che so, simulazioni di Colloqui di Counseling.

    Se si lavora in una cooperativa ci si fanno le ossa e si vedono quelli più esperti lavorare, idem nel settore pubblico delle ASL dove c'è sempre un dirigente superiore diretto, ci sono le equipe dove si discute con i colleghi e gli altri professionisti implicati il caso.
    Anch'io ho imparato da professionisti molto più esperti (almeno all'inizio) di me.
    Ma il mio lavoro è molto differente da quello di AS, quindi è difficile confrontarmi con il Tuo.

    E poi per imparare ci sono i vari stage formativi e infine credo che dimentichi la supervisione professionale, fatta da un collega più esperto alla quale - nel caso specifico di noi assitenti sociali - si aggiunge anche una eventuale supervisione psicologica fatta da uno psicologo che ci aiuta ad elaborare i nostri vissuti rispetto al "caso" che stiamo trattando.
    Se hai fatto perfino la <<supervisione psicologica>>, Ti faccio i miei complimenti! Ci sono molti Psicologi che neppure la fanno.

    A me queste cose le hanno insegnate all'università, mi spiace per te se non hai trovato professori così bravi come i miei, forse lo farai durante il tirocinio.
    Complimenti anche ai Tuoi professori! Credo che quelli che ho attualmente siano molto preparati. Non è solo questione di preparazione del docente.


    L'aggiornamento ovviamento lo facciamo tutti
    Non è così <<ovvio>>...ad alcuni colleghi basta dare una sbirciata su Wikipedia per dire: <<Ah, sì questa tecnica l'ho letta su Internet!>>.

    solo una minima parte dell'aggiornamento di un professionista verte sul colloquio che è solo una minima parte del nostro lavoro.
    Del Vostro di AS, ripeto. Per il nostro è diverso. D'altronde hai parlato anche Tu di centralità della Relazione in un altro post.

    Ognuno ha il suo metodo nel condurre i colloqui. Quello che enunci tu è un metodo particolare.
    Io seguo l'indirizzo sistemico e cerco sempre di porre domande circolari.
    Non so che intendi per <<domande circolari>>.
    I cenni che ho fatto sono di un Colloquio orientato alla Soluzione, su più generali basi rogersiane (quindi, integrato).


    ...e aggiungo che anche quando faccio un colloquio di consulenza (ad esempio per aiutare una persona in un momento negativo, nella perdita di un lavoro, nel rapporto/cura con un familiare anziano o disabile) uso sia le tecniche del colloquio che le basi teoriche che stanno alla base della mia formazione professionale e che reputo importantissime.
    Fai bene, anzi benessimo a mettere a frutto tutto ciò che hai appreso.
    Ma dopo aggiornamento+pratica+confronto+ripetizione+digest ione+perfezionamento+ripetizione diversa...esce sempre di più ciò che ci possiamo mettere dentro noi, aggiungere delle nostre capacità, certo adesso più affinate, ma nostre.
    Quindi più faccio pratica e mi aggiorno e più <<trasformo e adatto>> la tecnica a me stesso. <<Dimentico volutamente la tecnica per essere sempre più me stesso>> (Milton Erickson).
    E questo è molto diverso dalla formazione universitaria.
    Ultima modifica di IT_Modeler : 02-09-2009 alle ore 09.43.42
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  9. #174
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

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    Anch'io ho imparato da professionisti molto più esperti (almeno all'inizio) di me.
    Ma il mio lavoro è molto differente da quello di AS, quindi è difficile confrontarmi con il Tuo.
    Se hai fatto perfino la <<supervisione psicologica>>, Ti faccio i miei complimenti! Ci sono molti Psicologi che neppure la fanno.


    Non so che intendi per <<domande circolari>>.
    I cenni che ho fatto sono di un Colloquio orientato alla Soluzione, su più generali basi rogersiane (quindi, integrato).


    .
    L'equipe, la supervisione, il confronto con un responsabile o un superiore quando lavorano nei servizi pubblici e nelle cooperative la fanno anche gli psicologi, per questo li ho portati come esempi.

    Lo psicologo è una professione sanitaria, e poichè è difficile appena laureati o e giovanissimi aprire uno studio ( mancano sia l'esperienza che i " fondi") molti psicologi lavorano in varie organizzazioni e lì, sotto la dipendenza di altri, si fanno le ossa.

    Per esempio la supervisione psicologica la facevo quando lavoravo in cooperativa e con me lavoravano anche alcuni giovani psicologi. ( tra l'altro la psicologa che lo faceva era di formazione Rogersiana)


    Quanto al nostro lavoro che è diverso dal tuo, beh, forse sì, in un certo senso potrebbe essere ricordati però che fare colloqui di consulenza ( il counseling) è una delle competenze degli assitenti sociali, sia nel pubblico che nella libera professione per cui di fatto quello che tu dici essere un lavoro molto diverso ( il tuo) si riduce a uno sconfinamento in una delle tante competenze che fanno parte del mio lavoro.
    Come anche indicato da tanti siti internet di counseling (vedi anche wikipedia) che si rifanno come storia del counseling in Italia alle prime esperienze di servizio sociale.

    Con la differenza che io credo di avere maggiori competenze nella relazione di aiuto rispetto a uno che ha fatto un corso di counseling.


    Quanto alle domande circolari si fanno nell'orientamento sistemico- relazionale, che io ho scelto di approfondire.
    Conosco anche abbastanza bene le basi teoriche dell'orientamento Rogersiano, come conosco altri approcci, altri modelli, altri orientamenti.+

    Come conosco bene la storia della sociologia, la psicologia sociale, qualche base di psicologia clinica e dello sviluppo, la tecnica del colloqui e naturalmente la relazione d'aiuto.

  10. #175
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da monicadal Visualizza messaggio
    Lo psicologo è una professione sanitaria, e poichè è difficile appena laureati o e giovanissimi aprire uno studio (mancano sia l'esperienza che i " fondi") molti psicologi lavorano in varie organizzazioni e lì, sotto la dipendenza di altri, si fanno le ossa.
    E' vero! Anch'io mi sono fatto le ossa nelle organizzazioni...lavorando fianco a fianco con psicologi esperti (non neo-laureati, al principio della loro esperienza). Perchè mi sembra che in molti di questi 3D si livelli tutto sul titolo, più che l'esperienza e le reali capacità e skill raggiunte (risultati raggiunti con quelle capacità affinate, che prima non si era in gradio di raggiungere).
    Quindi la differenza non era nel titolo, ma quest'ultimo era la base di partenza.
    Come pure hai confermato Tu, nella descrizione che hai dato del Tuo.

    di fatto quello che tu dici essere un lavoro molto diverso ( il tuo) si riduce a uno sconfinamento in una delle tante competenze che fanno parte del mio lavoro.
    Mi dispiace, ma io non <<sconfino nelle Tue competenze>>, semmai utilizzo competenze in comune con quelle di altre professioni. La mia è una professione condotta da almeno dodici anni (consulenza manageriale) nella assoluta trasparenza. Purtroppo non c'è una Laurea in Consulenza manageriale.
    Te la devi creare.

    Con la differenza che io credo di avere maggiori competenze nella relazione di aiuto rispetto a uno che ha fatto un corso di counseling.
    Bisogna vedere con quali Counselor Ti confronti. Se davvero i Counselor prendessero sul serio la loro professione, continuando a formarsi dopo i tre anni e i docenti non insegnassero una "psicoterapia di serie B"...allora le cose sarebbero differenti. Troverebbero molto più lavoro che difficoltà a scimmiottare gli psicoterapeuti e gli psicologi.

    Come conosco bene la storia della sociologia, la psicologia sociale, qualche base di psicologia clinica e dello sviluppo, la tecnica del colloqui e naturalmente la relazione d'aiuto.
    Perfetto! Ne saranno felici i Tuoi clienti nei risultati che raggiungeranno con Te.
    Ultima modifica di IT_Modeler : 02-09-2009 alle ore 14.11.55
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  11. #176
    Johnny
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    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    Mi dispiace, ma io non <<sconfino nelle Tue competenze>>, semmai utilizzo competenze in comune con quelle di altre professioni. La mia è una professione condotta da almeno dodici anni (consulenza manageriale) nella assoluta trasparenza. Purtroppo non c'è una Laurea in Consulenza manageriale.
    Te la devi creare.
    teoricamente, se esiste una professione (es. assistente sociale) e un'attività non regolamentata (es. counseling) e la seconda "utilizza competenze in comune" (come hai detto tu stesso) con quelle della professione citata, la seconda è uno sconfinamento nella prima
    Ultima modifica di Johnny : 02-09-2009 alle ore 18.06.52

  12. #177
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    teoricamente, se esiste una professione (es. assistente sociale) e un'attività non regolamentata (es. counseling) e la seconda "utilizza competenze in comune" (come hai detto tu stesso) con quelle della professione citata, la seconda è uno sconfinamento nella prima
    Quindi, secondo il Tuo ragionamento due attività con contenuti diversi (molto diversi: forse non hai ben presente cosa fa un Consulente HR e un AS), siccome utilizzano abilità e competenze in parte in comune e la seconda è non regolamentata, necessariamente sconfina nella prima.
    Cioè io nelle aziende sto svolgendo attività di Assistente Sociale per i gruppi, i manager...ma stai scherzando spero!?
    Quindi all'Università sto scrivendo una tesi su una attività <<non regolamentata>> che sconfina in quella di AS: accidenti devo correre a cambiare subito il titolo della tesi!! E, poi, scrivere subito all'editore per cambiare il titolo del libro in pubblicazione...! Le aziende sono state contagiate da AS sotto mentite spoglie: i Consulenti Risorse Umane...fanno in realtà una professione di AS aziendale (che esiste solo <<teoricamente>>)!
    Ultima modifica di IT_Modeler : 02-09-2009 alle ore 22.02.42
    psi_net

  13. #178
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    credo che questo post e gli interventi sopra siano riferiti principalmente al counseling "clinico" o quello che riguarda la sfera sociale (ripeto, credo). il counseling menageriale credo possa essere trattato al limitite in qualche post di psicologia del lavoro.
    auguri per la pubblicazione.

  14. #179
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    Quindi, secondo il Tuo ragionamento due attività con contenuti diversi (molto diversi: forse non hai ben presente cosa fa un Consulente HR e un AS), siccome utilizzano abilità e competenze in parte in comune e la seconda è non regolamentata, necessariamente sconfina nella prima.
    Cioè io nelle aziende sto svolgendo attività di Assistente Sociale per i gruppi, i manager...ma stai scherzando spero!?
    Quindi all'Università sto scrivendo una tesi su una attività <<non regolamentata>> che sconfina in quella di AS: accidenti devo correre a cambiare subito il titolo della tesi!! E, poi, scrivere subito all'editore per cambiare il titolo del libro in pubblicazione...! Le aziende sono state contagiate da AS sotto mentite spoglie: i Consulenti Risorse Umane...fanno in realtà una professione di AS aziendale (che esiste solo <<teoricamente>>)!
    probaiblmente dici così perché vuoi tirare l'acqua al tuo mulino, ma il ragionamento che ho fatto seguendo le TUE premesse non fa una grinza.

  15. #180
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione

    Citazione Originalmente inviato da Peterpan1977 Visualizza messaggio
    credo che questo post e gli interventi sopra siano riferiti principalmente al counseling "clinico" o quello che riguarda la sfera sociale (ripeto, credo). il counseling menageriale credo possa essere trattato al limitite in qualche post di psicologia del lavoro.
    auguri per la pubblicazione.
    Partecipo a questo 3D dall'inizio e continuerò a farlo.
    Il tema è partito dalla sentenza.
    Auguri anche alla Tua specializzazione.
    psi_net

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