
Originalmente inviato da
PsicoArt
Ragazzi, io frequento la magistrale in psicologia clinico-dinamica a Padova e nel frattempo sono iscritto a un corso di counseling a Brescia. Non è un corso di counseling psicologico riservato a psicologi, ma un corso di counseling, punto. E' quindi aperto a tutti, e per tutti intendo anche casalinghe, impiegate di vario genere, insomma di tutto un pò.. previo un colloquio di valutazione che chiunque non sia gravemente psicotico supererebbe brillantemente. Ah, il corso è tenuto dall'istituto di psicologia psicoanalitica che organizza anche il corso di psicoterapia.
La mia percezione, certamente limitata, è che buona parte di coloro - psicologi esclusi -che frequentano queste scuole inseguano il sogno magari un pò tardivo di fare gli pseudo-terapeuti. Le differenze fra counsleing e psicoterapia sono più volte ribadite nel corso, ma le materie sono tutte psicologiche ( i testi suggeriti sono praticamente tutti testi che vengono utilizzati anche nelle facoltà di psicologia, naturalmente in numero molto inferiore..tutto ciò che riguarda comunicazione, memoria, empatia, rogers va per la maggiore), la formazione riguarda tecniche di colloquio che vengono per altro proposte anche in alcuni corsi universitari , e tutti i counselor che ho conosciuto e che praticano la professione tengono colloqui, fanno incontri, seminari, corsi che vertono su tematiche sempre e comunque psicologiche! certo non fanno diagnosi, ma spesso ho avuto la sensazione che si cerchi di "scimmiottare" psicologi e psicoterapeuti superando serenamente i limiti.
Ora, non vi nascondo che è frustrante, molto frustrante, vedere persone che dal nulla, spesso a causa di una psicoterapia personale particolarmente appassionante, scoprono questa strada breve verso la professione pseudo-psicologica e scavalcando brillantemente decine e decine di esami, fatica, soldi, impegno, e quant'altro si ritrovano in soli tre anni con due sabati al mese a fare quello che fanno molti psicologi.
perchè alla fine è inutile andare per il sottile, quello che la maggior parte dei counselor (non psicologi) fanno nei loro studi è niente di più e niente di meno che sostegno psicologico. E lo fanno per altro senza la preparazione teorica che gli consente davvero di cogliere in toto le persone che hanno davanti e che nella maggior parte dei casi si rivolgono a loro esattamente come alternativa agli psicologi e psicoterapeuti ( una sorta di soluzione "più soft", definizione che mi è stata fatta più volte). So benissimo che sulla carta si cercano di definire tutte le differenze del caso fra le due professioni, ma vi garantisco che nella pratica le differenze sfumano ed è facilissimo che i ruoli si confondano. Non tanto tra psicoterapeuta e counselor, quanto proprio tra psicologo e counselor.
Io mi sto formando in entrambe, quindi mi rendo conto bene delle differenze, soprattutto dovute alle conoscenze, che poi sono strumenti imprescindibili, che uno psicologo acquisisce in tanti anni di studio. Certo, ci sono persone partocolarmente "dotate" e portate alla comunicazione e alla relazione di aiuto. Ma questo, a mio avviso, non basta. E io questo lo rilevo, ma i "clienti" spesso no. Ho visto moltissime persone andare da un counselor che conosco ed avere chiaramente bisogno di interventi psicologici se non addirittura psicoterapeutici.
Certamente io parlo solo per la mia esperienza e la scuola che frequento io, ma sinceramente, a parte le simulazioni dei colloqui ( che oggi anche qualche facoltà ha inserito sotto forma di seminari), la formazione al counseling non è "altra" rispetto a quella psicologica, ma ne circoscrive una parte che chiunque abbia conseguito una laurea in psicologia ha comunque affrontato.
In sostanza io non sono molto convinto che fra counselor e psicologi non ci siano nei fatti delle sovrapposizioni a discapito dei secondi.
Io pensavo che questa scuola mi fornisse degli strumenti in più per la mia professione da psicologo futura, ma "nei fatti", anche se non perdo l'ultima speranza, questo non mi sembra di riscontrarlo. per questo sono semprepiù combattuto sul proseguire o meno visto che comunque 2400 euro all'anno per tre anni sono pesanti da sostenere!
Quindi, se vivete in città dove sono disponibili corsi di counseling psicologico riservati agli psicologi non dubitate: scegliete quelli. Se avessi avuto questa possibilità l'avrei colta anch'io.
Qualunque dubbio abbiate valutate i programmi e fidatevi soltanto di quelli che prevedano approfondimenti delle competenze psicologiche acquisite all'università. Oppure individuate corsi magari più brevi e specifici che vi supportino in quelle competenze che vorreste potenziare e in cui vi sentite insicuri. Il "mestiere" di psicologo richiede oggi certamente creatività e intraprendenza. La cosa migliore è valutare tutto ciò che realmente compete alla professione, identificare ciò che meglio corrisponde a quello che a noi interessa, e sviluppare strategie, anche di approfondimento formativo, per andare in quella direzione.
Ed è opportuno comunque chiarire il più possibile a chiunque ci chieda qualche informazione in merito le differenze tra la formazione e l'identità professionale di uno psicologo ( che sia o meno counselor) e quella molto diversa di un counselor. Perchè sicuramente fra un counselor che è anche psicologo e uno che non lo è, anche se si dedicano alla stessa - o quasi- attività di counseling, la differenza c'è ed è sostanziale. E' importante che soprattutto i potenziali clienti la comporendano e non facciano confusione. Cosa che invece oggi accade spessissimo.
ho cercato di descrivervi "di pancia" la mia esperienza concreta. Un'esperienza parziale, soggettiva e circoscritta che comunque appartiene al mondo sempre più in espansione del counseling.