• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 13 di 15 PrimoPrimo ... 31112131415 UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 181 fino 195 di 224
  1. #181
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
    Data registrazione
    04-03-2002
    Residenza
    Nel buio vicino alle porte di Tannoiser
    Messaggi
    2,719
    Originariamente postato da Parsifal
    sì sì provare per credere;come autoterapia almeno una volta al giorno mi arrabbio con qualcuno e urlo per 5 minuti;subito ci si sente un po' scossi,ma il giorno dopo ci si sveglia belli carichi e rilassati
    no va bè non esagerate però basta una volta alla settimana

  2. #182
    Originariamente postato da HT Sirri
    Perche' dobbiamo distinguerci?

    A mio avviso dobbiamo scindere tra una "chiacchera da bar", nella quale a volte e' meglio non entrare, ed un discorso veramente serio.
    Perchè dobbiamo distinguerci? Beh, perchè trovo ci sia una certa differenza tra la pop-psychology e la psicologia (ma anche la psicanalisi, che è biecamente malcompresa dal 90% dei non-psicologi e non-analizzati )
    La psicologia che studiamo noi ha qualcosa a che fare con le pagine dello psicologo su Cosmopolitan o su Fox uomo? Il nome, e poco d'altro Il fatto che tu le consideri chiacchere da bar non toglie che il resto della popolazione italica la consideri psicologia (di ricerche sulla percezione sociale della psicologia in Italia penso ce ne siano molto. Io mi limito a citare due miei professori: Perussia, e Blandino :p casomai qualcuno avesse voglia di leggerli...)

    [/B]
    Volenti o nolenti lo psicolgo in Italia ha un certo prestigio sociale, lo dimostra il fatto che, appunto, molti "psicologi" famosi non sono psicologi, ma psichiatri, pedagogisti, ecc.
    A presto,
    Stefano [/B]
    La psicologia è stata *creata* da (neuro)fisiologi, filosofi e teologi in Italia, poi, una buona parte dei professori che insegnano a psicologia non sono psicologi. In America non è così, non era così in russia, non è così in inghilterra e nemmeno in francia. Probabilmente la causa sta in una nostra arretratezza culturale (i nostri ricercatori piu' bravi sono all'estero, filosofi all'estero conosciutissimi qui sono ignorati o quasi)
    Il fatto che da noi molti "psicologi" famosi siano psichiatri, pedagogisti, ecc, sta a dimostrare la grandissima confusione italica sulla figura dello psicologo. Insomma: chiedete a un numero di persone incrociate per strada se conoscono la differenza tra psicologo, psicoanalista, psicoterapeuta, psichiatra. Poi fate delle statistiche. Penso che i risultati sarebbero sconfortanti...
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  3. #183
    Originariamente postato da Iggy
    Le modificazioni mostrate da Kendall a cosa vi hanno portato? A scoprire che un intervento di tipo psicologico modifica la corteccia cerebrale, dunque ha influenza fisica sul soggetto? Sai anche interpretare questi cambiamenti, leggerli, oppure sai solo che avvengono, e sei contenta?
    Ma và che roba...
    Torno dal letargo e ci provo io
    Le parole cambiano le persone, e talvolta hanno effetti *fisici* sul mondo reale. (Su questo argomento c'è una letteratura sconfinata, a partire da "Doing things with words", di Austen).
    Ora, se poche parole hanno la capacità di buttarti in uno stato di disperazione o di celestiale esaltamento per un periodo piu' o meno lungo (tu pensa: potresti aver bisogno di farmaci, per riprenderti), è *palese* che una terapia, che ha il preciso scopo di *cambiare* qualcosa, che sia portarti a una maggiore consapevolezza di te o risolvere una fobia comparsa all'improvviso, ti cambierà, e parallelamente cambierà in qualche modo anche il cervello. Ora, stare a dire "non sai esattamente quali circuiti nervosi vengano modificati", non ha nessun senso. Per vari motivi:
    1) Anche se la mente fosse rigidamente e strettamente modulare, ogni tipo di terapia modificherebbe moduli diversi. Inoltre, uno stesso modulo si può trovare spostato di vari millimetri da cervello a cervello (e pensa quanti neuroni ci vanno per coprire "vari millimetri")
    2)La fisiologia e la neurofisiologia non hanno modelli in grado di correlare univocamente ogni funzione cognitiva, comportamentale, volitiva o emotiva ad una parte di cervello (nè ogni lesione a tutta la costellazione di disfunzioni cognitivo-comportamentali)
    3)La stessa neurofarmacologia spesso non conosce esattamente (o non conosce tout court) il meccanismo di azione di alcuni psicofarmaci. (Ad esempio, i sali di litio, che pure hanno una molecola semplicissima)
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  4. #184
    Iggy
    Ospite non registrato
    Innanzitutto il mio "ma và che roba" era riferito ad altro, e non al discorso in sé. Riportato così sembra che io parli dall'alto della mia saccenza.

    Comunque, il tuo discorso mi ha convinto; non tanto per ciò che hai detto (sebbene mi appaia corretto), ma perché ho pensato che effettivamente non è necessario conoscere ogni variabile di un processo per definire scientifico lo studio relativo. In fondo, ho parlato io stesso di paradigmi, dunque perché per lo stesso principio non dovrebbe funzionare anche in psicologia?
    Stabilito ciò, troviamo che il metodo di kendall può essere definito scientifico, pur facendo parte della psicoterapia. Ma ora mi chiedo: può un processo che si basa su altri non noti, raggiungere una sua scientificità pur non essendo noto il meccanismo stesso che lo compone?
    Mi spiego in parole diverse, perché messa così può sembrare incomprensibile.
    Quando un paradigma succede a uno precedente, troviamo che quanto di buono aveva questo è servito in buona parte per formulare il nuovo; questo però solo se è data una certa conoscenza - seppur solo teorica e perché no errata - dei dati sui quali era costruito. Un concetto che invece evolve uno precedente, che non aveva basi solide perché frutto di mere supposizioni, a cosa porta? A una confusione totale, perché c'è senz'altro chi non è d'accordo sui concetti che regolavano il concetto precedente, o su quello prima ancora; quindi, alla fine, la comunità cosa può fare? Assodato che l'uomo vuole avere sempre ragione (ne sono un esempio ) non resta che scindersi in diverse correnti di pensiero: guarda caso, l'attuale situazione presente nella comunità di psicologi, in maniera molto più accentuata e confusionaria che in tutte le altre discipline definibili come scientifiche.
    Mi spiego con un esempio.
    Ho parlato in uno dei miei post precedenti del paradigma riguardante l'atomo di Rutherford. Bene, questo concetto è basato su conoscenze matematiche, che ci hanno permesso di raggiungere grandi risultati. Ora questo paradigma non è più sufficiente, ma attenzione: la sua matematicità non è assolutamente messa in discussione, né sarebbe comunque discutibile, visti i risultati raggiunti prendendo questo schema come modello. Ora si necessita di scoprire altre variabili, cosa che è possibile soltanto modificando la nostra percezione di atomo, che seguirà le leggi matematiche del precedente, ma le moltiplicherà esponenzialmente, dovendosi necessariamente basare su un modello tridimensionale. A questo punto la comunità di filosofi è in fermento, viene riveduta gran parte della filosofia contemporanea, e anche nella fisica c'è un considerevole scossone; ma tutto ciò avviene su una base solida: quella matematica. Assodato che siamo tutti d'accordo sulla sua validità (fatto salvo qualche filosofo che ama stravolgere le carte in maniera a mio avviso discutibile, dato che in effetti nessuno di essi è stato mai seriamente considerato), e che la matematica "non è un'opinione", non si deve che costruire un nuovo paradigma.
    La psicologia piò contare su una base tanto solida? No, ed è un dato di fatto. La psicologia è sperimentale, sicuramente empirica, assolutamente non matematica. E ogni scienza universalmente riconosciuta come tale fà della matematica la propria colonna portante. La psicologia ci vuole provare con la statistica, ma è evidente che non è la stessa cosa.

  5. #185
    Originariamente postato da Iggy


    [size=1]Lemma: matematica
    [gnégné]
    Definizione: s. f.
    1 insieme di scienze deduttive, che studiano i numeri, le figure geometriche oppure enti astratti analoghi, procedendo nelle due direzioni fondamentali dell'indagine teorica (matematica pura) e delle sue applicazioni alla natura e alle altre scienze (matematica applicata): matematica elementare, quella che comprende lo studio dell'aritmetica, del calcolo algebrico elementare e della geometria elementare; matematica attuariale, quella che concerne il calcolo di costi e di ricavi nelle assicurazioni sulla vita; matematica finanziaria, quella che concerne la valutazione in qualsiasi momento dei capitali impiegati in operazioni finanziarie[/B]
    Ora, alla luce di questa tua definizione mi chiedo: Ma tu riesci sempre a capire quello che stai dicendo? (Sì, papà, ma devo ascoltarmi con attenzione (cit.))
    E' evidente che tu non abbia la benchè minima idea di cosa faccia un matematico La matematica formula teorie e sistemi matematici che poi vengono usati da altre scienze. E talvolta formula teorie e sistemi matematici ignorati dal resto del mondo Davvero, ti giuro: nè nel mio libro di chimica generale, nè in quello di chimica organica, nè in quello di biochimica, c'è matematica. Ci sono applicazioni piu' o meno estese, piu' o meno importanti, della matematica. Ma fidati: nemmeno l'ombra di Godel, al limite trasformate di Fourier. Dicendo "la chimica è matematica", fissi una relazione che non esiste nè in cielo nè in terra.
    Oh, e per quanto riguarda il fatto che la matematica non possa sbagliare , direi che questo dipenda dal fatto che la matematica sia messa alla base di tutto. E' di sicuro piu' logico rivedere un'applicazione errata della matematica che la matematica. Ma, se tu fossi davvero positivista come dici di essere, non riterresti che la matematica *non possa sbagliare*. Diresti che per ora la matematica è uno strumento flessibile e adeguato ai suoi scopi. D'altronde, se non potesse sbagliare, sarebbe perfetta, e se fosse perfetta, non ci sarebbero piu' matematici teorici. Ora, sia ben chiaro: non voglio dire che la matematica sia come la psicologia, *nessuno* può sostenere una cosa simile. Però ti invito a non fare l'errore di avere fede nelle scienze esatte Altrmenti invece di essere positivista saresti un accolito degli scienziati, nemmeno della scienza. Tra avere fiducia e rispetto nella scienza, e il credere piu' o meno ciecamente in tutto quanto abbia basi scientifiche, ne passa molto.. la discussione su questo punto sarebbe *molto* lunga, e non so se agli altri interessi, ma se ti va possiamo parlarne
    Ultima modifica di Dreamstalker : 08-04-2004 alle ore 02.43.18
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  6. #186
    Iggy
    Ospite non registrato
    No? E quando all'epoca delle lontanissime scuole medie ti sei cimentato nel calcolo delle moli, che cosa facevi? E' solo l'esempio più elementare e immediato che mi è venuto in mente...

  7. #187
    Iggy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Iggy
    ...e delle sue applicazioni alla natura e alle altre scienze (matematica applicata)
    Non è chiaro?

  8. #188
    Iggy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Dreamstalker
    E' evidente che tu non abbia la benchè minima idea di cosa faccia un matematico
    Eh, tu sì... Stasera di mando via PM qualche esercizietto da fare a casa, come alle medie

  9. #189
    Originariamente postato da Iggy
    No? E quando all'epoca delle lontanissime scuole medie ti sei cimentato nel calcolo delle moli, che cosa facevi? E' solo l'esempio più elementare e immediato che mi è venuto in mente...
    Il calcolo delle moli è solo una stupidissima (e dico stupidissima per intendere banalissima) applicazione dell'algebra a delle quantità. Non c'è differenza nell'operare con moli o con chili di mele
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  10. #190
    Originariamente postato da Iggy
    Non è chiaro?
    Chiarissimo, ma tu guardi quella frase dalla parte sbagliata (almeno secondo me) (ah: ho aggiunto un pezzo in una mia risposta )
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  11. #191
    Iggy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Dreamstalker
    Il calcolo delle moli è solo una stupidissima (e dico stupidissima per intendere banalissima) applicazione dell'algebra a delle quantità. Non c'è differenza nell'operare con moli o con chili di mele
    Chissà che una serie di libri sull'argomento non ti convinca...
    http://www.geometry.net/chemistry_bk/mathematical_chemistry.html

  12. #192
    Iggy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Dreamstalker
    (ah: ho aggiunto un pezzo in una mia risposta )
    Sì, e io adesso mi rileggo i papiri... scrivilo in un nuovo post!

  13. #193
    Iggy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Dreamstalker
    Non c'è differenza nell'operare con moli o con chili di mele
    Bella frase... suonerebbe spiazzante, se non fosse che è terribilmente banale. Al posto dei numeri si potrebbero usare le lettere, altri simboli, oggetti, quel che ti pare. I numeri sono un'espressione convenzionale, la più sintetica forma di paradigma scientifico.

  14. #194
    Iggy
    Ospite non registrato
    Mi accorgoora che il link che ti ho dato non c'entra una minchia Aspe'...

  15. #195
    Iggy
    Ospite non registrato

Pagina 13 di 15 PrimoPrimo ... 31112131415 UltimoUltimo

Privacy Policy