." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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A mio parere, la figura del counsellor e l'area d'intervento finora conosciuta, non è ben definita e non è invasa da pregiudizi come lo è quella della psicologia. Riguardo alla nostra professione da quanto ho udito con le mie orecchie si pensa ancora che lo psicologo cura i matti, e per quanto mi riguarda, ci tengo sempre a precisare a queste persone l'errore...perchè confondono psichiatra, neurologo, e psicologo, con estrema facilità.
Dire 'vado dal counsollor' probabilmente per alcune persone, incute meno 'timore', pensano di trattare un problema più evasivo, e non propriamente circoscritto ad un malessere psicologico ...
Certamente se noi continueremo a riempire le nostre brochure con definizioni del tipo "trattamento della depressione, disturbi somatoformi, ecc..ecc...."la gente anzichè avvicinarsi a noi, scapperà.... si corre il rischio di presentare un'immagine medicalizzata della nostra figura, quando non è strettamente necessario per il counselling psicologico, forse ?![]()
Ben detto, quindi se NOI stessi abbiamo contribuito a creare questi pregiudizi tocca NOI acombatterli ed eliminarli. Inutile prendercela con i counsellor che fanno la stessa cosa; difendono la propria professione e mi sembra (in generale) che lo facciano molto bene. Impariamo quindi da loro e rispettiamoli.
Fino adesso mi sembra che non facciamo altro che “vomitare” su di una categoria professionale la nostra frustrazione e senso d’impotenza….Non mi sembra un bel modo per “promuovere” la professione dello psicologo. SVEGLIAMOCI piuttosto, mettiamo all’opera il nostro sapere, le nostre competenze ma con CREATIVITÀ, creando dei progetti innovativi, organizzandoci insieme per presentare e offrire i nostri “servizi” che vanno al di la della psicopatologia o il solito “disagio. Dimostriamo che lo psicologo AIUTA le persone anche a vivere bene, non necessariamente a “guarire” ma in porattica però, nella quotidianità, al di la delle solite teorie astratte e filosofiche.
Ma NOI ci crediamo davvero?
Segnalo oanche un articolo appena trovato in rete, che credo diffami gravemente la figura dello psico.
Segnalato proprio ora all'Ordine Psicologi Lazio a mio nome e cognome
I coach la devono finire di autocelebrarsi strumentalizzando stereotipi sulla figura dello psico!!!
http://www.forum2.it/salute/96-vogli...psicologo.html
ben fatto STE!
e comunque già dalla prima frase...questo tanto tanto non ci capisce di psico..infatti scrive:
A differenza della psicoterapia, che di norma investiga sul passato alla ricerca di caus....
insomma..lo psicologo NON è necessariamente (E sempre) èpsicoterapeuta!.................
e ppoi...
La posizione di un Coach è ben diversa da quella di uno psicologo che, scavando nel passato cerca di inquadrare il paziente in un’eventuale patologia. Il Coach invece lavora su emozioni positive, potenzialità e creatività dell’individuo e crede fermamente nella possibilità di ognuno di migliorare la propria vita attraverso la trasformazione del pensiero in azione.
lo psicologo cerca di inquadrare pz in una patologia????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????''
sosssssssssssssssssssssssssssssssss
." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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purtroppo questo è ciò che insegnano nei corsi di coaching e counseling, che psicologo vuol dire psicoterapeuta, in particolare psicoanalista.
Quando parlano di cognitivismo o altri approcci, danno l'idea che non faccia parte della psicologia, sarebbe come dire che l'induismo è una religione e invece il buddismo no![]()
Il fatto è che loro non lo fanno apposta, credono veramente a ciò che scrivono, non lo fanno in cattiva fede, ignorano veramente che lo psicologo non è psicoterapeuta (se non fa la specializzazione di 4 anni post-laurea), ma fa solamente interventi "al di quà" della patologia (quindi counseling, coaching e via dicendo).
Secondo il mio modesto parere tutti questi problemi sulla nostra professione derivano da un fatto molto semplice , che in parlamento NON abbiamo UNO, dico UNO psicologo. Quindi è ovvio che le leggi non ci favoriscono, ma anzi favoriscono le figure a noi "concorrenti".
Quante volte è stata ignorata la proposta di legge sullo psicologo di base, sullo psicologo scolastico, sulla promozione della figura dello psicologo, sulla prevenzione del disagio...a favore di figure che invece sono fortemente rappresentate in parlamento?
Giocando con le parole si trova sempre l'escamotage per far passare il counseling e il coaching come qualcosa di "altro" rispetto alla psicologia.
Speriamo che l'Ordine, con la modifica dell'art. 21 del codice dentologico, inizi a fare chiarezza su tutto ciò definendo meglio cosa è di competenza SOLO dello psicologo.
Ultima modifica di Johnny : 05-06-2013 alle ore 09.40.01
effettivamente l'articolo é (volutamente o per l'ignoranza dell'autore) alquanto tendenzioso. Andava segnalato all'ordine ma guardate che é sufficiente che si aggiunga la parola (nel testo) "di norma"
.. permetterle l'osservazione; "io non ho detto
che tutti gli psicologi sono psicoterapeuti o che TUTTI gli psicologi "scavano nel passato" per capire (di nuovo) il DISAGGIO ma "di norma". Sul fatto che una buona parte lo stia facendo non vi sono dubbi altrimenti dobbiamo eliminare tutta la corrente teorica psicodinamica (psicoanalitica in primis) dai testi di psicologia.
Per la seconda affermazione che "lo psicologo scava nel passato cercando di inquadrare il paziente in un'eventuale patologia", basta che aggiunga all'inizio della frase "spesso", "molte volte" e queste parole “magiche” rendono perfettamente legale e coretto il testo scritto.
Se poi consideriamo il nostro DSM IV tr o la versione V pubblicata alla fine del mese scorso, effettivamente cosa cerca di fare????? Appunto "categorizzare" le patologie, quindi inserire in una categoria patologica la persona (in poche parole renderlo malato)… ed é lo strumento diagnostico più usato NEL MONDO (e non solo dai psichiatri ma anche da esimi colleghi psicologi). Quindi credo che l'ordine più che "segnalare" il caso....![]()
R.chavo74, condivido in buona parte quanto dici, però credo sia davvero importante per uno psicologo conoscere la psicopatologia per potersi orientare nel proprio lavoro con onestà verso i propri clienti. Un counsellor o coach che non conosce la differenza tra depressione, psicosi, ecc... rischia davvero di complicare il percorso di vita altrui, a mio avviso. Le classificazioni diagnostiche sono utili per capire fino a che punto possiamo spingersi nel colloquio, nel percorso terapeutico. Sicuramente c'è la tendenza a medicalizzare sempre più la psicologia,sul modello americanoVedi per esempio il boom delle diagnosi di Adhd e Dsa...
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si sono d'accordo.
il DSM non è "nostro" perché è un manuale medico-psichiatrico, che "ci concedono" di utilizzare grazie alla legge 56/89.Se poi consideriamo il nostro DSM IV tr o la versione V pubblicata alla fine del mese scorso, effettivamente cosa cerca di fare????? Appunto "categorizzare" le patologie, quindi inserire in una categoria patologica la persona (in poche parole renderlo malato)… ed é lo strumento diagnostico più usato NEL MONDO (e non solo dai psichiatri ma anche da esimi colleghi psicologi). Quindi credo che l'ordine più che "segnalare" il caso....
Lo sapete perché, secondo me, counselor e coach non usano il dsm?
Perché così i medici non gli rompono le scatole. Se usassero il dsm sarebbe palese ed evidente l'abuso di professione.
Quindi non usano il DSM...ma in realtà anche lo fanno le loro "classificazioni" e "diagnosi", spesso molto rigide, perché usano categorie che derivano dal senso comune o da altri modelli astrusi e privi di ogni fondamento scientifico (enneagramma, pnl e via dicendo).
In realtà poi anche lo psicologo NON USA il dsm, perché gli interventi di counseling e coaching DI PER SE' non richiedono che venga fatta diagnosi. Tuttavia la conoscenza approfondita di cosa è un disturbo mentale, cosa è la psicopatologia e la conoscenza delle varie sindromi permette allo psicologo di capire quando il cliente ha bisogno di una psicoterapia e non si un semplice intervento di sostegno (pardon, "counseling", perché va di moda l'inglese).
Certo, nessun problema se un cliente sa di rivolgersi ad un counselor sapendo che non è psicologo (infatti c'è stata anche una sentenza a riguardo). Ma allora dovrebbero dire apertamente che fanno concorrenza agli psicologi, e non continuare a sostenere che fanno "altro". Ovviamente non lo dicono altrimenti sarebbe pale l'abuso di professione, invece senza dirlo è più velato.
Ultima modifica di Johnny : 05-06-2013 alle ore 16.39.52
Ma certo Haidy, non nego affatto che lo psicologo debba conoscere ANCHE la psicopatologia per potersi orientare o eventualmente dopo un adeguato percorso anche CURARLA.
Il nostro problema è che come hai benissimo osservato quello di medicalizzare troppo la psiche al punto che lo psicologo viene stereotipato come il dottore della “testa”. E invece di fare qualcosa per sfrattare questo “mito” ce la prendiamo con i counsellor (non conosco bene le altre figure e non posso dire niente).
Io credo che non possiamo pretendere L’ESCLUSIVA della psiche umana e non credo sia assolutamente necessario per forza essere PSICOLOGO ABILITATO per occuparsi di ogni disaggio emotivo (che non deve per forza esere associato alla patologia) o anche prevenirlo o aiutare la persona a vivere bene.
A volte anche un amico che pratica l’ascolto attivo e si mette a disposizione soltanto per ascoltarti con il sincero interesse o farti riflettere ti FA STARE BENE no??? O tu andresti subito dallo psicologo?
Non ho nessuna obiezione che lo psicologo faccia il counselling (come mai non riusciamo a farlo bene e profilarci come i counsellor??) ma nemmeno mi pesa che lo faccia anche il counsellor tra l’altro adeguatamente formato.
Nel caso concreto (3d) la persona in questione si é rivolta ad un professionista della salute (psichiatra) che ha ritenuto opportuno curare la depressione con i farmaci...non vedo che danno potrebbe fare un counsellor nei suoi colloqui cercando di valorizzare le capacità della persona, aiutandolo a comprendere e riscoprire le proprie risorse per poi eventualmente sfrutarle. Si presume che la persona sia comunque in cura dallo psichiatra che ha la responsabilità di prendersi carico della patologia.
Se il depresso invece continua a rivolgersi ad un counsellor e continua a pagarselo di tasca propria, é segno che quest'ultimo stia svolgendo bene il suo lavoro e che il "malato" trae beneficio...perché quindi inviarlo per forza dallo psicologo????
Ci sono poi ambiti dove gli utenti stessi auspicano che di loro "si occupi" un counsellor.
Ti faccio l’esempio nella mia azienda sanitaria (io gestisco circa 120 persone) dopo la mia tesi di laurea sperimentale sul Mobbing la maggior parte degli intervistati (l’intera azienda sanitaria ha 423 dipendenti) ha espresso il desiderio che dello “sportello d’ascolto” (che adesso opera pienamente) si occupi NON uno psicologo ma un counsellor. In effetti attualmente un infermiere, che ha pure concluso la scuola triennale di counselling ad orientamento integrato, sta svolgendo un ottimo lavoro.
Per la classificazione diagnostica:
Io non nego lo strumento DSM, lo critico in modo forte e costruttivo. Nemmeno i psichiatri sono d’accordo sulla classificazione delle diagnosi (in effetti vedi DSM V dove molte diagnosi sono state TOLTE, alcune invece nuove introdotte. Praticamente significa che ci saranno dei nuovi “malati” e alcuni considerati “malati” “guariranno” automaticamente con l’introduzione del manuale in quanto la loro psicopatologia non esiste più per volontà di un comitato scientifico del APA).
Credo che l'utilizzo di tale strumento ha solo contribuito a "medicalizzare" ulteriormente la figura dello psicologo, al punto che quasi tutti la associano allo psicoterapeuta.
Non é "nostro" ma é largamente usato "anche DA NOI" (nessun problema se é usato con giudizio clinico del diagnosta).
Quando dicono che fanno "altro" si riferiscono al fatto che non fano valutazione diagnostiche, psicoterapia e non entrano in merito alla "cura", attività tipiche ed esclusive dello psicologo o psicoterapeuta. Tutto ciò che i counsellor "fanno" si può trovare nei siti delle loro associazioni che sono molto trasparenti e chiari. Prima di assumere il counsellor allo sportello d'ascolto mi sono informato bene.
Che alcune attività siano sovraponibili con le attività dello psicologo é normale, (dimostri alora lo psicologo di essere molto più bravo a svolgerle tenuto conto della sua pluriennale formazione universitaria - ma fino adesso credo che ciò non sia stato dimostrato) come sono sovraponibile alcune attività tra l'infermiere e medico, psicotarapeuta e medico psichiatra ecc..oppure lo psicologo appunto pretende di essere UNICA figura in grado di occuparsi del pianeta enorme, inesplorato della nostra mente e del nostro conseguente comportamento?
no non è normale che alcune attività siano "sovrapponibili" perché i counselor dicono che non è così.
Le attività dell'infermiere non sono sovrapponibili a quelle del medico, così come il medico psichiatra può fare delle cose che lo psicoterapeuta non può fare.
Perché si tratta di PROFESSIONI il cui esercizio avviene in seguito ad un esame di stato ed iscrizione ad un Ordine professionale.
L'anomalia è che e confini dello psicologo sono labili (per carenze legislative, perché nella legge non sono indicati gli "atti tipici", come in tutte le altre professioni) e in questo terreno grigio si inseriscono i counselor, ma loro non dicono di fare attività sovrapponibili allo psicologo, dicono invece di fare "altro". Quando invece, come giustamente tu stessa dici, fanno le stesse identiche cose.
Vogliamo accettare i counselor? ok, ma in questo caso dobbiamo anche abolire gli ordini e loro devono dire apertamente che sono "concorrenti" degli psicologi in quanto erogano le stesse prestazioni e non che fanno"altro rispetto a loro".
Johnny, l'infermiere esegue l'atto della iniezione s.c, i.m., e.v = medico esegue gli stessi atti.
Il medico può auscultare il pz. (ad esempio per valutare la pervietà delle vie respiratorie, funzione cardiaca = infermiere può fare lo stesso.
L'infermiere può eseguire un prelievo ematico = Il medico può eseguire un prelievo ematico
ecc....
poi ci sono delle attività invece di esclusiva competenza medica o infermieristica... (i counsellor ad esempio non fanno diagnosi o colloqui diagnostici e non curano la patologia e nemmeno indagano allo scopo di appurarla) quello fanno i psicologi o i psicoterapeuti.
Non ho mai detto che TUTTE le attività sono sovrapponibili (altrimenti non ci sarebbe senso dividere le due figure no?) ma ALCUNE(vedi sopra), proprio come per i counsellor.
E quando loro dicono che fanno "altro" lo dicono nel senso che ho spiegato sopra e tra l'altro non usano nessun strumento (test o altro) di esclusiva competenza dello psicologo ad esempio.
Il problema é di nuovo sul fatto della "concorrenza" e sulla presunta esclusività dell'intervento psicologico in TUTTI gli ambiti della psiche. Io credo che NESSUNOpuò pretendere di averla e lo psicologo non debba arrogarsi il diritto e l’esclusiva della stessa (la responsabilità sarebbe TROPPO grande).
Ma ad esempio ti sei chiesto COME MAI un medico dopo 6 anni di medicina (quindi un campo vastissimo con pocchissimi crediti di psichiatria o psicologia nel percorso di studi), dopo solo 3 (in alcuni casi 2) anni di "specializzazione" può definirsi psicoterapeuta?Invece lo psicologo si deve fare: 5 anni di uni
, 1 anno di stage,
l' EDS,
almeno 4 di specilaizzazione (con la supervisione, esami, tesi, tesine ecc.... TUTTO quanto incentrato sulla "mente"????????
) per avere lo stesso titolo??
Questo non é abbuso?, non é concorenza "sleale"?
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Ma si come la lobi dei medici é forte (vedi quanti ne abbiamo nelle due camere) e se dovessimo dire qualcosa "ci mangierebbero" allora noi ci nascondiamo nelle nostre tane e "giustamente" come al solito attacchiamo "i più deboli" e così almeno abbiamo l'oggetto sul qualle proiettare la nostra rabbia e la nostra frustrazione.
Il mio pensiero (criticabile e non esclusivo) é; ben venga la concorrenza LEALE (i counsellor proprio come noi si sono dotati delle associazioni mantello con un codice deontologico, i membri devono fare un esame d’ammissione d’avanti una commissione, devono formarsi e mantenersi aggiornati e “subire” delle supervisioni regolari ecc..) che permette agli utenti di avere sempre più scelta e induce NOI (per non dire ci obbliga) a trovare delle strategie per migliorarci e offrire sempre più prestazioni di qualità. Facciamo vedere alla società intera che lo PSICOLOGO é ALTRO rispetto al counsellor lavorando con qualità e meglio. Altrimenti ci addormentiamo.
Finalmente tutto ciò andrà a beneficio anche di chi paga IL CLIENTE.
Mi dispiace per te, ma probabilmente non sai neppure cos'è la PNL, xchè la Programmazione Neuro Linguistica non prevede nessuna classificazione di "diagnosi" o pseudo-tale! Quindi un esperto di PNL, ammesso che tutti i counselor lo siano...non è in grado di fare nessun tipo di diagnosi. Questo indipendentemente se la PNL risponda a un modello scientifico. D'altronde neppure molti altre metodologie sono suffragate da un modello scientifico.
psi_net
per diagnosi non intendo, ovviamente, diagnosi secondo i manuali tipo il DSM, ma "diagnosi" che si basano su un modello di riferimento. Diagnosi, cioè "vedere attraverso", ossia osservare chi hai di fronte secondo un filtro, un modello di riferimento.
Ad esempio classificare le persone in base al senso predominante (visivo, uditivo, ecc..)...è già una diagnosi: una diagnosi della pnl. In base alle parole che usa, come si muove, come respira (di petto, di pancia...)...deduci tutta la personalità, se non è "diagnosi" questa! O meglio, una diagnosi "selvaggia" perché non si basa su una teoria validata in modo scientifico e, se a compierla non è un professionista che conosce i limiti della pnl, la scambia per realtà, etichetta la persona.
Alessandro Salvini ha scritto molto riguardo gli STP (schemi di tipizzazione di personalità): se un professionista non si basa su un modello esplicitò di riferimento, fa delle "diagnosi" in base al senso comune, alle proprie idee personali, cioè secondo le sue teorie "implicite".
Coloro i quali dicono "non faccio diagnosi", in realtà fanno diagnosi secondo le loro idee personali (questo è un depresso, questo è un ansioso, questo è un visivo, un uditivo....e così via...magari scambiando la tensione per ansia, la timidezza per depressione, e così via...dalla diagnosi di "uditivo" deduce tutta una serie di tratti di personalità del tutto arbitrari e inesistenti....ecc...). Meglio un professionista che ha studiato la psicodiagnosi e sa che cos'è e come si fa, in modo da, consapevolmente, evitare di farla.
Il pnellista usa un modello di riferimento (bello o brutto che sia -per me bello-, valido o meno che sia) da cui derivano delle categorie "diagnostiche".
L'importante è saperlo e non scambiare la mappa per il territorio.
Ultima modifica di Johnny : 07-10-2013 alle ore 14.48.35