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  1. #181
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da *-ras-* Visualizza messaggio
    direi che l'autrice di "svolta" in questo senso è stata M. Klein con il concetto di identificazione proiettiva
    Ritengo che chi ha dato una svolta radicale sia stato Ferenczi ancor prima della Klein perchè ha gettato le basi per una visione pienamente bipersonale. Già nel 1933 (La confusione delle lingue tra adulti e bambini) parlava di ambiente che si adatta al bambino, concepito come attivo. Consideriamo poi che nella Klein l'identificazione proiettiva è sempre vista come proiezione del paziente sull'analista che viene quindi "stimolato" ma che ricopre in sostanza una posizione neutrale. Critico verso questa posizione è ad esempio Renik (vedi "The ideal of the anonymous analyst and the problem of self-disclosure." Psychoanal. Q., 64, 466-495).
    La linea ferencziana è differente e ha condotto alla visione relazionale (attraverso Sullivan, Thompson e poi gli autori recenti Mitchell, Aron...) per in cui si concepisce il transfert come reciproco.

    Un saluto
    gieko

  2. #182
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Scusami Francesca, capisco che forse ai tuoi occhi possa apparire cosi', ma il concetto di transfert non è affatto tornato -e qui ce n'è la dimostrazione- ai tempi di Freud
    Concordo: altro che involuzione... E come ricordava giustamente ikaro molti di noi ne sanno qualcosa di transfert per via delle analisi personali.
    gieko

  3. #183
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Concordo: altro che involuzione... E come ricordava giustamente ikaro molti di noi ne sanno qualcosa di transfert per via delle analisi personali.
    Beh, se sia stata una evoluzione o un'involuzione forse è un po' presto per dirlo, io -ad esempio- propenderei per la seconda, proprio per i motivi che ho provato a spiegare negli interventi precedenti, il transfert reciproco mi sembra una improprietà concettuale rispetto al lavoro analitico (il che non significa, ovviamente, che non esista un transfert dell'analista).

    Saluti,
    ikaro

  4. #184
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Ritengo che chi ha dato una svolta radicale sia stato Ferenczi ancor prima della Klein perchè ha gettato le basi per una visione pienamente bipersonale.
    bè diciamo che Ferenczi, insieme ad altri "pionieri", è stato un precursore, un aticipatore e ispiratore di alcuni concetti che si sono sviluppati più tardi

  5. #185
    Partecipante Esperto
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    campi bisenzio
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    ferenczi era un genio, un artista, maltrattato perchè la sua visione precorreva i tempi di almeno 40anni. Il primo, forse, ad aver intuito quanto la partecipazione attiva dell'analista (oggi terapeuta) è fondamentale per l'efficacia della terapia.
    giustimassimo

  6. #186
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Concordo con la prima parte, meno con la seconda del tuo post.
    A parte che non capisco perchè "partecipazione attiva dell'analista (oggi terapeuta)"... Comunque bisogna considerare la complessità di ciò che significò l'analisi reciproca e il fatto che lo stesso Ferenczi rinnegò il periodo della tecnica attiva. Ad ogni modo queste fasi si introdussero in un percorso di ricerca sulla tecnica che partiva da basi teoriche innovative, frutto dell'elaborazione personale di Ferenczi, spesso in dissonanza con la psicoanalisi dell'epoca, ma comunque basate sulla teoria freudiana.
    Ultima modifica di gieko : 31-07-2008 alle ore 18.01.43
    gieko

  7. #187
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    ferenczi era un genio, un artista, maltrattato perchè la sua visione precorreva i tempi di almeno 40anni. Il primo, forse, ad aver intuito quanto la partecipazione attiva dell'analista (oggi terapeuta) è fondamentale per l'efficacia della terapia.
    Non capisco cosa intendi con 'oggi terapeuta', in ogni caso credo anch'io che Ferenczi sia stato uno psicoanalista geniale (e per questo messo al bando), a mio avviso è stato un importante innovatore della tecnica e il precursore di un'idea di azione in psicoanalisi (interessante, in questo senso, un confronto con l'idea di 'atto analitico' in Lacan). Il grande limite di questo autore è -dal mio punto di vista- proprio quella deviazione controtransferale che lui ha in qualche modo innaugurato.

    Saluti,
    ikaro

  8. #188
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Il grande limite di questo autore è -dal mio punto di vista- proprio quella deviazione controtransferale che lui ha in qualche modo innaugurato.
    Sono in parte d'accordo, ma ritengo che i suoi errori e fallimenti abbiano permesso alla psicoanalisi di poter affinare il concetto di soggettività.
    gieko

  9. #189
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Sono in parte d'accordo, ma ritengo che i suoi errori e fallimenti abbiano permesso alla psicoanalisi di poter affinare il concetto di soggettività.
    In che senso?
    (Sul concetto di soggettività intendo, mi sa che finiremo a botte... )

  10. #190
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Sono in parte d'accordo, ma ritengo che i suoi errori e fallimenti abbiano permesso alla psicoanalisi di poter affinare il concetto di soggettività.
    se parliamo di errori che hanno contribuito allo sviluppo del concetto di "soggettività", la psicoanalisi ne è piena: oltre a Ferenczi c'è anche Jung che si innamora della Spielrein, Jones che sposa una sua paziente, lo stesso Freud che scrive il caso di Dora 4 anni dopo la fine dell'analisi a causa del coinvolgimento controtransferale, Breuer che interrompe il trattamento di Anna O., ecc...

    Questo proprio perché all'epoca ovviamente mancavano alcuni concetti che non erano ancora stati elaborati dalla nscente psicoanalisi: non era ancora stato elaborato il concetto di "setting", di "confini", di "controtransfert", dunque gli analisti non potvano monitorare con lucidità quel che accadeva in analisi. Ma quegli errori sono stati importanti per imparare tante cose ed elaborare i vari concetti teorici, di cui, appunto, Ferenczi (e gli altri) sono i "precursori"
    Ultima modifica di Johnny : 31-07-2008 alle ore 20.44.55

  11. #191
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da *-ras-* Visualizza messaggio
    se parliamo di errori che hanno contribuito allo sviluppo del concetto di "soggettività", la psicoanalisi ne è piena
    Non intendevo questo. A differenza dei casi che citi io mi riferivo al deliberato tentativo tecnico e teorico (risultato poi fallimentare...) dell'analisi reciproca, e soprattutto all'idea che perseguiva Ferenczi di un'analisi in cui l'analista fosse partecipe perchè "irrimediabilmente soggetto". Dunque niente a che vedere con innamoramenti o simili...

    Per ikaro: mi sa che finiremo a botte soprattutto perchè diamo significati diversi al termine soggettività... Ne parleremo. Ad ogni modo nel post precedente intendevo dire che, rispetto alla concezione di neutralità dell'epoca, Ferenczi ha osato aprire la strada all'idea che l'analista porta irrimediabilmente qualcosa di sè nella seduta. Certo i mezzi erano quello che erano ed i risultati ne sono stati la conseguenza.
    gieko

  12. #192
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Ferenczi è stato davvero geniale e precursore di orientamenti che si sarebbero poi rivelati molto diversi tra loro; è stato forse, troppo "avanti" sotto certi aspetti, rispetto ai suoi tempi, ma i suoi contributi innovativi, sono innegabili. A partire dalla Klein, fino ai suoi allievi americani.
    Concordo con ras, sotto qs aspetto e con gieko, seppure in modo diverso.
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 31-07-2008 alle ore 20.52.00
    Gaia

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  13. #193
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Non intendevo questo. A differenza dei casi che citi io mi riferivo al deliberato tentativo tecnico e teorico (risultato poi fallimentare...) dell'analisi reciproca, e soprattutto all'idea che perseguiva Ferenczi di un'analisi in cui l'analista fosse partecipe perchè "irrimediabilmente soggetto". Dunque niente a che vedere con innamoramenti o simili...

    Per ikaro: mi sa che finiremo a botte soprattutto perchè diamo significati diversi al termine soggettività... Ne parleremo. Ad ogni modo nel post precedente intendevo dire che, rispetto alla concezione di neutralità dell'epoca, Ferenczi ha osato aprire la strada all'idea che l'analista porta irrimediabilmente qualcosa di sè nella seduta. Certo i mezzi erano quello che erano ed i risultati ne sono stati la conseguenza.
    Scusa gieko, qd dici che i risultati, ne sono stati la conseguenza, ti riferisci a qualche episodio particolare di Ferenczi o alle evoluzioni del pensiero e della tecnica analitica che il suo contributo, ha permesso da parte di altri?
    Grazie
    Gaia

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  14. #194
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Direi ad entrambe le cose: l'esperienza dell'analisi reciproca fu devastante per Ferenczi, come si può leggere nel diario che tenne, ma grazie a quelle idee si è sviluppata una linea di pensiero teorica che, facendo tesoro sia delle intuizioni che degli errori di quell'esperienza, ha ridisegnato in parte la teoria e la tecnica psicoanalitica.
    gieko

  15. #195
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    Riferimento: il Il transfert:"L'alfa e l'omega"della psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Scusa gieko, qd dici che i risultati, ne sono stati la conseguenza, ti riferisci a qualche episodio particolare di Ferenczi o alle evoluzioni del pensiero e della tecnica analitica che il suo contributo, ha permesso da parte di altri?
    Grazie
    Ferenczi si contrapponeva violentemente al puritanesimo di Freud e alla sua concezione di neutralità e astinenza della figura dell'analista, che considerava invece, una presenza attiva che addirittura chiedeva al paziente, durante la seduta, di dar sfogo agli impulsi inconsci e non solo alle libere associazioni, anche attraverso atti e comportamenti che avevano lo scopo di mobilitare i materiali inconsci nei momenti di stallo dell'analisi.
    Viveva con alcune sue pazienti e andava in villeggiatura con loro.
    Freud era molto spaventato da questi esperimenti di analisi reciproca e di adattamento ai bisogni del pz, che urtavano la sua teoria analitica che si basava solo sull'esame di fantasie a livello simbolico, mai ad un approccio reale.
    Il messaggio che ha trasmesso F. è il mettersi totalmente in gioco con il paziente; un coinvolgimento e una dedizione però discutibili perchè inquinate da una insufficente analisi personale che non gli consentiva di capire che trasferiva nella relazione terapeutica i suoi bisogni infantili di amore e terezza.
    Pone l'accento sugli aspetti materni della relazione analitica e vede l'impulso libidico come ricerca di relazione(intuizione sviluppata dalla sua allieva M. Klein).In quest'ottica la sessualità perde il ruolo di motivazione primaria(Freud)e si trasforma in strumento di ricerca del rapporto con l'altro. La richiesta rivela, dietro la metafora sessuale, il desiderio di un rapporto autentico. Ma è il bambino interiore che lo chiede e acconsentire alle sue richieste conduce a pericolose regressioni in cui anche l'analista gioca un ruolo da bambino.
    Ferenczi, accettando addirittura le proposte erotiche delle pazieti, si pone al livello meno maturo della situazione, impedendo al paziente di uscirne per sempre.
    A.Carotenuto sostiene che il mito di Ferenczi sembra legarsi al doppio volto del coinvogimento analitico, la sua metafora terapeutica con i suoi oscuri risvolti evidenzia un problema con il quale ogni analista è costretto a confrontarsi e la cui difficile individuale soluzione non sta certo in una teoria e in una prassi che fuggano il problema.
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

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