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  1. #181
    Partecipante Assiduo L'avatar di rosablu77
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    01-09-2008
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Ho letto solo questa ultima pagina, per cui non conosco il pregresso.

    In riferimento alla costatazione sopra citata, e alla risposta di morgana, esprimo la mia opinione sul counseling, di cui non apprezzo la dizione anglofona.

    La consulenza esiste da sempre.
    A me e' stata insegnata da quando ho cominciato a frequentare la scuola infermieristica, e veniva chiamata educazione sanitaria [tuttora fra le materie del corso di laurea in scienze infermieristiche].

    Secondo me l'attivita' del consulente e' un'attivita' di trasmissione, non di contenuti.

    Puo' definirsi consigliere o esperto o consulente, la persona che ha alle sue spalle un bagaglio, teorico ed esperenziale, su almeno una disciplina che si configura come tale, a mio parere.

    E' cosi che, nell'ambito delle professioni d'aiuto, il consulente puo' attingere alle toerie e pratiche relative al suo campo, e alle sue esperienze [come dice Rogers].

    Escludiamo percio' altri tipi di consulenza, che tuttavia esitono[consulenti in altri campi dell'attivita' umana].

    L'attivita' di consulenza nelle professioni d'aiuto ha un fine ben preciso: rispondere ad un bisogno, cioe' alla risoluzione di un problema e l'invio a persona o organismo qualificato la' dove ne ravvisi l'opportunita'.

    Nel mio ultratrentennale lavoro sul campo ho maturato una esperienza psicologico-sanitaria, che poi si e' integrata con una preparazione filosofica.

    Questo mi permette di avere una certa quantita' di risorse come consulente. Cosa comune a chi ha maturato esperienze teorico-pratiche e dirette in altri aspetti della relazione d'aiuto.

    Gli operatori che possono percio' investirsi di questo ruolo sono molteplici, ed e' per questo che ritengo inutile una categorizzazione.

    Uno psicologo che ha lavorato per anni nel SERT o nei consultori famigliari, puo' gia' essere considerato un consulente, come un infermiere esperto nell'organizzare di un intervento curativo, o un medico che ha capacita' organizzative nell'approntare un servizio di diagnosi e cura, o un filosofo o pedagogista che hanno svolto la loro attivita' in comunita' di recupero, o nell'ambito scolastico e dell'infanzia.

    Non si diventa percio' consulenti [o counselor] dopo un biennio o triennio ad hoc. Almeno secondo me. Consulenti per cosa? Una funzione di smistamento?

    Diciamo che la consulenza e' un coronamento di un processo, non l'inizio del processo.

    E' per questo motivo che ritengo inutile, se non assurdo, un albo di counselor che abbia seguito un corso specifico, e solo quello.

    Non ci sono albi che possano dare un senso logico a questo tipo di occupazione, che, tra l'altro, puo' essere integrativa, e non esaustiva [ a meno che uno sia in pensione o libero professionista].

    Potrebbe esserci un albo in cui possono essere iscritti consulenti che portano documentazione delle loro trascorse attivita', tioli di studio ed esperienze. Questo mi pare piu' auspicabile.

    Potrebbe essere un albo della consulenza nelle professioni d'aiuto. Ma mi domando quali siano poi le ricadute pratiche.

    Tutto cio', a parer mio.
    Rispondo a te perchè sei entrato ora in questa lunga discussione.
    Io mi sn ritirata tempo fa.
    Consulenza e counselling nn sn la stessa cosa.
    Il consulente (di qualunque disciplina si occupi) restituisce un parere secondo le sue conoscenze (mediche , commerciali, psicologiche etc).
    Il counsellor non da pareri mettendosi ad un livello up-down, ma fa da specchio, da facilitatore ai bisogni dell'utenza; va in linea con i valori e i bisogni della persona che nn necessariamente gli stessi del counsellor e aiuta i clienti semplicemente a trovare la loro personale risposta alla difficoltà che viene da loro portata.

  2. #182

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da rosablu77 Visualizza messaggio
    Rispondo a te perchè sei entrato ora in questa lunga discussione.
    Io mi sn ritirata tempo fa.
    Consulenza e counselling nn sn la stessa cosa.
    Il consulente (di qualunque disciplina si occupi) restituisce un parere secondo le sue conoscenze (mediche , commerciali, psicologiche etc).
    Il counsellor non da pareri mettendosi ad un livello up-down, ma fa da specchio, da facilitatore ai bisogni dell'utenza; va in linea con i valori e i bisogni della persona che nn necessariamente gli stessi del counsellor e aiuta i clienti semplicemente a trovare la loro personale risposta alla difficoltà che viene da loro portata.
    La spiegazione mi appare un po' vaga...

    Che tipo di bisogno?
    In che modo facilita la persona alla risoluzione del problema?

    Aiuntandolo a ragionare? [filosofo]
    Aiutandolo a capire i propri bisogni inespressi e inconsci? [psicologo]
    Aiuntandolo in aspetti della vita pratica, famigliare, lavorativa, scolastica, ecc.? [assistente sociale, pedagogista]
    Aiuntandolo a cercare soluzioni di tipo sanitario? [infermiere, medico]

    Proviamo a ragionare un po'...

  3. #183
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    06-07-2004
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Tutto cio', a parer mio
    Per una volta sono d'accordo con te, forse dovresti leggere l'intera discussione per farti un'idea più precisa.

    Saluti,
    ikaro

  4. #184
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    La spiegazione mi appare un po' vaga...

    Che tipo di bisogno?
    In che modo facilita la persona alla risoluzione del problema?

    Aiuntandolo a ragionare? [filosofo]
    Aiutandolo a capire i propri bisogni inespressi e inconsci? [psicologo]
    Aiuntandolo in aspetti della vita pratica, famigliare, lavorativa, scolastica, ecc.? [assistente sociale, pedagogista]
    Aiuntandolo a cercare soluzioni di tipo sanitario? [infermiere, medico]

    Proviamo a ragionare un po'...
    Oscar,

    anch'io ho dovuto recedere dal partecipare ulteriormente (cioè: oltre quello che ho già scritto) alla discussione per motivi di tempo.
    Soprattutto se domande e risposte diventano troppo lunghe e, direi, soprattutto le risposte "critiche", troppo critiche nei cfr. non tanto del Counseling, quanto dei Counselor.
    L'approfondimento ai Tuoi interrogativi è già stato dato e lo troverai nelle pagg. precedenti della discussione.
    Io, invece, approfittando del Tuo richiamo a Carl Rogers e leggendo in testa che questo 3d è stato letto da 2.500 visitatori...vorrei ancora una volta segnalare a tutti coloro che sono sinceramente interessati i testi di Rogers, i video di Rogers presenti su You Tube (Il caso di Gloria) e non solo su You Tube e i testi sul Counseling rogersiano.
    Oggi c'è molto a disposizione per approfondire tecniche e pratica di uno degli psicologi più famosi al mondo e di una professione che si è diffusa in tutto il mondo con successo.
    Per l'aspetto epistemologico del Counseling un 3d on line non è la sede più adatta, come non lo è per simili approfondimenti su altri modelli come quello psicoanalitico.
    A Rogers non interessava questo aspetto (epistemologico) e dalle sue opere in testo e video si evince anche il perchè. Dopo molti anni di pratica sinceramente non interessa neppure me, se deve essere puramente speculativo.
    Persino nella stessa materia (Psicologia dinamica) all'Università di RM, ci hanno mostrato dei video...perchè? Quelli che hanno partecipato di più alla discussione con il ricercatore eravamo noi "studenti con già esperienza", come mai?
    Rispondendo a queste domande si capisce il percorso duro (non facile) dell'apprendimento nella vita di una persona, se la professione è quella del facilitare il cambiamento di altre persone. E i diversi livelli dell'apprendimento...comuni a tutti i modelli di riferimento.
    Non basta un corso di tre anni. Non basta una Laurea, se non è accompagnata da una coscienza personale (percorso terapeutico personale, ribadito anche da altri colleghi in altri 3d) e una coscienza etico-professionale (sono Psicologo e senza nessuna formazione integrativa partecipo in un Centro di Ascolto...imparerò "on the job"! - Se è valido in fabbrica, non può essere valido, a mio avviso, in questa professione!).
    Non basta la ricerca.
    Serve tutto insieme (integrato) se mi porta al successo nel soddisfare la richiesta del cliente. Che in Italia (legge italiana) deve essere all'interno di limiti precisi.
    Ma anche all'interno di quei limiti di legge, deve poter essere soddisfatta.
    E lo sviluppo professionale deve essere "in progresso", cioè nell'osservare i risultati migliorare sempre più.
    Man mano che aggiungo tasselli al mio apprendimento (Corsi specialistici, approfondimenti, supervisione, aspetti di Carl Rogers che avevo trascurato, integrando quel modello -come qualsiasi altro - con altri, ecc.)
    e la verifica nella pratica.
    Altrimenti ci si può tranquillamente fermare al "pitstop" precedente: educatore, professione sanitaria, ricercatore universitario, ecc.
    Oppure scegliere la strada, del tutto diversa negli scopi della psicoterapia.

    Ciao,
    Ultima modifica di IT_Modeler : 22-02-2009 alle ore 23.03.00
    psi_net

  5. #185
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    Per l'aspetto epistemologico del Counseling un 3d on line non è la sede più adatta, come non lo è per simili approfondimenti su altri modelli come quello psicoanalitico.
    A Rogers non interessava questo aspetto (epistemologico) e dalle sue opere in testo e video si evince anche il perchè. Dopo molti anni di pratica sinceramente non interessa neppure me, se deve essere puramente speculativo.
    E perchè mai? Si è parlato di epistemologia in numerosi thread e non sarà certo come discuterne ad una tavola rotonda con filosofi della scienza, ma dei risultati interessanti si sono raggiunti.
    Sappiamo tutti che l'esperienza ha il suo valore ma che essa va confrontata con gli aspetti teorici per produrre una buona dialettica che eviti l'autoreferenzialità e, di conseguenza, rischi scarsa tenuta del modello.
    Se poi questo aspetto, che non è "puramente speculativo" ma ha ricadute nella clinica piuttosto evidenti, non interessa per motivi personali è un altro discorso... Però non sminuiamone la portata.

    Saluti
    gieko

  6. #186
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    La formazione nel counseling, come è affrontata in Italia, è una buffonata. Dobbiamo essere consapevoli che da questi corsi esce un sacco di gente che fa danni e scompensa molte persone. Il counselor non ha i mezzi per lavorare in profondità e a livello di inconscio, ma molti lo fanno ugualmente, e fanno molti danni. Certo, se il counselor, con la formazione che ha, si limitasse ad aiutare le persone su fatti esterni come scegliere il supermercato non ho niente in contrario, ma che non si addentri nel campo della salute mentale che è una cosa seria e delicata. Ovviamente mi riferisco ai counselor che non hanno una formazione universitaria e non agli psicologi che avendo fatto l'esame di stato dovrebbero essere preparati per una diagnosi e quindi a non fare danni. Mi riferisco ai counselor che non hanno i mezzi per fare diagnosi e non sanno vedere e riconoscere situazioni delicate. Attenzione a voler fare i soldi sulla salute di persone in stato di bisogno. Personalmente ho scelto un'altra strada, in scienza e coscienza.

  7. #187
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    .................................................. .................................................. ....
    Ultima modifica di IT_Modeler : 24-02-2009 alle ore 15.24.38

  8. #188
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    La formazione nel counseling, come è affrontata in Italia, è una buffonata. Il counselor non ha i mezzi per lavorare in profondità e a livello di inconscio, ma molti lo fanno ugualmente, e fanno molti danni.
    Evolution,

    questo tono è già stato utilizzato...ormai è noioso!
    Questo che scrivi e, soprattutto, il modo in cui lo scrivi sembra provocatorio.
    Quindi, se una persona, o meglio professionista, si diploma in Counseling, approfondisce la sua formazione con altri Corsi di formazione e praticando il Counseling, verifica che pur rimanendo nei limiti c'è molto da fare (con successo) senza intervenire ai livelli che Tu hai citato e giunge alla Laurea in Psicologia...dopo, fino a quel momento "ha fatto il buffone"??
    Ma...a me in quel Corso-buffonata mi hanno insegnato a evitare giudizi...!!
    E mi avevano detto: "Il rispetto dell'Altro è la base per capire l'Altro..."
    Ma...no: poveri buffoni!
    L'Altro??? Povero Carl Rogers!

    Certo, se il counselor, con la formazione che ha, si limitasse ad aiutare le persone su fatti esterni come scegliere il supermercato
    Questa non è mica una provocazione...nooo!
    Forse hai visto in TV il neonato lavoro di "Consulente allo shopping"...e hai detto "Ah...ecco un altro Counselor!" - Puoi stare tranquillo: non fa parte della categoria!

    Anch'io in "Scienza e coscienza" ho fatto un'altra strada da quella che hai descritto.
    Ultima modifica di IT_Modeler : 24-02-2009 alle ore 15.26.42
    psi_net

  9. #189
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    Ma...a me in quel Corso-buffonata mi hanno insegnato a evitare giudizi...!!
    E mi avevano detto: "Il rispetto dell'Altro è la base per capire l'Altro..."
    Allora se vogliamo evitare giudizi pechè non facciamo corsi del livello del counseling e facciamo anche neurochirurgia? Perchè fare la laurea in Medicina e la Specializzazione in neurochirurgia? Facciamolo noi... e che nessuno ci giudichi!
    Per quel che riguarda il rispetto dell'altro credo sia necessario occuparsi della sua salute dopo una formazione adeguata. Intendo dire laurea e specializzazione, non scorciatoie che fanno bene al nostro portafogli e male alla salute mentale dell'utente.

  10. #190
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Facciamolo noi... e che nessuno ci giudichi!
    Per quel che riguarda il rispetto dell'altro credo sia necessario occuparsi della sua salute dopo una formazione adeguata. Intendo dire laurea e specializzazione, non scorciatoie che fanno bene al nostro portafogli e male alla salute mentale dell'utente.
    Hai ragione: anch'io lo sto facendo e che davvero nessuno giudichi!
    La mia scorciatoia dura da undici anni...probabilmente ho accorciato troppo!
    Hai ragione anche sull'ultima: è meglio prima pensare alla salute.
    Ultima modifica di IT_Modeler : 25-02-2009 alle ore 00.08.33
    psi_net

  11. #191
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    La mia scorciatoia dura da undici anni...probabilmente ho accorciato troppo!
    Ma perchè ne fai una questione personale? E' chiaro che non si sta parlando del tuo percorso di 11 anni, che -guarda caso- ti ha portato a proseguire con la formazione in psicologia, ma non puoi non riconoscere che il tuo è un percorso decisamente anomalo nel mondo dei counsellors, dai...

  12. #192

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Mi viene in mente una motivo di riflessione...

    Come si fa a stabilire se un incontro, un dialogo, una seduta, o come lo vogliamo chiamare, e' un incontro di counseling, di psicologia, di psicoterapia del profondo, o un amichevole ascolto con qualche suggerimento?

    Da un punto di vista etico e legale quando si entra nell'orto dell'uno o dell'altro?

    Chi stabilisce:- No guarda, queste parole sono mie, questa domanda e' tua e questa riposta e' sua?-

    Si tratta di pura curiosita' che esprimo, visto che io mi trovo imbarazzato a dare una risposta al quesito.

  13. #193
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Come si fa a stabilire se un incontro, un dialogo, una seduta, o come lo vogliamo chiamare, e' un incontro di counseling, di psicologia, di psicoterapia del profondo, o un amichevole ascolto con qualche suggerimento?

    Da un punto di vista etico e legale quando si entra nell'orto dell'uno o dell'altro?
    Secondo il mio punto di vista è possibile fare delle distinzioni se esistono dei riferimenti teorici e di metodologia di intervento chiari all'operatore ed epistemicamente ben definiti. Scusate se insisto su questo punto ma credo che sia veramente importante. In sè e per sè non è importante ciò che si dice o si fa con l'utente, quanto il fatto che l'operatore stia agendo avendo ben chiaro in mente l'obbiettivo del suo operare in base alla propria teoria di riferimento. Questo è ciò che distinge l'intervento di counselling dal sostegno psicologico, il dialogo terapeutico da quello tra amici.

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Chi stabilisce:- No guarda, queste parole sono mie, questa domanda e' tua e questa riposta e' sua?-
    Potresti chiarire cosa intendi?

    Saluti
    gieko

  14. #194
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Ma perchè ne fai una questione personale? E' chiaro che non si sta parlando del tuo percorso di 11 anni, che -guarda caso- ti ha portato a proseguire con la formazione in psicologia, ma non puoi non riconoscere che il tuo è un percorso decisamente anomalo nel mondo dei counsellors, dai...
    Ikaro,

    x una volta siamo d'accordo!
    Soprattutto condivido quel "guarda caso Ti ha portato a proseguire con Psicologia".
    La "formazione in psicologia"...va oltre una Laurea e ho cercato di spiegarlo lungo tutti i miei interventi.
    La mia formazione non è un caso: ho cercato precedentemente di dimostrare che la formazione ha bisogno, a mio avviso, di diversi passaggi e uno è il modellamento. Modellamento che è citato anche nei libri universitari come modalità di apprendimento. Quindi, non esiste un unico percorso formativo fatto di Corso di Counseling e automaticamente divento "Counselor", così come non esiste un percorso formativo fatto solo e unicamente di Laurea e di Specializzazione, perchè conosco specializzati in psicoterapia che fanno gli impiegati e uno sta tentando il Concorso in Polizia municipale...come mai??
    Non è automatico??
    Ripeto che per me è fondamentale il c.d. percorso personale, i Corsi di formazione, la supervisione, il codice etico - non sulla carta, ma interiorizzato - ancora formazione di approfondimento e avanti sulla strada della qualità del servizio che offro alla persona/persone: quella qualità è per loro, oltrechè per mia garanzia.
    I limiti (per OscarMoreno) li ha già chiariti Quattrostracci.

    Sono convinto che il mio non sia un caso isolato.
    Lo possiamo fare tutti...ecco in questo (e unico) passaggio sono d'accordo con il collega-provocatore: a volte la provocazione può essere utile, ma io concordo con lui solo su questo punto.
    E soprattutto si può fare in un senso, ma anche nel senso opposto.
    Continuamente posso farlo nei due sensi (dalla teoria alla pratica e dalla pratica alla teoria).
    Se chi ha seguito tutto il 3d, riflette, in queste ultime 2 righe sono riassunti quasi tutti gli interventi che sono stati apparentemente (per volontà degli scriventi?) messi in opposizione.
    Si sono affrontati 2 team in apparente contraddizione.
    Ecco perche, sempre non a caso, avevo richiamato la dialettica (in senso filosofico) oltre alla critica.
    Ultima modifica di IT_Modeler : 25-02-2009 alle ore 15.04.03
    psi_net

  15. #195
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Concordo con il fatto che la sola università e scuola di specializzazione non bastano, credo sia molto importante un percorso personale serio e profondo. Credo che servano anche molte supervisioni. Questo però non esclude una preparazione scientifica. Non esclude avere i mezzi per poter fare una diagnosi psicologica, che in alcuni casi può evitare seri problemi o scompensazioni. Se il counselor si accorge che la sua preparazione non è sufficente (se non se ne accorge, dubito abbia fatto un serio percorso di conoscenza) bene per lui se si iscrive all'università (e per i suoi futuri clienti!). IT Modeler, non voglio discutere il tuo caso personale, ma in generale non concordo sul fatto di iniziare una scuola di counseling, iniziando poi a trattare persone come counselor, per poi iscriversi all'università per diventare psicologo ecc., per il semplice fatto che non lo trovo giusto per i clienti trattati nel contempo, magari per pagarsi l'università. A questo punto trovo più corretto mantenersi con un altro lavoro (non psico) e continuare se si può un'analisi personale. Quando si avranno le giuste competenze allora si potranno aiutare veramente le persone.
    IT Modeler, non conosco bene il tuo percorso, ma da quello che ho capito mi sembra che ti sia dato da fare, non posso che complimentarmi con te.

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