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  1. #181
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Gli strumenti per star meglio li possiede anche la religione ed altre pratiche, ma non è un reale stare meglio per me, io non dico che esista la bacchetta magica, per trovare vere cure per certe malattie o soluzioni vere e proprie per certi problemi (e non si sapeva prima se era possibile trovare rimedi e soluzioni) ci son voluti secoli e secoli di ricerche, queste però son soluzioni reali. Se quello che in fin dei conti si ottiene è scarso, io voglio restare deluso, perché devo convincermi di essere abbastanza soddisfatto là dove non lo sono affatto? Non voglio una felicità finta costruita a forza di persuasione raccontandomi che tutto va bene così com'è. Si cercano cure e rimedi per certi problemi e difficoltà che ci stanno a cuore, voi li possedete? Sì o No? Io semplicemente non voglio persuadermi che tutto va bene là dove sento proprio che non è così.
    Per me il vicolo cieco è rappresentato dal raccontarsi e convincersi che le cose ci stanno bene così, quando poi sappiamo tutti che non è vero. Questo significa non illudersi.

    Un saluto a tutti
    Io rimango invece colpito dal fatto che il nostro amico charlie sembra proprio non leggere ciò che si scrive. Quindi, dopo che gli si è detto innumerevoli volte che la psicoanalisi non persuade, nè consola, nè illude, perchè gli analisti non hanno il collarino bianco e non danno pacche sulle spalle, nè assolvono dai peccati, ci sforna questa bella predica su quanto freghiamo pretescamente i nostri pazienti.
    Non una parola sul fatto che si suggerisce che la psicoanalisi possiede strumenti per "rimediare a certi problemi o difficoltà"...

    Ti consiglierei di leggere Freud L'avvenire di un'illusione per capire come già allora fossero chiare le differenze tra scienza e religione.

    Saluti
    gieko

  2. #182
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    25-03-2008
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Gli strumenti per star meglio li possiede anche la religione ed altre pratiche, ma non è un reale stare meglio per me, io non dico che esista la bacchetta magica, per trovare vere cure per certe malattie o soluzioni vere e proprie per certi problemi (e non si sapeva prima se era possibile trovare rimedi e soluzioni) ci son voluti secoli e secoli di ricerche, queste però son soluzioni reali. Si cercano cure e rimedi per certi problemi e difficoltà che ci stanno a cuore, voi li possedete? Sì o No? Io semplicemente non voglio persuadermi che tutto va bene là dove sento proprio che non è così.

    Un saluto a tutti

    Charlie...ovvero il moderno prometeo!
    Tu sei proprio figlio del tuo tempo e pienamente immerso in quella nostra cultura che declina nell'età della tecnica, non c'è che dire. Del resto, le radici del ''Rimedio'' evocato (da te anche..) di fronte all'angoscia del mondo, hanno origini antiche: Eschilo nell'Agamennone dice ''solo il vero sapere ha potenza sul dolore'' e qui il vero sapere è l'episteme (cioè quell'incontrovertibile che tu evochi al cospetto dell'angoscia). Io paradossalmente sarei d'accordo con te non fosse altro per il fatto che tu esprimi bene (con le tue richieste) la tendenza e il destino dell'occidente: anche la psicoanalisi è inscritta nella cultura del ''Rimedio'' ma con una differenza; con quell'inconfessato ritorno a Nietzsche, Freud dice che, se di rimedio si deve parlare, allora esso stesso è 'tragico': il destino di Edipo la dice lunga sul dramma della conoscenza (co-scienza...) umana. Edipo si annienta dopo aver aperto gli occhi sulla follia del mondo: la sua conoscenza è dramma. L'oltreuomo nietzschiano (che potremmo definire l'uomo della psicoanalisi...) è colui che non si annienta di fronte alla follia del mondo e del divenire. Il nevrotico (cioè l'incosciente) è colui che, come Adamo, ''sa'' della mela ma non la mangia: senza quella ''volontà di verità'' (che per il cristianesimo sembra essere donna...Eva) Adamo avrebbe vissuto nel suo paradiso inconscio...ma l'uomo sembra essere ''lacerato'' nell'essenza. Jung porta alla luce con radicalità questo dramma divino, lo scontro titanico tra le due forze, Io-inconscio: ogni uomo deve individuarsi, deve essere colpevole, deve differenziarsi dalle ''cose'' se non vuole restar nevrotico ma...''gli dei non possono e non devono morire'' dice anche Jung, per sottolineare il fatto che la ''co-scienza'' trova il proprio limite nell'assolutamente Altro, in quell'inconscio che custodisce il senso della vicenda umana al suo sorgere, quando, s-catenato Prometeo, l'uomo vuole essere Dio: anche il monito junghiano fallisce nell'età della tecnica. La coscienza diventa onnicomprensiva e non ''domanda'' più il senso dell'Altro, perchè tutto è manipolabile, non esistono limiti, la tecnica è l'ultimo Dio inteso come proprietà umana, o come prolungamento della volontà di potenza. Tu ti chiederai cosa diavolo centri tutto questo con quello che si è detto fin ora: mi spiego...se non comprendi che anche la scienza oggi (pur con limiti ancora evidenti..) si rende ormai consapevole del carattere ''ipotetico'' dei suoi costrutti, non comprenderai mai il senso della psicoanalisi che, come 'sintomo', è l'ultimo sentiero da percorrere per realizzare un senso del mondo che non sia ''fede'', ''violenza'', ''volontà di dominio''...ma il senso di una terra innocente (folle) che non vuole ''codici'' ma che pure ospita il nostro naufragio. Con la caduta degli ''immutabili'' (anche in ambito scientifico) non resta che portarsi all'origine della più grande frattura, lacerazione: quella che vide l'Io differenziarsi dall'inconscio e, sostando fra i termini di questa dialettica, ridimensionare l'errore. Forse, un giorno, il compito dei popoli sarà quello di ripensarsi alla luce di questo naufragio o, come diceva Heidegger, alla luce dell'oblio dell'Essere, cioè di quella forma di dimenticanza che ha fatto della terra un mero contenitore per la consumazione degli enti e del nostro tempo, un tempo di povertà estrema.

    Mi scuso in anticipo per la risposta evidentemente fuori luogo. Si accettano pietre in faccia! Ma charlie mi mette sempre in condizioni di scendere in profondità nelle questioni...

    Ps. Charlie, a proposito di Eschilo (leggilo...), egli dice anche nel ''Prometeo incatenato'': ''La tecnica è di gran lunga più debole della necessità''...questo per dire soltanto che mi pare che qui il più ''illuso'' sei proprio tu: sii più greco, vivrai meglio il tempo che ti è stato assegnato!

    Saluti,
    Luigi
    Ultima modifica di luigi '84 : 29-04-2009 alle ore 19.15.54

  3. #183
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da luigi '84 Visualizza messaggio
    ''La tecnica è di gran lunga più debole della necessità''
    Sergio

  4. #184
    Banned
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da luigi '84
    Edipo si annienta dopo aver aperto gli occhi sulla follia del mondo: la sua conoscenza è dramma. L'oltreuomo nietzschiano (che potremmo definire l'uomo della psicoanalisi...) è colui che non si annienta di fronte alla follia del mondo e del divenire.
    Ma comunque per quale motivo dobbiamo scegliere di non annientarci se la nostra vita non ci piace affatto o ci provoca più male che bene? Tutte le persone morte suicide hanno sbagliato secondo il punto di vista psicoanalitico?

    Inoltre poi se i motivi per autoannientarsi persistono a me di diventare un superuomo non me ne fregherebbe nulla, prima "non puoi fare certe cose e non sai certe altre cose" dopo "non puoi fare certe cose e sai certe altre cose", i problemi veri insomma persistono e né la psicoanalisi né Nietzsche forniscono soluzioni, questo tipo di conoscenza in fin dei conti che guadagni offre? Permette di risolvere qualcosa?

    Nell'universo e nel mondo è possibile conoscere tante di quelle cose... Non è meglio indirizzarsi verso quelle conoscenze che ci permettono di modificare certi stati di cose? Anche quando ho saputo che voglio fare sesso con mia madre, che voglio ammazzare mio fratello o mio padre, e così via... Io concretamente cosa risolvo nella mia vita? Ho preso coscienza di questi fatti e poi? Io non riesco ad afferrare tutto questo a cosa serva quando poi i miei problemi maggiori consistono nel riuscire a pagare una bolletta a fine mese o nel convincere una (almeno una) ragazza che mi piaccia ad uscire con me .

    Un saluto

  5. #185
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    i problemi veri insomma persistono e né la psicoanalisi né Nietzsche forniscono soluzioni, questo tipo di conoscenza in fin dei conti che guadagni offre? Permette di risolvere qualcosa?

    Nell'universo e nel mondo è possibile conoscere tante di quelle cose... Non è meglio indirizzarsi verso quelle conoscenze che ci permettono di modificare certi stati di cose?

    Io concretamente cosa risolvo nella mia vita? Ho preso coscienza di questi fatti e poi?

    Un saluto
    Non permette di ''risolvere'' nulla, appunto. E non c'è nessun guadagno. D'altro canto l'intera storia dell'occidente è una storia di ''guadagno''...ma pensa: qual è il guadagno? Il tuo, il mio...ne va dello statuto dell'ente! E ogni cosa in occidente si è ''fatta'' nella dimenticanza dell'ente...si è sempre creduto che la ''cosa'' si offrisse alla nostra manipolazione; la scienza ci ha permesso di ''modificare''... ma la povertà più estrema è il sentirsi stranieri su di una terra straniera: è il nostro tempo. Un tempo che domanda quello che domandi tu, ma con la malcelata persuasione che la ''risposta'' dovrà essere radicalmente diversa. Nessuna eco sopraggiunge più da quello sfondo inesauribile di donazione che è l'Essere, perchè anch'esso è obliato. L'uomo è solo nel cosmo per effetto del suo ''agire'' e per effetto di quella ''fede'' che considera l'ente un ''ni-ente'', cioè un nostro egoico crogiolo. Ma al di fuori della follia dell'Io (per parafrasare Lacan...) la ''verità'' è già da sempre manifesta. Ma mi fermo.
    Questi sono ''fatti'' tanto quanto quelli che tu definisci ''concreti'': l'estrema follia è appunto credere in quel ''guadagno '' che tu pensi possa essere il fine di una vita; e non si è affatto preso ''coscienza'' di tutto ciò perchè, a ben vedere, ogni presa di coscienza fa ''arretrare'' (nel senso freudiano del 'perturbare') e non ''avanzare'' verso fantomatiche ''risoluzioni'' nelle quali si pensa di scorgere il ''senso'': ogni scontro con l'inconscio è altresì un ''ridimensionamento''...perchè l'inconscio è ''cifra rinviante'', desituante, dislocante; povero l'Io, è così misero e frammentato rispetto all'ulteriorità inconscia, che diventa difficile pensarlo come il referente essenziale delle nostre esperienze!...eppure, l'Io è il luogo in cui questa ''ulteriorità'' si schiude: cogliere il senso di questa ''eccedenza'' è decidersi per un'attesa o per una scelta.
    Nessun guadagno sia chiaro...perlomeno non nei termini in cui l''arricchimento'' è stato pensato dagli abitatori del nichilismo.


    Saluti,
    Luigi

  6. #186
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    C'é da dire che a volte l'inconscio ed il ni- ente, quando unilateralmente considerati come di valore estremo, diventano paradossalmente, l'estremo rifugio dalla realtà interna dell'Io pensante e parlante e quindi agente, sempre presente in vari registri, e dalla realtà esterna, più spaventose ancora per il loro esserci in continuità e discontinuità dell'essere ed esserci dell'uomo in tale innegabile realtà esterna, esistente poi in modalità differenti in dipendenza degli occhi che la guardano, realtà che alcuni tanto terrorizzano. Non a caso, lo stesso Nietszche osò dire, coraggiosamente poi:"Se guardi nell'Abisso, l'Abisso guarderà dentro di te". Un saggio monito.

    Saluti
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  7. #187
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    C'é da dire che a volte l'inconscio ed il ni- ente, quando unilateralmente considerati come di valore estremo, diventano paradossalmente, l'estremo rifugio dalla realtà interna dell'Io pensante e parlante e quindi agente, sempre presente in vari registri, e dalla realtà esterna, più spaventose ancora per il loro esserci in continuità e discontinuità dell'essere ed esserci dell'uomo in tale innegabile realtà esterna, esistente poi in modalità differenti in dipendenza degli occhi che la guardano, realtà che alcuni tanto terrorizzano. Non a caso, lo stesso Nietszche osò dire, coraggiosamente poi:"Se guardi nell'Abisso, l'Abisso guarderà dentro di te". Un saggio monito.

    Saluti
    Si è vero. Ma si era ovviamente sulle generali: la critica all'''agire'' in vista di un ''guadagno'' quindi la messa in questione di ogni forma di ''Cura'' ridotta a ''ragione strumentale'', questo è ciò che mettevo in questione e lo sfondo dal quale si muoveva chiarlie. Facevo un pò di confronti dunque tra una visione ''personale'' (quella di chiarlie) e quella invece ''transpersonale'' di una intera cultura. Chiarlie chiede qual è il senso della psicoanalisi ma io ritengo che non lo scorgerà mai se rimane intrappolato in quella cultura del rimedio che non vede nessuna possibilità oltre il guadagno e la manipolazione.

    Saluti,
    Luigi

  8. #188
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Caro Char_Lie

    Se posso notare, e farti notare, una particolarità dei tuoi messaggi, è che poni questioni generali in un campo in cui di generale e di generalizzabile non esiste nulla.
    Come mai questo continuo uso dell'impersonale? Non penso che se tu ti rivolgessi ad un fisico, ad un chimico o, perché no, ad un avvocato, chiedersti loro: "Si cercano cure e rimedi per certi problemi e difficoltà che ci stanno a cuore, voi li possedete? Sì o No?"

    E, semmai tu lo facessi, che risposta pensi ti potrebbero offrire?

    Tu chiedi se abbiamo "gli strumenti per farti star meglio". Detto così, è una richiesta priva di senso, almeno fino a che tu non sia in grado di definire in termini più "operativi" questo "star meglio". Senza rispondere ancora sulle generali, del tipo "avere certe cose che non ho, o modificare certi comportamenti o situazioni".

    Spiacente, ma non si può entrare nel campo della soggettività facendo finta che il soggetto che pone la domanda non esista.

    Buona vita

    Guglielmo
    Ho scritto nel forum salute e benessere che tipo di problemi vorrei poter risolvere io personalmente, ed anche gieko si è fatto un'idea del tipo di difficoltà se leggi in questa stessa discussione come mi ha risposto...
    Quello che secondo me andrebbe distinto sono i problemi posti dai motivi per cui una persona vuol risolverli...
    Ad esempio io vorrei riuscire a trovare una ragazza che ricambia l'attrazione fisica con me (insomma verso la quale provi anche io questa attrazione) e magari spero che si possa anche riuscire ad essere innamorati, insomma provare anche un po' di affetto e simpatia reciproca (ma qui forse credo che è già chiedere troppo).

    Non mi interessa molto sapere perché mi piacciono e mi attraggono certi tipi di ragazze e non altre, e nemmeno perché sono eterosessuale e non gay o bisessuale, non mi interessa nemmeno sapere perché certe persone sono felici con delle ragazze con cui io non starei. Che qualcuno mi faccia notare che alcuni son felici con delle compagne che a me non interessano affatto non mi aiuta, se loro son felici in quella situazione mica è detto che debba esserlo anche io.

    Pongo solo questa domanda, non ho le idee confuse riguardo a quel che cerco, ho difficoltà nel trovarlo, nel gestire quello di cui dispongo per rendermi appetibile... Ammesso che io possieda gli strumenti per risolvere il problema, rispetto a questo sono un po' titubante e dubbioso.

    Probabilmente è vero che gli psicanalisti non servono per aiutare a risolvere questo tipo di problemi, però mi chiedo come si possa riuscire a far raggiungere un certo stato di salute mentale senza tener conto anche di tutte queste esigenze.

    Le persone dovrebbero adottare tutte un punto di vista stoico secondo voi? Questa rappresenterebbe una soluzione?

    Un saluto

  9. #189
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Non permette di ''risolvere'' nulla, appunto. E non c'è nessun guadagno.
    D'accordo fino a un certo punto, in psicoanalisi c'è un guadagno ben preciso, ed è un guadagno epistemico e di sapere rispetto alla propria questione inconscia che è all'origine della sofferenza che lo porta a chiedere un aiuto (ovviamente non si tratta di quello di cui Char_lie fa facile ironia, come nelle sue vignette: fare sesso con la madre e ammazzare il padre, questa è la versione-macchietta della psicoanalisi giunta alle masse e, ahimè, anche per colpa di certi "professionisti" che si spacciano per psicoanalisti e fanno danni ai loro pazienti e alla psicoanalisi...), questo guadagno di sapere ha anche delle ricadute pratiche e concrete: una volta che la questione inconscia viene attraversata (con tutto ciò che questo comporta, un lavoro lungo e faticoso), il nevrotico non sarà più burattino dei suoi fantasmi e questo gli permette di trovare soluzioni e superare problemi che prima gli apparivano insormontabili o privi di soluzione, anche se il più delle volte, lungo il percorso, quei problemi insormontabili potrebbero diventare addirittura ridicoli ai suoi occhi...

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 01-05-2009 alle ore 15.57.19

  10. #190
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    D'accordo fino a un certo punto, in psicoanalisi c'è un guadagno ben preciso, ed è un guadagno epistemico e di sapere rispetto alla propria questione inconscia

    Saluti,
    ikaro
    E' più che ovvio. La prassi psicoanalitica la si vive ''privatamente'' per graduali stati epistemici, appunto. Ma nella psicoanalisi, intesa come plesso disciplinare caratteristico, intesa come ''sguardo'' sull'uomo c'è, da questo punto di vista, un impianto teoretico suscettibile di essere ''generalizzato'' è considerato come stadio ben preciso a cui approda la ''conoscenza'' umana in generale. Tutto ciò ha ricadute antropologiche di immenso valore. ''Pensare psicoanaliticamente'' ha un valore ben preciso: questo ''pensiero'' è probabilmente quella ''eccedenza'' a cui, fin dagli inizi, la psicoanalisi si è concessa e riguarda molto da vicino chi intende ''fare-psicoanalisi'' al di là di della più comune (ed essenziale per carità) valenza ''clinica''. Questo ritengo sia molto bello: non essere rinchiusi in una visione tipicamente ''da lettino'' ma aprirsi ''culturalmente'' per ''allenare'' il pensiero, spronarlo ad essere ''psicoanalitico''...cioè 'vivo', 'esuberante', e perchè no...anche 'divertente'.
    Tutto ciò senza nulla togliere alla discussione, che deve essere sempre aperta e critica, di ordine clinico. E poi ikaro sai anche che io ''primariamente'', se restiamo nell'ambito clinico, considero l'analisi (intendo junghiana...dico così per non appropriarmi di visioni diverse da quella che mi è più congeniale...) ''psicoterapia'' a tutti gli effetti, e con tutto ciò che ne deriva. Nella mia ottica i due termini si equivalgono anche se è onnipresente l'oscillazione dialettica fra i due livelli...che rimangono comunque, e sempre insieme riproposti nell'alchimia della relazione analitica.

    Saluti,
    Luigi
    Ultima modifica di luigi '84 : 01-05-2009 alle ore 20.04.37

  11. #191
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Vorrei proprio che lo ammetteste chiaramente che strumenti per modificare gli stati di cose non li possedete affatto... E' questo il punto...
    Spesso vengono mandate dagli psicoanalisti persone che si trovano in difficili condizioni esistenziali, ma uno psicoanalista in questi casi oltre a rappresentare un palliativo non è che sia capace di risolvere alcunché, o di occuparsi realmente dei difficili problemi posti dall'altro...
    Se ammetteste chiaramente la vostra impotenza rispetto a questi problemi credo che quasi nessuno si rivolgerebbe più a voi...
    La maggior parte delle persone vivranno male ed in mezzo alla sofferenza, tanto rispetto a questo male né voi né altri possiedono alcuna cura reale e diversa dal far coltivare delle illusioni.

    Un saluto
    Caro Charlie, perchè ce l'hai a morte con gli psicoanalisti? Ne parli come di individui bugiardi e incompetenti. Permettimi di contraddirti, in base alla mia personale esperienza psicoanalitica, che per me è stato uno spendido, fondamentale percorso, che mi ha ampliato la prospettiva ottica di partenza: adesso ritengo di possedere una più profonda conoscenza di me stessa con tutti i molteplici e profondi riflessi esistenziali che ne derivano.
    Solo affrontando anche cose e fatti inaccessibili, quanto inaccettabili di noi stessi, possiamo riuscire ad aspirare ad una migliore sopportabilità del malessere quotidiano.
    Le risposte che tu cerchi, le soluzioni ai tuoi problemi pratici, quotidiani, nessuno potrà mai fornirtele. Nessuno ti può aiutare, nè analista, nè prete, nè amico. Ma tu non ti stanchi mai di porti e porre mille domande , hai un'urgente esigenza di percepire una qualche risposta; ma questa, secondo me, la potrai trovare solo "dentro" di te, nel tuo mondo interiore, che, se non avrai l'umiltà di farti aiutare da uno specialista, difficilmenteci ti potrà offrire le risposte che ti premono dentro.
    Contrariamente a quello di cui sei fermamente convinto, ne vale proprio la pena . Nella stanza d'analisi non si coltivano illusioni: la psicoanalisi consiste in un reciproco, continuo coinvolgimento di analista e analizzando, uno stare insieme nella comune ricerca di senso. Non è un palliativo, è una tecnica valida che ti supporta in questa ricerca di senso di cui si ha sete, per fare luce nei conflitti e compromessi dell'essere umano, per conoscere il nostro inconscio, passionale e irrazionale, sempre pronto a sommergere l' Io, impegnato nell'immane lotta a gestire il proprio equilibrio.
    L'inconscio, poi, non ci conduce solo verso cieche sofferenze autodistruttive e distruttive, o a dei rebus folli senza sbocchi risolutivi, ci sono anche dei casi in cui molte persone, ci sembrano fallite, eppure malgrado ciò riescono inaspettatamente ad aprirsi nuove prospettive esistenziali attraverso la cultura, l'arte, la scienza e la spiritualità e a imparare a discernere, ossia rendersi attentamente conto che molto è a carico delle nostre individuali responsabilità che ci appartengono e contribuiscono positivamente, più di quanto crediamo, nell' incidere sul patrimonio culturale, proprio in risposta alla qualità delle nostre responsabilità impiegate. Questa è la prospettiva esistenziale che spalanca l'epistemologia relativista di Jung, che partendo dall’ammissione del limite intrinseco ad ogni psicologia, si traduce, sul piano operativo, in un atteggiamento non dogmatico, duttile, aperto al dialogo e al confronto .
    Siamo molto lontani da una concezione oggettivante dell’analisi, in qualche modo implicita nella posizione freudiana. Non solo, ma proprio perchè non è più possibile condividere un’idea “forte” del modello che ogni psicoterapeuta incarna, l’analista junghiano sarà pronto a mettere in dubbio, nella situazione di incontro con il paziente, il suo sapere preconcetto.
    Ha scritto Jung:
    “In psicoterapia, il grande fattore di guarigione è la personalità del terapeuta: ed essa non è data a priori, non è uno schema dottrinario, ma rappresenta il massimo risultato da lui raggiunto".
    Volevo solo testimoniare la mia esperienza positiva, sicura che tu resterai sempre fermo nelle tue convinzioni
    Un sorriso.Ciao
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  12. #192
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    “In psicoterapia, il grande fattore di guarigione è la personalità del terapeuta: ed essa non è data a priori, non è uno schema dottrinario, ma rappresenta il massimo risultato da lui raggiunto"
    Questo già lo trovo molto più saggio, se una persona conosce personalmente, (avendo già affrontato disagi e problemi simili) qualcosa che, per così dire, funzioni, può aiutare davvero l'altro a venir fuori da certe situazioni.

    La cosa che però proprio non mi convince è l'interpretazione così libera data alla domanda di aiuto. Viene usato troppo liberamente il concetto di inconscio e si perde molto tempo a cercare di convincere l'altro che vuole qualcosa di diverso da quel che chiede. Per me personalmente, non è così, e trovo proprio che in questi casi si proietti la propria teoria generale sul singolo. Io chiedo un bicchiere d'acqua, e un certo tipo di psicoanalista osservando che è disponibile soltanto coca cola mi porge un bicchiere di coca cola cercando anche di convincermi che il mio inconscio è questo quello che desidera e che quindi conseguentemente io desidero e voglio tutt'altro e che oppongo resistenze. Inoltre mostrandomi poi che anche altri restano soddisfatti bevendo un bicchiere di coca cola si deduce generalmente che dovrei restare soddisfatto anche io: ma se fosse stato così semplice non ci sarebbe stato alcun problema, non avrei avuto nulla da chiedere visto che magari la coca cola già sapevo io stesso di averla portata di mano. Quando viene usato questo gioco o trucco io personalmente mi sento preso per i fondelli perché non mi viene mostrata alcuna possibilità in più che io non avevo già notato.

    Non si può aiutare una persona se non si riesce a capire cosa la persona cerca, e soprattutto se non si riesce davvero a prendere in carico seriamente i problemi posti dall'altro nel senso che ho cercato di chiarire sopra (prendere in carico significa aiutare a trovare soluzioni per i problemi posti e non cercare di convincere l'altro che per lui sono falsi problemi).

    Un saluto
    Ultima modifica di Char_Lie : 02-05-2009 alle ore 13.27.07

  13. #193
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Carissimo Charlie, il mio analista lavora con me, e per me, per aiutarmi a diventare la donna che vorrei "alla fine" essere e diventare.
    Ma, se io paziente ho scoperture in banca o, come te, dovessi cercare l'amore....no! purtroppo ..non funziona così! Lui/lei non ti aiuta, ma nemmeno ti illude, anzi!
    Nelle sedute si discute tantissimo di tutti gli infiniti casini della vita...già solo parlarne è liberatorio e ti fa stare meglio!!!
    L'analisi, ti offre, nel tempo, l'energia psichica per gestire al meglio la tua vita, acquisire sicurezza e vedere tutto con un'ottica diversa, più realistica e positiva, anche se sarai sempre tu, solo tu, a disporre delle tue scelte e della tua esistenza.
    Ciao
    Ultima modifica di francesca63 : 02-05-2009 alle ore 17.57.56
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  14. #194
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    cercando anche di convincermi che il mio inconscio è questo quello che desidera e che quindi conseguentemente io desidero e voglio tutt'altro e che oppongo resistenze. La cosa che però proprio non mi convince è l'interpretazione così libera data alla domanda di aiuto. Viene usato troppo liberamente il concetto di inconscio e si perde molto tempo a cercare di convincere l'altro che vuole qualcosa di diverso da quel che chiede. Per me personalmente, non è così, e trovo proprio che in questi casi si proietti la propria teoria generale sul singolo. Io chiedo un bicchiere d'acqua, e un certo tipo di psicoanalista osservando che è disponibile soltanto coca cola mi porge un bicchiere di coca cola cercando anche di convincermi che il mio inconscio è questo quello che desidera e che quindi conseguentemente io desidero e voglio tutt'altro e che oppongo resistenze. Inoltre mostrandomi poi che anche altri restano soddisfatti bevendo un bicchiere di coca cola si deduce generalmente che dovrei restare soddisfatto anche io: ma se fosse stato così semplice non ci sarebbe stato alcun problema, non avrei avuto nulla da chiedere visto che magari la coca cola già sapevo io stesso di averla portata di mano. Quando viene usato questo gioco o trucco io personalmente mi sento preso per i fondelli perché non mi viene mostrata alcuna possibilità in più che io non avevo già notato. Non si può aiutare una persona se non si riesce a capire cosa la persona cerca, e soprattutto se non si riesce davvero a prendere in carico seriamente i problemi posti dall'altro nel senso che ho cercato di chiarire sopra (prendere in carico significa aiutare a trovare soluzioni per i problemi posti e non cercare di convincere l'altro che per lui sono falsi problemi).
    Questo secondo me non è né un gioco né un trucco, ma una truffa!!
    Se una persona "cerca di convincere" un'altra persona di quello che in realtà vuole inconsciamente siamo in un campo che è già abbondantemente fuori dalla psicoanalisi (anche se si serve -e pure male- di alcuni suoi concetti, come quello di inconscio), il campo delle tecniche che operano per via della persuasione o della suggestione. Se questa è la tua esperienza mi dispiace, mi sentirei preso anch'io per i fondelli, ma questa non è psicoanalisi dal mio punto di vista, è il suo (ab)uso selvaggio.

    Salute,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 02-05-2009 alle ore 18.26.15

  15. #195
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    Riferimento: Critiche alla Psicoanalisi e alle Psicoterapie

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Questo secondo me non è né un gioco né un trucco, ma una truffa!!
    Se una persona "cerca di convincere" un'altra persona di quello che in realtà vuole inconsciamente siamo in un campo che è già abbondantemente fuori dalla psicoanalisi (anche se si serve -e pure male- di alcuni suoi concetti, come quello di inconscio), il campo delle tecniche che operano per via della persuasione o della suggestione. Se questa è la tua esperienza mi dispiace, mi sentirei preso anch'io per i fondelli, ma questa non è psicoanalisi dal mio punto di vista, è il suo (ab)uso selvaggio.

    Salute,
    ikaro
    Ciao Ikaro, vorrei chiederti se secondo te, é possibile date le affermazioni di Char_lie, che lui abbia maturato queste convinzioni per esperienza, dovuta forse, oltre a quello che dici tu, e che sarebbe bruttissimo, al cosidetto falso insight, dove l'interpetazione o interpretazioni (che spesso sono critiche...) che gli sono state date, e che lo hanno molto colpito, visto che le cita spesso come "tentativi di... ", avrebbero potuto essere realmente "costruzioni" dell'analista e non avere corrispondenza emotiva in lui, e quindi, neppure di altro tipo? Non portando quindi a ricadute cliniche positive ma ad altro?
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

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