
Originalmente inviato da
luigi '84
Certo. Molto tempo fa, infatti, già Freud parlò di una certa pulsione distruttiva o pulsione di morte. Considera l'atteggiamento suicidario: al contrario di quanto il sensus communis potrebbe inferire, il suicidio ha uno scopo preciso, tende verso una direzione, un senso, anzi è il tentativo estremo di attribuire un senso la dove la sua mancanza ha generato lo sfaldamento più incredibile nell'individuo. Una sorta di ritorno alle origini, a una vita nuova. E così, permeato nel profondo da un senso, lo sguardo del suicida non guarda mai la morte... ma vede ad essa come ad una, all'unica possibilità di un ultimo, stentato riscatto. Ancora una volta non abitiamo che il nostro desiderio.
Ovvio, la psicoanalisi cerca di insinuarsi nel desiderio, cerca di costruire un dialogo con esso affinchè un certo grado di conoscenza possa permettermi un certo grado di libertà strutturale.