
Originalmente inviato da
MatteoCRT
in riferimento al caso clinico, seconda prova, per me che sono del clinico comportamentale mi sono sorti un pò di dubbi a proposito della seguente traccia:
In relazione al seguente caso descrivere le modalità di lavoro per una valutazione del profilo psicologico e accenni dell’intervento clinico che si considera più indicato. Luca, 24 anni, si presenta all’appuntamento accompagnato dai genitori. Al momento in cui viene invitato ad accomodarsi anche i familiari chiedono di entrare per riferire, in particolare la madre, cosa non ha funzionato nei precedenti incontri svolti con altri psicologi. Attualmente Luca studia all’università, frequenta come pendolare, ma ha cambiato varie sedi e questo ha comportato secondo lui un ritardo negli studi. Il padre si rende disponibile ad accompagnarlo perché lui perda meno tempo negli spostamenti. La madre è molto impegnata nel suo lavoro ma cerca anche lei di aiutarlo non caricandolo di altri impegni familiari. Ci sono altre due sorelle e la madre si rivolge preferibilmente a loro che sono anche più grandi e indipendenti. Luca riferisce molti pensieri in relazione ai compagni del liceo che stanno ormai per concludere gli studi universitari mentre per lui è difficile individuare uno scopo. Ha dato di recente un esame molto importante e adesso sente una maggiore ansia e si trova spesso assorto nel pensare al futuro; pensa a quali altre difficoltà potranno esserci ma poi aggiunge che il ritardo negli studi può in compenso avergli fatto acquisire molta maturità. Quando studia si isola. In generale frequenta pochi coetanei e non ha altri interessi tranne un hobby nel campo del collezionismo, interesse che condivide con un suo familiare. I precedenti contatti, avuti negli ultimi 3 anni, con psicologi li ha sempre interrotti per sua scelta, un po’ perché si sente incapace di fare delle analisi profonde si sé e un po’ perché non nasconde che vorrebbe farcela da solo.
mi pare che per Luca, non siano soddisfatti i criteri di definizione nè dei disturbi d'ansia, nè della fobia sociale, pur essendoci alcuni sintomi..a meno che non si tratti di patologie all'esordio, oppure di un tratto stabile di personalità (ma anche in questo caso nessun tipo di disturbo di personalità sembra essere adeguato). Luca potrebbe essere considerato un ragazzo con una nevrosi in atto, o perlomeno agli inizi..utilizza delle difese evolute per convivere a contatto dei genitori, in particolare della madre che si presenta da subito invadente e iperprotettiva nei suoi confronti. Capite però, che l'analisi che ora sto tentando di svolgere esula dal modello comportamentale per giungere a quello dinamico, di cui ho una conoscenza infima, giustificata da quei pochi esami, soprattutto della triennale sostenuti in tale ambito. A vostro avviso come potrei sbrogliare questo caso?...sono un pò nel panico. :-(