eccomi! ho piazzato le sorelle davanti alle winx ( ah, le odio le winx!); dunque:
si presenta al colloquio un ragazzo di 21 anni, riferendo da circa un anno la comparsa di episodi improvvisi, e ad intervalli regolari, caratterizzati da ansia...ecc...
dai dati del testo non emergono le modalità di invio (autoinvio, invio da parte del medico o familiari); sarebbe opportuno quindi specificare tale informazione, indagando il livello di motivazione e le aspettative riguardo al colloquio e ad un eventuale trattamento.
inoltre il ragazzo riferisce che da qualche mese si ritirato in casa dormendo e stando al computer per la maggior parte del tempo; sembra non avere amici nè contatti con l'esterno, riferisce di aver lasciato la fidanzata.
dai pochi dati a disposizione si potrebbe delineare , in via del tutto provvisoria, un'ipotetica diagnosi di disturbo d'ansia, nello specifico disturbo da attacchi di panico, eventualmenete specificando la presenza di agorafobia.
per avere un quadro più ampio sarebbero necessari ulteriori approfondimenti, che andassero ad indagare le areee fondamentali della vita del ragazzo (scuola-lavoro-famiglia-relazioni), a tal proposito proporrei una serie di incontri caratterizzati da colloqui ed eventuale somministrazione di test durante i quali approfondire:
-la storia dei sintomi: le modalità di insorgenza dei sintomi, indagando le circostanze della 1 comparsa ( la crisi dei genitori può aver contribuito all'insorgenza della crisi? il paz.forse si sentiva colpevole perchè lontano?), le modalità delle successive, indagando eventuali antecedenti favorenti la comparsa dei sintomi, il vissuto emotivo del ragazzo nei confronti dei sintomi, se ha sviluppato ansia anticipatoria, e le modalità x frvi fronte
-la storia individuale, anche medica, per escludere eventuali condizioni mediche o uso di sostanze, le modalità di educazione, e indagherei se l'aggressività è presente solo in famiglia
-la relazione con i familiari, approfondendo il significato che ha la percezione del paziente della madre come molto protettiva, contrapposta al padre, che sembra quasi infastidito dal problema del ragazzo (da approfondire meglio, ma ora tiro via!!)
- le relazioni interpersonali: si è ritirato a causa dell'ansia anticipatoria? ha paura di avere nuovi episodi in presenza di altri e si vergogna?, indagherei inoltre le circostanze per cui si è lasciato dalla fidanzata ( è dovuto alle sue crisi? o non ha più fiducia nell'amore e nel futuro a causa della cruisi coniugale dei genitori?
inoltre riterrei utile la somministrazione di test quali l'MMPI_2 prestando attenzione ai valori delle scale A e Anx, considerandole in rapporto all'eventuale elevazione di altre scale; inoltre STAI , specifico per indagare l'ansia di stato e tratto, e FRT x indagare come i familiari vedono il ragazzo, e come lui vede loro, e le loro relazioni
Se i risultati confermassero l'hp di partenza, allora si potrebbe tentare la diagnosi di disturbo da attacchi di panico con agorafobia ( visto il ritiro sociale)
se il paz.fosse d'accordo si potrebbe indirizzare verso una terapia cognitivo-comportamentale x la ristrutturazione di pensieri disfunzionali, gestione dell'ansia e dello stress e per un addestramento alle abilità sociali
finito!! tirato via tantissimo....tanti punti da approfondire e scrivere meglio, ma ora proprio non faccio in tempo!! spero

serva lo stesso!!