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  1. #196
    Partecipante Figo
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    20-10-2008
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    752

    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    altra domanda visto che nei dist della comunicazione la valutazione va fatta in confronto alle capacità intellettive non verbali, come si misura la capacità intellettiva non verbale?con le cpm?sto andando in tilt mi perdo in un bicchier d'acqua..basta vado a studiare oggi il forum mi ha fatto più male che bene

  2. #197
    Partecipante Figo
    Data registrazione
    20-10-2008
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    752

    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    vi lascio questo caso, mi pare proprio che non l'abbiamo fatto, torno più tardi



    11F. è un ragazzo di 12 anni e si rivolge, insieme ai genitori, ad un centro di consulenza psicologica.
    F. frequenta la seconda media e racconta, con non poche difficoltà, di avere un rapporto sereno e
    piacevole con i genitori e con tutta la sua famiglia.
    Durante il colloquio F. appare fortemente in disagio, quasi spaventato.
    Le preoccupazioni dei genitori nascono dal fatto che il ragazzo manifesta sistematicamente degli
    episodi di ansia, che a volte assumono le caratteristiche di un attacco di panico, quando si appresta a
    vivere delle situazioni di incontro, di relazione o di convivenza sia con adulti, sia soprattutto con
    coetanei.
    Questa condizione è frequente soprattutto nelle interazioni con persone non familiari.
    F. cerca di evitare situazioni del genere ma se costretto ad accettarle, le sopporta con paura e disagio
    perché, dice, teme di agire in modo sbagliato e ha paura dell'imbarazzo che gli deriverebbe dal
    mostrare i suoi sintomi di ansia.
    A volte anche andare a scuola gli provoca dei problemi e questo fatto gli crea ulteriore disagio e
    ansia, che interferiscono negativamente sulle sue normali abitudini, sulla possibilità di instaurare
    delle amicizie e sulle prestazioni scolastiche.
    Infatti, F., pur non avendo problemi di comprensione ed apprendimento, non riesce, a causa della
    scarsa partecipazione alle attività di classe, a ottenere risultati soddisfacenti.
    Il tutto viene peggiorato dal fatto che F. non riesce a comprendere bene la fonte del suo malessere.
    I sintomi sono iniziati da un anno.
    I genitori sostengono che F. è sempre stato un bambino timido ed inibito, ma non se ne sono
    preoccupati fino a quando lo stesso ragazzo ha iniziato a riconoscere i propri comportamenti come
    irrazionali e le proprie reazioni come eccessive.
    Il candidato illustri sinteticamente:
    1. l'ipotesi o le ipotesi che si possono avanzare per spiegare le difficoltà del ragazzo;
    2. quali ipotesi di diagnosi differenziale si possono avanzare;
    3. quali altri dati sarebbero necessari per avvalorare le ipotesi di cui ai punti 1 e 2;
    4. di quali strumenti diagnostici ci si potrebbe avvalere per raccogliere i dati di cui al punto 3;
    5. se sia necessario avvalersi di consulenze specifiche o specialistiche ed, eventualmente, di
    quali;
    6. il tipo di intervento ritenuto più idoneo;
    7. le eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare.
    Il candidato è invitato a rispondere a tutti i punti, a indicare il numero di risposta per ciascun punto, a
    mantenere l'ordine dei punti e a fornire per ogni punto le motivazioni delle scelte fatte (le motivazioniii?e che mettiamo?)
    Ultima modifica di melita74 : 05-02-2011 alle ore 14.49.21

  3. #198
    Partecipante Esperto
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    24-02-2008
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    285

    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    Caio Melita non volevo crearti più confusione era solo per chiarire le idee...neanche io li ho fatti in modo approfondito, mi sono fatta solo un'idea.
    Ora provo a svolgere il caso che hai proposto....provo senza librivediamo cosa ne ese fuori.
    Buono studio a tutti

  4. #199
    Partecipante Figo
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    20-10-2008
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    752

    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    ma no momy figurati...+è che sono proprio esaurita io...provo a fare pure io il caso, vediamo cosa ne esce fuori :-)

  5. #200
    Partecipante Figo
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    20-10-2008
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    752

    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    questo è il mio svolgimento, non l'ho fatto per intero è molto schematico, mi sono trovata in difficoltà perchè a me pareva molto chiaro, quindi ho fatto solo un'ipotesi diagnostica...per la differenziale mi pare di aver fatto un casino, e itest mi sembrano poco specifici..uff



    Il candidato è invitato a rispondere a tutti i punti, a indicare il numero di risposta per ciascun punto, a
    mantenere l'ordine dei punti e a fornire per ogni punto le motivazioni delle scelte fatte
    1. l'ipotesi o le ipotesi che si possono avanzare per spiegare le difficoltà del ragazzo;
    dai dati disponibili ipotizzerei un disturbo d’ansia, in particolare una fobia sociale che si manifesta con eccessiva ansia per le situazioni sociali e prestazionali, ansia che può prendere la forma di un attacco di panico situazionale.
    Più di questa iporesi non so fare,mi pare così chiaro.
    2. quali ipotesi di diagnosi differenziale si possono avanzare
    Diagnosi differenziale con disturbo d’ansia di separazione, il ragazzo ha buon rapporto con i suoi familiari e i problemi ci sono quando deve relazionarsi con gli altri adulti e coetanei, inoltre non ci sono criteri che facciano pensare a un dist d’ansia di sep in quanto non mostra paura a stare da solo a casa, preoccupazione che accada qualcosa di catastrofico ai genitori, incubi ricorrenti sul tema della separazione, va differenziato dsturbi dell’umore, le condotte di evitamento non sono giustificate da anedonia e mancanza dipiacere ma dal timore del giudizio e di trovarsi in imbarazzo, differenziale anche con disturbi di panico dove gli attacchi di panico sono inaspettati e ricorrenti e non situazionali ma a ciel sereno.
    3 e 4.quali altri dati sarebbero necessari per avvalorare le ipotesi di cui ai punti 1 e 2;
    6. il tipo di intervento ritenuto più idoneo;
    TCC, modellamento, modellaggio, desensibilizzazione sistematica, esposizione graduale, diario della paura automonitoraggio , autocontrollo e auto rinforzamento, prescrizioni comportamentali, imparare a riconoscere gli stimoli ansiosi per tenerli sotto controllo attraverso ristrutturazione cognitiva e problem solving, training di abilità sociali e role playing, parent training, teacher training visto che ci sono ricadute sulle presazioni scolastiche

    colloquio con i genitori e il ragazzo con le solite domande, più test psicodiagnostici come DFU, Dfamiglia, TAD, TMA (spesso i soggetti con f. sociale hanno bassa autostime e provano senso di inferiorità), questionario d’ansia per l’età evolutiva Busnelli…non mi vengono in mente altri test ahi ahi
    5. se sia necessario avvalersi di consulenze specifiche o specialistiche ed, eventualmente, di
    quali;
    non saprei proprio al limite per escludere che l’ansia sia dovuta a condizone medica generale farei un eeg e un ecg e per escludere che sia effetto di uso di sostanze approfondirei anche questo aspetto

    7. le eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare. Centri di aggregazione, attività sportive e ludiche….non mi viene in mente altro

    l'ho fatto senza libri e infatti andando a controllare la differenziale con il dist. dell'umore non ci azzecca proprio una mazza :-)
    bene! però ho ricontrollato sul celi e invece fa la differenziale anche con i disturbi dell'umore..che casino..non prendetemi per pazza :-)

    ragazze ho sempre sto dubbio delle motivazioni, ma che cavolo di motivazioni vogliono avere per ogni puno?ma così non va bene, che rottura
    Ultima modifica di melita74 : 05-02-2011 alle ore 16.32.37

  6. #201
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    ciao melita anceh io ho fatto il caso se ti va tra 10 min possiamo confrontarci

  7. #202
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    La diagnosi differenziale e l'ipotesi diagnostica è oK.
    Gli struemnti credo che vadano bene e penso che sono abbastanza, acneh perchè quando viene un paziente non è che gli somministiamo tutti test possibili..che dite? secondo me dobbiamo fare una sintesi.
    Io ho messo TMA; TAD; Questionario d'ansia dell'età evolutiva, disegno della famiglia in + ho messo il colloquio con le insegnani, sia per conoscerle visto che saranno parte del trattamento sia per comprendere meglio il comportamento di F, a scuola.
    Invece io sono un disatro per il trattamento, ho dovuto prendere i libri ...un blocco totale ....
    e ho messo"
    INTERVENTO: potremmo incrementare le abilità sociali tramite il role playing e discussioni in studio.
    Inoltre mi programmerei un incontro con le insegnanti per informarle degli accordi tra l’allievo e il suo terapeuta e infpormare su come si dovessero comportare i ragazzi e le insegnanti.
    Ristrutturazione cognitiva per modificare le aspettative legate alle situazioni sociali; lavoro su autostima ed inoltre lavorare su interpretazione corretta dei segnali fisiologici anticipatori dell’ansia , ristrutturazione e rilassamento.
    Infine importante la costruzione di nuove abilità.
    Parent training
    Ai fini trattamentali oltre alla famiglia e alla scuola saranno importanti i centri di aggregazione per aiutare F. ad avere punti di riferimento ed allgare le amicizie in modo tale da avere la possibilità di sperimentarsi in contesti differenti.



    Per quanro riguarda le consulenze esterne forse uno psichitra se i sintomi persistono.
    inoltre il punto il 3 non so proprio

  8. #203
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    Comunque questo caso aveva ben 7 punti,.....non mi sembra molto semplice...speriamo siano più clementi

  9. #204
    Partecipante Figo
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    momy eccomi, mi consoli...si una marea di punti :-(
    il punto 3 penso si riferisca alla raccolta anamnestica più domande riguardo eventuali sintomi che non sono emersi nel caso
    il 4 i test

    io invece sono nel panico per sta storia che dobbiamo motivare le scelte fatte...ma che motivo?

    momy tu hai qualche altro caso da inserire qui?

  10. #205
    Partecipante Figo
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    20-10-2008
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    752

    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    questo lo abbiamo fatto?non ricordo più?

    In una classe IV. Elementare è inserito G.P., di anni 9: le insegnanti richiedono una consulenza
    psicologica perché non riescono più a controllare il comportamento del bambino, in quanto si sono
    esasperate le seguenti difficoltà:
    1. G.P. disturba ormai sistematicamente tutta la classe, con il suo comportamento irrispettoso
    verso gli adulti e da "bulletto" verso gli altri bambini: non sta mai fermo al suo posto, gira per
    la classe e sottrae penne e quaderni agli altri alunni, spesso non restituendoli o deteriorandoli;
    2. presenta gravi ritardi negli apprendimenti, pur risultando un alunno "sveglio e intelligente";
    3. non sa gestire le sue cose, spesso non esegue i compiti a casa e ormai ha preso l'abitudine di
    "sparare" le risposte prima di aver terminato di ascoltare le domande, o addirittura
    interrompendo;
    4. si distrae con grande facilità ed ha una scarsissima motivazione allo studio.
    Le insegnanti anche negli anni scorsi avevano lamentato con i genitori di G.P. le difficoltà del
    bambino, ed essi avevano riferito che anche alla Scuola dell'Infanzia le maestre avevano fatto presente
    che G.P. disturbava troppo spesso le attività in classe.
    Le insegnanti descrivono i genitori dall'aspetto fisico imponente, autoritari e di bassa cultura.
    In particolare, trovano il padre sgradevole nei modi perché, a volte, richiede alle insegnanti stesse
    incombenze non attinenti alla loro attività, come riaccompagnare il figlio a casa, quando i genitori non
    possono, tanto più che abitano molto vicino alla scuola.
    Il candidato esponga:
    a) la classificazione e il referente teorico utilizzato per l'ipotesi diagnostica;
    b) l'ipotesi diagnostica più rispondente ai comportamenti e alla sintomatologia espressa,
    motivandola;
    c) le dinamiche e i meccanismi alla base del funzionamento sintomatologico del paziente;
    d) gli strumenti di valutazione da utilizzare;
    e) un'indicazione di trattamento, specificandone l'orientamento, gli obiettivi e il setting;
    f) eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare.

    ho anche questo che però è dell'eds di pavia ma potremnmo tentare lo stesso, male non faù

    Il medico curante di Nora ( anni 13 ) consiglia una consulenza psicologicaper problemi di soprappeso , infatti la ragazza è arrivata a pesarenovantatre kg (è alta 1 , 70 ). Dall &# 8217 ; anamnesi emerge quantosegue ; i problemi sono iniziati con l &# 8217 ; ingresso nella scuolamedia che ha coinciso con la separazione dei genitori e con la comparsadel menarca . La separazione è avvenuta senza conflitti , nellaindifferenza dei coniugi , che hanno intrapreso un &# 8217 ; altrarelazione sentimentale . Nora , che vive con la mamma , la accusa diessere troppo giovanile e non accetta il convivente , che ha una figlia diquindici anni . Vede entrambi come rivali , che le portano via leattenzioni della mamma . Nel primo anno di scuola media Nora hainiziato ad essere sempre pi ù negligente nelle attivit à scolastiche e aperdere interesse per la cura di s é ( scarsa igiene , trascuratezza nelvestire ). Alla bocciatura ( in prima media ) la ragazza ha reagito conmolta rabbia ; da allora ha un atteggiamento di provocazione e di sfidaverso gli insegnanti e l &# 8217 ; impegno scolastico è molto scarso .Insieme a queste manifestazioni c &# 8217 ;è stato un progressivoaumento del peso , dovuto al fatto che si rimpinza di cibo &# 8211 ;soprattutto dolci - fuori pasto . Ogni tentativo di &# 8220 ; metterla adieta &# 8221 ; è fallito perch é la ragazza appena rimane sola in casa ,senza il controllo della mamma , mangia di tutto senza limiti . Nora nonè integrata nel gruppo classe , anche perch é ha interessi divergenti daicoetanei ; preferisce stare con una cugina che ha sei anni e farla giocarecon le Barbie , che uscire con le amiche . Si lamenta perch é la scherzanoper il peso .
    Il candidato dica che ipotesi diagnostica farebbe e quali strumentiutilizzerebbe per approfondire tale ipotesi ( test , colloqui ..); dica inoltreche trattamento psicologico ritiene indicato in base ad un modello teoricoprescelto

    e questo sempre dell'eds di pavia

    Alberto (nome di fantasia) è un bambino di 6 anni mutacico, che non comunica nella scuola
    elementare ove è iscritto alla prima classe. A casa e in qualche altro contesto il bambino parla
    senza particolari difficoltà. La famiglia è composta
    • dalla madre, una colombiana che con i figli parla solo in spagnolo,
    • da un padre italiano con una discreta posizione, ma molto tradizionalista, che
    colpevolizza la moglie per le difficoltà del figlio,
    • da un fratello di 5 anni vivacissimo, che assorbe ogni energia della madre e da una
    sorellina di un anno.
    La madre di Alberto è totalmente assorbita dalla cura dei figli e della casa. Il suo isolamento è
    accentuato dal fatto che la famiglia si è trasferita da poco nel paese in cui attualmente abita,
    provenendo da Milano. La signora ha colpevolizzato le maestre della scuola elementare
    accusandole di non capire il bambino, il quale, da ciò che riporta anche il marito, parlava
    perfettamente nella scuola materna. Il caso diventa sempre più spinoso e giunge all’assistente
    sociale del piccolo comune, che propone alle maestre un sostegno nelle attività domestiche della
    mamma di Alberto. Anche il sindaco, colpito dalle proteste della famiglia, chiede alla scuola
    indicazioni operative.
    Le maestre si rivolgono allo psicologo per un aiuto nella gestione del caso.
    Il candidato formuli in parere generale sul caso e delinei sinteticamente i termini di una possibile
    risposta alla richiesta di consulenza ed eventualmente una proposta operativa alla scuola

    ultimo che ho, non ricordo se lo abbiamo fatto ma in ogni caso poi non ne ho più

    Simone ha sei anni e frequenta la prima elementare. Nel mese di gennaio i genitori chiedono una
    consulenza per problemi di comportamento del bambino, che è sempre stato tranquillo e sereno
    ma, da qualche mese, è diventato capriccioso e opponente e si arrabbia per motivi futili. Ad
    esempio si ribella ad ogni regola, come lavarsi le mani, o si butta in terra e piange disperato se non
    trova il cibo nel piatto, quando si mette a tavola. Inoltre Simone è diventato molto pauroso e non
    vuole più andare in bagno da solo, né usare la bicicletta come faceva in passato; ha atteggiamenti
    da bambino piccolo.
    I genitori raccontano del ricovero subito dalla madre durante l’estate, per gravi motivi di salute
    (intervento per tumore e complicanze che hanno protratto il ricovero per circa due mesi). La madre
    era ricoverata lontano dal luogo di residenza e la famiglia, di comune accordo, aveva concordato di
    dire a Simone che la mamma era assente per lavoro. Tuttavia la telefonate che ella faceva
    saltuariamente al bambino tradivano il suo malessere (era molto debilitata).
    Simone è rimasto solo con il padre, per tutto il periodo del ricovero, che ha coinciso con le vacanze
    estive, inizialmente faceva molte domande relative alla mamma ed era diventato “appiccicoso”
    con il papà, che voleva sempre vicino a sé. Dopo un po’ di tempo si è rassicurato e sembrava
    avere accettato la situazione, tuttavia all’inizio della scuola, dopo il ritorno della mamma, sono
    iniziati i problemi. Attualmente si mostra particolarmente aggressivo sia con il papà che con la
    mamma, che essendo in convalescenza, si sente inadeguata a gestire l’aggressività del figlio e
    colpevole di non essere attiva e propositiva come in passato.
    Ultima modifica di melita74 : 05-02-2011 alle ore 17.22.59

  11. #206
    Partecipante Esperto
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    24-02-2008
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    si avevo un caso di giugno 2006 che ho trovato abbastanza vago, non credo che lo abbiamo fatto.
    Puoi gentilmente inserirlo? grazie io non ancora capito come si fa.
    te riesci a ricordare e a scrivere tutti i trattamenti? mi sono resa conto ora che è la cosa che so di meno....

  12. #207
    Partecipante Figo
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    20-10-2008
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    momy i trattamenti non li ricordo tutti...in ogni caso tieni a mente che il caso lo valutano con votazione quindi anche se non siamo perfette almeno si parte da un minimo, poi ricorda sempre rinforzamento e modellaggio che vanno bene per tutti
    per i disturbi d'ansia ricordati la desensibilizzazione sitematica
    per la depressione ristrutturazione cognitiva
    per DGS e RM apprendimento senza errori,teoria della mente, estinzione e rafforzamento differenziale

    se poi uno non ricorda quelli più specifici amen, ora cerco il caso del 2006

  13. #208
    Partecipante Figo
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    20-10-2008
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    D. è un bambino di 9 anni e si rivolge, insieme ai genitori, ad un centro di consulenza psicologica. D. frequenta
    la quarta elementare e i suoi insegnanti hanno allertato i suoi genitori perché in alcuni momenti della mattinata si
    assenta e con lo sguardo sembra guardare le finestre dell'aula, per alcuni atteggiamenti oppositivi e per le sue
    difficoltà a stare al passo con i compagni. Dal colloquio con i genitori emerge che il bambino da circa due mesi
    ha difficoltà ad andare a scuola ogni volta è riluttante e a detta dei genitori motiva il suo non voler andare a
    scuola col fatto di essere punito ingiustamente dalle maestre.
    La madre dice che è ultimamente diventato più appiccicoso e infantile nei suoi confronti; ha richiesto, un paio di
    sere, la sua vicinanza prima di addormentarsi mentre la scorsa settimana dopo un "brutto sogno" ha richiesto di
    dormire con i genitori.
    Il padre dice che entra spesso in conflitto con il fratello più piccolo e si mostra con lui scostante. La madre rivela
    la sua intenzione di separarsi per una crisi della coppia, tale intenzione non è condivisa dal marito. Spesso in
    situazioni di lite lei esce di casa per rientrarvi dopo alcune ore. Dal colloquio con il bambino si osserva un velo
    di tristezza nello sguardo inizialmente basso. Dai suoi racconti appare una certa tendenza a sottostimarsi, e
    autocolpevolizzarsi su episodi successi a scuola da una parte e a mostrarsi forte e protettivo dall'altra. Dopo una
    decina di minuti chiede di poter vedere i genitori, con il consenso dello psicologo apre la porta della stanza
    scorge i suoi genitori e la chiude immediatamente per proseguire tranquillamente il colloquio con lo psicologo.
    D. presenta una buona capacità d'apprendimento, di comprensione delle prove proposte e non si evidenziano
    particolari problemi cognitivi.
    In un disegno libero proposto dallo psicologo disegna una casa con le finestre chiuse tranne una dalla quale,
    dietro i vetri, si vede un bambino che sta guardando sulla strada una donna.
    Alla domanda dello psicologo perché guarda la donna risponde: "perché ha paura che muoia".
    II candidato illustri sinteticamente:
    1) l'ipotesi o le ipotesi che si possono avanzare per spiegare le difficoltà del bambino;
    2) quali ipotesi di diagnosi differenziale si possono avanzare;
    3) quali altri dati sarebbero necessari per avvalorare le ipotesi di cui ai punti 1 e 2;
    4) di quali strumenti diagnostici ci si potrebbe avvalere per raccogliere i dati di cui al punto 3;
    5) se sia necessario avvalersi di consulenze specifiche o specialistiche ed, eventualmente, di
    quali;
    6) il tipo di intervento ritenuto più idoneo;
    7) le eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare.
    Il candidato/a è invitato a rispondere a tutti i punti, a indicare il numero di risposta per ciascun punto.
    mantenendo l'ordine dei punti e a fornire per ogni punto le motivazioni delle scelte fatte

  14. #209
    Partecipante Figo
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    20-10-2008
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    di questi 4 postati quale vogliamo fare così poi ci confrontiamo?

  15. #210
    Partecipante Figo
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    Riferimento: 3a prova Clinico vs Evolutivo!

    per la valutazione dell'intelligenza nell'infanzia c'è anche la scala di intelligenza stanford binet forma L-M

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