Mi dispiace contraddirti, ma se rimaniamo nella *psicologia*, è sempre stata dominata da un paradigma: comportamentismo, cognitivismo, "scienze cognitive", "chissà a cosa arriveremo tra vent'anni"Originariamente postato da Iggy
Un concetto che invece evolve uno
precedente, che non aveva basi solide perché frutto di mere supposizioni, a cosa porta? A una confusione totale, perché c'è senz'altro chi non è d'accordo sui concetti che regolavano il concetto precedente, o su quello prima ancora; quindi, alla fine, la comunità cosa può fare? Assodato che l'uomo vuole avere sempre ragione (ne sono un esempio) non resta che scindersi in diverse correnti di pensiero: guarda caso, l'attuale situazione presente nella comunità di psicologi, in maniera molto più accentuata e confusionaria che in tutte le altre discipline definibili come scientifiche.
Quello che questi paradigmi può essere condiviso o no, ma chiunque faccia ricerca segue il paradigma attualmente accettato dalla comunità scientifica (oppure: dalla comunità scientifica locale)
Per quanto riguarda le psicoterapie.. beh, hai ragione, si verifica questa divisione tra le varie scuole. Ma le stesse divisioni ci sono tra gli psichiatri. La psicoterapia è, nel migliore dei casi, un'applicazione della psicologia. Altirmenti, nasce da un'elaborazione personale delle proprie esperienze, codificate e insegnate ad altri (vedi: Freud, Jung, e molti altri pionieri)
Ok: diciamo che tutte le leggi e le equazioni che creavano questo paradigma creavano un sistema coerente e matematicamente corretto. Fino a che...[/B]
Mi spiego con un esempio.
Ho parlato in uno dei miei post precedenti del paradigma riguardante l'atomo di Rutherford. Bene, questo concetto è basato su conoscenze matematiche, che ci hanno permesso di raggiungere grandi risultati. Ora questo paradigma non è più sufficiente, ma attenzione: la sua matematicità non è assolutamente messa in discussione, né sarebbe comunque discutibile, visti i risultati raggiunti prendendo questo schema come modello.
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Ora si necessita di scoprire altre variabili, cosa che è possibile soltanto modificando la nostra percezione di atomo, che seguirà le leggi matematiche del precedente, ma le moltiplicherà esponenzialmente, dovendosi necessariamente basare su un modello tridimensionale.
Fino a che si scopre che la correttezza matematica di un modello non significa nulla, di per sèposso aver preso poche variabili, o quelle sbagliate. O aver lavorato su presupposti sbagliati.
Una buona parte della psicologia generale è vista come "base solida". Per carità, è opinabile, questa base solida, ma neurofisiologi, psicologi e neuropsicologi concordano sulla correttezza e sulla scientificità di questi assunti. Per esempio, sulla struttura della memoria a breve termine. La domanda potrebbe essere al limite: "ma a che ci serve"?
A questo punto la comunità di filosofi è in fermento, viene riveduta gran parte della filosofia contemporanea, e anche nella fisica c'è un considerevole scossone; ma tutto ciò avviene su una base solida: quella matematica. Assodato che siamo tutti d'accordo sulla sua validità (fatto salvo qualche filosofo che ama stravolgere le carte in maniera a mio avviso discutibile, dato che in effetti nessuno di essi è stato mai seriamente considerato), e che la matematica "non è un'opinione", non si deve che costruire un nuovo paradigma.
La psicologia piò contare su una base tanto solida?
Bisogna specificare di che tipo di psicologia tu stia parlando. Se si parla di psicologia generale, non si basa così tanto sulla statistica. Sulla statistica si basano altre branche della psicologia, e spesso in queste ci si divide in varie correnti di pensieroNo, ed è un dato di fatto. La psicologia è sperimentale, sicuramente empirica, assolutamente non matematica. E ogni scienza universalmente riconosciuta come tale fà della matematica la propria colonna portante. La psicologia ci vuole provare con la statistica, ma è evidente che non è la stessa cosa.







Micetto
) non resta che scindersi in diverse correnti di pensiero: guarda caso, l'attuale situazione presente nella comunità di psicologi, in maniera molto più accentuata e confusionaria che in tutte le altre discipline definibili come scientifiche.
posso aver preso poche variabili, o quelle sbagliate. O aver lavorato su presupposti sbagliati.