Ragazzi i risultati sono usciti... stranamente utilizzando come motore di ricerca mozilla e chrome non sono visibili... con explorer si (mi ha illuminata una nostra collega)! :-)
ecco il link
http://www.unime.it/ateneo/struttura..._III_prova.pdf
Ragazzi i risultati sono usciti... stranamente utilizzando come motore di ricerca mozilla e chrome non sono visibili... con explorer si (mi ha illuminata una nostra collega)! :-)
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http://www.unime.it/ateneo/struttura..._III_prova.pdf
ragazzi i rislutati sono usciti... sono visibili se si usa explorer... non con mozilla o chrome...
Buongiorno! visto che abbiamo poco tempo vogliamo provare a confrontarci in modo più intenso?
volevo chiedere se qualcuno ha la prova clinica di giugno per vedere come imposta il caso la commissione...cerchiamo di velocizzare il piu possibile e condensare ciò che sappiamo !!!!!!!!!!!!!!
rds
III^ prova
Tema n. 1
«Tommaso (7 anni) frequenta la II classe di una scuola primaria. Gli insegnanti chiedono ai genitori di intervenire con decisione sul piano disciplinare nei suoi confronti perché con il suo comportamento impedisce il normale svolgimento delle attività scolastiche: si alza spesso dal posto, non si sottrae ai litigi, anche con gli insegnanti e altri adulti, spesso provocandoli, interrompe spesso l’insegnante durante le spiegazioni, è spesso arrabbiato e rancoroso, dispettoso e vendicativo. Quando non disturba sembra assente e con la mente altrove, quasi mai porta a termine un compito, in palestra corre e si arrampica incurante delle conseguenze.
Il candidato indichi quale disturbo sia possibile ipotizzare in base a questa descrizione, quali procedure di valutazione sarebbe opportuno utilizzare per formulare una diagnosi differenziale, accennando anche alle linee essenziali di un progetto di intervento che lo psicologo potrebbe realizzare, coinvolgendo anche i genitori se ciò è considerato opportuno».
Tema n. 2
«Maria è una donna di 40 anni, commessa di un supermercato, da poco più di un mese è in mobilità e a rischio di licenziamento. Divorziata, vive con i figli di 10 e 15 anni. Da circa tre settimane presenta alterazioni del sonno, perdita di appetito, ridotta energia e pensieri autosvalutativi. Riferisce di sentirsi a volte sopraffatta da una paura insopportabile che le impedisce di occuparsi dei propri figli e della casa. Su consiglio di alcuni amici, ha deciso di rivolgersi a un professionista: durante il primo colloquio ricorda di avere vissuto un periodo simile durante gli anni di università, quando abbandonò gli studi a seguito della separazione dei propri genitori. La situazione era migliorata con la conoscenza del suo ex compagno e con il matrimonio.
Il candidato formuli un'ipotesi diagnostica preliminare, indicando quali aspetti anamnestici approfondire nei colloqui successivi ed eventualmente di quali strumenti psicodiagnostici ritenga utile avvalersi. Indichi, infine, quali interventi o trattamenti terapeutici ritiene più opportuni, motivandone la scelta».
Tema n. 3
«In una comunità femminile per minori, alcune delle ospiti evidenziano i seguenti problemi:
- 2 sorelle adottate di 14 e 17 anni, che hanno denunciato il padre per molestie sessuali, hanno sviluppato una disturbi della condotta alimentare e l’altra insonnia persistente. I professori a scuola lamentano limitata partecipazione alle attività scolastiche;
- una bambina di 10 anni, che ha assistito a un tentativo di suicidio della madre, manifesta attacchi di panico;
- 2 ragazze di 12 e 14 anni, figlie di immigrate dall’Est che svolgono attività di badanti, manifestano disturbi della condotta con reiterati tentativi di furto e di fuga dall’Istituto.
Nelle ultime settimane in comunità si è creato un contesto di accentuata conflittualità, con tentativi di prevaricazione tra le ospiti, nonché difficoltà gestionali da parte degli educatori. È richiesto l’intervento dello psicologo per migliorare il clima relazionale all’interno della comunità».
queste sono i tre temi tra cui si doveva scegliere....
grazie mille!!!!!!!!!!!!!!!
vi va di lavorarci su insieme?
rds
qlcn sa se danno sempre i tre temi: bambino, adulto e comunità?
rds
ok mi hai rincuorato xchè io e i disturbi dello sviluppo nn andiamo d'accordo... io l'ho letto molto velocemente e mi sembrava un disturbo depressivo maggiore o un disturbo dell'adattamento con umore depresso... però ci devo riflettere ancora su
Ragazze, io ho provato a discutere il caso n°2... pomeriggio, se riesco, vorrei provare a discutere gli altri due. Postate anche voi così possiamo confrontarci... che dite? Buono studio :-)
La donna arriva in consultazione su consiglio di alcuni amici e lamenta la seguente sintomatologia: alterazioni del sonno, perdita di appetito, ridotta energia e pensieri autosvalutativi. Le ipotesi diagnostiche diventano abbastanza difficili da suggerire visto i pochi elementi a disposizione.
I sintomi farebbero pensare ad un disturbo dell’umore non altrimenti specificato (NAS). Essi sono insufficienti per potere soddisfare una diagnosi di disturbo depressivo maggiore. La perdita di appetito e la ridotta energia sono sintomi contemplati dal DSM-IV per la diagnosi di disturbo distimico tuttavia, essendo esso un disturbo cronico caratterizzato dalla costante presenza dei sintomi, escluderei anche questo. La paura di non riuscire ad accudire i figli farebbe pensare ad un disturbo d’ansia generalizzato ma l’assenza di sintomi somatici (ad eccezione delle alterazioni del sonno) mi farebbero escludere anche una diagnosi di questo tipo. Per formulare una più corretta ipotesi diagnostica, in funzione di un eventuale progetto di intervento o terapeutico da proporre, avrei bisogno di altre informazioni ed approfondimenti attraverso alcuni colloqui clinici e la somministrazione di specifici test.
Escluso che i sintomi siano dovuti all’uso di farmaci, sostanze psicoattive o che siano dovuti ad una condizione medico generale, partirei dall’analisi della domanda. Sappiamo che la paziente è stata indirizzata da alcuni amici verso un consulenza psicologica a causa di alcuni sintomi insorti da un breve periodo. Ma qual è la domanda latente?
Partirei dall’esplorazione del contesto relazionale: a questo proposito indagherei i rapporti con le figure familiari (genitori ed ex marito qualora viventi e i figli).
Per potere procedere alla rilevazione dei dati anamnestici mancanti e all’approfondimento di essi sarebbero necessari altri colloqui. Dalla lettura dei dati, un’informazione importante che emerge è la durata dei sintomi, sappiamo che sono insorti da un periodo di tre settimane prima della consultazione e che essi si sono manifestati in un altro periodo di vita (dopo avere abbandonato gli studi). A questo proposito sarebbe opportuno indagare circa le circostanze di insorgenza, i fattori scatenanti collegati al disagio della paziente. È importante sapere anche se si sono manifestati altri indici di malessere psichico e se ci sono stati precedenti percorsi terapeutici; ciò potrebbe indicare come la persona ha finora tentato di fronteggiare il disagio, quali soluzioni non hanno funzionato, quali aspettative sono rimaste deluse o bisogni frustrati. È necessario conoscere le strategie finora usate nei momenti di vita critici (ad esempio durante la separazione dal compagno). L’osservazione della paziente rispetto al suo comportamento non verbale e alle sue modalità di relazionarsi, durante i colloqui, potrebbero fornirmi ulteriori ed importanti elementi di informazione da integrare alla mia valutazione. Troverei utile la somministrazione di un strumento diagnostico come l'MMPI-2 per valutare le maggiori caratteristiche strutturali di personalità e i disordini di tipo emotivo ed indagare più a fondo le eventuali componenti depressive.
Laddove gli elementi rinvenuti nel corso della consultazione dovessero supportare l’ipotesi diagnostica inizialmente prospettata, sulla base di questa e della valutazione, visti la motivazione intrinseca della paziente alla consultazione e il conservato funzionamento dell’io e della realtà, proporrei un intervento a carattere supportivo volto a aumentare l’autostima e riorganizzare le risorse per investire nei suoi progetti futuri. In un secondo momento l’ intervento potrebbe divenire più espressivo per affrontare il disagio e le conflittualità sottostanti rielaborandole.
ma che voi sappiate..quanto tempo danno per la terza prova?
per le finalità diagnostiche richieste ci rifaremo al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV-TR). Maria si presenta alla consultazione su consiglio di alcuni amici, è una donna di 40 anni separata e con due figli. da circa 3 settimane Maria riferisce di sentirsi sopraffatta da una paura insopportabile che le impedisce di occuparsi dei figli e della casa. Da questo stato di preoccupazione costante potrei ipotizzare la presenza di un disturbo depressivo maggiore supportato anche dalle alterazioni del sonno e dalla ridotta energia; tuttavia la presenza di pensieri autosvalutativi, la perdita di energia e l'insorgenza da circa tre settimane ci portano ad escludere questa diagnosi che richiede un'insorgenza da almeno 6 mesi e uno stato di preoccupazione costante relativo a vari eventi di vita quotidiana.
I pensieri autosvalutativi sono tipici dei disturbi depressivi; a tal proposito possiamo escludere il disturbo distimico che richiede umore depresso per la maggior parte dei giorni per almeno due anni e invece possiamo avanzare l'ipotesi di disturbo depressivo maggiore che richiede la presenza di uno o + episodi depressivi maggiori. nonostante alterazioni del sonno, perdita di appetito, ridotta energia e pensieri autosvlutativi facciano parte dei criteri diagnostici indicati dal DSM-IV-TR per la diagnosi di tale disturbo, il manuale ci richiede 5 o + sintomi, di cui almeno uno deve essere relativo a umore depresso o perdita di interesse o piacere per varie attività. sono necessarie per cui ulteriori informazioni rispetto al quotidiano della signora Maria per evidenziare la presenza di ulteriori sintomi che ci facciano propendere per tale diagnosi.
la presenza di due episodi presumibilmente stressanti, il rischio di licenziamento e la separazione dei genitori, che appaiono associati alle sintomatologia evidenziata dalla signora ci fa pensare a un disturbo dell'adattamento con umore depresso. tale disturbo implica l'insorgenza di manifestazioni cliniche, nel caso specifico di umore depresso, entro tre mesi dall'insorgenzza del fattore stressante.
il quadro evidenziato dalla signora necessita di ulteriori approfondimenti, per tale motivo si prevede un ciclo di 4 incontri durante i quali si cercherà di colmare le lacune anamnestiche presenti, per indagare la presenza di ulteriori problematiche e avere informazioni sul perchè sia giunta al colloquio solo adesso dopo l'insistenza degli amici.risulta opportuno inoltre indagare anche il rapporto con i due figli, con l'ex marito e la presenza di una rete sociale a cui la signora Maria possa appoggiarsi.
verrà somministrato l'MMPI-2 utile nel caso di dubbia patologia.
si utilizzerà in seguito un intervento di tipo cognitivo- comportamentale.
fatemi sapere cosa ne pensate....
Che io sappia la scorsa sessione hanno dato due ore per la terza prova!!
Ma siete sicure che potremo scegliere fra 3 opzioni? come svolgereste il caso di comunità? Io proprio lì non so metterci le mani!
la scorsa volta hanno potuto scegliere... un'altra volta so che è capitato il tema applicativo cn traccia libera...nn credo possa uscire escluisivamente il tema di comunità xchè nn ha nulla a che vedere cn i nostri studi.. magari cn la laurea a indirizzo clinico e di comunità...spero si possa scegliere senno siamo veramente a mare... pure con il tema applicativo se si tratta di un disturbo particolare
la commissione è uguale a quella di giugno quindi credo si possa scegliere tranne che cambiano