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Discussione: terapia personale

  1. #196
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
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    492
    Grazie Squirrol e grazie Sigismonda.
    La terapia cognitiva ha dimostrato la propria efficacia nel trattamento di problemi psicologici.
    Tendenzialmente sono sempre favorevole ad un approccio che contenga questo principio.
    Però da questi 3 primi colloqui preliminari non ne sono uscito soddisfatto e non so neanche io se cambiare terapeuta o continuare.
    il motivo principale della mia insoddisfazione : un totale di circa 700 item che mi è stato somministrato. Come dire, vai dal medico e lamenti un dolore al ginocchio.
    Tolleri domande che indaghino anche altri aspetti però ad un certo punto arrivi alla saturazione...le fa male il piede? no!, la testa? no, il dito? no, immaginate 700 item così. Ad un certo punto ti viene voglia di gridarglielo che se la smetta ed ascolti il tuo dolore.
    Sinceramente se non fossi comunque curioso e non abbinassi la formazione professionale alle sedute di psicoterapia me ne sarei già andato..

    saluti

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  2. #197
    Partecipante Super Figo L'avatar di Pedrita
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    Originariamente postato da robbyeah
    Freud è moolto attuale!!!
    ciao Freud deve venire rivisitato: la mia formazione è sia psicoanalitica sia relazionale. lo stesso le istituzioni più importanti quali la SPI si stanno orientando verso kouth e winnicott... io sono per una psicodinamica che per un hic et nunc della cognitiva-comp. che assolutamente può servire per arginare un problema immediato ma in seguito penso si debba andare più a fondo non come dice qualcuno: non vado oltre!

  3. #198
    squirrel
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da wrubens
    Grazie Squirrol e grazie Sigismonda.
    La terapia cognitiva ha dimostrato la propria efficacia nel trattamento di problemi psicologici.
    Tendenzialmente sono sempre favorevole ad un approccio che contenga questo principio.
    Però da questi 3 primi colloqui preliminari non ne sono uscito soddisfatto e non so neanche io se cambiare terapeuta o continuare.
    il motivo principale della mia insoddisfazione : un totale di circa 700 item che mi è stato somministrato. Come dire, vai dal medico e lamenti un dolore al ginocchio.
    Tolleri domande che indaghino anche altri aspetti però ad un certo punto arrivi alla saturazione...le fa male il piede? no!, la testa? no, il dito? no, immaginate 700 item così. Ad un certo punto ti viene voglia di gridarglielo che se la smetta ed ascolti il tuo dolore.
    Sinceramente se non fossi comunque curioso e non abbinassi la formazione professionale alle sedute di psicoterapia me ne sarei già andato..
    saluti
    Rubens
    Ciao wrubens,
    nessuno, e tanto meno io, vuole mettere in dubbio la validità della terapia cognitivo-comportamentale, così come quella di qualsiasi altro approccio, il fatto è che, sia le tecniche psicoterapeutiche che i test, sono dei semplici strumenti e funzionano o non funzionano grazie, o per colpa, di chi li utilizza o li somministra...!
    Per usare una metafora: metti un violino in mano ad un Paganini e mettilo in mano a me... se permetti... con Paganini è tutta un'altra musica, in mano mia sarebbe... solo rumore!!!
    L'incontro con un cliente in una psicoterapia è, secondo me, un incontro innanzitutto tra due persone, che possono entrare in sintonia o meno anche a causa di caratteristiche di personalità che non hanno nulla a che vedere con le abilità tecniche o le competenze teoriche possedute (o meno), non trovi?
    Somministrare dei test non è semplice come potrebbe sembrare, anche in questo caso bisogna possedere una buona dose di capacità empatica sia per poter capire come si possa sentire la persona da testare sia per metterla a suo agio in modo che possa collaborare al meglio delle sue possibilità.

  4. #199
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
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    17-04-2003
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    Originariamente postato da squirrol
    Ciao wrubens,
    nessuno, e tanto meno io, vuole mettere in dubbio la validità della terapia cognitivo-comportamentale, così come quella di qualsiasi altro approccio, il fatto è che, sia le tecniche psicoterapeutiche che i test, sono dei semplici strumenti e funzionano o non funzionano grazie, o per colpa, di chi li utilizza o li somministra...!
    Per usare una metafora: metti un violino in mano ad un Paganini e mettilo in mano a me... se permetti... con Paganini è tutta un'altra musica, in mano mia sarebbe... solo rumore!!!
    L'incontro con un cliente in una psicoterapia è, secondo me, un incontro innanzitutto tra due persone, che possono entrare in sintonia o meno anche a causa di caratteristiche di personalità che non hanno nulla a che vedere con le abilità tecniche o le competenze teoriche possedute (o meno), non trovi?
    Somministrare dei test non è semplice come potrebbe sembrare, anche in questo caso bisogna possedere una buona dose di capacità empatica sia per poter capire come si possa sentire la persona da testare sia per metterla a suo agio in modo che possa collaborare al meglio delle sue possibilità.
    Sì, concordo abbastanza con ciò che tu mi dici.
    Non credo molto nei test, ma questo può essere solo un pregiudizio. Vi sono alcuni test dove l' abilità dell' interpretazione è fondamentale, altri come l' mmpi 2 dove lo psicologo può essere anche assente e la valutazione è, per così dire, matematica.
    Sono perfettamente d' accordo con ciò che dici in merito alle capacità del terapeuta. E' necessario che il terapeuta possa capire la persona che ha di fronte ed avere un' idea di un percorso terapeutico.
    Diversamente sarebbe un terapeuta che assomiglia più ad un elettricista che dati alcuni test scopre il guasto in un impianto.
    L' idea che ho avuto è stata molto vicina a questa. Come dire, qualsiasi persona mi trovi davanti (terapeuta cognitivo) la sottopongo nei primi 3 colloqui ad una batteria di test e la interpreto in base ai risultati.
    E' una visione molto riduttiva e fallace della diagnosi.
    Si consideri inoltre il messaggio che ci deriva dalla cibernetica di secondo ordine. L' osservatore non può esimersi dal contesto che osserva. Secondo questo principio bisognerebbe 'testare' anche il terapeuta, per poi testare chi testa il terapeuta, e testare chi testa chi testa il terapeuta. Ciò conduce ad una ricerca di oggettività che si concretizza in una matrioska al contrario, e senza fine...

    il sabato mi sento più poetico..

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  5. #200
    Partecipante Esperto L'avatar di TheGathering
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    26-04-2005
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    Originariamente postato da cap
    Ciao!
    Posso chiederti cosa intendi x doloroso?
    Anche con la ricomparsa dei sintomi iniziali?
    Quanto ci hai messo a risolvere il tutto?
    Grazie!!


    __________________
    i primi anni è tutto un lavoro di introspezione e più si riesce a toccare parti profonde di sè, più ci si sente andare a pezzi.io avevo la sensazione di venir "smembrata" durante le prime sedute... mi sembrava di lasciare dei "pezzi" in quella stanza. Poi verso il terzo anno è iniziato un processo credo di ricostruzione, come ricostruire un palazzo mattone per mattone essendo sia architetto che operaio.é durata 5 anni
    Cavoli io l'ho mollata dopo 3 anni, quando ormai lo smembramento era troppo x me e i sintomi erano peggio di prima...
    Dici che ho fatto male?
    Inoltre non mi sentivo molto accettata dalla psicologa..che fare?
    Controlling my feelings for too long..
    They make me....
    make me scream your screams...
    (MUSE- "Showbiz")
    Just so you'll be scared of me
    behind my power
    I will hide all my fears..
    ("Locked away"- The gathering)

  6. #201
    Partecipante Affezionato
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    pedrita, certo che freud può e deve essere rivisitato...magri attualizzato....forse ben capito e ben studiato (ogni volta che rileggo un suo scritto mi accorgo di cose nuove, e mi fa riflettere molto!), ma comunque se si leggono con attenzione le sue opere si scopre che è molto attuale. poi molti dicono che freud non è relazionale...lui studia l'uomo come singolo, è vero, ma quando dice che per lo sviluppo del bambino è importantissimo il rapporto con la madre (o di chi si prende cura del bambino), mi sembra un concetto estremamente relazionale!!!
    Roberto

  7. #202
    squirrel
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da robbyeah
    pedrita, certo che freud può e deve essere rivisitato...magri attualizzato....forse ben capito e ben studiato (ogni volta che rileggo un suo scritto mi accorgo di cose nuove, e mi fa riflettere molto!), ma comunque se si leggono con attenzione le sue opere si scopre che è molto attuale. poi molti dicono che freud non è relazionale...lui studia l'uomo come singolo, è vero, ma quando dice che per lo sviluppo del bambino è importantissimo il rapporto con la madre (o di chi si prende cura del bambino), mi sembra un concetto estremamente relazionale!!!
    sono d'accordo con te, robbyeah, Freud è stato il mio primo amore ed il primo amore, si sa, non si dimentica mai! Ho iniziato a leggerlo a 15-16 anni e lessi praticamente quasi tutto... che si condividano o meno le sue teorie, a lui dobbiamo molto, bisogna riconoscerlo! Molti dei nostri docenti, all'università di Roma, sostenevano che tanti lo criticano senza averlo mai neanche letto... io resto sempre del parere che un confronto sano e costruttivo arrichisce ma una sterile ed inutile polemica non serve proprio a nessuno e, soprattutto, a niente!

  8. #203
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    Scusate potrei risollevvare un pochino la terapia cognitivo-comportamentale e i test oggettivi di personalità? Scusa se te lo dico Wrubens - e sarò franco e schietto in questo post, - ma sputtanare un terapeuta 5 min dopo il primo colloquio qui in forum non mi sembra una premessa molto buona per una relazione terapeutica.
    Dire che non credi ai test e pure all'MMPI (su cui c'è poco da 'credere') immediatamente dopo facendo comunella con gente come sigismonda mi sembra ancora meno serio di fatto dicendo che il tuo terapeuta è un cretino (visto che lo paragoni ad un medico che ti chiede un sacco di cose inutili sul tuo stato di salute)... nn so... fa tu...
    Mi piacerebbe che tu ti ponessi alcune domande che se prese seriamente potrebbero farti risparmiare pure qualche dindo... Sei sicuro di avere un problema che vuoi affrontare per davvero? Sei sicuro cioè di essere ben disposto verso la terapia e non invece di essere sottilmente sfiduciato/disinteressato verso un reale cambiamento e aver raccolto la palla al balzo fornita da un terapeuta un po' frettoloso o razionale per 'tirarti indietro' psicologicamente o per dimostrare che lui è nel torto? Se non sbaglio in passato accennavi di aver provato un trattamento psicologico; se si com'è andata? Inoltre hai ponderato a lungo la scelta di andare in terapia oppure no e se non sbaglio hai aperto questo thread per 'raccogliere opinioni'? Questo atteggiamento potrebbe essere anche un modo di temporeggiare frapponendo dello spazio fisico, mentale, intellettuale ad una relazione terapeutica che implica l'aprirsi di fatto con uno sconosciuto per realizzare una relazione d'aiuto? E poi prima di dire che fare l'MMPI è stato inutile vogliamo aspettare almeno il referto? Come dice giustamente squirrol ogni test richiede un'esperienza e una conoscenza approfondita dello strumento. Direi che il fatto che 'il terapeuta non mi è stato simpatico' perchè magari non corrispondeva alle tue aspettative (o proiezioni transferali sei sei di orientamento dinamico) mi sembra poco logico. Se eri un paziente 'vero' te ne saresti andato, dici, ma credimi di pazienti che si presentano negli studi di medici, avvocati, psicoterapeuti di qualsiasi orientamento una volta per poi sparire ce ne sono molti. In compenso però sei una persona che conosce questi problemi e mi sembra poco serio e un po' difensivo adottare un'atteggiamento fintamente naif (non conoscendo nemmeno l'uso del MMPI e il tipo di dati che se ne può ricavare) per poi sparlare alle spalle demolendo il rispetto professionale e umano per una persona con la quale si suppone dovrai fare un cammino terapeutico intenso e tutt'altro che semplice... Forse il tuo terapeuta non è stato abbastanza delicato in un momento in cui a te avrebbe fatto piacere ma pensa bene se è solo questo il problema o forse c'è dell'altro? Il tuo terapeuta ti ha cmq sottoposto ad uno screening completo tramite MMPI 2 che se valido è in grado di fornirgli una radiografia quasi completa delle difficoltà psicologiche di un individuo... Prima di spendere altri soldi riflettici con attenzione.

    x sigismonda e Wrubens: non confondiamo un test autosomministrato con un test che NON richiede uno psicologo... non confondiamo nemmeno il referto computerizzato con il bypassamento dello psicologo clinico. I test oggettivi di personalità - come quelli proiettivi - forniscono delle ipotesi clinicamente fondate che sono lo spunto per cominciare a prendere in considerazione alcuni problemi che potrebbero emergere in seguito nel corso della terapia o essere elementi 'occulti' di cui il paziente non parlerebbe se non dopo anni di terapia... Sembra, da come ne parlate, che leggere l'MMPI sia facile o banale mentre sono ben altre le cose che rendono psicologo uno psicologo... la relazione, l'incontro, ecc... Mi sembra un'idea un po' folk psychology. Alle volte il medico non è simpatico, ci accende la luce negli occhi, ci tocca con strumenti freddi quando abbiamo la febbre e ci infila l'abbassalingua fino in gola... però nessuno è morto durante una visita medica e alla fine collaborando con il medico si riesce a trovare la cura per il nostro problema. Una lezione di clinica da non dimenticare...

    A presto,

    Fabri

  9. #204
    squirrel
    Ospite non registrato
    Ciao Fabri,
    è sempre un piacere per me leggere i tuoi interventi! Mi hai fatto riflettere... sottoporsi ad una batteria di test, diciamo la verità, creerebbe disagio a chiunque anche perchè verrebbero fuori, comunque, lati della personalità o problemi dei quali non si è consapevoli o che non si è disposti ad accettare od a rimettere in discussione... a mio avviso è anche una questione di tempi... cerco di spiegarmi meglio... una psicoterapia può avere inizio (e, molte volte, inizia proprio con la somministrazione di determinate batterie di test) quando si è disposti a rimettersi in gioco, a rischiare di cambiare, quando si è pronti ad assumersi le proprie responsabilità, altrimenti si hanno delle sedute "toccata e fuga", come le chiamo io... il giusto punto di rottura si ha quando, a mio avviso, la sofferenza od il disagio provati superano i vantaggi secondari legati ai sintomi. Detto questo, l'abilità del testista e/o del futuro psicoteraputa (a volte le due figure coincidono, a volte il testista ed il futuro psicoterapeuta sono persone diverse) sta in questo: nel riuscire a superare le difese del paziente ed a far si che egli collabori al meglio delle sue possibilità. Wrubens, pertanto, potrebbe temporeggiare, criticare, sminuire e lo psicoterapeuta e i metodi da lui utilizzati ma fa parte del gioco...
    sta al terapeuta riuscire a gestire la situazione in modo da controllarla, non possiamo rimproverare ad un paziente di fare od essere proprio ciò che è in quel momento, un paziente, per l'appunto!
    Quando frequentai, a Roma, il corso di psicodiagnostica del professor Ganzerli, prima di parlarci dei test che saremmo andati a studiare, ce li hanno somministrati e proprio per farci capire ciò che si prova quando si siede dall'altro lato della scrivania... è un pò come quando vuoi diventare uno psicoterapeuta e devi sottoporti ad un'analisi didattica personale... solo quando hai fatto chiarezza in te stesso, puoi farla negli altri, solo quando sei riuscito ad aiutare te stesso puoi riuscire ad aiutare veramente gli altri e questo non lo si impara sui libri ma durante un doloroso, faticoso, a volte anche lungo, percorso di crescita personale...

  10. #205
    Partecipante Affezionato
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    sono pienamente d'accordo con squirrol.
    l'mmpi2 è un test molto valido, ma:
    1 deve essere inserito in una batteria testistica,
    2 dovrebbe essere preceduto da una serie di colloqui diagnostici o meglio conoscitivi
    3 deve essere spiegato bene il motivo per cui si ricorre all'uso di uno strumento di tale portata emotiva per il paziente.
    io son del parere che iniziare un incontro terapeutico con la somministrazione di test è estremamente pericoloso inquanto la fiducia verso il terapeuta viene messa in discussione.
    ricordate che la psicoterapia ha come strumento nr1 la parola non il test.
    io (per chiarezza) somministro e ho somministrato diversi test tra cui l' mmpi2, per un inquadramento diagnostico ma in un contesto neuropsicologico e per avere dati obbiettivi per studi scientifici.
    per avere un'idea più precisa di quali possono essere i vissuti di un paziente e per iniziare un percorso terapeutico le interviste semistrutturate o colloqui aperti sono lo strumento che più preferisco. comunque per far questo è assolutamente obbligatorio (almeno per come la vedo io) essere sempre aggiornati e preparati in modo da poter cogliere ogni indicaziepone che il pazientte ci fornisce.
    ciao ciao
    Roberto

  11. #206
    squirrel
    Ospite non registrato
    Ciao robbyeah,
    quello che penso è che sia molto difficile ricorrere a delle generalizzazioni senza cadere nella banalizzazione... ogni persona è unica, irripetibile e speciale come lo è il suo modo di affrontare la complessità della vita... l'MMPI, a mio avviso, appiattisce questa unicità e ti colloca in una classificazione nosografica, od in un'altra, senza tener conto delle differenze individuali ma è un test molto valido per discriminare la popolazione "normale" da quella francamente patologica e, nell'ambito delle patologie, discriminare le psicosi dalle nevrosi, ribadisco; non è uno strumento molto sensibile, secondo me, nel tracciare un profilo di personalità completo ed esaustivo in quanto si perdono le sfumature, le particolarità, le complessità... bisogna valutare bene chi abbiamo di fronte e cosa dobbiamo o vagliamo valutare... il numero di colloqui conoscitivi, o diagnostici, che deve necessariamente precedere la somministrazione di una batteria di test, varia da persona a persona e da situazione a situazione... se si sbagliano tempi e modi, il paziente non collabora ed i risultati che otteniamo saranno di dubbia o di nessuna validità... e di questo, a mio avviso, non si può incolpare il paziente ma la responsabilità è da imputare unicamente al testista ed alla sua imperizia!

  12. #207
    Partecipante Affezionato
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    sono abbastanza d'accordo con te!
    io infatti somministro mmpi solo dopo una serie di colloqui in pazienti con un particoalre disturbo, per fini di ricerca, non mi interassano sfumature!!!
    se dovessi trattare un paziente con una psicoterapia molto probabilimente non userei mai l'mmpi!!!
    il paziente come dici te non può avere colpa!!! ma la colpa ricade solo sull'esaminatore che somministra test emotivamente disturbanti senza aver preventivamente preparato il paziente.
    quello che ho scritto prima sono indicazioni generali, ogni persona è particolare.
    non bisogna però anche cadere nell'errore opposto alla generalizzazione!!!
    solitamente se si seguono criteri abbastanza comuni le cose vanno bene, certo che è necessario prestare attenzione a particolarità, ma (fortunatamente) ci sono linee generali e inquadramenti che funzionano molto bene per la maggior parte di pazienti!
    tutto è in relazione allo scopo che ci si prefigge!
    una cosa è lo tudio scientifico epidemiologico o nosografico,
    un'altra è un percorso di tipo terapeutico.
    Roberto

  13. #208
    Partecipante Super Figo L'avatar di Pedrita
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    Originariamente postato da robbyeah
    pedrita, certo che freud può e deve essere rivisitato...magri attualizzato....forse ben capito e ben studiato (ogni volta che rileggo un suo scritto mi accorgo di cose nuove, e mi fa riflettere molto!), ma comunque se si leggono con attenzione le sue opere si scopre che è molto attuale. poi molti dicono che freud non è relazionale...lui studia l'uomo come singolo, è vero, ma quando dice che per lo sviluppo del bambino è importantissimo il rapporto con la madre (o di chi si prende cura del bambino), mi sembra un concetto estremamente relazionale!!!
    ciao! forse non mi sono spiegata bene ma sono assolutamente d'accordo con te: è nella direzione da te descritta che mi sto formando!

  14. #209
    Partecipante Affezionato
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    pedria ok!! continuiamo cosi!!!!!!!!!
    Roberto

  15. #210
    squirrel
    Ospite non registrato
    tutto è in relazione allo scopo che ci si prefigge!
    una cosa è lo tudio scientifico epidemiologico o nosografico,
    un'altra è un percorso di tipo terapeutico. [/B][/QUOTE]

    concordo appieno! Wrubens mi sembra che avesse intenzione di iniziare un percorso psicoterapeutico...

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