

Ciao Rosamund. Nel transfert il paziente sposta sull'analista i propri conflitti intrasoggettivi che a loro volta sono residui delle relazioni che ha vissuto nell'infanzia con i genitori o altre figure importanti. L'analita è visto "come se" fosse un genitore, e il suo atteggiamento nei suoi confronti ne riproduce la relazione e ne reclama una soddisfazione che però, dice Freud, nella situazione analitica dovrà essere immancabilmente frustrata. Nei casi di transfert nevrotico

(che per Freud è una nevrosi artificiale che nasce nella relazione trasferale e in cui si evidenziano le nevrosi infantili) quella che al pz appare come realtà è in effetti solo l'immagine riflessa di un passato dimenticato. Il pz vive una concretazza immaginaria per cui per lui, il "come se", non è "come se" fosse il padre ma è veramente il padre.(dizionario di psi-le Garzantine-U. Galimberti)
Con gli analisti che seguono le indicazioni fornite da Freud, non si può sicuramente dire che il trattamento si svolga in un clima empatico e cordiale:
"Non raccomanderò mai con troppa insistenza ai colleghi di prendere a modello il chirurgo che mette da parte tutti i suoi affetti e persino la sua umana pietà nell'imporre alle proprie forze intellettuali un'unica meta:eseguire l'operazione nel modo più corretto possibile..la freddezza dell'analista....permette di preservare la sua vita affettiva e apporta al malato il più grande aiuto"
"Nella misura del possibile, la cura analitica deve essere effettuata, in stato di privazione e astinenza...Per quanto questo possa apparire crudele, dobbiamo vegliare per evitare che la sofferenza del paziente non si attenui prematuramente".
Queste indicazioni io le trovo sadiche e violente...

e credo che in qualche modo siano ancora messe in pratica.
So bene che c'è una vita dopo Freud...gli analisti lavorano su un incoscio non esclusivamente freudiano; esistono altri approcci oltre a quello psicoanalitico, ma questi ultimi sono in grado di curare non di guarire. Solo la psicoanalisi cambia le strutture mentali, gli altri metodi non fanno che spostare e alleviare i sintomi.
So che questa è solo una mia opinione, forse troppo radicale,e discutibile, ma mi chiedo: perchè per essere efficace il percorso deve essere così impegnativo e sacrificante? Se un amico ti pianta perchè si scorda un appuntamento o le chiavi di casa, tu puoi offenderti e reagire, con l'analista, che paghi per giunta, devi fare buon viso e subire.
Ciao.