Qualche anno fa (prima di iniziare a studiare psico all’università e sapere le differenze tra psico clinica, psicoterapia, counseling, psicoanalisi, ecc), da utente ingenuo, telefonai a una psicoterapeuta (trovata sulle pagine gialle) e le spiegai il mio problema (ansia, riguardo l’ambito lavorativo).
Dopo una bella chiacchierata di 1 ora e più, la dott.ssa mi disse che a) non avevo nessuna malattia o problema d’ansia clinicamente rilevante; b) avevo tutti gli strumenti per potermela cavare da solo (es. le dissi durante il colloquio che facevo tecniche di rilassamento…anche se con risultati nulli riguardo alla mia ansia) e che quindi non c’era bisogno che io tornassi in terapia. Non mi fece neanche pagare la sua parcella.
Io uscii stranito però dal suo studio, perché la dott.ssa non era venuta incontro a una mia richiesta forse implicita, di (oggi direi forse) counseling, piuttosto che di intervento psicoterapeutico (mi chiedo: l’unica cosa forse che lei sapeva fare era definire uno stato di “malattia/disturbo d’ansia assente” o “malattia/disturbo d’ansia presente”?). Definito che “non ero malato” e che non c’era bisogno di “psicoterapia”, perché non è intervenuta con sostegno psicologico, counseling che dirsi voglia? Perché nella sua mente c’era forse l’idea di Salute = assenza di malattia?
Forse il counseling punta alla Salute = presenza di benessere allora…?
Ritengo comunque importante che uno psicologo non psicoterapeuta abbia abilità di counseling. Stesso discorso forse per lo psicoterapeuta. Magari nelle scuole di psicoterapia non si insegnano queste abilità (la dott.ssa di cui sopra era cognitivo-comportamentale)?
Comunque, mi chiedo se counselor e psicologo non siano due figure professionali diverse perché fanno cose diverse…in Italia, con i corsi alla pecoreccia che fanno sul counseling (dove partecipanmo pure le estetiste e i meccanici con la rterza media)...beh, credo che si meglio avercela uno straccio di laurea in psicologia e un'abilitazione, sicuramente.
Saluti, Max.







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