• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 14 di 67 PrimoPrimo ... 412131415162464 ... UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 196 fino 210 di 1004
  1. #196
    Partecipante L'avatar di max.nettuno
    Data registrazione
    20-06-2008
    Messaggi
    52

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Qualche anno fa (prima di iniziare a studiare psico all’università e sapere le differenze tra psico clinica, psicoterapia, counseling, psicoanalisi, ecc), da utente ingenuo, telefonai a una psicoterapeuta (trovata sulle pagine gialle) e le spiegai il mio problema (ansia, riguardo l’ambito lavorativo).

    Dopo una bella chiacchierata di 1 ora e più, la dott.ssa mi disse che a) non avevo nessuna malattia o problema d’ansia clinicamente rilevante; b) avevo tutti gli strumenti per potermela cavare da solo (es. le dissi durante il colloquio che facevo tecniche di rilassamento…anche se con risultati nulli riguardo alla mia ansia) e che quindi non c’era bisogno che io tornassi in terapia. Non mi fece neanche pagare la sua parcella.

    Io uscii stranito però dal suo studio, perché la dott.ssa non era venuta incontro a una mia richiesta forse implicita, di (oggi direi forse) counseling, piuttosto che di intervento psicoterapeutico (mi chiedo: l’unica cosa forse che lei sapeva fare era definire uno stato di “malattia/disturbo d’ansia assente” o “malattia/disturbo d’ansia presente”?). Definito che “non ero malato” e che non c’era bisogno di “psicoterapia”, perché non è intervenuta con sostegno psicologico, counseling che dirsi voglia? Perché nella sua mente c’era forse l’idea di Salute = assenza di malattia?

    Forse il counseling punta alla Salute = presenza di benessere allora…?

    Ritengo comunque importante che uno psicologo non psicoterapeuta abbia abilità di counseling. Stesso discorso forse per lo psicoterapeuta. Magari nelle scuole di psicoterapia non si insegnano queste abilità (la dott.ssa di cui sopra era cognitivo-comportamentale)?

    Comunque, mi chiedo se counselor e psicologo non siano due figure professionali diverse perché fanno cose diverse…in Italia, con i corsi alla pecoreccia che fanno sul counseling (dove partecipanmo pure le estetiste e i meccanici con la rterza media)...beh, credo che si meglio avercela uno straccio di laurea in psicologia e un'abilitazione, sicuramente.

    Saluti, Max.
    Il viaggio è la meta.

  2. #197
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    19-09-2005
    Messaggi
    380

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Qualche anno fa, da utente ingenuo, telefonai a una psicoterapeuta (trovata sulle pagine gialle) e le spiegai il mio problema (ansia, riguardo l’ambito lavorativo).
    Mi disse che...b) avevo tutti gli strumenti per potermela cavare da solo (es. le dissi durante il colloquio che facevo tecniche di rilassamento…anche se con risultati nulli riguardo alla mia ansia) e che quindi non c’era bisogno che io tornassi in terapia.
    Perchè hai scritto "tornassi in terapia"?? C'eri già stato? O Ti riferisci a...tornare da lei - in terapia?
    In ogni caso Ti ha detto che avevi tutti gli strumenti...ma non credo si riferisse tanto alle tecniche di rilassamento. Quanto alle Tue risorse e alla disponibilità di quelle. L'hai segnato come voce sub b)...per me è a)!

    Forse il counseling punta alla Salute = presenza di benessere allora…?
    Sicuramente sì! Ti consiglio di rivederTi gli interventi di Quattrostracci precedenti e magari di darTi un'occhiata ai testi di Carl Rogers che ho citato nei miei interventi. Leggere un testo o una serie di testi durante gli studi universitari, anche se non fanno parte di nessun programma d'esame, può essere utile, molto utile.

    Io uscii stranito però dal suo studio, perché la dott.ssa non era venuta incontro a una mia richiesta forse implicita, di (oggi direi forse) counseling, Definito che “non ero malato” e che non c’era bisogno di “psicoterapia”, perché non è intervenuta con sostegno psicologico, counseling che dirsi voglia? Perché nella sua mente c’era forse l’idea di Salute = assenza di malattia?
    Questo che riferisci, pur allo stato ancora di interrogativo, è molto interessante: è vero che lo psicoterapeuta potrebbe anche decidere di svolgere attività di Counseling, ma non è detto che lo voglia e potrebbe essere x molti motivi, non ultimo quello di non aver approfondito ed essere allenato nell'uso degli strumenti di Counseling, che, in ogni caso sono una "griglia di lavoro" ben precisa. Ma probabilmente molto di più in quelle psicoterapeutiche, che tra l'altro, spesso, hanno un orizzonte temporale più lungo.

    Ritengo comunque importante che uno psicologo non psicoterapeuta abbia abilità di counseling.
    Quoto in pieno!! Aggiungo solo "abbia sviluppato abilità di Counseling".

    Ciao Max e in bocca al lupo alla Nettuno,
    psi_net

  3. #198
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    27-01-2009
    Messaggi
    356

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio

    Questo che riferisci, pur allo stato ancora di interrogativo, è molto interessante: è vero che lo psicoterapeuta potrebbe anche decidere di svolgere attività di Counseling, ma non è detto che lo voglia e potrebbe essere x molti motivi, non ultimo quello di non aver approfondito ed essere allenato nell'uso degli strumenti di Counseling, che, in ogni caso sono una "griglia di lavoro" ben precisa. Ma probabilmente molto di più in quelle psicoterapeutiche, che tra l'altro, spesso, hanno un orizzonte temporale più lungo.
    Certo che le cose vengono distorte non poco. Non possiamo parlare di questo caso singolo per generalizzare sulla psicoterapia. La psicoterapia analitica, ad esempio, con le problematiche descritte, avrebbe potuto lavorare in maniera ancora più profonda di un intervento di counseling.

  4. #199
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    19-09-2005
    Messaggi
    380

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Certo che le cose vengono distorte non poco. Non possiamo parlare di questo caso singolo per generalizzare sulla psicoterapia. La psicoterapia analitica, ad esempio, con le problematiche descritte, avrebbe potuto lavorare in maniera ancora più profonda di un intervento di counseling.
    Ho riferito una generalizzazione fatta su questo 3d: "lo psicoterapeuta può fare anche Counseling, il Counselor non può fare psicoterapia" - mentre sono d'accordo sulla seconda parte riguardante il Counselor non ero e non sono d'accordo sulla prima: o meglio sono d'accordo che nulla e nessuna legge glielo impedisca, ma...il dato di realtà qual è? Quanti sono gli psicoterapeuti che fanno Counseling? Ne hanno tutti voglia? Sono pronti a essere così flessibili da rinunciare alla griglia di lavoro usuale per spostarsi su quella del Counseling, diversa e con un orizzonte temporale diverso??
    Questa domanda non me la pongo da adesso, ma da diversi colloqui con psicoterapeuti che esplicitamente mi hanno detto: "Noi non facciamo Counseling, noi non lavoriamo sul breve periodo!".

    Quello che scrivi conferma quello che ho scritto io: la psicoterapeuta in modo corretto ha valutato che non ci fosse bisogno di un intervento di psicoterapia breve, medio o lungo, secondo me in modo corretto...altrimenti il nostro collega non ce l'avrebbe raccontato in questi termini, ma in termini molto diversi. O dovevo scrivere che Max ha distorto le cose? Che la psicoterapeuta doveva consigliargli un percorso psicoanalitico per risolvere un livello di ansia, che solo lei ha potuto verificare con precisione?

    Lasciamo la possibilità che la realtà sia fatta di "differenze": infatti io ho parlato di molteplici motivi per cui uno/una psicoterapeuta è libero di decidere di non fare attività di Counseling. Così come è libero di occuparsi solo del suo modello psicoanalitico. Oppure fare anche "Counseling psicoanalitico" di cui sopra sono stati citati anche dei testi.
    Vedi Tu se ho generalizzato.
    Il mondo è meglio vario.
    Ultima modifica di IT_Modeler : 26-02-2009 alle ore 15.38.24
    psi_net

  5. #200
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    2,312

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Non voglio entrare nel caso specifico di max.nettuno, però quanto ha scritto mi ha fatto pensare proprio all'accoglimento della domanda e a come questa possa non essere colta. Parlare di risorse presenti a fronte di una richiesta di aiuto legata all'impossibilità di usare le risorse dell'individuo mi sembra un controsenso. In altre parole, se queste risorse fossero presenti, l'utente non richiederebbe aiuto. L'analisi della domanda implica che ci si chieda in primo luogo cosa ha spinto una persona a chiedere aiuto, e poi, a seconda degli orientamenti, ad individuare il problema.

    Per il resto sono d'accordo con IT_Modeler sul fatto che uno psicoterapeuta possa non avere gli strumenti nè essere in grado di fare counselling. Come scrive, si tratta di una griglia di lavoro differente. Il discorso però, secondo il mio punto di vista, si articola in maniera differente. Un conto è il rifiuto aprioristico, un altro è una scelta teorica e clinica differente che è sostanziata a livello epistemico. Se in psicoanalisi, ad esempio, non si può prescindere dal livello strutturale, rappresenta una contraddizione che l'analista non legga quel livello prima di decidere se intervenire o meno, e in che modo. E' un presupposto di lavoro - dal mio punto di vista sostanziato da altri vertici di osservazione - che costituisce un quadro di riferimento entro cui muoversi, che sarà differente da quello del counselling rogersiano o della psicoterapia sistemica e fornirà chiavi di lettura differenti. Per lo stesso motivo, però, ritengo di fondamentale importanza chiarire i presupposti in base ai quali si interviene, capirne lo spessore e la rilevanza, la validità ed i limiti.

    Saluti
    gieko

  6. #201

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Secondo il mio punto di vista è possibile fare delle distinzioni se esistono dei riferimenti teorici e di metodologia di intervento chiari all'operatore ed epistemicamente ben definiti. Scusate se insisto su questo punto ma credo che sia veramente importante. In sè e per sè non è importante ciò che si dice o si fa con l'utente, quanto il fatto che l'operatore stia agendo avendo ben chiaro in mente l'obbiettivo del suo operare in base alla propria teoria di riferimento. Questo è ciò che distinge l'intervento di counselling dal sostegno psicologico, il dialogo terapeutico da quello tra amici.



    Potresti chiarire cosa intendi?

    Saluti
    Intendo dire: per interloquire su un problema di salute, come l'asma per es.., sono costretto fare una anamnesi famigliare, in quanto l'asma ha sia caratteristiche di ereditarieta', sia caratteristiche legate all'approccio di mamma col bambino, sia di esposizione ad agenti atmosferici allergizzanti.

    A questo punto il counselor, in base alle risposte dovrebbe inviare la persona al medico pneumologo, allo psicologo, all'allergologo.

    Il suo quindi sarebbe un lavoro di smistamento, come un buon portinaio.

    Se invece non fossero chiare le risposte, dovrebbe indagare di piu', e chiedere in che ambiente ha vissuto, se c'erano gia' stati casi in famiglia, i rapporti fra i genitori, il carattere di mamma, il suo rapporto con lei, se alimentato o no con latte artificale [che aumenta le probabilita di allergia e riduce il contatto con la madre].

    E se venisse fuori che, per esempio, ha vissuto in una zona industriale molto inquinata, che il babbo e' allergico alla gramigna, che la mamma faceva i turni e lo posteggiava dove poteva, che in casa erano frequenti le liti, che doveva stare spesso da solo, e via dicendo...la cosa si complica ancor di piu'.

    Ma a questo punto anche l'interlocutore comincerebbe a fare domande a cui si dovrebbe dare spiegazione. Il che presuppone un dialogo reciproco approfondito, che investe la sua vita, i suoi affetti, le sue relazioni, le sue abitudini, ecc.

    In tutto cio' dove sta il confine fra counselor, medico, psicologo, infermiere, assitente sociale o altro?

  7. #202
    Partecipante L'avatar di max.nettuno
    Data registrazione
    20-06-2008
    Messaggi
    52

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Credo che un errore l'abbia commesso la dott.ssa di cui vi ho parlato. Lei mi dice "non sei maltao e non seve che torni (da me) in terapia"...e fin qui ci sta che non ho bisogno di psicoterapia. Ma ha sbagliato nel lascirmi "solo". Da futuro psicologo non commetterò mai un errore simile (grazie magari a questa piccola esperienza che vi ho raccontato). Quello che senttii è "querta donna non mi ha capito". Sinceramente, prima di chiedere aiuto, sapevo di non essere "malato"...ma nel mio immaginario (e forse anche in quello di molti altri "utenti ingenui") lo psicologo era la cosa più vicina a qualcuno che mi potesse aiutare (non sono religioso, quindi dal prete non ci sarei mai andato).

    Sembra proprio che i counselors rispondano a una domanda (di mercato prorio) a cui gli psicologi, se non sono formati per questo (vedi la dott.ssa specializzata in psicoterapia), non sanno rispondere evidentemente (ma dovrebbero). Il problema non è l'abuso della professione di psicologo, il problema è che noi (mi ci metto anch'io) psicologi (o futuri tali) dovremmo essere ingrado di fare counseling, perché l'utente "non va lasciato solo", qualunque sia il suo problema...anche non clinico. Ma effittivamente, forse, questa è semplicemente la mi ascelta di campo. Però...quant'è brutto non sentirsi capiti da chi, per professione ,dovrebbe capirti!

    Per it-Modeler, ciao (forse ci conosciamo? il nome max.nettuno lo usavo anche sul forum el nettuno...), e grazie...il Nettuno l'ho finito e sto alla specilistica.

    Massimiliano.
    Il viaggio è la meta.

  8. #203
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    2,312

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    A questo punto il counselor, in base alle risposte dovrebbe inviare la persona al medico pneumologo, allo psicologo, all'allergologo.

    Il suo quindi sarebbe un lavoro di smistamento, come un buon portinaio.
    Dubito che gli amici counsellor siano d'accordo. Il counselling è una metodologia di intervento specifica, con delle basi teoriche definite, che, per quanto a mio modesto parere siano criticabili, correttamente stabiliscono un proprium che differenzia tale pratica dalla psicoterapia o dalla medicina.

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    In tutto cio' dove sta il confine fra counselor, medico, psicologo, infermiere, assitente sociale o altro?
    Da quanto hai scritto mi pare di capire che i confini non ti siano ben chiari perchè metti tutto insieme in un bel calderone dove i vertici di osservazione si confondono: il punto di vista medico con quello psicoterapico, quello sociale con quello assistenziale... Non che un medico non possa avere qualche idea sulla psicologia, o uno psicologo sulla medicina e così via. Ma non mi permetterei mai di intervenire ad un livello che non mi compete con un paziente. Se sono uno pneumologo non mi occuperò di genitori interni, tanto per intenderci: non sarebbe l'ambito in cui mi sono formato, nè sarei - datal'approssimazione della mia formazione - utile, ed inoltre il paziente non me lo ha nemmeno chiesto.
    Quindi, come ho già scritto, si tratta di lavorare secondo una teoria ed un metodo, oltre che nel proprio ambito. Ed ecco che il confine è saldamente stabilito.

    Saluti
    gieko

  9. #204
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    2,312

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da max.nettuno Visualizza messaggio
    Sembra proprio che i counselors rispondano a una domanda (di mercato prorio) a cui gli psicologi, se non sono formati per questo (vedi la dott.ssa specializzata in psicoterapia), non sanno rispondere evidentemente (ma dovrebbero).
    Non sono molto d'accordo. Nel senso che se è vero che ci saranno molti psicologi/psicoterapeuti non in grado di accogliere e comprendere la domanda dell'utenza, non ho l'impressione che i counsellor occupino questa fetta di mercato.
    Il punto centrale infatti è la valenza che si dà alla domanda di cura e noto troppo spesso che, di riffa o di raffa, pensarla come legata alla "patologia" produca resistenze notevoli. Col risultato che la domanda viene accolta solo in parte, ovvero privata delle sue componenti di sofferenza e difficoltà (che altro non è che la psicopatologia, troppo spesso percepita invece come "follia o malattia che compromette").
    Molto rassicurante, per l'utente (e credo per l'operatore!) quindi la posizione: "lavoriamo sulle risorse presenti", "non hai bisogno di una psicoterapia". Ma non riesco a non vedere una profonda contraddizione nel fatto che una persona si rivolga ad un professionista "perchè non ce la fa più" e ritenere che "ci siano risorse". Forse che, come ho scritto un bel po' di post fa, quelle risorse sono fasulle perchè interne ad una struttura problematica? E non sarà quindi necessario lavorare alla cambiamento della stessa?

    Saluti
    gieko

  10. #205
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
    Messaggi
    717

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Mi reinserisco al volo nella discussione... anche se avevo promesso di disertare...

    A parte i soliti interventi interessanti (dei soliti noti :-), per il resto mi sembra che si continui a parlare del nulla.

    L'auspicio di gieko e di ikaro di poter parlare serenamente di espistemologia del counseling non potrà trovare risposta in questo clima avvelenato.

    Apprezzo chi, non conoscendo il counseling, ne parla con tono interlocutorio ed interessato. Non posso invece apprezzare chi, dimostrando palesemente di non sapere ciò di cui parla, pontifica dall'alto della sua laurea in psicologia...

    I biechi generalismi sul counseling sono ormai simili a quelli che si sentono ultimamente sui romeni. Sei romeno? Allora sei uno strupatore. Sei un counselor? Allora sei un disperato con la terza media che vuole giocare a fare lo psicologo...

    Cari ragazzi, sia che vogliate fare da grandi gli psicologi, i counselor, gli psicoanalisti o gli psicoterapeuti: imparate ad ascoltare il prossimo ed a prendervi cura di lui.

    Chiedo scusa in anticipo per il tono vagamente paternalistico...

  11. #206
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Vorrei chiedere delle informazioni un pò più precise sui quadri di riferimento del Counseling, dato che negli ultimi post, mi sono un pò persa; se ho ben capito, ed anche in bse a ciò che conosco storicamente, uno dei punti di riferimento fondamentali per svolgere questa attività, è Carl Rogers ed il suo approccio Alla Relazione d'Aiuto. Ci sono e chi sono altri punti di riferimento importanti? Ad es., anche nell'ambito della Gestalt, viene svolto questo tipo di formazione ed un riferimento importante, è sempre C. Rogers, quindi Fritz Perls. Quest'ultimo, cosa ha da dire, cioè da lui quali insegnamenti possono trarre i counsellor a livello pratico oltre che teorico, per svolgere la propria professione e non quella di psicoterapeuti della Gestalt, ad es? Ci sono altri Autori altrettanto importanti che forniscono una cornice teorica e/o epistemologica altrettanto importante in questo ambito?
    Preciso che le mie sono domande per capire e conoscere meglio questa professione dal punto di vista di chi la pratica o ne è comunque esperto o realmente interessato, al fine di chiarirmi il più possibile le idee.

    Grazie delle risposte

    Ciao
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  12. #207

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Dubito che gli amici counsellor siano d'accordo. Il counselling è una metodologia di intervento specifica, con delle basi teoriche definite, che, per quanto a mio modesto parere siano criticabili, correttamente stabiliscono un proprium che differenzia tale pratica dalla psicoterapia o dalla medicina.
    Sioccome sto seguendo un corso di counsiling posso parlare con cognizione di causa.
    Le materie sono quello che si possono trovare in un corso per operatori sociosanitari o poco piu'. Non e' nemmeno vero che si privilegia Rogers, perche' niene insegnata dove la PNL, dove l'AT, dove la terapia incentrata sul cliente, o un un po' di tutto mescolato bene.

    Come ripeto, un buon corso sulla comunicazione puo' essere d'aiuto ad ogni professione.
    E ribadisco che secondo me il counseling e' un punto d'arrrivo, non di partenza.

    Da quanto hai scritto mi pare di capire che i confini non ti siano ben chiari perchè metti tutto insieme in un bel calderone dove i vertici di osservazione si confondono: il punto di vista medico con quello psicoterapico, quello sociale con quello assistenziale... Non che un medico non possa avere qualche idea sulla psicologia, o uno psicologo sulla medicina e così via. Ma non mi permetterei mai di intervenire ad un livello che non mi compete con un paziente. Se sono uno pneumologo non mi occuperò di genitori interni, tanto per intenderci: non sarebbe l'ambito in cui mi sono formato, nè sarei - datal'approssimazione della mia formazione - utile, ed inoltre il paziente non me lo ha nemmeno chiesto.
    Quindi, come ho già scritto, si tratta di lavorare secondo una teoria ed un metodo, oltre che nel proprio ambito. Ed ecco che il confine è saldamente stabilito.

    Saluti
    Il problema e' che non c'e' ne una teoria ne un metodo, ma tante teorie e tanti metodi, oltre che tanti ambiti.

    E il confine per ora non c'e' per nulla. E non e' uno svantaggio, a mio parere.

  13. #208
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
    Residenza
    Milano
    Messaggi
    2,312

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Il problema e' che non c'e' ne una teoria ne un metodo, ma tante teorie e tanti metodi, oltre che tanti ambiti.
    Ci sono delle teorie di fondo che differenziano l'intervento di counselling da quello psicoterapico, o da quello psicoanalitico. In questa discussione è emerso abbastanza chiaramente: l'idea che si possa distinguere un'area patologica da una non patologica, e che l'intervento debba essere mirato al lavoro su risorse già presenti. (Chi fa counselling eventualmente integri o mi corregga se sbaglio!).
    Poi ci sono differenti teori e metodi per concettualizzare quanto sopra ed articolarlo anche dal punto di vista metodologico.

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    E il confine per ora non c'e' per nulla. E non e' uno svantaggio, a mio parere.
    Su questo non avevo dubbi... A mio parere il confine è ben chiaro per chiunque, tranne per chi non lo vuole vedere. I rischi insiti sono secondo me enormi, sotto parecchi punti di vista. Purtroppo - e su questo immagino che siamo tutti d'accordo - la mancanza di una chiara regolamentazione nella formazione di counsellor, così come il proliferare di corsi "parasanitari" dove viene servita su un piatto d'argento la vulgata ultrapopolare e ipersemplicistica della visione "complessiva" (la chiamano olistica...) dell'essere umano, non fa che aumentare la diffusione di operatori che, come minimo, hanno una formazione approssimativa.

    Saluti
    gieko

  14. #209
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    19-09-2005
    Messaggi
    380

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Siccome sto seguendo un corso di counsiling posso parlare con cognizione di causa.
    Le materie sono quello che si possono trovare in un corso per operatori sociosanitari o poco piu'. Non e' nemmeno vero che si privilegia Rogers, perche' viene insegnata dove la PNL, dove l'AT, dove la terapia incentrata sul cliente, o un un po' di tutto mescolato bene. E ribadisco che secondo me il counseling e' un punto d'arrrivo, non di partenza.
    Il problema e' che non c'e' ne una teoria ne un metodo, ma tante teorie e tanti metodi, oltre che tanti ambiti.
    Siccome ho seguito un Corso di Counseling parecchi anni fa (e poi tanti altri) e svolgo attività di Counseling, posso anch'io partecipare e replicare con cognizione di causa: non ho mai frequentato un Corso per OSS, quindi non so quali materie vi si insegnino...ma la finalità è sicuramente diversa.
    Forse è vero che non si privilegia Carl Rogers nei corsi (a parte quelli specialistici rogersiani), ma Rogers e Rollo May rimangono le basi storiche del Counseling ed è con il modello rogersiano che bisogna confrontarsi perchè si possa dire di sapere ciò che significa "empatia", questa parola magica che finora non ho sentito nominare, nè letto in questo 3d.
    Si preferisce da parte di molte scuole un modello integrato con i riferimenti che Tu (Oscar) hai citato, ma...(c'è un ma) è proprio perchè il modello è integrato che ci vuole più tempo. Il modello integrato è più complesso: ci vuole più tempo e pratica x scoprire che ci sono basi comuni fra Rogers, AT e PNL (ultima in ordine cronologico, ma non di importanza).
    Crearsi una propria metodologia di lavoro da "tanti metodi" è un percorso più lungo.
    Per questo concordo che il Counseling (nella pratica e non solo nel seguire un Corso) dev'essere un punto di arrivo, a mio avviso, anche per lo Psicologo.


    Come ripeto, un buon corso sulla comunicazione puo' essere d'aiuto ad ogni professione.
    Può essere utile a tutti, ma non è la stessa cosa.


    E il confine per ora non c'e' per nulla. E non e' uno svantaggio, a mio parere.
    Io, invece, il confine tra le figure citate lo vedo...ed è meglio vederlo.
    Ultima modifica di IT_Modeler : 28-02-2009 alle ore 17.55.41
    psi_net

  15. #210

    Riferimento: ...sulla professione di Counsellor

    Citazione Originalmente inviato da IT_Modeler Visualizza messaggio
    Siccome ho seguito un Corso di Counseling parecchi anni fa (e poi tanti altri) e svolgo attività di Counseling, posso anch'io partecipare e replicare con cognizione di causa: non ho mai frequentato un Corso per OSS, quindi non so quali materie vi si insegnino...ma la finalità è sicuramente diversa.
    Forse è vero che non si privilegia Carl Rogers nei corsi (a parte quelli specialistici rogersiani), ma Rogers e Rollo May rimangono le basi storiche del Counseling ed è con il modello rogersiano che bisogna confrontarsi perchè si possa dire di sapere ciò che significa "empatia", questa parola magica che finora non ho sentito nominare, nè letto in questo 3d.
    Si preferisce da parte di molte scuole un modello integrato con i riferimenti che Tu (Oscar) hai citato, ma...(c'è un ma) è proprio perchè il modello è integrato che ci vuole più tempo. Il modello integrato è più complesso: ci vuole più tempo e pratica x scoprire che ci sono basi comuni fra Rogers, AT e PNL (ultima in ordine cronologico, ma non di importanza).
    Crearsi una propria metodologia di lavoro da "tanti metodi" è un percorso più lungo.
    Per questo concordo che il Counseling (nella pratica e non solo nel seguire un Corso) dev'essere un punto di arrivo, a mio avviso, anche per lo Psicologo.

    Può essere utile a tutti, ma non è la stessa cosa.

    Io, invece, il confine tra le figure citate lo vedo...ed è meglio vederlo.
    Se ti fa piacere potresti dirmi in che contesto svolgi questa attivita'?
    E' una curiosita' personale.

    Comunque qui posto un programma per counselor biennale, come esempio, ma sono infiniti, di preparazione di un conuselor.

    Credo che sia bene che questa preparazione rimenga libera perche' ognuno si cerchi quella su misura.

    Ma credo anche che questa capacita' sia da innestare su una attivita' gia' presente. Fosse anche quella di piazzista o di telefono amico.

    Non la ritengo una professione fine a se stessa, ma un mezzo per adoperare meglio quello che gia si ha.

    E questo proprio in onore al fine del couseling, che e' quello che tu hai citato, cioe' la facilitazione empatica dei rapporti umani.

    Il suo fine e' sempre terapeutico, perche' la dove c'e' comunicazione i rapporti umani ne traggono beneficio [perfino nel commercio].

    Ma ogni contesto ha una sua finalita', e il couseling di un piazzista non ha bisogno di essere articolato come il couseling di uno psicologo, o un medico o altri.
    E ci sono tanti medici che ne avrebbero bisogno, insieme ad altri professionisti. Anche qualche psicologo, a mio parere.

    ecco il programma: STRUTTURA DEL CORSO

    Corso Biennale di Mediazione Sistemica Familiare e Sociale riconosciuto dall’AIMS (Associazione Internazionale Mediatori Sistemici) e accreditato dal Forum Europeo per la Formazione e Ricerca in Mediazione Familiare, di cui il Centro Bateson è socio fondatore.

    NUOVO PROGRAMMA FORMATIVO 2008/2009:

    330 ore di impegno complessivo così articolate nel biennio

    - 160 ore di training teorico e pratico

    - 48 ore di frequenza a Seminari su tematiche specifiche, organizzati anche in altre sedi, in collaborazione con altri centri AIMS

    - 16 ore di partecipazione al Congresso biennale AIMS

    - 48 ore di laboratorio di formazione personale e biografia familiare

    Verranno inoltre richieste all’allievo nel biennio almeno:

    - 50 ore di approfondimento individuale su temi indicati

    - 8 ore di programmazione e confronto con il tutor

    Completano il percorso, al termine della formazione teorica:

    - 60 ore di tirocinio o Esperienze Pratiche Guidate

    - 30 ore di supervisione su almeno tre processi di Mediazione

    - giornata di esame AIMS

Pagina 14 di 67 PrimoPrimo ... 412131415162464 ... UltimoUltimo

Privacy Policy