[...] Fu come se una bufera avesse scompigliato minotauri e fanciulle, a tal punto turbinavano discostandosi, confondendosi, accostandosi l'un l'altro, e quando la fanciulla gli corse fra le braccia, quando toccò d'un tratto il corpo, la carne calda, bagnata di sudore, e non il duro vetro che aveva fin lì toccato, comprese - nei limiti in cui si può parlare di comprensione da parte del minotauro - che fino a quel momento era vissuto in un mondo in cui c'erano solo minotauri, ciascuno rinchiuso in una prigione di vetro, mentre ora toccava un altro corpo, toccava altra carne. [...]
Friedrich Durrenmatt - Il minotauro.
Pag. 23
Libro interessante: vi suggerisco di leggerlo (peraltro piccino...)









