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  1. #211
    io mordo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da ghiretto
    Piacere Patrizia
    Piacere

  2. #212
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    Originariamente postato da io mordo
    Il link che hai postato non mi da la pag., comunque, che sito bello!

    Conosco la teoria della complessità a grandi linee e mi piace molto ma penso che sia un po' difficile da gestire per via del fatto che non considera la contraddizione come errore ma come indicatore di "un possibile strato di realtà profondo che la nostra comprensione non riesce ancora o forse non arriverà mai a capire".
    Questo concetto, secondo me, deve essere chiarito meglio, per me non se la cavano così.... si dovrebbero chiarire quali sono quelle contraddizioni che potrebbero indicare delle dinamiche nascoste, quali peculiarità hanno? esempi? no? non sei daccordo?
    Detto così è un concetto un po' ambiguo.
    Dunque, l'articolo si trova dentro la cartella comunicazione della home page, pag. 5, e si intitola "'La sfida della complessità' verso il terzo millennio".
    A mio parere, la "forza" della teoria della complessità consiste nel fatto che il ricercatore, osservatore, studioso, ecc., nel momento in cui ricerca, osserva e studia dei sistemi complessi, non può fare a meno di includere se stesso nella ricerca, nell' osservazione e nello studio. Nel concetto di complessità scompaiono i termini di oggettività, verità, assoluto, imparzialità. Insomma, la 'consapevolezza' che dentro una 'scoperta' ci sia la visione di un ricercatore, secondo me, non è cosa da poco. Faccio un esempio.. negli studi storici di Palo Alto che culminarono con l'uscita del testo "La pragmatica della comunicazione umana", gli autori erano e si consideravano come osservatori esterni del sistema che avevano davanti.. anche in stanza di terapia, c'era il sistema famiglia e c'era il sistema terapeuti. In tempi (relativamente) più recenti, un certo H. von Foerster, disse che l'osservatore non può essere esterno ad un sistema osservato perchè quel sistema a sua volta osserva e l' osservatore è osservato e inoltre, se il sistema è in grado di osservare se stesso, anche l'osservatore non può fare a meno di osservarsi mentre osserva... quindi ci sarà un sistema 'completamente' nuovo costituito da sistema terapeuta e sistema famiglia. Oggi, con la 'scomparsa' dell'osservatore oggettivo, si può anche arrivare a dire che sono i sistemi linguistici a creare i sistemi umani.. che "i sistemi non fanno i problemi; è il linguaggio sui problemi che fa i sistemi" (H. Anderson; H. Goolishian). Già sono emozionato di leggere cosa si dirà domani. In questo periodo sono un pò logorroico
    Riguardo ai dubbi che poni ("si dovrebbero chiarire quali sono quelle contraddizioni che potrebbero indicare delle dinamiche nascoste, quali peculiarità hanno? esempi? no? non sei daccordo?") sulla poca chiarezza di certi aspetti contraddittori che la "complessità" giustifica come "un possibile strato di realtà profondo che la nostra comprensione non riesce ancora o forse non arriverà mai a capire", non so neanche se ci sono delle dinamiche nascoste da scoprire, se c'è uno strato di realtà profondo.. insomma, se dovessero esserci delle dinamiche nascoste potrebbero significare due cose: la prima è che sono sempre state nascoste e la seconda che al principio erano alla luce e poi per qualche motivo si sono nascoste. Poi "dinamiche" significa che non stanno ferme, che non contengono lo stesso significato sempre... una bella impresa insomma.. stesso discorso per la realtà profonda..realtà intesa come unità? E la profondità contiene, nel termine in sè, un limite; come si arriva a capire qual'è il limite?
    Se io avessi fatto le domande che tu hai posto, cosa avresti risposto?

  3. #213
    io mordo
    Ospite non registrato
    Ciao, scusa se ho tardato a risponderti ma le cose si complicano (ops... si complessificano ) e i miei neuroni si devono raffreddare

    Allora, la questione, secondo me, è che non tutti i sistemi cambiano alla stessa velocità... se prendiamo appunto l'essere umano, i suoi sistemi biologici si evolvono molto ma molto lentamente al punto che è possibile costruire modelli senza preoccuparsi troppo dell'osservatore e via dicendo... completamente diverso sarebbe il discorso per quanto riguarda il sistema famiglia ad esempio...

    Uno stralcio dal mio libro di psicosomatica: "Secondo la scienza della complessità il modo più utile per comprendere il mondo è attraverso una rete di teorie, che ci permetta di collocarci, secondo i casi, all'interno di un punto di vista o tra un punto di vista e un altro, quando questo risulta utile."

    E' un discorso utile per i sistemi che si evolvono velocemente e sempre meno necessario via via che ci spostiamo ad analizzare sistemi più stabili come il cervello e il funzionamento dei processi cognitivi appunto.

    Prosegue: "Fondamentale, quindi, in una prospettiva complessa è la capacità di tollerare il dubbio, l'ambiguità, la contraddizione, la coesistenza di termini opposti quali l'unicità e il dualismo, il disordine e l'organizzazione. Contrariamente alla logica aristotelica, nella quale la contraddizione è indice di errore, nella visione complessa essa può indicare un possibile strato di realtà profondo che la nostra comprensione non riesce ancora o forse non arriverà mai a capire.


    Che dire? ... agendo secondo i principi di questa teoria forse si raggiungerebbe una buona efficenza ma dubito che si arriverebbe a comprendere... è una sorta di filosofia maniacale che trascende la logica però si basa sulle teorie che sono state costruite da chi la logica la vuole usare ...ma siamo sicuri che siamo fatti per ragionare così? è un po' una cosa da enterprise ...o da ospedale psichiatrico? sicuramente opportuna nel campo dell'intelligenza artificiale... sicuramente non lo è nella vita di tutti i giorni...
    Daccordo che la complessità sta nelle cose che abbiamo intorno ma chi dice che siamo fatti per digerirle tutte?

    ciao
    Ultima modifica di io mordo : 29-04-2005 alle ore 16.27.31

  4. #214
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    riguardo ai sistemi biologici e al "ruolo" del ricercatore, dal punto di vista della complessità, è "forte" come in tutte le scienze, cioè è questo (il ricercatore) che decide di osservare ad esempio, la funzione di certe molecole e non di altre, isolarle, osservare le interazioni con altre molecole, poi chessò, iniettare altre molecole perchè pensa che abbia un certo effetto ecc.. Differente è il discorso di andare a fare la mappatura del DNA. In questo caso, questo è un lavoro complicato e non complesso.. il "ruolo" dei ricercatori in questo caso consiste nel non fare errori anche nel programmare l'elaboratore computerizzato...

    Dal tuo libro di psicosomatica o tu(?) citi: "E' un discorso utile per i sistemi che si evolvono velocemente e sempre meno necessario via via che ci spostiamo ad analizzare sistemi più stabili come il cervello e il funzionamento dei processi cognitivi appunto." C'è un tizio Erik Kandel, neuroscienziato (premio Nobel) che ha fatto una scoperta interessante. In pratica, ha studiato la composizione (molecolare, sinaptica, cellulare, comportamentale, di memoria e di apprendimento) di un sistema semplice: una lumaca d'acqua, l' Aplysia. Dopo aver osservato che a certi comportamenti ridondanti corrispondevano delle connessioni sinaptiche cellulari tipiche, si potè confermare che 'quel' comportamento e 'quelle' connessioni neuronali sono fisse (sono sempre gli stessi, coincidono). Però, nel momento in cui Kandel (ricercatore) 'stimolò' un nuovo apprendimento alla lumaca, notò che questa sviluppò una connessione sinaptica completamente nuova, "Come dire che l'apprendimento ha l'effetto di alterare la forza di specifiche connessioni sinaptiche".
    Fonte: Qui Kandel ha fatto ricerca su un sistema semplice e apparentemente stabile.

    ma siamo sicuri che siamo fatti per ragionare così? è un po' una cosa da enterprise ...o da ospedale psichiatrico? sicuramente opportuna nel campo dell'intelligenza artificiale... sicuramente non lo è nella vita di tutti i giorni...
    Daccordo che la complessità sta nelle cose che abbiamo intorno ma chi dice che siamo fatti per digerirle tutte?
    Chi è 'sto criminale che dice che dobbiamo pensare tutto con complessità?
    Questa è una 'nuova' epistemologia.. un differente modo di fare conoscenza. Io mi ci ritrovo un pò per la formazione, un pò per altre storie e ci vedo l'utilità nel campo psicologico e di personale vita quotidiana. Avverto che con questa "multivisione" un bel pò di etichette generalizzanti scompaiono e inoltre, mi offre la possibilità di generare "ipotesi altre" sullo stesso 'fenomeno'.. insomma mi piace anche la contraddizione di fondo della teoria e cioè che è talmente aperta ai punti di vista che crea un ulteriore punto di vista.

  5. #215
    agex
    Ospite non registrato
    Chiediamo ad Accadueo l’autorizazione a poter rispondere sul tema “criminalità” e “complessità” nelle nuove “epistemologie”, il nostro intervento ha semplcimente finalità di chiarificazione nell’ambito della psicoterapia e per non urtare la sensibilità d'alcuno chiediamo il permesso di intervenire; per non creare altrimenti scompiglio….

  6. #216
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    permesso accordato Agex

  7. #217
    io mordo
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    Originariamente postato da Accadueo



    riguardo ai sistemi biologici e al "ruolo" del ricercatore, dal punto di vista della complessità, è "forte" come in tutte le scienze, cioè è questo (il ricercatore) che decide di osservare ad esempio, la funzione di certe molecole e non di altre, isolarle, osservare le interazioni con altre molecole, poi chessò, iniettare altre molecole perchè pensa che abbia un certo effetto ecc.. Differente è il discorso di andare a fare la mappatura del DNA. In questo caso, questo è un lavoro complicato e non complesso.. il "ruolo" dei ricercatori in questo caso consiste nel non fare errori anche nel programmare l'elaboratore computerizzato...

    Dal tuo libro di psicosomatica o tu(?) citi: "E' un discorso utile per i sistemi che si evolvono velocemente e sempre meno necessario via via che ci spostiamo ad analizzare sistemi più stabili come il cervello e il funzionamento dei processi cognitivi appunto." C'è un tizio Erik Kandel, neuroscienziato (premio Nobel) che ha fatto una scoperta interessante. In pratica, ha studiato la composizione (molecolare, sinaptica, cellulare, comportamentale, di memoria e di apprendimento) di un sistema semplice: una lumaca d'acqua, l' Aplysia. Dopo aver osservato che a certi comportamenti ridondanti corrispondevano delle connessioni sinaptiche cellulari tipiche, si potè confermare che 'quel' comportamento e 'quelle' connessioni neuronali sono fisse (sono sempre gli stessi, coincidono). Però, nel momento in cui Kandel (ricercatore) 'stimolò' un nuovo apprendimento alla lumaca, notò che questa sviluppò una connessione sinaptica completamente nuova, "Come dire che l'apprendimento ha l'effetto di alterare la forza di specifiche connessioni sinaptiche".
    Fonte: Qui Kandel ha fatto ricerca su un sistema semplice e apparentemente stabile.

    Chi è 'sto criminale che dice che dobbiamo pensare tutto con complessità?
    Questa è una 'nuova' epistemologia.. un differente modo di fare conoscenza. Io mi ci ritrovo un pò per la formazione, un pò per altre storie e ci vedo l'utilità nel campo psicologico e di personale vita quotidiana. Avverto che con questa "multivisione" un bel pò di etichette generalizzanti scompaiono e inoltre, mi offre la possibilità di generare "ipotesi altre" sullo stesso 'fenomeno'.. insomma mi piace anche la contraddizione di fondo della teoria e cioè che è talmente aperta ai punti di vista che crea un ulteriore punto di vista.


    No, quel pezzo li non faceva parte della citazione, l'ho scritto io.


    "Chi è 'sto criminale che dice che dobbiamo pensare tutto con complessità? "

    Ti assicuro che quando ho scritto l'altro messaggio non stavo imprecando, non ero così preoccupato


    Io capisco questo modo di vedere il mondo meglio di quanto credi forse, comunque questa teoria del piacere paradossale non contrasta una visione complessa, va considerata come un'ulteriore prospettiva che si va a sommare alle altre, no?
    Quello che mi suona male nella visione complessa è, nello specifico, soltanto l'idea di dover tollerare la contraddizione... le contraddizioni, i dubbi e le ambiguità invece devono servire da incentivo a migliorare e integrare meglio i diversi sistemi teorici e non vanno tollerate passivamente, ecco, questo volevo dire...

  8. #218
    agex
    Ospite non registrato
    " C'è un tizio Erik Kandel, neuroscienziato (premio Nobel) che ha fatto una scoperta interessante. In pratica, ha studiato la composizione (molecolare, sinaptica, cellulare, comportamentale, di memoria e di apprendimento) di un sistema semplice: una lumaca d'acqua, l' Aplysia. Dopo aver osservato che a certi comportamenti ridondanti corrispondevano delle connessioni sinaptiche cellulari tipiche, si potè confermare che 'quel' comportamento e 'quelle' connessioni neuronali sono fisse (sono sempre gli stessi, coincidono). Però, nel momento in cui Kandel (ricercatore) 'stimolò' un nuovo apprendimento alla lumaca, notò che questa sviluppò una connessione sinaptica completamente nuova, "Come dire che l'apprendimento ha l'effetto di alterare la forza di specifiche connessioni sinaptiche".
    Fonte: Qui Kandel ha fatto ricerca su un sistema semplice e apparentemente stabile.”

    La semplicità consiste nel fatto che egli aveva a disposizione un campo limitato: la registrazione intracellulare di due cellule che trascrive la variazione dell’eccitabilità in rapporto alla stimolazione. Ma il trasferire il modello dell’Aplysia al cervello ci sembra quantomeno azzardato e fuorviante. Il cervello animale e umano non è come il sistema nervoso rudimentale dell’Aplysia, perché il cervello umano lavora attraverso dei sistemi che si chiamano appunto antagonisti integrati, e il comportamento è la risultante dell’interazione con le loro soglie.

    “ma siamo sicuri che siamo fatti per ragionare così? è un po' una cosa da enterprise ...o da ospedale psichiatrico? sicuramente opportuna nel campo dell'intelligenza artificiale... sicuramente non lo è nella vita di tutti i giorni...Daccordo che la complessità sta nelle cose che abbiamo intorno ma chi dice che siamo fatti per digerirle tutte? “

    ”Chi è 'sto criminale che dice che dobbiamo pensare tutto con complessità?”

    Noi voremmo invece vedere se c’è la possibilità di fare un percorso della semplificazione non offerta dall’Aplysia ma dal codice binario….un modello di orientamento psicoanalitico…che ha come punti di discussione proprio il sintomo, la malattia e i sogni…

    “Questa è una 'nuova' epistemologia.. un differente modo di fare conoscenza.”

    Per noi ci risulta utile nella definizone di malattia, sintomo e nel sogno…sembra poca cosa come epistemiologia????

    “ Io mi ci ritrovo un pò per la formazione, un pò per altre storie e ci vedo l'utilità nel campo psicologico e di personale vita quotidiana. Avverto che con questa "multivisione" un bel pò di etichette generalizzanti scompaiono e inoltre, mi offre la possibilità di generare "ipotesi altre" sullo stesso 'fenomeno'.. insomma mi piace anche la contraddizione di fondo della teoria e cioè che è talmente aperta ai punti di vista che crea un ulteriore punto di vista.”

    Che ne dite di parlare del codice binario: cosa ne pensate di sintomo, malattia e sogno????

  9. #219
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    Originariamente postato da io mordo



    Io capisco questo modo di vedere il mondo meglio di quanto credi forse, comunque questa teoria del piacere paradossale non contrasta una visione complessa, va considerata come un'ulteriore prospettiva che si va a sommare alle altre, no?
    Quello che mi suona male nella visione complessa è, nello specifico, soltanto l'idea di dover tollerare la contraddizione... le contraddizioni, i dubbi e le ambiguità invece devono servire da incentivo a migliorare e integrare meglio i diversi sistemi teorici e non vanno tollerate passivamente, ecco, questo volevo dire...
    Che la teoria del piacere paradossale sia un'ulteriore prospettiva (e di mio ci aggiungo interessante) non ci sono dubbi. Il fatto consiste che gli Agex, e lo affermano pure, effettuano il processo inverso, cioè partono dalla complessità per giungere alla semplificazione. Effettuando questo tipo di percorso, si riducono quante più variabili possibili e si deve seguire una 'linearità' delle osservazioni. Ad esempio, partono da C (un discorso complesso come il sogno)---> B (teoria del desiderio rimosso) ---> A (dolore genetico, piacere acquisito). Sto ipersemplificando (scusate Agex). Effettuando questo tipo di percorso, non si può fare a meno di fare interpretazione dei dati che sono stati 'scartati', quei vuoti che si sono creati nella riduzione del fenomeno osservato. La teoria della complessità effettua il lavoro al contrario, parte dai sistemi semplici per poi aggiungere livelli differenti di complessità. Nel caso della lumaca.. prima Kandel è partito dalle basi molecolari, neuronali ecc., e quindi passato al comportamento. Poi è passato al contesto, nel senso che lui, volontariamente, ha fatto in modo che quella lumaca mettesse in atto un apprendimento ed è 'ritornato' ad osservare i cambiamenti molecolari. In questo modo di 'muoversi' ci vedi linearità o circolarità ? E inoltre, nel racconto della lumaca ci vedi interpretazioni?

    P.S. ho notato che osservi la complessità

    Originariamente postato da agex
    La semplicità consiste nel fatto che egli aveva a disposizione un campo limitato: la registrazione intracellulare di due cellule che trascrive la variazione dell’eccitabilità in rapporto alla stimolazione. Ma il trasferire il modello dell’Aplysia al cervello ci sembra quantomeno azzardato e fuorviante. Il cervello animale e umano non è come il sistema nervoso rudimentale dell’Aplysia, perché il cervello umano lavora attraverso dei sistemi che si chiamano appunto antagonisti integrati, e il comportamento è la risultante dell’interazione con le loro soglie
    non si stava parlando di semplicità ma di sistema semplice e poi nessuno ha detto di trasferire il modello della Aplysia al cervello. Per adesso si ipotizza che come nell'Aplysia, l'uomo che apprende nuovi comportamenti, sviluppa nuove connessioni sinaptiche del cervello che prima non c'erano. Qui non si parla di sistema cervello isolato. Dire che il comportamento è la risultante dell' interazione con le soglie degli antagonisti integrati, mi fa pensare ad un cervello impazzito che ordina comandi dal nulla assoluto. "Mente e natura" (Bateson), la relazione che se non viene messa in relazione perde di senso.. non può nemmeno essere raccontata per il non-senso che si crea.

    Noi voremmo invece vedere se c’è la possibilità di fare un percorso della semplificazione non offerta dall’Aplysia ma dal codice binario….un modello di orientamento psicoanalitico…che ha come punti di discussione proprio il sintomo, la malattia e i sogni…
    Sono contento per voi, specialmente se so che l'interpretazione ha più un valore di utilità che di verità. ---->
    Per noi ci risulta utile nella definizone di malattia, sintomo e nel sogno…sembra poca cosa come epistemiologia????
    Che ne dite di parlare del codice binario: cosa ne pensate di sintomo, malattia e sogno????
    posta così la domanda non so che dire.. mi trovo quasi costretto a parlare del sintomo, malattia e sogno dal punto di vista del codice binario, quindi non lo faccio per adesso e mi fermo a pensare alla domanda

  10. #220
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
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    Originariamente postato da agex
    "Per noi ci risulta utile nella definizone di malattia, sintomo e nel sogno…sembra poca cosa come epistemiologia????
    L' esempio di Kandel e le vostre delucidazioni sono interessanti.
    Veniamo però a questo quote.

    Ho letto qualcosa che avete postato anche nella stanza dei sogni e non mi sono fatto ancora un' idea precisa sulla vostra metodologia di intervento.

    Questo è il punto centrale. La stessa critica si può proporre agli psicoanalisti e siccome voi, a quel che si è capito, fate anche riferimento alla psicoanalisi, ben venga.

    Criteri di efficacia ed efficienza del vostro modello, in base a risultati clinici ovviamente.

    Vorrei sapere quanti pazienti avete curato, quali problemi mentali ed in quanto tempo (numero di sedute e tempi dall' accettazione alla fine della terapia).

    Inoltre, studi al follow up di 3, 6, 12 mesi e risultati.

    Parliamo volentieri del codice binario però secondo i parametri indicati !.

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  11. #221
    agex
    Ospite non registrato
    Ad esempio, partono da C (un discorso complesso come il sogno)---> B (teoria del desiderio rimosso) ---> A (dolore genetico, piacere acquisito). Sto ipersemplificando (scusate Agex).

    Ti scusiamo, certo. Per quanto riguarda i sogni noi partiamo una trentina di anni fa con lo studio del sonno e riflesso “H”, un riflesso spinale che studia l’influenza del cervello sul midollo, lo abbiamo studiato dappertutto….poi passiamo a lavorare sui gatti impiantati cronicamente stimolando tutto lo stimolabile nel cervello durante il sonno, la veglia ecc. poi studiamo le emozioni che non appartengono solo alla filosofia della scienza ma alla psicologia ovvero alla biologia e poi ci occupiamo di morte, di coma, di vegetativo e nell’arco di trenta anni elaboriamo un modello che risente di tutto il bagaglio accumulato e curiosamente troviamo delle costanti nelle modalità del cervello che operano nel singolo animale, nell’uomo e nel gruppo…lo abbiamo chiamato Codice Binario ed è di orientamento psicoanalitico (dunque con un bagaglio di esperienza secolare)

    “ Effettuando questo tipo di percorso, non si può fare a meno di fare interpretazione dei dati che sono stati 'scartati', quei vuoti che si sono creati nella riduzione del fenomeno osservato. La teoria della complessità effettua il lavoro al contrario, parte dai sistemi semplici per poi aggiungere livelli differenti di complessità. Nel caso della lumaca.. prima Kandel è partito dalle basi molecolari, neuronali ecc., e quindi passato al comportamento. Poi è passato al contesto, nel senso che lui, volontariamente, ha fatto in modo che quella lumaca mettesse in atto un apprendimento ed è 'ritornato' ad osservare i cambiamenti molecolari. In questo modo di 'muoversi' ci vedi linearità o circolarità .E inoltre, nel racconto della lumaca ci vedi interpretazioni?.”

    Noi ci vediamo limitatezza strutturale e metodologica perché la lumaca non ha cervello emotivo o limbico sviluppato quindi stà lumaca è sempre una lumaca, cioè un insetto vincolato a strutture semplici, non che non serve, ovvero non basta…..a capire….. la semplicità delle emozioni che evolvono verso i sentimenti…..

  12. #222
    agex
    Ospite non registrato
    Rubens”L' esempio di Kandel e le vostre delucidazioni sono interessanti.
    Veniamo però a questo quote.”

    Ciò non vuol dire che Kandel non sia interessante, ma nel nostro merito (insomma sul piano del clinico) riteniamo più interessanti certi modelli animali un po’ più complessi, come per esempio il già citato modello della Mantide Religiosa, ci serve materiale per capire e diffondere come si strutturi il processo finalizzato allo svolgersi delle emozioni di base in sentimenti evoluti.

    ”Ho letto qualcosa che avete postato anche nella stanza dei sogni e non mi sono fatto ancora un' idea precisa sulla vostra metodologia di intervento.”

    Nel lavoro sul sogno riteniamo che ci sia il campo di intervento privilegiato e ricco di conseguenze cliniche, perché è un materiale “pulito” e ingenuo, dunque degno della massima attenzione.

    ”Questo è il punto centrale.”

    Siamo pienamente d’accordo.

    “ La stessa critica si può proporre agli psicoanalisti e siccome voi, a quel che si è capito, fate anche riferimento alla psicoanalisi, ben venga.”

    Grazie: noi ci proponiamo come la nuova versione della psicoanalisi, poiché integriamo il corpus freudiano con le recenti scoperte sul cervello.

    “Criteri di efficacia ed efficienza del vostro modello, in base a risultati clinici ovviamente.”

    Ovviamente: bando alle chiacchiere, per ora basterebbe seguire i lavori della stanza dei sogni per capire l’efficienza del modello, perché non intervenite anche voi, la stanza e il dibattito sicuramente ne avrà dei vantaggi…

    ”Vorrei sapere quanti pazienti avete curato, quali problemi mentali ed in quanto tempo (numero di sedute e tempi dall' accettazione alla fine della terapia).”

    La statistica è ampia: il modello ha trovato applicazione in diversi settori, abbiamo lavorato con registi, sceneggiatori, comici, attori, società di pubblicità ecc., ma anche in campo formativo di insegnanti di scuole di ogni ordine e grado, in scuole di specializzazione di psicoterapia cognitivo comportamentale di medio livello e ovviamente in quelle di psicoanalisi. Per quanto riguarda i pazienti hanno tutti trovato giovamento dall’applicazione del modello perché è semplice, fruibile e facile da comprendere.

    ”Inoltre, studi al follow up di 3, 6, 12 mesi e risultati.”

    Vorremmo realizzare esperienze di questo tipo, siamo semplicemente agli inizi, il modello viene applicato da una decina di anni, e le difficoltà si incontrano, soprattutto per via dell’industria farmaceutica che ne impedisce la visibilità e fruibilità nei mass media: non si può parlare di sintomo, malattia e sogno e i motivi sono noti!!!!!. Volete esempi e prove? Vedere il Morelli al Costanzo o la risonanza mediatica che viene data all’Andreoli o al Crepet o alle varie Schelotto che di scientifico non hanno prodotto nulla se non chiacchiericci da solotto, a volte anche interessanti ma sul piano quotidiano, nulla di scientifico (e con ciò intendiamo un modello di funzionamento del cervello o psicologia).

    ”Parliamo volentieri del codice binario però secondo i parametri indicati !.”

    Scusate quali sono i parametri?… che non ne dobbiamo parlare???? Noi ne parliamo e ci battiamo per allargare l’orizzonte della conoscenza e la stanza dei sogni ne è la prova tangibile…..
    Grazie Rubens abbiamo bisogno anche del tuo contributo….

  13. #223
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    Originariamente postato da agex

    Noi ci vediamo limitatezza strutturale e metodologica perché la lumaca non ha cervello emotivo o limbico sviluppato quindi stà lumaca è sempre una lumaca, cioè un insetto vincolato a strutture semplici, non che non serve, ovvero non basta…..a capire….. la semplicità delle emozioni che evolvono verso i sentimenti…..
    ma guardate che tutto voi state facendo.. non ho portato qui l'esempio del lavoro di Kandel per arrivare a capire la semplicità delle emozioni che evolvono verso i sentimenti.
    e comunque, limitatezza per limitatezza, ha scoperto la plasticità sinaptica e per adesso è a casa che si alliscia il Nobel..

  14. #224
    agex
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    ma guardate che tutto voi state facendo.. non ho portato qui l'esempio del lavoro di Kandel per arrivare a capire la semplicità delle emozioni che evolvono verso i sentimenti. e comunque, limitatezza per limitatezza, ha scoperto la plasticità sinaptica e per adesso è a casa che si alliscia il Nobel.

    E’ vero accadueo, Kandel è a casa che sia liscia il Nobel meritatissimo, beato lui, ma noi abbiamo “altri” interessi, ci occupiamo di “clinica” e non di allisciamenti di Nobel, se per questo nel 1938 dettero (non ci ricordiamo chi fosse l’eroe) il Nobel a un signore dotto che aveva scoperto l’utilità terapeutica delle lampadine della luce, a voi serve curare con le lampadine? A noi nò!!!!

  15. #225
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    Originariamente postato da agex

    E’ vero accadueo, Kandel è a casa che sia liscia il Nobel meritatissimo, beato lui, ma noi abbiamo “altri” interessi, ci occupiamo di “clinica” e non di allisciamenti di Nobel, se per questo nel 1938 dettero (non ci ricordiamo chi fosse l’eroe) il Nobel a un signore dotto che aveva scoperto l’utilità terapeutica delle lampadine della luce, a voi serve curare con le lampadine? A noi nò!!!!
    allora, continuerò a parlare sulle vostre comunicazioni, perchè sennò sento di dare risposte che confondono le origini sul discorso di Kandel. Nei post precedenti parlavo con Io mordo sulla teoria della complessità e quella lineare/deterministica, sui modi di fare ricerca. Ebbene, ho preso in considerazione Kandel per il tipo di ricerca che è circolare e quindi come tale, complessa. Ripeto, si parlava solo nel livello di alcuni modi di fare ricerca. Siete arrivati voi dicendo: "Ma il trasferire il modello dell’Aplysia al cervello ci sembra quantomeno azzardato e fuorviante. " ..
    cioè, mi sono sentito come se stessi parlando con una persona del modo di lavorare di un falegname e, arriva una terza persona che dice: "si però trasferire il lavoro di quel falegname nella costruzione della Torre Eiffel mi sembra quantomeno azzardato e fuorviante." . Questo è quello che ho visto e vissuto in queste ultime 'battute' con voi e inoltre continuo a sentire il Vostro forte bisogno di dover parlare per forza di clinica.. anche con la mantide religiosa per dirne una...

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