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Discussione: Omosessualità

  1. #211
    Partecipante Affezionato L'avatar di ockham74
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    Citazione Originalmente inviato da Bulavsky Visualizza messaggio
    Diciamo che neanche i "veri" relativisti sono tali di fatto. Il nostro linguaggio e' strutturato nel modo da affermare la verita'. Ma queste sono discussioni che ci portano oltre il tema discusso.
    Non sono tanto d'accordo sul fatto che la struttura del linguaggio comporti l'affermazione della verità. Ma, ovviamente, bisogna intendersi sul concetto di verità! Per il resto concordo con te, ma penso invece che le tue frasi non concordano tra loro quando scrivi il seguito:
    Citazione Originalmente inviato da Bulavsky Visualizza messaggio
    Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere (c). Non e' comodo, ma e' onesto a differenza di un relativismo a meta', come avevo scritto sopra.
    Ovvero, accettata la prima, la questione sull'onestà o meno è automaticamente risolta: nè il relativista nè il non-relativista sono tali di fatto quando parlano.
    Citazione Originalmente inviato da Bulavsky Visualizza messaggio
    Esatto. Concordo. E dove sono le risposte? Hai un'idea?
    La risposta è la domanda stessa. Quando identifichi la sessualità compi un'operazione di divisione di una parte dell'esperienza e la concettualizzi. La domanda si origina da un'azione analitica del cervello. Niente azione, niente domanda. Se c'è l'azione, nasce una domanda: cosa c'è al confine di ciò che ho separato per farne un concetto? Quale è la sua relazione con il resto dell'esperienza? Come mi insegni tu, ciò di cui non si può parlare va taciuto. La risposta va trovata nel resto dell'esperienza che abbiamo isolato dal concetto sessualità.

  2. #212
    Bulavsky
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    Citazione Originalmente inviato da ockham74 Visualizza messaggio
    La risposta è la domanda stessa. Quando identifichi la sessualità compi un'operazione di divisione di una parte dell'esperienza e la concettualizzi. La domanda si origina da un'azione analitica del cervello. Niente azione, niente domanda. Se c'è l'azione, nasce una domanda: cosa c'è al confine di ciò che ho separato per farne un concetto? Quale è la sua relazione con il resto dell'esperienza? Come mi insegni tu, ciò di cui non si può parlare va taciuto. La risposta va trovata nel resto dell'esperienza che abbiamo isolato dal concetto sessualità.
    Una risposta tanto bella quanto evasiva. Niente ci impedisce di rivisitare i concetti base legati alla sessualita'. Eppure, come diceva il nostro ex presidente (ucraino): abbiamo quel che abbiamo.

  3. #213
    Partecipante Affezionato L'avatar di ockham74
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    eh sì! e come diceva anche quel comico: "la risposta è dentro di voi, solo che è... sbagliata!"

  4. #214
    Partecipante Esperto L'avatar di elenap984
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    Citazione Originalmente inviato da asinov Visualizza messaggio
    l'omosessuale maschio passivo ha erezione?
    Certo che sì..addirittura con il rapporto anale può anche raggiungere l'orgasmo ( se passivo) perchè si va a stimolare la propstata..
    e cmq l'erezione dipende dall'eccitazione..

  5. #215
    Partecipante Assiduo L'avatar di Panphile
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    Dai miei studi appena iniziati :p pare che l'omosessualità nell'uomo possa scaturire da un rapporto eccessivamente simbiotico con la madre. Ovvero,non si realizza mai un distacco psicologico,ma solamente fisico e questa dipendenza (sia della madre nei confronti del figlio,e viceversa) porta il ragazzo ad optare per partner del medesimo sesso,poichè frequentare o relazionarsi intimamente con donne può essere vissuto da quest'ultimo come un tradimento verso la madre.

    Questa è una delle possibili "origini" per così dire,o meglio,uno dei fattori che possono spingere qualcuno a diventare omosessuale. Per il resto,sono ancora troppo inesperta per azzardare ipotesi.


    @Asinov@
    Certo che le può avere. Passivo significa solamente che l'atto sessuale è guidato e svolto dall'altro partner,non che questi sia impossibilitato a recepire stimoli,come se fosse impotente.
    Ma questo che c'entra?O.o



    Alessandra
    Ultima modifica di Panphile : 15-12-2007 alle ore 06.57.50

  6. #216
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Andreuccio M.
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    In questo topic sono stati fatti dei discorsi un po divaganti, che non hanno portato a nulla. Credo che prima di parlare di adozione per le coppie omosessuali, si dovrebbe parlare della possibilità che le coppie omosessuali hanno di "formare" una coppia che abbia dei diritti come quelle etero, e prima ancora si dovrebbe discutere e chiarire l'argomento omosessualità in se e per se, quindi chi sono gli omosessuali e a prescindere da come si è sviluppato il loro orientamento sessuale (che è dovuto a diverse variabili, non oggettive, ma soggettive, quindi per capire come una persona sia gay dovremmo andare ad "osservare" il singolo caso, e mai generalizzare). Io credo che la condizione di "omosessuale" non generi nessun problema in se, se non in riferimento all'accettazione che queste persone hanno di se stessi e della propria condizione, a partire però dalla cultura di riferimento. Quindi direi che il "problema" dell'omosessualità è soltanto relativo alla rappresentazione sociale negativa che si è creata intorno a questo tema. Perché mai allora il popolo Greco non aveva alcun problema ad accettare l'omosessualità?! Perchè mai l'omosessualità è una caratteristica stabile e persistente della popolazione umana ed animale ed esiste da sempre?!
    Inoltre non capisco come si può accomunare l'omosessualità con la pedofilia, io ho molti amici omosessuali e la maggior parte vive relazioni stabili e durature, tral'altro hanno tutti molta consapevolezza di se ed un elevata autostima, sono dichiarati e vivono la loro sessualità con tranquillità, devo ammettere che sono anche delle persone molto sensibili e tendenti all'empatia in maniera a volte maggiore rispetto ad altre persone. Questa è soltanto la mia esperienza, che non ha basi scientifiche , ma che rispecchia la realtà. Non capisco perché una persona che non ha alcun problema evidente, ed anzi sta bene con se stesso e con gli altri, solo perchè omosessuale debba essere considerato "malato". Poi ovviamente gli omosessuali sono persone comuni, quindi possono essere schizofrenici, depressi, e chi più ne ha più ne metta, ma tanto quanto gli eterosessuali. E vi lascio con una domanda...se uno psicologo o psicoterapeuta (che ovviamente è entrato in psicoterapia ed è riuscito a raggiungere un certo equilibrio personale) fosse omosessuale, che ne pensereste?

  7. #217
    Partecipante Affezionato L'avatar di Marcella4
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    Personalmente non so osa credere: se l'eterosessualità è genetica, se è causata da relazioni particolari con la propria madre, se è causata da abuso ecc. ecc. Sicuramente sono tutte ipotesi che mi fanno riflettere e non mi sento di escluderne alcuna. Credo che i 'casi' (sempre se di casi si può parlare) vadano valutati volta per volta, storia per storia e via dicendo. Penso però almeno dalle varie letture che ho fatto e dalla pratica clinica, che, per me, c'è un filo logico nella dinamica che alcuni studiosi degli eventi psicologici (che studiano tali argomenti da molto più tempo di me) fanno parlando rispetto ad alcuni casi di eterosessualità maschile che riguardano apputo l'abuso infantile.

    So what difference does it makes?

  8. #218
    Partecipante Affezionato L'avatar di Marcella4
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    Vi ricordo che non siamo opinionisti, siamo psicologi. Questo per me ha un significato, significa tener conto dei progressi e degli aggiornamenti scientifici e culturali in materia e non, significa saper mettere da parte, quando non riesco a modificare, le mie opinioni personali per accogliere l'altro e allinearmi alle teorie di riferimento della mia disciplina e tenere sempre e comunque presente in materia di psicopatologia il DSM IV, cosa che forse qui si sta stranamente "rimuovendo", anzi sembra quasi una sorta di allucinazione negativa collettiva.
    Il paziente-utente che arriva ha bisogno di noi in quanto psicologi, le nostre opinioni, quando non sono per lui dannose e mortificanti (vedi teorie riparatorie), sono assolutamente inutili.
    Altra cosa che penso è: al di là di quanto sia giusto o sbagliato, o verosimile ciò che affermiamo in materia di omosessualità, il punto è che io trovo discriminante il tono dell'approccio seguito da molti. Trovo discriminante la scelta dell'argomento, come la troverei tale se qualcuno iniziasse ad indagare su cosa abbia influito sulla forma del mio naso, solo perché per lui è un brutto naso o perché è molto diverso dal suo.
    Non so se rendo l'idea. Nessuna polemica, ma vorrei farvi riflettere su altri punti di vista oltre al vostro.

  9. #219
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
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    Se ho gli attacchi di panico, non credo sia discriminante parlarne...probabilmente quello che tu dici è applicabile solo a chi pensa (spero dopo aver studiato) che l'omosessualità è 'ereditaria' (come il tuo naso )...
    Il DSM è un manuale psichiatrico, non psicologico. Lo dobbiamo conoscere...ma non è il nostro 'vangelo'...Tra l'altro il motivo per cui nel DSM non c'è l'omosessualità come patologia è solo per una questione politica in seguito alle pressioni del movimento gay (che è un movimento politico), ma gli psichiatri che costituivano la commissione dell'epoca non erano d'accordo ad eliminarlo dal manuale...

  10. #220
    Postatore OGM L'avatar di Tara_McLay
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    Citazione Originalmente inviato da paroletta Visualizza messaggio
    Il DSM è un manuale psichiatrico, non psicologico. Lo dobbiamo conoscere...ma non è il nostro 'vangelo'...Tra l'altro il motivo per cui nel DSM non c'è l'omosessualità come patologia è solo per una questione politica in seguito alle pressioni del movimento gay (che è un movimento politico), ma gli psichiatri che costituivano la commissione dell'epoca non erano d'accordo ad eliminarlo dal manuale...
    Sono d'accordo che il DSM non è un vangelo.
    Un po' meno d'accordo sulla cancellazione "SOLO" per questioni politiche.

    Innanzitutto non mi risulta proprio che la commissione non fosse d'accordo con l'eliminazione dal manuale. Ci fu un referendum per cui il 55% degli iscritti all'APA era d'accordo con l'eliminazione dell'omosessualità come disturbo.
    E se l'obiezione è <<come accidenti si fa a decidere del destino della patologia con un referendum>> (vero, è scandaloso), si deve ricordare CHI furono i due psichiatri che più di tutti si batterono per il referendum, ossia Socarides e Bieber, sostenitori dell'omosessualità come patologica...se avesse vinto la loro posizione, sarebbe stato scandaloso comunque?

    Le basi scientifiche c'erano, non era <<solo>> la spinta della "lobby gay".
    C'era lo studio del 1957 di Evelyn Hooker, con il Roscharch, per cui protocollo di gay e protocolli di eterosessuali erano indistinguibili (e chi ha fatto un Roscharch, sa quanto va in profondità...), gli studi di Kinsey (criticabili per molti aspetti della metodologia, ma su una scala vastissima), quelli di Master&Johnson, e una certa paccata di studi (Saghir e Robins, 1973; Bell e Weinberg, 1975; Gonsiorek, 1982, Panton, 1960; Dean e Richardson, 1964; Braaten e Darling, 1965; Manosevitz, 1970, 1971; Horstmann, 1972; Pierce, 1973; Siegelman, 1972a, 1972b; Hopkins, 1969; Freedman, 1971; Wilson e Green, 1971.) con vari test di personalità (Minnesota Multiphasic Personality Inventory (MMPI), il 16 Personality Factor Questionnaire (16PF), l’Eisenk Personality Inventory (EPI)) che mostravano come l'incidenza dei disturbi psichiatrici non fosse maggiore nella popolazione gay rispetto a quella omosessuale.
    - Diversamente Intelligente - Ha l'amore di tutti ma non è l'amore di nessuno

  11. #221
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Andreuccio M.
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    Citazione Originalmente inviato da Tara_McLay Visualizza messaggio
    Sono d'accordo che il DSM non è un vangelo.
    Un po' meno d'accordo sulla cancellazione "SOLO" per questioni politiche.

    Innanzitutto non mi risulta proprio che la commissione non fosse d'accordo con l'eliminazione dal manuale. Ci fu un referendum per cui il 55% degli iscritti all'APA era d'accordo con l'eliminazione dell'omosessualità come disturbo.
    E se l'obiezione è <<come accidenti si fa a decidere del destino della patologia con un referendum>> (vero, è scandaloso), si deve ricordare CHI furono i due psichiatri che più di tutti si batterono per il referendum, ossia Socarides e Bieber, sostenitori dell'omosessualità come patologica...se avesse vinto la loro posizione, sarebbe stato scandaloso comunque?

    Le basi scientifiche c'erano, non era <<solo>> la spinta della "lobby gay".
    C'era lo studio del 1957 di Evelyn Hooker, con il Roscharch, per cui protocollo di gay e protocolli di eterosessuali erano indistinguibili (e chi ha fatto un Roscharch, sa quanto va in profondità...), gli studi di Kinsey (criticabili per molti aspetti della metodologia, ma su una scala vastissima), quelli di Master&Johnson, e una certa paccata di studi (Saghir e Robins, 1973; Bell e Weinberg, 1975; Gonsiorek, 1982, Panton, 1960; Dean e Richardson, 1964; Braaten e Darling, 1965; Manosevitz, 1970, 1971; Horstmann, 1972; Pierce, 1973; Siegelman, 1972a, 1972b; Hopkins, 1969; Freedman, 1971; Wilson e Green, 1971.) con vari test di personalità (Minnesota Multiphasic Personality Inventory (MMPI), il 16 Personality Factor Questionnaire (16PF), l’Eisenk Personality Inventory (EPI)) che mostravano come l'incidenza dei disturbi psichiatrici non fosse maggiore nella popolazione gay rispetto a quella omosessuale.
    ti quoto alla grande!

  12. #222
    Angelus_Laguna
    Ospite non registrato
    Verissimo: la massa bigotta avrebbe fatto festa, ma stabilire se una patologia è tale con un referendum...in base alla "popolarità" lo trovo cmq non conosono.
    Quello su cui sono totalmente sicuro invece è che ogni forma di razzismo e discriminazione basata sull' essere omosessuale è qualcosa di meramente barbarico.
    Mi si potrà obiettare che io per primo ritengo possibile che l'omosessualità possa essere un fenomeno di natura patologica: io sò che con tutte le persone, amici in primis, con cui ho parlato di questa mia visione ho sempre dato e insisto nel dire avuto ricambiato lo stesso rispetto di chi ha opinioni diverse basate su concetti diverse, ma che non tocca e non scalfisce minimamente l'affetto, la simpatia, e la stima di una persona.
    Chi ritiene che le persone eterosessuali siano tutte sane e assennate è nel migliore dei casi un illuso.

  13. #223
    Partecipante Affezionato L'avatar di Marcella4
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    ritorno all'oscurantismo?

    Citazione Originalmente inviato da paroletta Visualizza messaggio
    Se ho gli attacchi di panico, non credo sia discriminante parlarne...
    Stai dicendo che l'omosessualità è come il disturbo da attacchi di panico? Spero di aver capito male.
    La persona che soffre di attacchi di panico ha un malessere, l'omosessuale se e quando soffre, è per via indiretta, ovvero per le conseguenze che il suo sacrosanto orientamento ha su una fetta di società. Soffre perché ha paura di non essere accettato, rischia di esser buttato fuori casa, gli amici possono allontanarlo, è esposto più degli altri a forme di mobbing. Il gay, in Italia specialmente, è un soggetto a rischio di discrimnazione, non a caso stava nascendo, su direttiva dell'Unione europea, un disegno di legge per il reato di omofobia, insieme allo stalking.
    C'è chi discrimina apertamente e chi lo fa sottilmente ma comunque rimane dell'idea che il gay sia diverso, nell'accezione negativa/inferiore, rispetto all'etero, come ad esempio chi dice io non ho nulla contro i gay, però proviamo a studiarli, sono un fenomeno interessante!
    Che questo sia fortemente alimentato da una campagna martellante e violenta da parte della Chiesa (che vanta al suo interno fior fiore di omosessuali, come dicono i dati statistici) forse per alcuni passa inosservato, ma non vorrei andare fuori tema.
    Però ecco, io mi auguro che nel fare il nostro lavoro, sia esso clinico terapeutico che di ricerca, analizziamo fino in fondo cosa ci muove e se non ci siano influenze esterne e pressioni di cui forse non ci rendiamo conto e che nulla hanno a che vedere con la Scienza!
    E che tutto questo sostiene certe forme di bullismo che stanno emergendo negli ultimissimi anni verso il ragazzino effeminato, o solo "sospettato", anche se non lo è, di essere gay, forse vi sfugge e stranamente, in quanto promotori del benessere psicologico, non vi rendete conto che vi state sottraendo ad un dovere.


    Il DSM è un manuale psichiatrico, non psicologico. Lo dobbiamo conoscere...ma non è il nostro 'vangelo'.....
    Premesso che uno psicologo non ha alcun vangelo.. Ti trovo un po' confusa. Il nostro esame di stato, ovvero per abilitarci alla professione di psicologi, si basa sulla conoscenza del DMS IV. Le nostre diagnosi psicologiche si esprimono in termini e forme diverse da quelle psichiatriche ma sono comunque allineate e procedono parallelamente e mai in opposizione.
    Il fatto che si sottolineino aspetti diversi, si badi alla qualità ed alla relazione non ha nulla a che vedere con i contenuti del malessere e non giustificano una contrapposizione rispetto ad una diagnosi psichiatrica.
    Se fosse vero ciò che dici psichiatri e psicologi non potrebbero lavorare in equipe. Mentre, oggi come oggi, il lavoro va sempre più in quella direzione, noi stiamo abbattendo la dicotomia tra i vari saperi, l'epistemologia della complessità si muove in termini di integrazione e scambio reciproco e non in termini di chiusura. E' necessario avere un linguaggio comune perché ci possa essere un dialogo tra le discipline.

    Tra l'altro il motivo per cui nel DSM non c'è l'omosessualità come patologia è solo per una questione politica in seguito alle pressioni del movimento gay (che è un movimento politico), ma gli psichiatri che costituivano la commissione dell'epoca non erano d'accordo ad eliminarlo dal manuale.
    Tu hai argomenti di rilievo scientifico per sostenere la tesi contraria? Io credo che le pressioni come le chiami tu non siano sufficienti a far modificare una condizione del DSM IV, stai screditanto l'OMS e l'APA, quindi o sei una scienziata o sei una seguace di Nicolosi. Dico questo perché ritengo che la psicologia debba essere scevra da ogni contaminazione religiosa, politica o altro che ne influenzi e ne orienti il percorso secondo strade diverse da quelle che "Galilei ci ha insegnato".

    PS. Il movimento gay non è per sua natura e origine né politico né altro, è un movimento che nasce dall'esigenza di tutelarsi e combattere la discriminazione del diverso, per cui abbraccia anche cause non direttamente proprie, e che lotta per la promozione della cultura della diversità, dell'ascolto reciproco, della non violenza, e per la promozione del sapere scientifico in ambito psichiatrico e psicologico rispetto alle tematiche omosessuali. Si è mossa anche a livello politico in quanto è in politica che si prendono le decisioni importanti per un Paese e per i suoi abitanti! Ma un partito politico nasce come tale sin dall'inizio e non è questo il caso. Il motivo è stato dettato dall'atteggiamento fortemente ostile verso i gay che evidentemente non sentivano la loro condizione come malattia e hanno cercato di avere maggiore considerazione e rispetto. Il movimento gay nasce per abbattere i pregiudizi.
    Inutile dirti che l'omosessualità è sempre esistita e che nell'antichità era una pratica in uso e anche legittima, per cui solo da un certo momento storico in poi essa diviene patologica e perseguitata.
    Ti ricordo anche che i gay sono stati deportati nei lager nazisti.
    Io non vorrei che perdessimo la nostra memoria storica e che invece di evolverci andassimo indietro. Per carità siamo padroni di farlo in casa nostra, ma almeno evitiamo di farlo sbandierando la causa della ricerca psicologica e cercando di non sporcare questa disciplina e questa categoria professionale.
    Ultima modifica di Marcella4 : 23-12-2007 alle ore 10.47.40

  14. #224
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
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    D'accordo con tutto, tranne che io credo nelle teorie di Nicolosi per quanto riguarda l'omosessualità - senza fare di tuta l'erba un fascio - ovvio

  15. #225
    Partecipante Affezionato L'avatar di Marcella4
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    Io non considero Nicolosi un ricercatore né uno scienziato. Lo considero un cattolico che si diletta in materia di psicologia. Non vedo come tu possa appoggiarlo e contemporaneamente essere d'accordo su tutto ciò che ho scritto.

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