
Originalmente inviato da
Char_Lie
Riguardo al mio giudizio ultimo da dare sul valore di certe cose, credo che nessun altro possa metter becco davvero, posso ragionare là dive ci sono degli errori in cui dico "le cose stanno così" quando invece non è così come credo; ma nel dar valore a qualcosa, quale errore si può mai annidare? Ci dovrebbe piacere di più una donna o dovremmo essere attratti da una persona dello stesso sesso? O questo dovrebbe risultarci indifferente?
C'è una mia gerarchia di valori e preferenze e ci sono quelle di altre persone, e queste gerarchie possono coesistere nella realtà nella misura in cui non vanno in conflitto. Sono in atto diverse guerre per accaparrarsi territori, ci sono conflitti politici e legali di varia natura, ed io non riesco a vedere davvero da nessuna parte una ragione ultima oggettiva ed assoluta.
Io tengo conto del discorso dell'altro, dei suoi bisogni e di quello a cui vuol tendere questo, ma quando l'altro assume e pretende che mi sta aiutando quando tenta di farmi incorporare i suoi valori con qualche sistema educativo, io potrò affermare che non è vero che mi sta aiutando ma sta facendo qualcosa che probabilmente torna utile a lui e non a me? O no?
Un altro secondo me può aiutarmi nella misura in cui rispetta i miei sentimenti, i miei valori e le mie preferenze, se cerca di educarmi con certi tipi di discorsi, non m'aiuta. Può continuare anche su questo registro all'infinito, ma ad aiutarmi non mi aiuta.
Che poi l'altro può fare quel che vuole e gli pare, ed in fin dei conti può anche non aiutarmi affatto, ammazzarmi o buttarmi dalla finestra ed occuparsi degli affari suoi, che lo faccia, ma se nel far questo poi afferma pure che mi sta aiutando, io glielo dico apertamente che nel fare quel che fa, non m'aiuta per niente, questa verità io all'altro gliela dico in faccia, che si arrabbi pure, non me ne frega niente.
Saluti